giovedì 4 ottobre 2018

SARA MORGANTI SI RACCONTA INTENSAMENTE DOPO TRYON

PARADRESSAGE
Photo Courtesy Sara Morganti facebook page
"Una delle cose più belle che mi sono sentita dire, da persone non proprio addette ai lavori, che tutto quello che eseguo in rettangolo appare semplice e facile e spontaneo”. Cit. Sara Morganti


“PER ANDARE AVANTI, LA DOMANDA NELLA VITA, COME NELLO SPORT ,DEVE DIVENTARE: “ PERCHE’ NON A ME”?
 di Giulia Iannone

Abbiamo letto tante cose sulla Campionessa del Mondo Sara Morganti in questi giorni: risultati,  ragionamenti tecnici e  descrizione del suo team.  Eppure  mancava  ancora qualcosa. Desideriamo  portare alla ribalta, le emozioni ed i sentimenti che hanno alimentato questa avventura mondiale, ma ancora prima, che caratterizzano la nostra  atleta azzurra speciale, che incanta da molto tempo, i nostri cuori.
Ecco cosa ci ha raccontato al telefono…

Cosa ha rappresentato per lei questa avventura a Tryon e queste due medaglie d’oro conquistate in America?
“ E’ un po’ difficile esprimere cosa possono aver rappresentato per me. Un po’  sono ancora incredula e non realizzo ancora di aver vinto questi due ori. Durante la preparazione, visti i risultati che erano abbastanza buoni, speravo in una medaglia, questo non lo nascondo, però non avrei mai sognato di arrivare a tanto, confermando sia l’oro di 4 anni fa nel freestyle, che migliorare il risultato  tecnico, dall’argento all’oro. E’ scontato dire che sono estremamente felice. Un buon risultato mi serviva per dare un senso a tutto il mio impegno ed il sacrificio che metto in questa attività, specialmente durante quest’anno, durante il quale ho avuto molte difficoltà da un punto di vista fisico. Ci sono stati dei momenti in cui non ero neanche sicura che avrei potuto continuare la preparazione e partecipare al mondiale. La fatica è stata ancora più grande. Se non avessi raggiunto dei buoni risultati mi sarebbe dispiaciuto molto, perché mi è stato insegnato, fin da bambina, che quando ci si impegna con fatica e sacrifico, i risultati vengono. Non doveva essere necessariamente una medaglia d’oro, ma almeno un risultato che reputassi proporzionato all’impegno profuso. Dietro c’è stato tanto lavoro, la vera ricompensa è stata aver  potuto vivere una gioia così e poterla condividere con tutte le persone che mi hanno aiutato.”
Photo Courtesy Sara Morganti facebook page
"lo sport può dare un grande contributo , perché insegna ad essere disciplinati, ad impegnarsi, ad accogliere il sacrificio, ad avere rispetto per le altre persone, anche per gli avversari, ma soprattutto, ti regala il grandissimo piacere di praticarlo. "
Cit. Sara Morganti

