giovedì 22 settembre 2022

UNO STAND AI WEG 2022 EVENTING AN DRIVING. ALICE FORCUCCI ESPONE

L'INCONTRO UNO STAND AI WEG 2022 EVENTING AND DRIVING ALICE FORCUCCI E LA SELLERIA CAROSI ESPONGONO AL MONDIALE
Abbiamo incontrato Alice Forcucci, appassionata di equitazione nonché giovane imprenditrice, titolare della "nuova" Selleria Carosi, durante i Weg 2022 dei Pratoni del Vivaro, durante la fase del concorso completo. Sempre sorridente, entusiasta, piena di fantasia e buon umore, ci ha accolto nel suo stand con la solita simpatia e gentilezza, e con l 'occasione abbiamo scambiato 4 chiacchiere. Ecco cosa ci ha raccontato nell'occasione... Di Giulia Iannone . Come è nata l'idea di affittare uno stand ai weg 2022 eventing e driving?* "Ho approfittato dell'iniziativa di Lazio Innova per lo sviluppo economico. Sinceramente non avrei mai immaginato di poter essere presente come selleria ai mondiali di equitazione e quando ho saputo di questa opportunità non ho potuto lasciarmela sfuggire. Dove si trova la tua selleria e come si chiama, da quanto tempo la gestisci e che peculiarità ha?* "La mia selleria si trova a Sacrofano, un paesino appena a nord di Roma, si chiama Amali srl, ed è l'ex Selleria Carosi, che abbiamo rilevato, assieme a mia madre, nel 2019. Offriamo una vasta gamma di prodotti sia per la monta inglese che per la monta americana, e abbiamo mantenuto anche un angolo di abbigliamento ed accessori moda. La Selleria Amali vuole essere soprattutto un luogo di incontro e di scambio per appassionati del settore, e per chi desidera avvicinarsi a questo mondo." Credo non sia stato semplice organizzare ed allestire. Raccontaci le tue giornate come sono mutate per tenere testa a tale impegno stimolante ma impegnativo. "L' organizzazione di un evento di questa portata non è facile, soprattutto considerando che abbiamo avuto dei tempi molto stretti, ma fortunatamente ho avuto il supporto di molte persone a cui sono davvero grata. Ovviamente essendo noi solo in due in negozio abbiamo dovuto dividerci e il lavoro è raddoppiato, ma gli sforzi e l'impegno sono stati assolutamente ripagati. Come è stata l'attività nel piccolo villaggio commerciale weg, a parte la polvere dei pratoni che è entrata ovunque? *Hai incontrato un pubblico variegato e stravagante da tutto il mondo? Segnalaci qualcuno che ti ha colpito particolarmente e cosa cercava nel tuo stand?*
"Polvere tanta, ma della terra toccata da campioni internazionali in fondo! Ho incontrato moltissime persone provenienti da ogni parte del mondo, ma la persona che mi ha colpito di più è stato un trainer di New York che prepara i cavalli con approccio olistico. Un artista dall'abbigliamento stravagante, che applica con successo, anche lo yoga all'addestramento equestre. Non cercava qualcosa in particolare e credo sia entrato per curiosità, ha poi preso una giacca per la moglie, ma soprattutto abbiamo avuto un piacevole scambio di opinioni ed informazioni. Anche l'interazione con gli altri exhibitors è stata piuttosto stimolante." Ti sei divertita?* "Mi sono divertita. Molto. È sempre entusiasmante condividere una passione. È stato anche emozionante ritrovare persone che non vedevo da anni." Alice Forcucci, parlaci di te, presentati in breve e dicci cosa ti lega ai cavalli e perché?* "Non amo molto parlare di me. Sono cresciuta in mezzo agli animali, compresi i cavalli, e con loro mi sono sempre sentita a casa." Dall'equitazione per passione, alla gestione di un negozio di articoli equestri, passando per una non breve parentesi, che ti stava un pó stretta, come commessa da decathlon sempre nel reparto equitazione. Come è andata questa avventura che ti ha portato fino a questo punto?* "Mi sono trovata a lavorare da Decathlon, per caso. Doveva essere una parentesi estiva che si è poi trasformata in una lunga storia di 11 anni. Essendo appassionata di sport e di natura, sono stata sempre parte del reparto equitazione. Ho conosciuto moltissime persone interessanti e fatto tanta esperienza. Col tempo, ho iniziato a non sentirmi più al mio posto, e ho deciso di andare via. Nel frattempo, stava chiudendo la storica Selleria Carosi, e così io e mia madre, abbiamo iniziato questa avventura." Sei riuscita a vedere qcosa del weg eventing ? cosa ti è piaciuto di più di questa fase concorso completo e cosa invece un pochino meno?* "Purtroppo non ho potuto seguire le gare, ma ho sentito un tifo caloroso e ricevuto notizie dai visitatori dello stand. Ho anche intravisto qualche passaggio del cross, sempre molto emozionante per me, e intravisto i Lancieri di Montebello, in preparazione per il Carosello. Non avendo potuto seguirlo molto, non posso dire di più sul WEG eventing ma posso testimoniare la presenza di un pubblico numeroso ed entusiasta."

martedì 14 giugno 2022

LA “NUOVA VESTE” DEL MANUALE L’ABC DEL CAVALLO SPORTIVO DI GIULIA IANNONE.

