venerdì 1 giugno 2018

GIAMPIERO GAROFALO “ Postcard DALL’OLANDA”

"Se  devo svelare qualcosa, la persona che ha cambiato il mio modo di pensare è Marco Kutcher, mi ha dato un metodo di  lavoro di base efficace e valido, è stata una fonte di ispirazione per cambiare la mia mentalità. Però vorrei dire che c’è sempre mio padre Paolo!"

Selezionato per l’86mo CSIO di Piazza di Siena grazie a Young riders Academy, Giampiero ci ha raccontato sensazioni ed emozioni dallo storico ovale, descrivendo i suoi nuovi cavalli e parlandoci del sogno equestre che sta vivendo in Olanda.
TESTO E FOTO A cura di Giulia Iannone

Mentre il calabrese Bruno Chimirri ha rappresentato la pedina fondamentale per la vittoria della seconda Coppa delle Nazioni quest’anno a Piazza di Siena ed il pugliese,  Lorenzo De Luca ha infranto la maledizione che ci negava il Gran Premio Roma da troppi anni , desideriamo parlare di un altro alfiere ed orgoglio del Sud , che era presente alla appena conclusa edizione di Piazza di Siena, si tratta del napoletano Giampiero Garofalo, che di anni ne ha 24 ed ha già  all’attivo un bel curriculum agonistico.( In realtà va citato anche il napoletano Francesco Turturiello tra i cavalieri del sud Italia che portano alto il vessillo del meridione, e che sta gareggiando allo Csio di Lisbona, ndr) . Due campionati d’Europa da junior, due da Young rider, selezionato dalla Young riders academy come uno dei giovani talenti emergenti da tenere sotto una ala protettiva in termini di formazione e preparazione. Prima ha lavorato in Germania, poi per 4 mesi nella scuderia del campionissimo tedesco, Marco Kutscher dal quale ha appreso molto. Ci colpisce, SEMPRE, di questo ragazzo l’umiltà, la gentilezza, l’educazione, la solarità, la passione immutata nel tempo, specie di chi parte dalle retrovie, di chi ai nastri di partenza deve faticare ad arrivare, di chi si è dovuto “inventare” con sudore e sacrificio il cavallo ideale, il cavallo perfetto e fare del proprio meglio con quello che si è avuto. La famiglia sempre il valore ed il bene più prezioso come fonte di forza e coraggio e supporto non economico, ma spirituale, concettuale, morale. E’ stato bello trovare all’86 mo Csio di Piazza di Siena, il cavaliere che vinse nel 2015 il Premio Graziano Mancinelli, ed osservandolo anche questa volta , abbiamo ritrovato in lui, lo stesso estro creativo, la prontezza, la tenacia, la forza ammantata e valorizzata da tanta esperienza e conoscenza in più  “ Per la mia convocazione allo CSIO di Piazza di Siena 2018 devo ringraziare il Riders Academy e Rolex per la wild card offerta con la quale ho avuto la possibilità di partecipare allo storico evento famoso in tutto il mondo e speciale per ogni cavaliere azzurro.” Così ci ha raccontato il figlio di Paolo al telefono, subito rientrato al suo quartiere generale in Olanda a Schijndel”  Tutti i miei cavalli hanno saltato bene, in Gran Premio per dire la verità avrei potuto montare un po’ meglio , il mio compagno di gara aveva tutte le carte in regola e la preparazione atletica  e tecnica per saltarlo bene. Magari, qualche mia imprecisione ha causato qualche errore di troppo. Anche non essendo abituato a saltare regolarmente quel tipo di percorsi, ero un pochino teso emozionato desideroso di fare bene. Alcuni errori sono arrivati anche per questa componente psico- emotiva. Scara mouche, il mio cavallo di punta, è arrivato a Piazza di Siena molto in forma, il primo giorno era un po’ stanco e provato forse dal viaggio, e così il primo giorno ho deciso di non farlo scendere in campo, con lui sicuramente mi aspettavo di fare qualcosina in più. 
Giampiero spera di essere convocato per i Giochi del Mediterraneo a Barcellona che si terranno a fine giugno

