sabato 4 gennaio 2020

IL RICORDO DI MARIO MAINI A 4 ANNI DALLA SCOMPARSA

"Mario Maini è stato sempre conforme ed aderente alla tecnica equestre tradizionale"
ammirate la perfezione dei baricentri del cavaliere: è perfetto!
guardate la linea dalla bocca del cavallo alle braccia del cavaliere...

Pierre Mattia Menzione, ultimo allievo di Mario ha detto: Lui mi ha insegnato a volare sempre basso ed a lavorare col cervello. E Mario è sempre con me e dentro di me!”
Di Giulia Iannone
A 4 anni dalla scomparsa di Mario Maini, abbiamo contattato Pierre Mattia Menzione-  oggi cavaliere e novello addestratore di giovani cavalli nella disciplina del salto ad ostacoli- ultimo allievo in termini cronologici del “Cavalier Maini”,  per ricevere da lui al telefono, un pensiero, un ricordo, una frase di testimonianza. Pierre Mattia Menzione  ha dedicato all’amatissimo Mario delle parole bellissime, dolcemente malinconiche e nostalgiche simbolo ed espressione di eterna ammirazione stima e gratitudine per tutti gli insegnamenti di vita e di cultura equestre che lo specialista delle categorie di Potenza,  ha saputo elargire  durante gli ultimi anni della sua vita ed attività di insegnamento. Nel desiderio di ricordare e omaggiare Mario, non dobbiamo aggiungere nulla alle parole semplici e profonde di Pierre Mattia, se non un grazie sentito a quell’allievo commosso e così affranto dal distacco solo terreno, avvenuto nel 2016. Nel portare avanti il valore dell’insegnamento e del sentire di Mario Maini, l’allievo ha sconfitto le tenebre della morte, ed ha consegnato al cavaliere di Shephard’s Bush, l’immortalità dell’anima e  del sentimento equestre. “Mi manca tutto di Mario” ha dichiarato il giovane allievo”  la sua voce, i suoi consigli, i suoi rimproveri che oggi mi sono tanto cari. Ricordo e sento la mancanza di tutto. Pagherei e farei carte false per poterlo avere qui oggi. Per me è stato come un secondo padre, ha rappresentato e rappresenta, nel ricordo e nella forza dei suoi insegnamenti, un faro ed un punto di riferimento e di crescita e di equilibrio insostituibili. Oggi quando vado in gara, e mi capita di andare male, rivivo la sua voce, quando mi diceva con grinta ed insistenza di svegliarmi e di darmi da fare realmente come “Tobia” un cavallo simbolico- che Mario aveva incontrato nella sua carriera di istruttore-  cui mi paragonava per suggerirmi ed ispirarmi il valore del risveglio e del cambiamento. Mi mancano le chiacchierate simpatiche e spumeggianti, che facevamo al telefono, quando rientravo a casa la sera, tutto ciò che riguarda lui ed il contatto con i cavalli. E’ solo grazie a Lui che oggi ho tra le mani la possibilità di svolgere questo mestiere. Non è facile stare senza di lui, c’è chi ha avuto la fortuna di viverlo da giovane all’epoca d’oro del successo, quando era in auge ed osannato da tutti, io l’ho vissuto da vecchio, e si è sempre dimostrato e rivelato un Signore in ogni senso, sia fuori che nell’animo. “.
 Abbiamo chiesto a Pierre Mattia di raccontarci di più di questo fantomatico  cavallo Tobia, per capire al meglio la metafora simbolica e didattica suggerita dal Maestro Maini “ c’era un cavallo al Centro Ippico I Due Laghi. Era di origine danese, uno Knabstrup, era impiegato per la scuola. Questo cavallo, quando si stufava, dava una sgroppata e disarcionava il cavaliere, chiunque egli fosse! Il monito di Mario era ed è di fare come Tobia: bisogna svegliarsi nella vita e sgrullarsi tutti di dosso, e mirare ai gradini alti della classifica e della vita. Certo le parole di Mario erano altre, più toste e colorite, chi lo ha conosciuto può immaginare l’espressione ,  ma il senso e la metafora era assolutamente questa. Lui mi chiamava Tobia, lo sapevano tutti solo in scuderia ed io lo accettavo con gratitudine perché per me Mario è stato come una figura di famiglia, oltre che Maestro.

 Lui mi ha insegnato a volare sempre basso ed a lavorare col cervello. E Mario è sempre con me e dentro di me!”

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