IN COPERTINA, I CAVALLI DEL CUORE E DI VITA DELL’AUTRICE.
E’ uscito in questi giorni, edito da Edizioni Progetto Cultura, di Marco Limiti, il manuale tecnico di equitazione, aggiornato, ampliato, potenziato, l’Abc del cavallo sportivo, con una nuova veste grafica, nuovi contributi, sezioni e perle esclusive del settore equestre. Una sezione storica nuovissima dedicata alla storia del dressage italiano ed ai suoi fondatori. Il testo originale nasce nel 2015, da un piccolo quadernetto di appunti, che la giovane Giulia, compilava ed arricchiva e costantemente aggiornava durante gli anni della formazione equestre, iniziata in giovane età. Esperienze, incontri, dialoghi, confronti, verifiche, stimoli, dubbi, ricerche, ore di osservazione studi ed approfondimenti personali, libri, articoli tratti da riviste del settore. Cresceva l’atleta ed anche il diario, in termini di pagine compilate ed anche si modificava il modo di agire e pensare. Il piccolo diario di appunti equestri, è stato tirato fuori dal cassetto nel 2010, in occasione del corso di formazione per Oteb, frequentato a Roma, corso pilota in Italia, poiché innovativo, partito per prima a Roma e Milano. In quel contesto emerse la grave carenza di testi aggiornati, curati, dettagliati, utile per la didattica equestre in crescita. Fu allora che le pagine sparse del piccolo quadernetto iniziarono a prendere forma, dopo ed attraverso un duro lavoro durato ben 3 anni, prima ricerche di documentazione ad ampio raggio, poi man mano la stesura dell’opera , le correzioni, il confronto e la fusione con il piccolo diario che si è trasformato in un’opera concreta e completa. La prima edizione è stata indicata come testo di riferimento per esami di passaggio al I livello –junior, Young Riders e Senior, ed inserito nel kit di studio dell’Unità didattica 1 “Conoscenze di base”. A 5 anni dalla pubblicazione del Manuale, l’Abc del cavallo sportivo, di Giulia Iannone, edito da edizioni Progetto Cultura, è parso doveroso lavorare ad un aggiornamento del testo. Si parte dalla copertina, verde come l’erba luminosa, che presenta adesso i volti dei cavalli del cuore e che hanno contribuito a formare e sviluppare l’anima e lo spirito equestre dell’autrice, ai quali deve tantissimo in termini di conoscenza, consapevolezza, emozione, empatia e sensibilità equestre, sono state inserite nuove schede tecniche, nuovi contributi, completando e potenziando alcune sezioni, in base anche alle esigenze di studente dei corsi di formazione FISE, che la Iannone sta continuando a frequentare assieme all’ultimissimo corso di candidato giudice E di dressage, in svolgimento in questi mesi. Nell’agosto 2020, la scrittrice ed amazzone salernitana di origine, ma romana di adozione, è finalmente diventata istruttore di Dressage di I livello e sta ultimando adesso i moduli per il conseguimento del II livello, e mentre studiava per l’esame nazionale, si è resa conto, che il libro necessitava assolutamente di una nuova veste e nuovi elementi che lo facessero di nuovo camminare al passo con i tempi, così come la tecnica e la pratica equestre si muovono costantemente assieme a noi ed allo sviluppo ed evoluzione dei nostri cavalli.
“Sono molto fiera orgogliosa ed emozionata, di presentare ai lettori, gli aggiornamenti e le Nuove schede di approfondimento” dice Giulia iannone nella nota introduttiva al testo” , con speciali contributi : del “Maestro” italiano per eccellenza, il cavaliere Olimpionico, Euro Federico Roman, del cavaliere cultore della tradizione equestre italiana caprilliana, veterinario e docente, Marco Reitano, di uno tra i Primi , Veterinario Osteopata per cavalli in Italia, Vittorio Maria Rocchelli, la scheda comparata uomo-cavallo del muscolo ilo-psoas, il prospetto storico del Dressage Italiano, con le biografie- concordate direttamente ove possibile, con i protagonisti del settore- dei nostri” fondatori” della disciplina, che ci hanno rappresentato per la prima volta alle Olimpiadi ed ai Campionati del Mondo, , Fausto Puccini, Daria Fantoni, Paolo Giani Margi, Laura Conz, Pia Laus, Mauro Roman, la tecnica di Doppia Longe del cavaliere del salto ostacoli, Franke Sloothaak approvata dal Global Dressage Forum del 2016, uno studio che proviene dall’Inghilterra sulla “corda” per girare alla longe, messa in discussione e smontata nella sua validità biomeccanica, grazie all’opera della veterinaria e fisioterapista equina, Lynne Wilson, e molto altro ancora”. Il testo ha ricevuto anche l’attenzione, ancora una volta, del Comitato Regionale Fise Lazio, e la seconda prefazione al testo è stata effettuata dal Presidente del comitato Lazio, Avv. Carlo Nepi. Scrive il Presidente Nepi nella sua nota introduttiva” Il nuovo libro, come un'ideale corda tesa tra passato e presente, è stato potenziato nella sua parte storica, con una sezione dedicata alla storia del dressage italiano, disciplina a cui l'autrice è molto legata. In un periodo, quale l'attuale, in cui il valore dell' "esempio" come strumento didattico e pedagogico sembra non godere più di molta popolarità, merita un plauso la trattazione della figura dell'Istruttore Maestro di vita, con il suo portato culturale ed esperienziale, vero punto di forza di numerosi grandi Istruttori, ricordati dai propri allievi anche come limpidi esempi di educatori - non a caso si parla di "discipline" equestri. Concetti che oggi possono far sorridere, ma rispetto ai quali vale la pena fare lo sforzo di approfondire per comprenderne il valore.” Molte altre le novità che desideriamo non svelare completamente per non togliere al lettore, il piacere di sfogliare il nuovo testo, che presenta davvero una gradevole veste grafica. Piccole grandi perle tecniche e concettuali che portano ancora maggiore profondità e spunti di riflessione al lettore, del settore o meno, che possa trovare giovamento e voglia di andare oltre il semplice Abc del cavallo sportivo.Il testo è dedicato ad un vasto pubblico di appassionati, curiosi, neofiti, gente del settore e rappresenta un valido strumento di consultazione, anche per coloro che abbiano intenzione di prendere parte a corsi di formazione nel settore equestre. Il manuale, consta di 440 pagine, foto in bianco e nero, schede tecniche di approfondimento ed incontri speciali con personalità del settore equestre, un indice dettagliato che ne facilita la consultazione. Può essere acquistato on line su www.progettocultura.it alla voce nuovi libri. Costo di copertina, 21 euro. GIULIA IANNONE. Nasce a Salerno. Appassionata di equitazione, inizia ad andare a cavallo sin da piccola, ottenendo il I grado Dressage. Operatore Tecnico di Base dal 2011, nel 2020 diventa istruttore federale di Dressage di I livello, e sta continuando gli studi alla volta del II livello. Giornalista pubblicista, ha all’attivo diverse esperienze nell’ambito del giornalismo equestre dal web alla carta stampata, alla tv. Ha collaborato con diverse riviste del settore.