L’altro cavallo, Emo, ha terminato con due secondi posti saltando molto bene, solo con un piccolo errore la domenica se no sarebbe stato ancora un secondo posto in curriculum. Anche il cavallo del Gran Premio Roma, fa un errore nella grossa il primo giorno, un errore nel piccolo gran premio. Certo il Gran Premio Roma è andato così, come ho raccontato e per le motivazioni che ho descritto, ma il cavallo ha fatto vedere tutte le sue potenzialità per saltare quel tipo di gare.”  Giampiero però ha saputo descrivere nel dettaglio le caratteristiche dei cavalli montati sull’ovale di Roma” Scara Mouche (2006-ita) è un cavallo che non monto da moltissimo.E’ passato sotto la mia sella da fine febbraio. E’ un soggetto molto competitivo nelle gare di altezza 1,45/1,50. e’ un cavallo molto rispettoso, quando entra in campo vuole dare sempre il massimo per il suo cavaliere, ho trovato con lui subito la giusta intesa; Emo (2009-Ned)  è con me da novembre, ha un carattere un po’ particolare ed all’inizio ho fatto un po’ fatica a trovare il dialogo ed il feeling adatto alle sue esigenze, però adesso da inizio anno ha cominciato a saltare subito bene ed è un cavallo anche lui molto veloce, ha solo 9 anni e credo e penso che in futuro possa saltare anche qualche gara più grossa di altezza. Ha tanti mezzi per saltare e non ha paura di niente, entra in tutti i campi gara senza problemi. Invece il cavallo che ho montato nel Gran Premio si chiama Delvaux(2008-ned)  e lo interpreto da poco meno di un mese…abbiamo saltato insieme Drammen, esprimendosi in quello CSIO molto bene. Poi è arrivata la convocazione per Roma allora ho deciso di portarlo insieme agli altri perché ho delle belle sensazioni e credo molto in lui, nel suo talento e nella sua esperienza perché ha all’ attivo già numerose partecipazioni a Gran Premi. Era abbastanza pronto. Magari non lo conoscevo benissimo però abbiamo portato a termine una buona esperienza. Magari in Gran Premio, se lo avessi conosciuto meglio, avrei potuto evitare qualche errore che è scappato. E’ andata così , ormai è storia passata e bisogna guardare avanti, far tesoro di quegli errori e lavorare per cercare di non commetterli ancora.”
"sto vivendo una bella realtà, un po’ quella che mi immaginavo e che sognavo. Attualmente , finalmente, dispongo di cavalli con i quali posso partecipare a gare di livello 3 e 4 stelle.”

Archiviate le emozioni forti della caput mundi, il cavaliere legato nell’immaginario collettivo al cavallo baio italiano  Ombre della Baia, ci ha parlato dei suoi prossimi impegni agonistici  “ Questi cavalli sono rimasti in Italia. La settimana prossima siamo al CSI*** di Gorla, poi saremo ad un 3 stelle in Belgio a Bonaiden. Se verrò convocato, e lo spero vivamente, ci sono i Giochi del Mediterraneo a Barcellona a fine giugno, però non si sa ancora nulla, in questi giorni avremo qualche conferma, altrimenti, andremo due settimane in Austria, per scendere in campo in gare 2 stelle con gli altri cavalli. Ho un po’ di esemplari giovani e due o tre cavalli che devono riprendere a saltare in quanto sono rimasti un pochettino indietro. Per agosto devo ancora elaborare il planning di gare.”
Ecco, dunque, un  altro cavaliere italiano che si aggiunge alla fitta schiera di azzurri emigrati nel nord Europa per svolgere al meglio la professione di atleta, ma aggiungiamo con orgoglio, cavaliere del Sud Italia, fiore all’occhiello di un meridione serio, volitivo, preparato, umile e che si impegna e che parte per tenere alta la bandiera di una parte della nostra penisola che troppo spesso viene sottovalutata e penalizzata. Molto legati a Giampiero ed alla sua formazione culturale equestre, ci siamo fatti raccontare come si è organizzato a livello equestre in Olanda, dove risiede e lavora da alcuni mesi “Sono arrivato in Olanda a novembre 2017 - ha raccontato Giampiero - sono nella scuderia di Kees van den Otelaar che è socio di  Ugo Pisani ed insieme  hanno deciso di investire su di me. Kees van den Otelaar,  è un allevatore  ed ha molti cavalli, è entrato in società con Ugo Pisani  ed hanno preso 10-12 cavalli per me. Stavo vivendo un periodo di avvilente stasi.  Tornato dall’esperienza tecnica e didattica con Marco Kutcher , ero in Italia senza cavalli, così Ugo Pisani mi ha fatto questa proposta. Ricordo che quando sono stato in Germania da Emanuele Gaudiano avevo già montato qualche cavallo di Ugo. Quindi ci conosciamo da un bel po’ ormai. Hanno creduto e credono molto in me e di questo sono lieto ed orgoglioso, ed insieme a Kees è partita questa avventura. Qui in Olanda mi trovo benissimo! Sono persone eccezionali e di cavalli. Ho una eccellente groom/assistent rider, Sofia Pierleoni, la quale si occupa dei miei cavalli in maniera eccezionale, lei è fantastica; poi ho un cavaliere a casa che mi dà una mano  a montare quando io non ci sono. La scuderia è composta di 40 box, alle spalle ci sono tanti 4 e 5 anni di cui si occupano altri due cavalieri a casa. Poi, li selezioniamo, alcuni li destiniamo al circuito di vendita, alcuni li teniamo, gli stalloni li scegliamo anche come riproduttori, devo dire che sto vivendo una bella realtà, un po’ quella che mi immaginavo e che sognavo. Attualmente , finalmente, dispongo di cavalli con i quali posso partecipare a gare di livello 3 e 4 stelle.”
"quello che mi colpisce e soddisfa di Nooren e Lansik, con i quali ho la possibilità di fare un pò di lavoro, è la semplicità del loro metodo"

