domenica 10 novembre 2019

ANDREA GIOVANNINI E’ ORO AL CAMPIONATO ITALIANO FREESTYLE SENIORES ESPERTI


  DRESSAGISTA, STUNTMAN, ARTISTA :A CAVALLO TRA DUE MONDI PARALLELI
"conquistare l’oro è stato il coronamento di tanto duro lavoro e gratificazione anche spirituale ed emotiva."

Di Giulia Iannone
questo articolo , a firma Giulia Iannone, è apparso sul magazine giovanile "poniamo" nel mese di ottobre)
*Tutte le foto inserite in questo articolo, sono state gentilmente concesse da Andrea Giovannini.
In sella a The Best (Germania 2011 da Touch me x Don Gregory) il cavaliere laziale vince il Campionato senior esperti. La sua è una magica storia che abbiamo annotato con grande entusiasmo e curiosità mentre Andrea è già in viaggio alla volta del Marocco per effettuare uno spettacolo equestre dinnanzi al Re del Marocco ad El Jadida.

Come commentiamo questo titolo ottenuto al campionato italiano freestyle: ti aspettavi questo podio?
“ La speranza di mettere a segno un risultato nelle zone calde della classifica  c’è sempre! Sapevo che nello small tour avrei trovato avversari molto competitivi, la vedevo piuttosto dura come competizione. Riuscire alla fine a conquistare l’oro è stato il coronamento di tanto duro lavoro e gratificazione anche spirituale ed emotiva. Un sogno realizzato anche per quest’anno. Vorrei sottolineare però che oltre al risultato con The Best, c’è stato il primo posto di Enjoy ( Ned 2009 da Uphill) nel Fei intermediate B , al suo debutto in questa categoria, con 70 % nelle due giornate di gara. Doppia soddisfazione.”
Come ti sei preparato a questo appuntamento agonistico?
“ La mia preparazione è quotidiana, non ho cambiato nulla in vista di questo appuntamento specifico. Monto tutti i giorni dal lunedì alla domenica, dagli 8 ai 10 cavalli al giorno. Cercando di prepararli al meglio per portarli in gara ed ottenere i migliori risultati possibili”.
"La mia preparazione è quotidiana, non ho cambiato nulla in vista di questo appuntamento specifico. Monto tutti i giorni dal lunedì alla domenica, dagli 8 ai 10 cavalli al giorno. "

Puoi parlarci dei tuoi due cavalli di punta Enjoy e The Best: che cavalli sono, che carattere hanno e come interagisci con loro? State crescendo insieme, non ti pare?
“ Enjoy è con me dall’età di 3 anni. E’ proprio cresciuto  in casa. The Best è arrivata all’età di 4 anni.  Hanno già all’attivo con me numerosi risultati all’attivo, The Best per esempio ha gareggiato ad Ermelo al campionato del mondo dei giovani cavalli. Sono cavalli su cui punto molto perché credo che a breve potranno debuttare in Gran Premio. Enjoy è un “tipo” estroverso, attira molto l’attenzione quando è in movimento, sembra un ballerino. The Best è una femmina, ha tutte le caratteristiche della femmina con un grandissimo potenziale. E’ una cavalla che va lavorata molto con la tecnica, con molta pazienza perché è molto sensibile, psicologicamente ha bisogno di affidarsi moltissimo al cavaliere. Altrimenti non si entra neanche in rettangolo. Si tende subito divenendo quasi immontabile”
Ti ho avvicinato perché sei un dressagista particolare portatore di un messaggio equestre particolare. Come si coniuga il tuo essere cavaliere dresseur con la tua attività di artista ed ex stuntman? Il dressagista in senso lato “ fa uno show” in rettangolo nel programma tecnico, può esprimersi più liberamente in kur. Cosa puoi dirci di questo doppio ruolo tecnico e concettuale e come nasce?
“ Nasco come stuntman del cinema, ero un acrobata a cavallo. Ho iniziato tardi a praticare il dressage, a circa 29 anni. E’ stato un modo per ottenere dal mondo equestre nuovi stimoli. Il mio obiettivo era stato esibirmi nelle più grosse arene europee dello spettacolo equestre. Pensavo ci volesse una vita, invece a 29 anni mi ero già esibito nelle migliori kermesse del settore. Montavo parallelamente nell’alta scuola con cavalli spagnoli eseguendo a casa e solo in allenamento, tutte le principali figure, finchè ho deciso di approfondire al meglio possibile, facendo con i cavalli spagnoli anche le mie prime gare di dressage puro. I risultati sono venuti subito e da allora c’è stata una grande evoluzione. Sono andato avanti molto con l’addestramento del dressage puro,affiancando molti trainer internazionali e poi adesso ho la fortuna di avere a casa una scuderia con 40 cavalli di cui circa 15 sono destinati esclusivamente alla competizione ed il resto sono i miei cavalli da spettacolo, con i quali mi esibisco in giro per il mondo quando richiedano la presenza mia e di tutta la mia equipe.”
"Nasco come stuntman del cinema, ero un acrobata a cavallo. Ho iniziato tardi a praticare il dressage, a circa 29 anni."