martedì 7 giugno 2022

ANDREW NICHOLSON ALWAYS WINS, EVEN AS COACH

After the victory of the Swiss team, at the Pratoni del Vivaro, we contacted their coach, the great former rider of eventing, Mr. Andrew Nicholson, to carry out an interview. Despite his numerous commitments, and thanks to the intervention of his wife and his very kind staff, we were able to complete the meeting online. Here's what Andrew told us about the Switzerland he coached. By Giulia Iannone How did you come up with the idea and the proposal to have Andrew Nicholson follow the Swiss eventing team as a whole? “I was approached by Dominik Berger at the World Equestrian games in Tryon in 2018 where he asked if I would be interested in becoming the cross country trainer for the Swiss team to help them to qualify for the Olympics in Tokyo.” What situation did you find and what were the interventions, or the changes you made, on the work, on the programs, on the methods immediately? “When I started to work with the riders I found that they had not had much help in this area of training before but they were very eager and willing to learn, and did everything I asked of them in training.” How long have you been with the Swiss team now? “4 years” How many times do you follow the pairs , in what way and what kind of spirit, motivation and commitment did you notice on the part of the riders, in following your training? “I work 4 or 5 times with the riders from January to March in Switzerland before they start the competitions. We have normally a 2 day training session each time. When the competitions start I will then travel to the important events so I can walk the cross country course with the riders and advise them in their preparation.” What technical level did you find, and what kind of atmosphere did you manage to create in the team or was there already cohesion and team spirit? “In the beginning when I started to work with them, there weren’t very many rider and horse combinations competing at the top level. Over the last few years there are more riders who have progressed to ride at the top level which is credit to the overall training program for them. They work very well together as a team and there is a good positive atmosphere where they want each other to do well for the sake of their team.” Do you like being a coach, after competing so much around the world? “I enjoy working with this group of riders very much as they want to learn and improve.” What is or was the most obvious technical problem to work on? “The biggest technical problem was to communicate with them as I don’t speak Swiss German or French!” Do you take care of all three tests or just the cross country test ? “I work mainly on the cross country but I also work closely with Gilles Ngovan who is the dressage trainer and with Lesley McNaught, their showjumping trainer. This is overseen by Dominik Berger who is a fantastic chef d’equipe and organizes us all.” Did you expect this beautiful triumph in Italy, at the Pratoni del Vivaro? Can you comment on this triumph? “. I expected the team to do well as their results have been very impressive this year at International events, but to win and beat some of the best Eventing nations in the world, was a very proud moment for me.” Since you started today, what is the most important change you have noticed in the Swiss team that you wanted to bring to fruition? “Winning competitions !” How is your work as a technician going on now? “We are now preparing for our final competitions which are the build up for the World Games in Pratoni in September.” I ask you a question "of the devil"! but also a little bit interested. And if Italy asked you, would you come to coach our team as a whole? What would you start from? Un fortunately I am not enabled, but it would be a great dream!!!! “ I wouldn’t change my role at the moment. The Italian team are lucky to benefit from the advice and guidance of my great friend Stefano Brecciaroli whom I respect a lot!”
VERSIONE ITALIANA ANDREW NICHOLSON VINCE SEMPRE, ANCHE COME COACH Di Giulia Iannone Dopo la vittoria della squadra svizzera, ai Pratoni del Vivaro, abbiamo contattato il loro allenatore, il grande ex completista internazionale, mito del mondo del completo, Mr. Andrew Nicholson, per realizzare un'intervista. Nonostante i suoi numerosi impegni, e grazie all'intervento della moglie e del suo gentilissimo staff, abbiamo potuto portare a termine l'incontro online. Ecco cosa ci ha raccontato Andrew sulla Svizzera che ha allenato. Come nasce l'idea e la proposta di far seguire, proprio ad Andrew Nicholson, da poco ritirato dalla carriera agonistica, la squadra svizzera del completo? "Sono stato avvicinato da Dominik Berger ai giochi mondiali di equitazione a Tryon nel 2018, dove mi ha chiesto se fossi interessato a diventare l'allenatore di cross country della squadra svizzera per aiutarli a qualificarsi per le Olimpiadi di Tokyo". Che situazione hai trovato e quali sono stati gli interventi, o le modifiche che hai fatto, sul lavoro, sui programmi, sulle modalità nell'immediato? "Quando ho iniziato a lavorare con i cavalieri, ho scoperto che non avevano avuto molto aiuto in quest'area dell'allenamento prima, ma erano molto desiderosi e disposti ad imparare e hanno fatto tutto ciò che ho chiesto loro durante l'allenamento". Da quanto tempo sei coach della la squadra svizzera adesso? "4 anni" Quante volte segui i binomi, in che modo e che tipo di spirito, motivazione e impegno hai notato da parte dei cavalieri , nel seguire i tuoi allenamenti? “Lavoro 4 o 5 volte con i cavalieri, da gennaio a marzo, in Svizzera prima che inizino le gare. Normalmente abbiamo una sessione di allenamento di 2 giorni ogni volta. Con l’inizio della stagione agonistica, li ho seguiti agli eventi importanti per poter percorrere il percorso di cross country con gli atleti e dare indicazioni e consigli importanti per interpretare al meglio il percorso di campagna”. Che livello tecnico hai trovato, e che tipo di atmosfera sei riuscito a creare nella squadra o c'era già coesione e spirito di squadra? “All'inizio, quando ho cominciato a lavorare con loro, non c'erano molti cavalieri e cavalli che gareggiavano ai massimi livelli. Negli ultimi anni ci sono più cavalieri che sono progrediti raggiungendo i massimi livelli, il che è merito del programma di allenamento generale, ideato ed approntato per loro. Lavorano molto bene insieme come una squadra e c'è una buona atmosfera positiva, desiderano realmente che l'altro, il compagno di squadra faccia bene, per il bene della loro squadra". Ti piace fare l'allenatore, dopo aver gareggiato così tanto in giro per il mondo? “Mi piace molto lavorare con questo gruppo di cavalieri perché vogliono imparare e migliorare”. Qual è o era il problema tecnico più evidente su cui lavorare? "Il problema tecnico più grande è stato quello di comunicare con loro perché non parlo svizzero tedesco o francese!" Ti occupi di tutti e tre le prove o solo del test di cross country? “Lavoro principalmente sul cross country, ma lavoro anche a stretto contatto con Gilles Ngovan che è l'allenatore di dressage e con Lesley McNaught, il loro allenatore di salto ostacoli. Questo è supervisionato da Dominik Berger che è un fantastico chef d'equipe e ci organizza tutti". Vi aspettavate questo bel trionfo in Italia, ai Pratoni del Vivaro? Puoi commentare questo trionfo? “. Mi aspettavo che la squadra facesse bene dato che i loro risultati sono stati davvero impressionanti quest'anno agli eventi internazionali, ma vincere e battere alcune delle migliori nazioni di eventi al mondo, è stato un momento che mi ha riempito di grande orgoglio". Da quando hai iniziato oggi, qual è il cambiamento più importante che hai notato nella squadra svizzera che volevi portare a compimento? "Concorsi vincenti!" Come procede adesso il tuo lavoro di tecnico? "Ci stiamo ora preparando per le nostre gare finali che sono la preparazione per i Giochi Mondiali di Pratoni a settembre". Ti faccio una domanda "del diavolo"! ma anche un po' interessata. E se l'Italia te lo chiedesse, verresti ad allenare tutta la nostra squadra? Da cosa partiresti? Purtroppo non sono abilitata, ma sarebbe un grande sogno!!!! “Non cambierei il mio ruolo in questo momento. La squadra italiana ha la fortuna di beneficiare dei consigli e della guida del mio grande amico Stefano Brecciaroli che stimo molto!” Photo courtesy Andrew Nicholson eventing