Quanto invece alla parte tecnica e didattica, abbiamo chiesto di raccontarci con chi lavori o si confronti dal punto di vista tecnico “Ogni tanto, grazie sempre alla young riders academy, ho la possibilità di andare a lavorare con Henk Nooren e Jos Lansik. Adesso abbiamo fatto qualche stage, normalmente vado con due cavalli. Quello che mi colpisce e mi soddisfa è la semplicità con cui lavorano questi grandi cavalieri. Con Henk noi lavoriamo su percorsi e poi vediamo di insistere sul dettaglio principale e punto debole  per poter migliorare la performance con quel cavallo. Se  devo svelare qualcosa, la persona che ha cambiato il mio modo di pensare è Marco Kutcher, mi ha dato un metodo di  lavoro di base efficace e valido, è stata una fonte di ispirazione per cambiare la mia mentalità. Però vorrei dire che c’è sempre mio padre Paolo, quando ho bisogno lui è sempre la mia guida tecnica fondamentale, lui mi segue, viene in Olanda, lui c’è sempre, per fortuna.”
C’è tanto entusiasmo ed energia nelle parole del rappresentante dell’aeronautica, che già sogna in grande, osservando il gruppo dei cavalli giovani che ha a disposizione”  Tra i cavalli giovani ho già adocchiato due 6 anni molto buoni , un figlio di Cornet Obolensky ed un  figlio di Verdi. Poi ho anche un cavallo di 9 anni figlio di Chacco Blu che ad Arezzo ha fatto bene i Gran Premi del Gold Tour ed ha fatto bene Drammen, posso contare ancora su di un cavallo di 10 anni che ha fatto già qualche gara di 1,50. adesso lo stiamo riprendendo dopo un fermo”.
"Qui in Olanda mi trovo benissimo! Ci sono cavalli ovunque. Posso fare quello che desideravo e sognavo"

In chiusura di telefonata, abbiamo cercato di farci lasciare da Giampiero una cartolina di saluto dall’Olanda, con brevi note sulle sue impressioni e sensazioni e su come si svolge una sua giornata tipo ” Che posso dire. Qui in Olanda ci sono cavalli ovunque. Mi trovo benissimo, anche la vita è gradevole, non posso assolutamente lamentarmi, inoltre posso fare quello che desideravo e sognavo  sin da quando ero a Napoli e guardavo i grandi cavalieri in TV.  La mattina inizio a montare verso le 7 e mezzo, monto fino a mezzogiorno e mezzo, poi dopo una ora di pausa, continuo a montare fino alle cinque e mezza circa. Se c’è da fare qualche lavoro in scuderia, aiuto tranquillamente, se la mia groom è fuori in concorso con i cavalli faccio ogni tanto anche i box, sistemo i cavalli, le mansioni di base ecco. Poi vado a correre tutte le sere per una mezzoretta. Certo a volte vado a cenare qualche sera, ma la maggior parte dei week end sono in concorso. Una vita molto semplice, che mi piace davvero. Magari a qualcuno potrebbe pesare, ma non a me. Vorrei in chiusura ringraziare, come sempre, in primis  la mia famiglia, i miei genitori, i miei fratelli che mi sono sempre vicini e non mi hanno fatto mai mancare niente e sono sempre presenti, ringrazio tutti i miei sponsor e l’arma dell’aeronautica.