Entriamo più nello specifico. Lei ha detto che ci sono stati tanti momenti grigi e  tante difficoltà.  Raccontiamo tutto  alle persone , anche come messaggio di speranza, perché lo sport va oltre quello che noi vediamo consumarsi in pochi minuti di gara. Cosa c’è dietro questi risultati, che sono tre considerando anche il grande score del team test. Inanellati con grande “leggerezza” pensando solo all’esercizio nell’arena dressage?
“In primis c’è  l’allenamento quotidiano, che uno sportivo deve e sente la voglia di  fare per gareggiare ad alto livello. Oltre a ciò, ho la necessità di  coniugare lavoro ed allenamento su una situazione di salute che già di partenza ,per la patologia che ho, non è delle migliori. In più quest’anno  è stato tutto  particolarmente difficile perché ho avuto un periodo di peggioramento, è stato duro portare avanti gli allenamenti, il lavoro, gli impegni istituzionali. Nel contempo, desidero vivamente  portare avanti il messaggio dello sport che giunge in soccorso, che ci aiuta e consente di essere  progettuali verso il futuro.  Quando ci sono momenti di difficoltà, non necessariamente di salute ma anche di qualcosa di generale, quando viene meno la fiducia in noi stessi, quando vi sono problemi di tipo psicologico, di vita in generale,  lo sport può dare un grande contributo , perché insegna ad essere disciplinati, ad impegnarsi, ad accogliere il sacrificio, ad avere rispetto per le altre persone, anche per gli avversari, ma soprattutto, ti regala il grandissimo piacere di praticarlo. L’equitazione mi fa sentire libera, capace, senza pensieri, mi regala tante sensazioni interiori, in più mi regala la possibilità di fare dei progetti positivi per il futuro, rappresenta una spinta motivazionale per la mia vita, per le difficoltà che si presentano, per la mia salute, nella normalità, perché sono consapevole che come me anche gli altri vivono le proprie difficoltà e disagi. Hai più desiderio di superare e di non fermarti, perché hai  dei progetti positivi da realizzare,  che non deve essere per forza un mondiale, o una olimpiade, ma può essere anche un obiettivo minore, anche solo passare una bella domenica con gli altri, all’aria aperta, con i cavalli, una qualsiasi cosa positiva, guardare una motivazione. E questo lo sport te lo regala. Per questo sono sia delegata per la provincia di Lucca per il comitato paralimpico che rappresentante degli atleti, perché ci credo tanto in quello che lo sport può fare. Veramente tanto.”
Photo courtesy Sara Morganti facebook page
"Ho comprato Royal Delight nel 2010 ed abbiamo fatto un cammino di crescita insieme, tanto che adesso ci conosciamo profondamente a vicenda." cit. Sara Morganti

Si dice che la kur sia un racconto. Lei ha dato un bellissimo nome alla sua kur: “Royal Delight, walk of love”. Cosa racconta questa danza tutta al passo?
“ Probabilmente la mia  storia con  Royal Delight.  Una storia che va avanti da 8 anni. Ho comprato Royal Delight nel 2010 ed abbiamo fatto un cammino di crescita insieme, tanto che adesso ci conosciamo profondamente a vicenda. Siamo riuscite negli anni ad ottenere dei bellissimi risultati e a vivere insieme delle gioie veramente molto grandi. Alla fine, questa strada al passo, ci ha portato adesso proprio col freestyle, a realizzare un risultato che è incredibile. Penso che rappresenti proprio la nostra strada di questi anni, il nostro binomio. Quello che effettivamente dovrebbe essere un binomio fatto di una comunicazione e rispetto reciproco , il più possibile invisibile perché condiviso . Una delle cose più belle che mi sono sentita dire, da persone non proprio addette ai lavori, che tutto quello che eseguo in rettangolo appare semplice e facile e spontaneo”.
Photo courtesy Sara Morganti facebook page
"...Questo è sport: supportarsi a vicenda, anche quando si tratta di avversari che dovrebbero essere tuoi  rivali in campo.” cit. Sara Morganti