sabato 4 giugno 2022

RITA CAGLIOTI ; PRIMA AL MONDO A POTER APPLICARE IL KINESIOLOGY TAPE SUI CAVALLI

L 'INCONTRO CON RITA CAGLIOTI CAVALLO E CAVALIERE : DIVERSI NEL CORPO UGUALI NELLO SPIRITO Di Giulia Iannone
E’ Rita Caglioti ad avere ottenuto, a Latina, il riconoscimento Ufficiale, dall’Università di Seoul, per insegnare ed applicare Kinesiology tape sui cavalli. Nel momento in cui ho dato l'ultimo esame, con mia grande sorpresa, mi è stata insignita la nomina di pioniere del metodo sugli equini come prima al mondo a poter applicare il kinesiology tape sui cavalli” Chi è Rita Caglioti: si presenti nella maniera che più le fa piacere. Qual è il fil rouge che la collega all’ambiente equestre? “Sono nata a Soriano Calabro nel 1959. Mio padre, per esigenze lavorative, si è spostato in Germania. Quando avevo circa 3 anni, la mia famiglia si è trasferita a Roma. Ho sempre amato e desiderato di avere un cavallo tutto mio , non solo per poterlo montare ma anche per potermene prendere cura. Storie e racconti di cavalli sono state la linfa vitale ed il filo conduttore che hanno nutrito la mia fantasia di bambina, devo moltissimo al mio caro papà che mi ha proiettato, in un certo senso, verso questa solida passione. Il mio amore per gli animali e la danza classica, come espressione di armonia e leggiadria, sono dopo confluiti nella disciplina equestre del dressage. Sempre per lavoro, la mia famiglia, nel 1968 si è stabilita a Latina, e fu mio padre, a portarmi a montare a San Felice Circeo. Ho iniziato ad andare regolarmente a cavallo, intorno ai 10 anni circa. Da sempre sono interessata al benessere degli amici animali, mi occupo anche di recupero dei rapaci in collaborazione con la LIPU. Ho lavorato per oltre 7 anni, presso l’allevamento del Colle rosso, curando ed occupandomi del benessere dei puledri, e per oltre 2 anni presso l’allevamento di Acciarella, in cui oltre ad occuparmi del benessere, mi sono anche messa alla prova, domando alcuni soggetti. Ho studiato anche tecniche di massaggio come Massofisioterapia, Linfodrenaggio, Massaggio pediatrico, Massaggio emolinfatico,Micro massaggio cinese, Riflessologia plantare, Bio naturopatia umana ed equina, ho una specializzazione in fiori di Bach e fitoterapia. Sono abilitata nello stretching del cane, nel massaggio equino ed il relativo insegnamento, pranoterapeuta, ho portato a compimento la formazione completa per l'insegnamento della tecnica fitness Gyrotonic. In questi ultimi 15 anni mi sono dedicata al Kinesiology Taping “Pranataping” conseguendo il titolo di Instructor Kinesiology Taping Curativo ed Instructor Linfotaping. Sono la prima a livello mondiale ad avere il riconoscimento ufficiale per Equine Kinesiology Taping Therapy (Università di Seul), Iscritta attualmente ad osteopatia equina. Il 3 dicembre 2017 ho partecipato al Simposio con il diretto ideatore del metodo ovvero il Dott. Kenzo Kase, presso la fondazione Santa Lucia, situata in Roma, cogliendo i massimi insegnamenti nella loro innovazione sul metodo.
Come ha conosciuto il kinesio taping e come l’è venuta l’idea di ottenere il riconoscimento per l’insegnamento di questo metodo ,dall’università di Seoul, applicata agli equini? “ In età adolescenziale, ho praticato arti marziali, per la precisione Kung fu. Il mio maestro applicava dei cerotti elastici e delle fasce sulle mie mani divenute dolenti a seguito degli allenamenti. Nel periodo in cui mi preparavo per i campionati italiani di dressage, la mia fisioterapista spesso, mi applicava il kinesiology tape, per lenire il dolore e farmi tornare in forma. Il percorso per l'insegnamento è stato molto lungo, in quanto non essendo veterinaria non ho potuto accedere subito all'equino, di conseguenza ho dovuto fare tutta la formazione sugli umani, linfotaping e finalmente sono riuscita ad accedere al percorso sugli equini, in quanto, nel frattempo mi sono iscritta a osteopatia equina. Il kinesiology Taping è un metodo nella sua massima purezza, in quanto il mio professore ,docente dell'università di Seul, ha appreso a sua volta il metodo, dal diretto ideatore Kenzo Kase. ed è inoltre un ricercatore scientifico. Nel momento in cui ho dato l'ultimo esame, con mia grande sorpresa, mi è stata insignita la nomina di pioniere del metodo sugli equini come prima al mondo a poter applicare il kinesiology tape sui cavalli” Per curiosità, vorrei sapere proprio concretamente, in che maniera è stata abilitata all’insegnamento dall’ Università, se possibile? “ Ho fatto 7 anni di istruzione sul metodo Kinesiology Taping, attraverso studi e pratica.”
I suoi corsi come avvengono e dove avvengono. Come sono strutturati, a chi si rivolgono, magari può indicare i costi, il materiale didattico, chi sono i docenti, quali sono i cavalli che adoperate a titolo di studio? Sarebbe utile avere queste informazioni per appassionare i lettori. “ I corsi di formazione da me tenuti, hanno subito variazioni nel tempo, dal 2014 ad oggi. All'inizio, offrivo i corsi e anche le applicazioni di Equine Kinesiology Taping, in quanto in Italia, il metodo era poco conosciuto. Ho avuto aule di svariati numeri di persona. Nel tempo ho deciso di fare anche corsi individuali per questioni pratiche. I corsi di formazione si suddividono in: Corso base, strutturato in 2 giornate, la prima parte in aula si occupa di trattare la figura del cavaliere. La seconda parte si svolge in scuderia. Il Corso intermedio, invece consta di 1 giornata di Specializzazione ed 1 giornata di lavoro alla Tesina utile per accedere al Master . Poi ci sono le varie specializzazioni inerenti le diverse parti del corpo del cavallo quindi: Spalla, Testa, Treno posteriore, zona Viscerale, Sistema linfatico. I corsi si svolgono in scuderie che hanno il piacere di ospitare l’unità didattica . Il materiale didattico è composto di tavole di anatomia equina, quaderno, penna, forbici e ovviamente i rotolini di Kinesiology Tape. Nel corso base è stata inserita la lezione di anatomia e biomeccanica equina, tenuta da un docente esterno molto qualificato. Riguardo ai cavalli, si prediligono cavalli con problematiche inerenti al livello del corso, proprio per verificare l'efficacia del metodo e avere riscontro immediato in merito alla didattica ed all’applicazione dello strumento curativo”
Ad horas, quanti allievi hanno preso parte ai corsi e quanti già operano? “Non sono molti e le persone che effettivamente operano sono tre di cui due nel Lazio ed una in Emilia Romagna” Cosa ha potuto notare durante questa sua attività di formazione? “Che le persone si avvicinavano al metodo, inizialmente, per curiosità. Molto scetticismo iniziale, ho fatto e faccio tuttora molta fatica, anche nel momento in cui provano personalmente un'applicazione e dopo i cavalli mostrano miglioramenti e cambiamenti, alcuni dicono che si è trattata solo di una coincidenza! Ma i cavalli mi danno molta più soddisfazione perché fanno capire a tutti i presenti di stare meglio.”
Cosa desidera divulgare e sensibilizzare in maniera più incisiva tra cavalieri, istruttori, proprietari, appassionati? “Dal punto di vista biomeccanico, dato che il benessere fisico del cavallo, ottenuto attraverso una corretta richiesta atletica e posturale, è alla base di un equilibrio fisiologico e nervoso, desidero far capire che il Kinesiology Tape, trova una sua precisa collocazione e utilità anche per la preparazione atletica del cavallo sportivo. Sia per lo sforzo anaerobico che per quello aerobico. La decontrazione muscolare è la condizione base per la compressione di tutta la “macchina cavallo”. Il muscolo morbido, tonico, pulito e drenato dalle tossine dello sforzo, comodo nel lavoro attraverso una giusta e corretta tensione nel riallineamento corretto delle articolazioni, pronto a lavorare con la giusta ed efficiente energia elettrica delle sue fibre, non può che aumentare e migliorare molto le performance sportive e agonistiche del cavallo.” C’è qualcosa che l’ha colpita durante i suoi corsi, un episodio, una notazione di qualche allievo…che vale la pena riportare? “ Durante un corso di formazione abbiamo applicato il Kinesiology tape, alla cavalla di una ragazza di circa 10 anni. Montandola, dopo l'applicazione, la giovanissima amazzone, di nome Clelia, è arrivata a cavallo verso di me, con una gioia negli occhi immensa , dicendomi che la cavalla risultava essere morbidissima in destra, quando in genere non riusciva proprio a farla lavorare da quella parte con facilità. Inoltre mi fa piacere aggiungere, che con uno dei miei allievi è nata una sinergia lavorativa. L’allievo si chiama Stefano Vitali: fisioterapista e osteopata equino, docente di osteopatia animale.”
Desidera aggiungere qualcosa a quanto ho già chiesto ? “ Vorrei dire che l'efficacia del Kinesiology Tape trova riscontro anche a riposo. Il nastro kinesiologico, applicato sulla pelle, crea delle convoluzioni a livello cutaneo. Il Kinesiology Tape lavora per effetto biomeccanico e creando un'azione proprocettiva, pertanto lavora attraverso il movimento ma anche attraverso piccole azioni. Per questo motivo è molto importante l'applicazione del Kinesiology Tape nel cavallo in lavoro, ma anche in box poiché a riposo il Kinesiology Taping continua a lavorare. Attraverso i miei studi, volti al benessere del cavallo, affinché non vengano trasmesse, o si riducano al minimo le tensioni del cavaliere, ho creato alcuni protocolli, tra cui una serie di piccoli esercizi dedicati al cavaliere abbinati al Kinesiology Taping, con uno specifico esercizio. In questo modo, sia il cavallo che il cavaliere-amazzone, durante il lavoro, possano trovarne beneficio prolungato nel tempo: sia nel lavoro a terra che montato. Ormai lo abbiamo capito bene tutti che bisogna allenarsi fisicamente in palestra, spesso per svariate ragioni, talvolta non è possibile. Questo tipo di percorso di allenamento che può essere svolto insieme al cavallo, porta a creare una sintonia maggiore ed una armonia di corpo e mente tra cavallo e cavaliere: "Diversi nel corpo uguali nello Spirito.” Sono solita affermare! Mi sono avvicinata allo yoga ed alla meditazione dall'età di 13 anni. e’ stato questo a farmi comprendere, fin da subito, che gli esercizi che il mio corpo non riusciva ad eseguire stando disattenta; mi riuscivano in maniera corretta e semplice "connettendomi" con una respirazione corretta, una “Horsemeditation” in maniera dinamica” Non reputa che potrebbe essere utile una sinergia con la Fise, per poter creare un percorso facilitato e dedicato, a quanti già hanno frequentato moduli di veterinaria e biomeccanica atta all’insegnamento, all’interno dell’iter degli istruttori, visto che spesso i primi migliori terapisti dei cavalli, sono cavalieri ed istruttori? “È la prima cosa che ho fatto: informare la Fise Lazio dell'esistenza di questo metodo naturale, per il benessere dei cavalli. Era il 2014, ma da allora, non ho avuto alcun contatto o espressione di coinvolgimento lavorativo da parte del Comitato Regionale anche per una semplice richiesta dimostrativa del metodo” Le foto sono state gentilmente concesse da Rita Caglioti, Equine Kinesiology Taping Equine Biomechanics Equine massage & Lymphatic drainage Pranataping Self healing Postural work on binomial horse and rider