domenica 22 aprile 2018

E’ ARIANNA SCHIVO LA CAMPIONESSA ITALIANA COMPLETO 2018

Foto Courtesy Foto Completi
Ecco la neo campionessa italia di completo, Arianna Schivo su Quefira de L'Ormeau

La medaglia d’argento la conquista”il sorprendente Young rider “ FOSCO GIRARDI, scelto anche come componente della squadra italiana schierata alla Nations cup, dell’internazionale di Vairano.
Di Giulia Iannone


Il titolo italiano di completo è stato attribuito oggi durante l’Internazionale di Vairano, estrapolando il risultato dal CICO3* categoria valida per lo svolgimento anche della Nations Cup. E’ stata Arianna Schivo sulla sua storica cavalla Quefira de l’Ormeau a compiere l’impresa “italiana” chiudendo con 36,90 pn. Nona dopo il dressage con 36,90 pn ha inanellato doppio clean round sia nella prova di cross country che di salto ostacoli che le ha consentito di mantenere intonso il risultato originario del dressage. Arianna Schivo è amazzone già di consolidata e  di provata esperienza del panorama del completo internazionale. Nata a Torino il 16 settembre 1986, si è trasferita in Francia nel 2010 ed è allenata da Didier Dhennin a Saumur, dove ha frequentato la scuola nazionale di equitazione. La sua cavalla di punta è Quefira de l’ormeau sella francese di 14 anni da Iolisco de Quinhon x Isabelle du Brulot. “ Quefira è una cavalla che ha molto carattere e molto rinsanguata” ci disse alcuni anni fa , “quindi non sempre facile nel lavoro in piano” ed aggiunse “ le sue qualità migliori sono una testa, una forza, ed una attitudine al salto straordinarie”. L’amazzone 32 enne al suo primo titolo italiano, ha in curriculum all’attivo, una partecipazione ai Giochi Olimpici di Rio 2016, il bronzo a squadre a Strzegom 2017 e numerose presenze nel team azzurro come alfiere in nations Cup. Questo l’identikit della campionessa italiana 2018 che ha terminato all’ottavo posto della classifica generale del CICO3*, categoria vinta per la precisione, dall’amazzone olandese Alice Naber-Lozeman su Acsi Peter Parker con 26 pn. 
Foto Courtesy Foto Completi
Fosco Girardi, l'outsider che non ti aspetti: uno young rider al campionato assoluto assieme a "Poldo"

Credo , però, che la “notizia nella notizia” di questo campionato italiano, sia l’outsider che non ti aspetti: Fosco Girardi su “Poldo” Feldheger che sta vivendo una annata strepitosa di conferme e di crescita sportiva . Un amaro ritiro nell’autunno del 2017 , dal Campionato italiano Young rider ,quando era in corsa per un posto sul podio ed una sicura medaglia di metallo pregiato da mettere al collo. Non si è dato per vinto, supportato e ben preparato dalla sua famiglia di tecnici d’elite del campo del completo e del dressage, ed ha subito messo prima un piede esplorativo per saggiare la categoria tre stelle l’anno scorso a Le Pouget, poi ha ricominciato la stagione 2018 avendo consolidato il salto di categoria nonostante la sua tenera età di 21 anni, ed infine eccolo in nations Cup a difendere i colori del team azzurro, messo in squadra assieme agli esperti Arianna Schivo, Clelia Casiraghi, Rebecca Chiappero. Seguendo la classifica di campionato italiano, terzo dopo il dressage ha “divorato” con il suo baio scuro trakenner il percorso di cross chiudendo nel super tempo di 6.10 che lo ha fatto salire ancora di una posizione in classifica. Oggi la tensione nella prova di concorso ha fatto cadere due barriere , ma il risultato di 42, 30 pn è stato utile per colorarsi di argento sul podio senior, benché ancora Young Rider. Ci disse dopo l’esordio in tre stelle, ripensando al ritiro dal campionato young rider “Sapevo che come binomio stavo vivendo una crescita, ed aspettavo solo il momento giusto per dimostrarlo a pieno. Non mi sono sentito privato di questo risultato al campionato italiano o di questa medaglia, perché so che in futuro, ci saranno altre mille occasioni per raggiungere questi obiettivi. Perché sento e spero che la strada sulla  quale stiamo procedendo, sembra essere quella giusta.” Di nuovo oggi ha dato dimostrazione di questa scalata nell’agone sportivo, dopo il quarto posto nel CIC3* ai Pratoni del Vivaro.  Fosco Girardi chiude in 12ma posizione della classifica generale del CICO3. 
Foto Courtesy collage tratto dalla pagina facebook di Sara Breschi
Sara Breschi con Midollino, il podio senior

