mercoledì 14 gennaio 2026

NUÑO OLIVEIRA: UNA SOFISTICATA FILOSOFIA DI TOTALE LEGGEREZZA ED AMORE EQUESTRE.

Di Giulia Iannone Contro i mali, i dubbi, le incongruenze, le incertezze del Dressage moderno? Basta citare Nuño Oliveira e tutto si risolve. È come il nero, sta bene su tutto. La panacea per ogni male odierno. In un articolo di Horse Magazine a firma di Christopher Hector, l'autore rifletteva sul grande Maestro che negli anni '80 visitava l'Australia ed attirava, come un magnete, molti cavalieri affascinati dalla sua abilità di produrre cavalli leggeri, rotondi e belli. Ogni viaggio in Australia produceva nuove sfumature tecniche, dopo una vita trascorsa ad insegnare a cavalli e cavalieri. " Nuño non è altro se non uno showman " si dice in questo articolo, non con espressione negativa ma come attestazione che si tratta di una figura equestre irripetibile, sofisticata, personale, impareggiabile, monopolizza la didattica, comprende i cavalli perché li ama profondamente. Oggi osannato acclamato elogiato quasi divinizzato come il Maestro puro, leggero senza limite, che mai ha calcato nessuna arena da dressage di gara, ha ricevuto nel tempo diverse e disparate accoglienze, il suo lavoro ha prodotto dibattiti, polemiche , diverse posizioni: c'è chi come Hector, lo considera un Maestro superbo e la sua enfasi sulla leggerezza e compostezza viene vista come una fonte di inesauribile piacere, altri invece borbottano di circhi e principi classici. Eh si, lo reputano un circense ...come Baucher! L'opera di Nuño è molto differente nella sua enfasi dalla moderna scala tedesca del training. Invece di considerare la riunione come la ciliegina sulla torta alla fine del lungo processo che vede il cavallo avanzare libero e coraggioso, Nuño lavora secondo una tradizione più antica, che deve le sue origini direttamente agli insegnamenti dei maestri classici, che guarda e prende avvio dalla riunione. Un metodo sicuramente antipodico rispetto alla scuola tedesca. Nel suo testo:" Note e Reminiscenze di un cavaliere portoghese" Nuño chiarisce la sua posizione. In generale vi è la tendenza a domare i cavalli troppo presto e bruscamente, il che produce andature irregolari . Quanto spesso si osserva un effetto di abbassamento della schiena, a seguito di una cattiva gestione ed equitazione? Un Maestro strutturato, emotivo ed introspettivo, poetico ma molto tecnico, complicato, non per tutti. Per capirlo occorre una grande preparazione. Ci fissiamo sempre a parlare della sua attenzione alla leggerezza delle mani ma la sua è una FILOSOFIA DI TOTALE LEGGEREZZA. Oliveira dice " Si parla spesso della leggerezza delle mani ma raramente della necessità della leggerezza delle gambe. Se le gambe del cavaliere sono contratte e premono contro i fianchi del cavallo, il cavallo non avrà impulso e cosa peggiore, le gambe del cavaliere si opporranno all'abilitá dell'assetto del cavaliere, a spingere il cavallo in avanti ". Tutti possono citare una bella frase di questo Maestro, con una delle tante e famose foto, che lo ritraggono intento a creare armonia col suo cavallo. Ma pensiamo di aver compreso davvero ogni dettaglio? Crediamo di essere entrati nei meandri reconditi interiori e profondi del suo animo e del suo cuore? Non credo che basti una vita intera per capire. Solo ci si può avvicinare un pó con la sensibilità, il cuore e la passione, e l'ammirazione per questo Genio silenzioso. Perché è questo che è stato. Sentite che dice del bell'assetto: "Il corpo del cavaliere deve rimanere eretto nella sella per ottenere una buona posizione. Molti cercano di sforzarsi a raggiungere una corretta e maestosa posizione ma nella realtà il buon assetto non è sempre quello più piacevole all'occhio, ma quello che va più facilmente e naturalmente con il movimento del cavallo, senza forza". Un classico essenziale semplice rivoluzionario anche. Nelle piroette come nell'appoggiata, definisce l'abuso della redine interna, "il bacio della morte", una definizione quasi da poeta maledetto. Spesso attribuiva i grandi risultati che era riuscito ad ottenere con Corsario, un cavallo che era stato definito da ben 4 cavalieri, molto difficile, all'amore che nutriva per il cavallo, grazie al quale era riuscito a montarlo nelle arie alte con in bocca solo un nastro di raso; si commoveva nell'accorgersi che un suo cavallo ne riconosceva la voce fino a trasformarsi. Cosa si può dire di questo Maestro, in un'era in cui tutto è mercimonio , commercio, brama di successo e potere, aridità? Che si tratta di un uomo consumato da un grande amore per i cavalli. Più di questo, un uomo che ha fatto della sua attività un'arte, una grande arte permeata dal suo Amore. Dunque, senza amore, Nuño Oliveira non si può citare. Non fa al caso vostro. photo courtesy nunobook.com

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