sabato 5 marzo 2022

“SANDRO CENTINAIO”, UN INSIEME ARMONICO DI SENSIBILITA’ E PRONFONDO SENSO DEONTOLOGICO. IL RICORDO DI MARCO REITANO

di Giulia Iannone A poche ore dalla dipartita terrena del Dott. Alessandro Centinaio, abbiamo contattato il suo collega ed amico veterinario, Col. Marco Reitano, presente in Spagna, a Vejer de la Frontera, per un servizio Fei, che immediatamente, di getto e senza esitazione, ci ha fatto pervenire il suo ricordo personale e toccante, via mail. (la foto del Dott.Reitano è tratta dalla facebook page di Marco Reitano, a firma del magazine poniamo che ringraziamo per la concessione)
“ Non è facile salutare adeguatamente e ricordare persone dotate di particolare spessore umano, è ancora meno facile farlo, quando esiste un forte coinvolgimento emotivo. Si rischia di dilungarsi; troppe le cose da dire o da scrivere o da riportare. Conobbi personalmente Sandro (Centinaio,ndr) allo Show di Dublino di fine anni ‘80. Io ero al seguito di una squadra Ufficiale e lui era presente per visitare tutti i cavalli di interesse, a fini di acquisto, da parte del Cavaliere, Graziano Mancinelli. Eravamo ambedue impegnati, ma parlammo a lungo del nostro lavoro, confrontandoci molto proficuamente. Ebbi di lui subito lì impressione di una persona brillante, pragmatica e straboccante di passione per il Suo lavoro. In seguito, le nostre strade si incrociarono molte altre volte: CSIO Di Roma, Commissione veterinaria federale, convegni vari e congressi. Era sempre un passo avanti a tutti. Come un vulcano “proponeva” nuove idee, sia nel campo sportivo che in quello dei palii e giostre e per il benessere del cavallo, ed il ruolo del veterinario, erano i punti fissi delle sue attenzioni. Inventò l’ ambulanza per cavalli, ponendosi almeno 20 anni avanti alle istituzioni ed alla sensibilità sociale. Concepì nuove figure, non professionali, così dette “laiche”, dal conduttore dell’ ambulanza agli aiuti, inizialmente denominati “horse tutors”, in grado di supportare al meglio il veterinario ed il cavallo in caso di grave incidente. Studiò un protocollo operativo di pronto soccorso, comunicando e descrivendo minuziosamente tutte le sue prime esperienze in proposito. Nei diversi contesti, era sì l’ animatore del gruppo, ma sempre molto rispettoso degli altri e dei relativi ruoli. Oltre ad essere trainante, era aggregante e si faceva in quattro per il gruppo. Prezioso il suo contributo per conciliare le esigenze del cavallo e quelle del cavaliere, alle rigorose, ed un tempo, eccessive regole sportive, internazionali contribuendo di fatto al cambiamento epocale dell’ antidoping del cavallo, dalla tolleranza zero al controllo delle medicazioni necessarie per la salute del cavallo stesso, durante le competizioni. E ancora tante altre cose. Insieme a questo “ribollire” di idee ed attività, coesistevano armonicamente in “Sandro” una sensibilità non comune ed un profondo senso deontologico. Una volta mi chiamò un mio cliente che viveva in una regione diversa dalla mia e mi disse che aveva approfittato della presenza del Dott. CENTINAIO in scuderia, per fargli visitare il suo cavallo. Mi raccontò della visita e poi concluse dicendomi “ ….. al momento di pagarlo non ha voluto niente, poiché mi ha detto di aver visitato il cavallo per conto del collega Reitano” Cosa si può dire di più? Sandro è per me una di quelle persone, per cui è motivo di orgoglio esserne stato Amico. Sono quelle occasioni rare, che in una vita si possono contare su poche dita. Arrivederci Sandro!