Il gradino basso del podio del campionato italiano, lo occupa Sara Breschi su Midollino, castrone sauro italiano di 16 anni da Florida du Tounut. Stabilmente sesti dopo la prova di dressage e cross country, il clean round nel tempo oggi, durante la prova di concorso ippico, ha consentito di risalire di ben 3 posizioni. Al quarto posto si è piazzata Ludovica Manzoli su Pin up de Mai , che con 32 punti negativi era la potenziale aspirante al titolo italiano 2018. ma tre errori, che non ci volevano, l’hanno fatta scivolare fuori dal podio. La categoria CCI3 * è stata vinta da Susanna Bordone su Dinky Inky con 33,90 pn, mentre la categoria 2 stelle è stata appannaggio di Kai-Steffen Meier su Nyala d’Arville con 32,50 pn.  La categoria CIC1* Section A è stata vinta da Alessandro Motta su Iesedaese van St.Anneke con 30,20 pn; la stessa categoria section B ha visto trionfare Camille Guyot su Vinecheska Jeclai’s con 29,60 pn.

venerdì 20 aprile 2018

HAPPY RETIREMENT, APOLLO!

Stefano ed Apollo in un famoso scatto dei Weg di Lexington
Il binomio azzurro ha gareggiato e condiviso molti momenti di vita  insieme per ben 10 anni ...

Domenica 22 APRILE 2018 verrà ritirato Apollo,  il cavallo belga protagonista assoluto ,dal 2008, assieme al suo cavaliere Stefano Brecciaroli, del migliore completo italiano nel mondo. Questa è la nostra dedica speciale e grata al piccolo grande cavallo che ha dato lustro al tricolore italiano, in  ben due edizioni dei Giochi Olimpici.
A cura di Giulia Iannone

Per celebrarlo è bene fare il giusto identikit di questo cavallo campione, citando il nome per esteso: Apollo VD Wendi Kurt Hoeve, per gli amici semplicemente Apollo! Castrone BWP baio scuro, alto 1,68 al garrese,  nato il 10 maggio 2000, da Polidicktus Van de Helle ( cavallo westfalen che saltava Gran Premi in salto ostacoli) e Naewship Van de Wendi Kurt Hoeve. Il suo allevatore è Gilberto Op De Beeck. Aveva iniziato la sua carriera in completo- leggiamo nella banca dati FEI- con il cavaliere belga Ronny Thijs e poi con il connazionale Marc Rigouts. Nel 2008 , in Germania, l’incontro che determinerà la nascita di un binomio fondamentale per il completo azzurro: Stefano Brecciaroli così  ci raccontò quel momento: “Ero in un ritiro ad Aachen. Sono partito per andare a vedere questo cavallo che mi era stato segnalato perché il proprietario non poteva più montarlo, e lo aveva messo in vendita. Ho avuto la fortuna di essere tra i primi a vederlo. Poi la Signora Mazzocchi-Bordone ( alias la Madre di Susanna!) ha deciso di acquistarlo per me per portare avanti un team insieme a Susanna. Insomma mi sono ritrovato su Apollo grazie alla Signora Mazzocchi  Bordone che ha pensato di investire su di me, su questo cavallo e su una squadra più nutrita per  rappresentare il completo italiano in giro per il mondo! Mi sono trovato subito bene. Il cavallo aveva un livello di preparazione molto più basso quando ho iniziato a montarlo. Stiamo camminando insieme! C’è stata subito sintonia, questo è certo!” 
Photo GIULIA IANNONE
" c'è stata subito sintonia con Apollo" cit. Stefano Brecciaroli

