domenica 30 settembre 2018

L’EQUINOZIO D’AUTUNNO DI FEDERICO EURO ROMAN

Photo courtesy Pietro Roman facebook page
Pietro e Barraduff sanno mediare equilibrio e velocitá, copertura del terreno e risparmio delle forze" Cit. Federico Roman

Dopo i Mondiali di Tryon, la medaglia olimpica di CCE di Mosca, punta la prua del suo Ponty verso Trieste, per l’edizione n°50 della prestigiosa Barcolana, a seguire la missione dell'insegnamento dell'arte equestre.
Intervista a cura di Giulia Iannone



Da poco tempo  rientrato da Tryon è già al timone del suo Ponty per l'evento velico dell'anno, la Barcolana. Sappiamo che avrà un equipaggio a cinque cerchi: ci spiega di che si tratta e se può fare i nomi di queste personalità equestri?
“ Il termine Barcolana deriva da Barcola , quartiere di Trieste sulla costa verso Miramare) L idea di partecipare alla 50a Barcolana, nella mia città natale con atleti olimpici triveneto-istriani ai quali si sono aggiunti cavalieri speciali e figli olimpici. Tutti in discipline diverse dalla vela . Abdon Pamich, Bronzo olimpico della marcia a Roma e oro a Tokyo, Alessandro Argenton,Oro a squadre Tokyo, argento individuale a Monaco, anche cavaliere da corsa in ippodromo, recordman di corse ad ostacoli vinte in Italia, Pietro e Luca Roman, insieme a Rio, Ferdinando Acerbi dressagista paralimpico, Alessandro Fiorani riserva a Los Angeles e velista, e altri che dovranno muovere le vele”
Ponty in navigazione
"“Nell’era della ricerca del consenso come cardine che determina gli indirizzi, credo fortemente ancora che nello Sport ,uno non equivalga ad uno . Con tutto il rispetto per le scelte oggettivamente utili di filosofia weberiana, non posso ingannare me stesso rinunciando ad esprimere le riflessioni che mediano l’evoluzione culturale del nostro sport con la conoscenza approfondita e multidecennale dall’epoca d’oro dell’ Equitazione Italiana ad oggi del nostro ambiente…”  questa la premessa di Federico Roman alla nostra conversazione tra equitazione e vela.


Un equipaggio olimpico del livello del Ponty potrebbe essere allestito per guidare la nostra federazione? Mi spiego meglio,  federazioni come quelle della scherma, del canottaggio, della canoa, della ginnastica artistica e ritmica ha i propri campioni che appesi gli attrezzi al chiodo, continuano da dirigenti. Per noi da qualche tempo non è più così. Che ne pensa? 
“La penso come Antonio Padellaro, che dell’ esclusione dell’Italia dai mondiali di calcio, disse  : le scelte su base più o meno meritocratica di chi crea gli indirizzi determina, nel medio-lungo tempo, la crescita dei numeri e del consenso a scapito dei risultati di vertice o viceversa. È politicamente poco redditizio dire la verità: superato un certo livello critico, numeri ed elite sono in concorrenza . Una dirigenza di ex atleti/tecnici non contaminati dalla malattia elettorale ridarebbe sicuramente vigore all’agonismo di vertice. Ma questo è al momento nel libro dei sogni.”

Un giudizio sul completo di Tryon e sui mondiali in generale, visto da Lei grande Tecnico e coach che ha ricoperto il ruolo di Ct ed è  pietra miliare della nostra formazione equestre. Cosa le è piaciuto e cosa proprio non le è piaciuto!
“Ottimo il  percorso, selettivo per la classifica ma abbordabile da tutti, nemmeno un cavallo caduto. Bravo Mark (Phillips, ndr)  ! Peggior cosa la totale assenza di tenda e schermi  per  tecnici e squadre alla partenza del cross  . Ho visto il cross  di Pietro quasi solo più tardi nei replay  e nemmeno un bicchiere di acqua od un panino lungo il percorso. In generale impianti ottimi e sovrabbondanti, organizzazione gentilissima ma ingenuamente lacunosa e confusionaria. Si vedano le prove di  endurance e reining . Logistica debole e per noi, tutto molto faticoso e dispersivo .”
Photo courtesy Massimo Argenziano