venerdì 25 febbraio 2022

A TU PER TU CON CARLOS DODERO “LA MIA EQUITAZIONE BORN IN U.S.A”

Close Up Di Giulia Iannone
Abbiamo incontrato il cavaliere ed istruttore Argentino di nascita, ma italiano di adozione, Carlos Dodero Senior, in un momento di pausa dalle lezioni quotidiane, al suo quartier generale attuale, ovvero il Centro Equestre Monterotondo, di cui è Direttore Tecnico da circa un anno. Parliamo degli albori della sua passione equestre: come è entrato a far parte della sua vita il cavallo atleta? “Ho iniziato ormai tantissimi anni fa, quando avevo 7 anni. Sono già 52 anni che sto con i cavalli! Ero a Buenos Aires. Da piccolo avevo un cane. Sono passato davanti ad una scuderia ed il proprietario mi ha chiesto se mi piacevano i cavalli... è così che è scattata la scintilla ed ho cominciato a montare a cavallo. Crescendo poi piano piano ho cambiato diverse scuderie. A 16 anni ero già semi professionista.” La sua formazione tecnica ed i suoi maestri? “ Il Maestro più importante della mia vita è stato il Dr. Hugo Miguel Arrambide, cavaliere e campione argentino che ha saltato tante volte in Europa, assieme ad esempio a Piero e Raimondo D’Inzeo, Graziano Mancinelli...e tutti i grandi cavalieri italiani. Veniva spesso a gareggiare a Piazza di Siena ed a Torino, insomma in quelli che erano gli eventi equestri di prestigio dell’Italia del tempo, ma comunque su tutti i campi gara del mondo. Ha partecipato ad Olimpiadi , ha fatto tutto! Questo è stato il mio maestro principale. Ho fatto stages con l’Ungherese Bertalan De Nemethy, il maestro dell’equitazione americana, con George Morris , Katie Monahan Prudent e tanti altri buoni istruttori americani. Perché ci tengo a sottolineare che la mia equitazione è prevalentemente americana. A quel tempo ricordiamo che gli americani avevano una percezione più sviluppata degli italiani in merito all’equilibrio del cavallo”
Per parlare di un cavaliere in maniera precisa bisogna ricordare e citare i cavalli della propria carriera, magari quelli del cuore? “Ricorderei un cavallo che ho lavorato personalmente sin da quando era puledro, si chiamava “ Siete De oro ”, poi ho fatto altri “grandi cavalli” , i cavalli argentini che ho portato a fare la qualificazione per le Olimpiadi e per il Campionato del mondo. L’ultimo cavallo che ho fatto è Tres Dias, con cui ho partecipato ai Weg qui a Roma. Poi ho saltato con i cavalli della Sigra Nicoletti dell’allevamento che sta a Piacenza, con uno di questi mi qualificai per le Olimpiadi di Barcellona, poi ricordo Condor dell’Uccellaia. Ma ci sono tanti altri cavalli bravi con cui ho saltato! “ Si dice però che un cavaliere abbia un solo grande cavallo in carriera. Il suo? “ Ma tutti sono stati per me grandi cavalli, che mi hanno aiutato e portato a fare tante cose importanti. Forse posso dire di avere una stima speciale per il mio primo cavallo, Spruce Yahgan, ero giovane e con lui a 17 anni ho fatto parte della squadra argentina per i Campionati panamericani a Indianapolis. Si quello posso dire che sta “ nel mio cuore” per sempre! poi c’è l’altro cavallo qualificato per la gara delle Olimpiadi di Seoul, si chiama “Suri Yahgan” dell’allevamento che gestivo in Argentina, qui in Italia è stato importante per me “Lasc Chavodier “ e Condor dell’Uccellaia. Certo non posso dimenticare Tres Dias con cui ho fatto il Campionato del Mondo qui a Roma e che poi hanno montato anche i miei figli”.
Quali sono i risultati agonistici più importanti della sua carriera? “ La qualificazione per il Campionato del Mondo e conseguente partecipazione ai Weg, ma anche calcare il suolo di Piazza di Siena e quello mitico di Aquisgrana. “ Il ricordo di gara più bello? “ Scendere in gara per difendere i colori del mio paese ai WEG qui a Roma, nello Stadio Flaminio nel 1998. Fu una emozione molto grande. Tornavo a Roma solo per fare il Campionato del Mondo, dopo essere stato per ben due anni a Buenos Aires. Dopo, però, sono rimasto una altra volta a vivere qua in Italia, non sono più tornato indietro in Argentina” La domanda è d’obbligo: come mai dall’Argentina si è trasferito in Italia qui a Roma? “Certo! All’epoca avevo uno sponsor molto buono in Argentina poi è terminato il contratto dopo 10 anni di lavoro ed ho deciso di venire in Italia, perché amo molto questo paese, e subito ho cominciato a lavorare al Centro Ippico Capannelle dove stava prima Raimondo D’Inzeo ed io ho preso il suo posto! Se non fosse andata bene in Italia sarei andato in Spagna e se no negli Stati Uniti! Ho avuto fortuna! Così a 31 anni ho preso tutta la mia famiglia, moglie e figli ed ho detto “Cambiamo paese”! la vita del cavaliere è questa, è proprio così che va! Volevo provare in un'altra nazione, ed ora dopo tanti anni sono diventato italiano al 100%”
Da cavaliere ad istruttore, come è avvenuto il passaggio? “ E’ tutta la vita che faccio anche l’istruttore! Nel periodo in cui non avevo cavalli per fare le gare, mi sono trovato a fare le prime lezioni. Poi adesso è un po’ di tempo che sto un po’ male con la cervicale, sono tre mesi che non monto, altrimenti monterei tutti i giorni! Mi piace molto insegnare e trasmettere agli allievi, ho passione anche per questo aspetto dell’equitazione. Quando poi l’allievo ha volontà io mi appassiono ancora di più, mi piace davvero trasmettere la tecnica del salto. Credo però che più delle parole, d elle spiegazioni, dei libri, delle lezioni, un istruttore può dare l’esperienza vissuta. Reputo che questa sia la lezione più significativa da offrire all’allievo” Lei attualmente dove svolge la sua attività? “Attualmente sono il Direttore Tecnico ed Istruttore