Stiamo camminando insieme, disse l’allievo di Adriano Capuzzo in quella intervista del luglio 2011 quando assieme al baio di talento si tinse di argento al CICO3* di Aachen alle spalle di Miachel Jung su la Biosthetique –Sam , altro cavallo 18enne che quest’anno chiuderà la sua carriera agonistica in maggio, partecipando a Badminton. E così sottolineò in quel momento il 6 volte campione italiano di completo: “Penso si sia trattato di un risultato importante. Aachen rappresenta il tempio dell’equitazione, si vive realmente una settimana di sport intenso. Per quanto riguarda il mio cavallo, Apollo, dopo i Campionati del Mondo a Lexinghton è rientrato su una gara così importante, siglando un secondo posto proprio dietro al Campione del Mondo –il Tedesco Michael Jung su la Biosthetique Sam- dunque mi ritengo molto soddisfatto. Posso solo auspicare di poter procedere nel migliore dei modi, per il futuro!!!”
Badminton 2013
"Ha compensato la mancanza di sangue, con una grande verve, forza interiore, generosità di cuore e uno spirito da combattente sorprendente. E’ stato grazie a tutte queste doti interiori che è riuscito a tener testa ai migliori purosangue del completo internazionale degli ultimi tempi” Photo courtesy Badminton Horse Trials
Quel futuro di cui parlava il cavaliere azzurro rappresentante dell’arma dei carabinieri, è fatto di Campionati del mondo, campionati europei, una vittoria nel CIC3* a Burnham Market, uno storico sesto posto a Badminton nel 2013, piazzamenti a Wiesbaden, Sopot, Dunazeski…non si contano i risultati in carriera. Poi l’infortunio, il cavallo pazientemente e mirabilmente rimesso in forma agonistica, fino ad arrivare ai Giochi Olimpici di Rio 2016 e lì quella maledetta bandierina inforcata male o mai inforcata  che causò l’eliminazione in cross country.  
Un cavallo amatissimo dal pubblico, dal suo cavaliere, potente, affascinante, ben interpretato nelle sue forme e caratteristiche “Nonostante sia un cavallo piccolo,  è al contempo molto atletico. Ha compensato la mancanza di sangue, con una grande verve, forza interiore, generosità di cuore e uno spirito da combattente sorprendente. E’ stato grazie a tutte queste doti interiori che è riuscito a tener testa ai migliori purosangue del completo internazionale degli ultimi tempi” mi ha raccontato una volta il nipote di Piero Coata. 
PHOTO GIULIA IANNONE
settembre 2012
il titolo italiano conquistato assieme ad Apollo

Infine arriva la svolta, la partnership con il dresseur italiano indiscutibilmente di grande spessore tecnico, che ha imposto la sua zampata nella preparazione tecnica di Apollo rendendolo “celebre” per le sue performance in rettangolo: trotti allungati da brivido, passi indietro da 10, nuca alta da vero cavallo da dressage puro, riunione molto vicina alla perfezione.  L’opera “margiana” fu compiuta,  e da allora il cavallo ha lasciato a bocca aperta molti giudici internazionali in giro per il mondo e dato ancor più filo da torcere ai binomi tedeschi e britannici che hanno avuto ,già dal primo giorno, un nemico o avversario in più sulla leaderboard.di nazionalità italiana! 
Altra immagine famosissima di Stefano ed Apollo ai WEG2010
"Paolo Margi ha dimostrato che con il suo lavoro metodico e professionale è possibile tenere testa ai migliori cavalieri al mondo." Cit. Stefano Brecciaroli