Quindi 24 ore non ti bastano per sviluppare tutti questi progetti. Hai bisogno di una controfigura?
“ ( ride molto quando capisce la mia simpatica provocazione,ndr) Arrivo , ovviamente , a fine giornata che sono stanco morto. Inizio alle 6,30 a.m e finisco la sera alle 21. Però la stanchezza la accuso quando arrivo a casa e mi metto sul divano, finchè sono in scuderia sono davvero contento di fare con energia ed entusiasmo ciò che amo nella vita! Non mi pesa. Adesso per esempio sto viaggiando verso il Marocco insieme ai miei cavalli. Avrei potuto prendere un trasportatore, ma a me piace stare e vivere con i miei cavalli”
Puoi citare i trainer più importanti che ti hanno formato ed ispirato fino  a questo punto?
“ Avendo avuto molti  cavalli spagnoli, ho sempre frequentato  la Spagna.  Posso quindi menzionare Rafael Soto, Arthur Kottas – Scuola spagnola di Vienna- Philipp Limousine – Cadre Noir de Saumur, Pedro Rodriguez – scuola portoghese. Attualmente il mio trainer è Jose Maria Sanchez Cobos – cavaliere internazionale e professore della Real Escuela Andalusa di Jerez de la Frontera. Il trainer di Jose Maria è stato per tantissimi anni Jean Bemelmans. Cobos ogni due mesi circa viene da me per 4 o 5 giorni a seconda delle esigenze”.
"Il freestyle rappresenta per me la massima libertà di espressione. Sicuramente incide il fatto che mi sento  molto a mio agio con la musica."

Procedendo con questo viaggio nel tuo percorso equestre ti lancio un ulteriore input. Tu hai vinto l’oro nel freestyle. Dunque, quanto sei riuscito a portare nell’arena dressage del tuo mondo?
“ Riesco completamente ad esprimermi. Il freestyle rappresenta per me la massima libertà di espressione. Sicuramente incide il fatto che mi sento  molto a mio agio con la musica. Se sono in anticipo o un po’ in ritardo, non ho alcun problema ad improvvisare. Ad esempio al campionato ho dovuto aggiungere un cambio a volo in più perché ero troppo in anticipo! Ripensandoci meglio, nel campionato tecnico ho perso la medaglia per un mio errore, altrimenti avrei messo al collo la medaglia di bronzo. Nel secondo giorno sono andato a preparare la piroetta a sinistra ed ho dato una mezza fermata di troppo e la cavalla si è fermata proprio in entrata di piroetta, dopo ci siamo ripresi, ma quella figura ha un coefficiente doppio e quindi sono scivolato di posizioni”
Che musica hai scelto per il freestyle e cosa hai cercato di esprimere e raccontare nel tuo grafico?
“ Naturalmente, la colonna sonora portante, siccome lei si chiama The Best è “ Simply the Best “ di Tina Turner. Ho cercato di mostrare attraverso la costruzione del grafico, la bellezza di questa cavalla nei suoi movimenti: l’ampiezza, l’energia e la dinamicità armoniosa. Credo che ci siamo riusciti perché ai  giudici internazionali è piaciuta moltissimo”
Per chiudere, ti chiedo: come è cambiato Andrea Giovannini dallo stuntman al dressagista di oggi?
“ Sono sicuramente migliorato a livello tecnico, però non credo di essere molto cambiato, in quanto continuo a fare gli show con i cavalli. Per me sono due mondi paralleli che possono tranquillamente convivere. Sicuramente sono cambiato da un punto di vista tecnico e nella preparazione dei cavalli. Negli spettacoli per una esibizione artistica la precisione assoluta non è richiesta, mentre in gara ho capito che la ricerca della precisione è continua e costante. Il mio passato da volteggiatore però mi ha lasciato in eredità un ottimo equilibrio:  posso stare  in una giusta posizione in sella con o senza staffe, con le redini o senza redini. La situazione non cambia assolutamente!”






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