del Centro Equestre Monterotondo, seguo tutti gli allievi, da quelli che cominciano a fare le gare, quindi dalle 90 in su ed ho già un buon gruppo di atleti che posso anche schierare nelle 130, 140 e 150. Nel mio lavoro di istruttore, in questo circolo, sono coadiuvato anche da due Istruttori di base, e mi piace dire che Camilla Tesse è il mio braccio destro, mentre Elisa Vaccarini è il mio braccio sinistro. Camilla Tesse, under 25, è una amazzone che ha cominciato da piccola con me. Aveva 9 anni e mi fido pienamente del suo lavoro. Lei si è formata ed è cresciuta giorno dopo giorno con i miei insegnamenti. Oggi ha 22 anni. Quando non sono in scuderia, posso lasciare in tutta serenità e fiducia tutti gli allievi, perché so che lei è in grado di far svolgere gli esercizi di lavoro in piano o piccoli esercizi sul salto, secondo quello che è il programma che ho in mente. A lei ho dato l’incarico di portare avanti i miei allievi che hanno bisogno di ricevere le basi tecniche equestri. Posso dire che Camilla, ha compreso a pieno il metodo equestre che mi sta a cuore. Si badi bene, il metodo equestre è unico, uguale per tutti, però ogni istruttore ha il suo “libro” che è diverso, e lo applica seguendo i parametri e le esperienze personali di come ha vissuto sul campo, la propria vita equestre. Questo centro è stato fondato e diretto da un gruppo di proprietari che mi appoggiano molto e credono in me e nelle mie risorse tecniche ed umane. Stiamo aumentando progressivamente il numero degli allievi, e stiamo assistendo ad una crescita positiva e numerica. Ringrazio la famiglia Leonardi, Claudio e Mauro Mancini, Paolo, Marco, tutte persone molto interessate ed appassionate e desiderose di far decollare questo progetto tecnico ed equestre “
Carlos, allora con una frase o con un breve pensiero, quale è il suo metodo? “ Io mi rifaccio al metodo caprilliano italiano, che è stato esportato e concretizzato dagli Americani. Questi ultimi hanno trasformato l’equilibrio. A me piace moltissimo questo modo di montare in salto ostacoli. Per un periodo ho lavorato secondo il sistema tedesco, però alla lunga non mi è piaciuto, ho cambiato metodo. Il sistema americano mi ha dato molti risultati, prima come cavaliere, mi sento di dirlo con franchezza, e dopo come istruttore, avendolo applicato a tutti i miei allievi” La sua storia equestre è affascinante. Lei venuto dall’Argentina e con una formazione tecnica americana è vicinissimo all’indole ed allo stile equestre italiano in maniera perfetta. Che ne pensa? “ Se riflettiamo, la matrice comune tra Italia ed America è l’intuizione di Caprilli! Con il tempo c’è stata una evoluzione, perché tutto va cambiando e tutto va avanti. Mi trovo molto di più con questo tipo di equitazione rispetto al metodo tedesco. Perché tiene conto dell’equilibrio e delle esigenze del cavallo che si monta, invece di imporre baricentri e modificare l’equilibrio. “ Dell’equitazione contemporanea, può citare un cavaliere che stima, che apprezza? “ Antonio Alfonso. Forse sono un po’ di parte, perché gli ho insegnato tanto! Ma è un cavaliere molto preparato, molto bravo.” A livello internazionale? “ Anche se ha la sua età, per me una figura da ammirare è Nick Skelton!” Quest’anno a Roma, nello storico impianto dei Pratoni del Vivaro, finalmente recuperato e rimesso a nuovo, si svolgeranno i Weg di completo. Per tutti gli equestri comunque è un motivo di orgoglio e grande attesa. Il concetto del campionato del mondo…cosa può dare ad un paese come l’Italia ed a lei cosa riporta alla mente ? “Tanti ricordi, tante emozioni, immagini di vita, sensazioni, aspirazioni, aspettative. Il completo per un istruttore rappresenta la base formativa tecnica, l’interdisciplinarietà, il rispetto e l’attenzione a tre discipline che si esprimono e fioriscono sul corpo dello stesso cavallo. E’ una disciplina fondamentale che ci suggerisce moltissimi argomenti ed idee. Secondo me sarà spettacolare poter ospitare in Italia questo evento, è una momento positivo per gli Italiani che potranno godere della presenza e della partecipazione di tanti cavalieri del mondo, di tante espressioni tecniche ed equestri coinvolgenti, differenti ma al contempo complementari. Sarà un momento magico da vivere. Noi poi abbiamo grandi cavalieri del mondo del completo, io ammiro molto Stefano Brecciaroli, che si divide benissimo tra completo e salto ostacoli, ed io lo trovo fantastico e molto competitivo anche come ostacolista. Ottima immagine ed espressione di forza, precisione, adrenalina, ed eleganza in rettangolo”
Quando insegna lei cosa desidera di trasmettere agli allievi come concetto primario? “ Freddezza, lucidità nel sapere aspettare il salto, dopo aver organizzato il giusto galoppo e la giusta traiettoria, e di imparare a costruire meticolosamente l’avvicinamento al salto. Quando si lavora e si assimilano questi due elementi, allora si può crescere senza fretta.” Dell’insegnamento che vede oggi in giro, cosa non le piace o la disturba? “ Quello che vedo in giro in tutto il mondo, non solo in Italia, che non mi piace, che reputo non esatto in equitazione, è il non avere il controllo del cavallo, presentare un cavallo non ben addestrato, non compatto, non avere una gestione corretta del cavallo. Vorrei dire ai giovani di dedicarsi molto al lavoro in piano, con dedizione, con pazienza, con passione. Senza questo non si può costruire una buona gestione del cavallo e delle buone distanze.” Per il futuro, cosa desidera? “ Desidero continuare a lavorare e veder crescere giorno dopo giorno tutti questi allievi, non solo nello sport, ma anche nella vita”.