I cavalli entrano a far parte della nostra famiglia e dei nostri affetti. Nella scala dei valori ,chi è Royal Delight e che posto occupa nel suo cuore?
“Royal è sicuramente una fetta importante della mia vita. Ovviamente nella scala dei valori la famiglia, gli amici e gli affetti umani sono al primo posto. Ma lei è parte della mia famiglia. Lei dico, come tutti gli animali quindi cito Ferdinand che è l’altro mio cavallo. Ho il difetto di affezionarmi in modo molto forte a tutti i cavalli con cui ho a che fare, quindi anche Lucky One che non è mia, ma che sto montando da un anno. Con tutti gli animali con cui entro in contatto instauro un legame importante, forse li umanizzo anche troppo, però mi danno così tanto, che per me è inevitabile.”
Gara a squadre. Una sua compagna viene eliminata. Questo sicuramente le ha fatto rivivere ciò che è accaduto a lei ,in prima persona, a Rio 2016, quando dopo essere stata eliminata, ha continuato la sua gara facendo il tifo per i compagni azzurri a bordo campo. Mandiamo un messaggio, a tutti gli sportivi, cui può succedere un episodio del genere, perché bisogna accettare le regole del gioco. Come si fa a trovare la forza per andare comunque avanti e lasciarsi alle spalle un momento del genere?
“ Sono riuscita a trovare la forza per andare avanti proprio perché ero alimentata comunque dall’amore e dalla passione  per lo sport che pratichiamo. E questo deve essere il mood principale: praticare il nostro sport per il piacere di praticarlo. La gara dobbiamo viverla solo come un momento di verifica in relazione al lavoro che abbiamo svolto. Se riusciamo a viverlo in questo modo è come nella vita, dimensione nella quale possono  capitarci delle cose che non ci piacciono o che non ci sembrano giuste, che ci fanno stare male, però noi non possiamo e dobbiamo fermarci. Ho vissuto delle ingiustizie nella vita, più grandi, e meno controllabili, penso a quando ho avuto la mia diagnosi che ho vissuto come una ingiustizia, mi sono immediatamente chiesta “ PERCHE’ A ME?” e lo facciamo per qualsiasi cosa brutta che ci capita. Alla fine, riflettendoci meglio, la risposta deve diventare “PERCHE’ NON A ME”? allora se uno vive in questa ottica qui e si guarda intorno, e guarda quante cose possono capitare, ci rispondiamo che può succedere di peggio. Se uno ci pensa bene. L’ingiustizia di una eliminazione, come quella che può essere capitata a me a Rio, non poteva essere una battuta di arresto definitiva. Certo, sono stata male per un po’, non mi è sembrata giusta la motivazione e quanto altro. Ma non poteva essere sufficiente a fermarmi. E’ un ostacolo ma non un limite assoluto. Come tutti gli altri ostacoli, della vita di tutti i giorni o della vita sportiva,  li possiamo incontrare e  quindi possono  essere superati. Alla fine ho ragionato così”.
photo courtesy Sara Morganti facebook page
"...Poter regalare della gioia a chi mi ha aiutato"
Cit. Sara Morganti

Cosa porterà per sempre nel cuore, di questo Mondiale: pensavo ad un ricordo, un incontro, una emozione, una immagine?
“ A parte il poter regalare della gioia a chi mi ha aiutato, vorrei rispondere menzionando  il momento in cui ho ricevuto,  da tutti i concorrenti anche stranieri, anche miei avversari, i complimenti e l’apprezzamento unanime di agonisti e tecnici di paesi lontani, che il mio risultato è pienamente meritato e giustamente raggiunto. Anche e specialmente visto quanto era accaduto a Rio 2016. Sentirselo dire dagli avversari diretti, anche  del mio grado, dà veramente senso a quello che facciamo. Questo è sport: supportarsi a vicenda, anche quando si tratta di avversari che dovrebbero essere tuoi  rivali in campo.”
Dopo questo tripudio di emozioni, Sara Morganti su cosa lavora e quali sono i progetti per la fase conclusiva della stagione ?
“ Appena tornata in Italia, sono andata subito a lavoro in senso di impiego: sono segretaria in una azienda informatica con un lavoro part time, l’altra metà della giornata vado in maneggio, seguo i miei cavalli e dò anche una mano in maneggio, faccio lezioni, poi il sabato e la domenica mi dedico a montare e basta. Spesso poi capitano anche impegni istituzionali allora sono pieni anche i week end, però va bene così.  Quanto al lavoro equestre, Royal si è meritata a pieno di fare una meritata vacanza: di solito le diamo un paio di settimane di vita da cavalla andando in paddock, un po’ in giostra, gira alla longe. Noi abbiamo un patto di amicizia da rispettare! Ho ricominciato  già a montare Ferdinand : lui la semi-vacanza l’ha fatta mentre ero via ai Mondiali,ora è rientrata anche Lucky One, perché lei era ritornata a casa sua ,sempre in coincidenza con Tryon. Adesso abbiamo da fare il programma di gare, ma penso che si ricominci il prossimo anno. Per ora si fa il lavoro a casa, tra stages e lezioni”.


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