Suo figlio Pietro è stato protagonista di una splendida rimonta: dal dressage ( che in genere lo ha premiato in questi anni di più, forse Barraduff ha accusato il lungo viaggio?) ad un giro di cross velocissimo. Quale è stato il segreto di questo cross che ha messo in luce Pietro ed il grigio irlandese di casa Roman? Forse una opzione particolare che gli ha dato ragione. In essa tutta l’esperienza dell’alloro olimpico di Mosca?
“Pietro e Barraduff hanno ancora , nel tessuto tecnico e nei metodi di allenamento ricevuti, il retaggio dell’epoca in cui il Completo si integrava con il mondo delle corse, e sanno mediare equilibrio e velocitá, copertura del terreno e risparmio delle forze. La semplificazione nell’ approccio ai salti ,con collaborazione vera tra cavallo e cavaliere, è alla base di queste sintesi".
Photo Courtesy Pietro Roman facebook page
"...unica ipotesi utile per tutti, continuare a seminare idee , concetti e tecnica della mia esperienza con i cavalli in chi, a prescindere dalle convenienze di breve corso, vuole migliorare, guardare lontano e mantenere forte il valore formativo della persona nello Sport ."
Cit. Federico Roman

Quali erano i punti più delicati del cross country?
“Gli angoli grigi con varie opzioni ed una leggera pendenza. Il laghetto centrale nella via diretta che ha penalizzato Brecciaroli, pur se a sinistra l’alternativa che hanno affrontato anche le squadre più veloci, pesava sul tempo di soli pochi secondi .”
L’atteso Uragano Florence, ha deconcentrato in parte atleti e cavalli?
“Per noi direi poca influenza. , in GB la gara sarebbe andata avanti secondo programma”

E la fase del salto ostacoli giunta dopo una giornata di pausa anzi a riparo dalla tempesta, cosa ha rappresentato?
“il  salto ostacoli bellissimo, e del giusto livello mondiale, è stato sicuramente agevolato  dalla giornata di riposo di cavalli e cavalieri. Complessivamente la miglior prova della nostra squadra.”
L’Italia non ha centrato la qualifica olimpica con la squadra. Dovremo attendere l’europeo dell’anno prossimo. Su facebook, una giornalista ha parlato di peggioramento della prestazione della squadra italiana del completo. Lei cosa ne pensa?
“Nel confronto continentale, inutile negare i numeri: abbiamo molte più nazioni europee davanti rispetto al bronzo di Strzegom 2017 . Nell’ avvicinamento alla selezione per Tryon, è mancata la competizione , i cavalieri emergenti dell’anno scorso non ci sono stati, per i tre binomi esperti ( Schivo, Roman, Sandei) è stato molto più semplice , rispetto all’anno scorso, entrare in squadra, sintomo non positivo per la disciplina. Va anche ricordato, peró, che l’ultima volta che l’Italia ha ottenuto la qualifica ai mondiali fu ( selezionatore e Consigliere responsabile, il sottoscritto) nel 1998 a Roma, dopo la squalifica della GB per un cavallo positivo al doping-test : finimmo sesti ed eravamo a casa “.
Photo courtesy Pietro Roman facebook page
"Nell’avvicinamento alla selezione per Tryon è mancata la competizione , i cavalieri emergenti dell’anno scorso non ci sono stati, per i tre binomi esperti ( Schivo, Roman, Sandei) è stato molto più semplice , rispetto all’anno scorso, entrare in squadra, sintomo non positivo per la disciplina."
Cit. Federico Roman

Quale binomio a Tryon l’ha colpita particolarmente – italiano o straniero come desidera- per intesa, prestazione tecnica, cuore?
“Mi ha colpito il tramonto di cavalieri che ho ammirato enormemente nel passato, specie i due vecchi della squadra neozelandese, accanto prove superbe dei colleghi di successiva generazione . Esempi ai quali ispirarsi ? Colpito in positivo ed in generale dagli inglesi e dalla squadra giapponese che in marcia verso Tokyo ha un team variegato ma molto affiatato e positivo, in un evidente progetto di investimento verso la Olimpiade.”
Cosa c’è in cantiere per Federico Roman, dopo Tryon e Barcolana, tra vela e completo?
“Primavera-autunno 2019 scoperta della Croazia centro meridionale, Montenegro ed Albania. Probabile inverno ad Itaca o Cefalonia. Nel frattempo inverno vicino a Trieste, con la doppia scusa, parenti e barca, per tornare a vivere i refoli di bora, come da piccolo. Ma anche a conferma dell’importanza di sentire più vicini i legami della terra e del sangue, nell’epoca matura, alternati all’opposta emozione di odisseica memoria di “entrare in porti sconosciuti prima . Per quanto riguarda il completo, semplice .... tornando all’inizio dell’intervista , unica ipotesi utile per tutti, continuare a seminare idee , concetti e tecnica della mia esperienza con i cavalli in chi, a prescindere dalle convenienze di breve corso, vuole migliorare, guardare lontano e mantenere forte il valore formativo della persona nello Sport . Nel pubblico, credo sempre meno e non saprei proprio essere il Tria di turno . È probabilmente il mio maggior limite , ma non me ne pento !”

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