venerdì 4 febbraio 2022

“LA MIA EQUITAZIONE BORN IN U.S.A”

Close Up A TU PER TU CON CARLOS DODERO Di Giulia Iannone Parliamo degli albori della sua passione equestre: come è entrato a far parte della sua vita il cavallo atleta? “Ho iniziato ormai tantissimi anni fa, quando avevo 7 anni. Sono già 52 anni che sto con i cavalli! Ero a Buenos Aires. Da piccolo avevo un cane. Sono passato davanti ad una scuderia ed il proprietario mi ha chiesto se mi piacevano i cavalli... è così che è scattata la scintilla ed ho cominciato a montare a cavallo. Crescendo poi piano piano ho cambiato diverse scuderie. A 16 anni ero già semi professionista.” La sua formazione tecnica ed i suoi maestri? “ Il Maestro più importante della mia vita è stato il Dr. Hugo Miguel Arrambide, cavaliere e campione argentino che ha saltato tante volte in Europa, assieme ad esempio a Piero e Raimondo D’Inzeo, Graziano Mancinelli...e tutti i grandi cavalieri italiani. Veniva spesso a gareggiare a Piazza di Siena ed a Torino, insomma in quelli che erano gli eventi equestri di prestigio dell’Italia del tempo, ma comunque su tutti i campi gara del mondo. Ha partecipato ad Olimpiadi , ha fatto tutto! Questo è stato il mio maestro principale. Ho fatto stages con l’Ungherese Bertalan De Nemethy, il maestro dell’equitazione americana, con George Morris , Katie Monahan Prudent e tanti altri buoni istruttori americani. Perché ci tengo a sottolineare che la mia equitazione è prevalentemente americana. A quel tempo ricordiamo che gli americani avevano una percezione più sviluppata degli italiani in merito all’equilibrio del cavallo” Per parlare di un cavaliere in maniera precisa bisogna ricordare e citare i cavalli della propria carriera, magari quelli del cuore? “Ricorderei un cavallo che ho lavorato personalmente sin da quando era puledro, si chiamava “ Siete De oro ”, poi ho fatto altri “grandi cavalli” , i cavalli argentini che ho portato a fare la qualificazione per le Olimpiadi e per il Campionato del mondo. L’ultimo cavallo che ho fatto è Tres Dias, con cui ho partecipato ai Weg qui a Roma. Poi ho saltato con i cavalli della Sigra Nicoletti dell’allevamento che sta a Piacenza, con uno di questi mi qualificai per le Olimpiadi di Barcellona, poi ricordo Condor dell’Uccellaia. Ma ci sono tanti altri cavalli bravi con cui ho saltato! “ Si dice però che un cavaliere abbia un solo grande cavallo in carriera. Il suo? “ Ma tutti sono stati per me grandi cavalli, che mi hanno aiutato e portato a fare tante cose importanti. Forse posso dire di avere una stima speciale per il mio primo cavallo, Spruce Yahgan, ero giovane e con lui a 17 anni ho fatto parte della squadra argentina per i Campionati panamericani a Indianapolis. Si quello posso dire che sta “ nel mio cuore” per sempre! poi c’è l’altro cavallo qualificato per la gara delle Olimpiadi di Seoul, si chiama “Suri Yahgan” dell’allevamento che gestivo in Argentina, qui in Italia è stato importante per me “Lasc Chavodier “ e Condor dell’Uccellaia. Certo non posso dimenticare Tres Dias con cui ho fatto il Campionato del Mondo qui a Roma e che poi hanno montato anche i miei figli”. Quali sono i risultati agonistici più importanti della sua carriera? “ La qualificazione per il Campionato del Mondo e conseguente partecipazione ai Weg, ma anche calcare il suolo di Piazza di Siena e quello mitico di Aquisgrana. “ Il ricordo di gara più bello? “ Scendere in gara per difendere i colori del mio paese ai WEG qui a Roma, nello Stadio Flaminio nel 1998. Fu una emozione molto grande. Tornavo a Roma solo per fare il Campionato del Mondo, dopo essere stato per ben due anni a Buenos Aires. Dopo, però, sono rimasto una altra volta a vivere qua in Italia, non sono più tornato indietro in Argentina” La domanda è d’obbligo: come mai dall’Argentina si è trasferito in Italia qui a Roma? “Certo! All’epoca avevo uno sponsor molto buono in Argentina poi è terminato il contratto dopo 10 anni di lavoro ed ho deciso di venire in Italia, perché amo molto questo paese, e subito ho cominciato a lavorare al Centro Ippico Capannelle dove stava prima Raimondo D’Inzeo ed io ho preso il suo posto! Se non fosse andata bene in Italia sarei andato in Spagna e se no negli Stati Uniti! Ho avuto fortuna! Così a 31 anni ho preso tutta la mia famiglia, moglie e figli ed ho detto “Cambiamo paese”! la vita del cavaliere è questa, è proprio così che va! Volevo provare in un'altra nazione, ed ora dopo tanti anni sono diventato italiano al 100%” Da cavaliere ad istruttore, come è avvenuto il passaggio? “ E’ tutta la vita che faccio anche l’istruttore! Nel periodo in cui non avevo cavalli per fare le gare, mi sono trovato a fare le prime lezioni. Poi adesso è un po’ di tempo che sto un po’ male con la cervicale, sono tre mesi che non monto, altrimenti monterei tutti i giorni! Mi piace molto insegnare e trasmettere agli allievi, ho passione anche per questo aspetto dell’equitazione. Quando poi l’allievo ha volontà io mi appassiono ancora di più, mi piace davvero trasmettere la tecnica del salto. Credo però che più delle parole, d elle spiegazioni, dei libri, delle lezioni, un istruttore può dare l’esperienza vissuta. Reputo che questa sia la lezione più significativa da offrire all’allievo” Lei attualmente dove svolge la sua attività? “ Centro Ippico La Formicola, a Bel Poggio. Io curo il settore salto ostacoli e Sorin Badulescu si occupa del settore dressage. Mi trovo a cooperare con un grande amico e grande professionista. “ Il 24 e 25 aprile sarà da Giuliano de Crescenzo per uno stage. Lei è stato tecnicamente molto importante per questo giovane cavaliere campano. Come vi siete conosciuti? “ La prima cosa da dire è che Giuliano De Crescenzo si è affidato completamente alla mia esperienza, ha creduto in me ed ha avuto dei risultati! Ci siamo conosciuti in gara, poi mi ha chiamato lui, prima per fare delle lezioni private poi per fare degli stages nella sua scuderia. Adesso periodicamente seguo i suoi allievi con alcuni appuntamenti didattici. Ah, sono anche suo testimone di nozze! Siamo diventati molto amici e posso dire che si tratta di una famiglia davvero fantastica” La sua storia equestre è affascinante. Lei venuto dall’Argentina e con una formazione tecnica americana è vicinissimo all’indole ed allo stile equestre italiano in maniera perfetta. Che ne pensa? “ Se riflettiamo la matrice comune tra Italia ed America è l’intuizione di Caprilli! Con il tempo c’è stata una evoluzione, perché tutto va cambiando e tutto va avanti. Mi trovo molto di più con questo tipo di equitazione rispetto al metodo tedesco. Perché tiene conto dell’equilibrio e delle esigenze del cavallo che si monta, invece di imporre baricentri e modificare l’equilibrio. “ Quando affronta uno stage, come si orienta e come struttura la training session? “Tutto nasce dal lavoro in piano, durante il quale osservo e verifico l’impostazione dell’allievo: posizione e gestione del cavallo. Poi introduco degli esercizi specifici, lavoro su barriere per organizzare il galoppo, piccoli saltini e qualche linea di salti. Il secondo giorno si affronta anche un percorso basandosi sul lavoro impostato in prima giornata. “ Dell’equitazione contemporanea, può citare un cavaliere che stima, che apprezza? “ Antonio Alfonso. Forse sono un po’ di parte, perché gli ho insegnato tanto! Ma è un cavaliere molto preparato, molto bravo.” A livello internazionale? “ Anche se ha la sua età, per me una figura da ammirare è Nick Skelton!” Questo è l’anno delle Olimpiadi, Rio 2016: Vuole dire qualcosa in merito a questo evento? “ Un appuntamento difficile un po’ per tutti! Beh, non mi sento di dire molto. Vediamo. Forse l’unico cambiamento degli ultimi anni è lo sviluppo a livello equestre dei cavalieri di nazionalità araba. Sono gli unici che hanno fatto un cambiamento importante. Hanno avuto la possibilità di fare grandi investimenti su grandi istruttori e grandi cavalli. Hanno trovato i cavalli giusti ed hanno scelto ottimi preparatori. Ecco il motivo del loro grande exploit sulla scena equestre internazionale. Sono gli unici che hanno fatto un salto di qualità esponenziale” Il suo pensiero sull’Italia del salto ostacoli curata da Henk Nooren? “Mi sembra un grande professionista, molto esperto e tecnico. E’ stata una ottima intuizione, da una parte. Però noi abbiamo dei grandi tecnici nel nostro paese che delle volte non sono apprezzati. Un esempio di cosa intendo , un cavaliere ed istruttore che a me piace tantissimo, è Giorgio Nuti. A mio parere si tratta di un grandissimo professionista all’altezza di portare avanti una squadra! Lo dico sempre...”