Bella novità per il nostro paese. “Ormai è più di una volta che fa una buona performance in rettangolo.  Sicuramente è ben dotato per questa prova, attrae l’attenzione per le sue caratteristiche fisiche: è un cavallo elegante, un cavallo che si esprime al massimo e questo è garanzia di alta competitività.” Ci spiegò Stefano in una delle nostre tante conversazioni telefoniche che si sono susseguite in questi 10 anni di carriera in sella ad Apollo. Quanto all’opera compiuta dal tecnico Paolo Margi ecco quanto ci confidò Breccia “Sono sicuro che in tutti i settori sportivi fa buon gioco il concetto della specializzazione. Certamente  Paolo è quel valore aggiunto che ha dato la possibilità di fare dei miglioramenti significativi durante il cammino  di crescita di Apollo e mio! Noi cavalieri di completo per curare  tutte e tre le discipline abbiamo bisogno di un aiuto per affinare tutti i vari dettagli .Va sicuramente dato anche a lui il merito dei nostri risultati. E ci tengo a sottolineare che Paolo era presente anche questa volta ad Aachen. “. Paolo Margi era presente anche a Lexington, a Badminton a Londra… ed in molti altri appuntamenti agonistici.  Dopo  Luhmuhlen, Breccia affermò “In un anno ha fatto progredire il cavallo e me in una maniera prorompente. Abbiamo scalato le classifiche popolate da mostri sacri! Paolo ha dimostrato che con il suo lavoro metodico e professionale è possibile tenere testa ai migliori cavalieri al mondo. Il suo entusiasmo era alle stelle! Lui è un uomo molto positivo!” 
Altro famosissimo scatto del binomio azzurro: noi lo prendiamo
a simbolo del saluto ideale di Apollo che si ritira quest'anno dalla scena agonistica

Una bellissima avventura, una splendida amicizia ed intesa che si è tradotta in gesta ed affermazioni agonistiche, costellata di piazzamenti, podi, riconoscimenti, lavoro duro, dedizione, sacrifici, rischi. E’ stata una splendida epopea durata 10 anni in sella ad un meraviglioso cavallo che ha avuto la fortuna di incontrare il cavaliere giusto al momento giusto, e tutte le persone che si sono occupate di lui dal maniscalco Paolo Olivetti, mago dei ferri, il veterinario storico Marco Eleuteri  e Mauro Gattuso,  il groom Luca Calaresu. 
Luhmuhlen 2011
Vediamo assieme a Stefano ed Apollo alcune figure importanti del team del binomio azzurro:
la moglie Francesca, Paolo Margi il dressage coach, il groom storico Luca Calaresu.

Grazie Stefano ed Apollo, è stato bellissimo vedervi fianco a fianco in gara. Piano piano, progressivamente avete  messo a punto ogni dettaglio tecnico, dal ritmo, alla decontrazione, contatto, impulso cavallo dritto e poi la splendida riunione. Nelle ultime gare abbiamo visto l’intesa di due amici che si conoscono profondamente ed intensamente.  Ed eccolo il cavallo, come un “arco” finalmente teso- le cheval tendu- con le sue masse muscolari sinuose ed elastiche, incollatura morbida, bocca decontratta.  Ma che belli i movimenti marcati, con tutte le andature scandite nettamente. Agili e coraggiosi e dinamici  in cross, precisi e puntuali  nella prova di concorso ippico.


Happy Retirement! 

giovedì 12 aprile 2018

WEG TRYON 2018 EVENTING TEST EVENT : “LA PRIMA IMPRESSIONE DI FRANCESCO GIRARDI”

"WEG TEST: a 5 mesi dal mondiale ...è tutto ancora work in progress"

Abbiamo contattato al telefono, appena rientrato dal North Carolina,   il Direttore sportivo della Fise, per un commento ed una prima impressione sul Tryon Equestrian Center (USA) che sarà la sede dei Campionati del Mondo in programma il prossimo settembre. Ci troviamo in North Carolina. La capitale è Raleigh ma la città più grande è Charlotte. Geograficamente questo stato americano – giusto per inquadrare -  è ubicato  fra l’Atlantico ed i monti Appalachi. È uno stato in gran parte agricolo e con una industria turistica sulla riva atlantica e sulle montagne.  Il centro- si legge sul sito web-  è stato inaugurato nel giugno del 2014: vanta 12 campi di equitazione ed oltre 1200 box permanenti. Vi sono già all’interno ristoranti, negozi, opzioni di alloggio, un campo da golf e club sportivo. La futura espansione prevede un hotel resort da 180 camere, condomini ed appartamenti, centro visitatori, complesso sportivo.
Ecco cosa ci ha raccontato Francesco Girardi …
 A cura di Giulia Iannone
Le foto sono state gentilmente concesse da Francesco Girardi

Quale è la sua prima impressione in merito agli impianti del Tryon Equestrian Center?
“Si tratta di una opera molto grande, che ovviamente va terminata. Tanti lavori devono essere ancora eseguiti. C’è in campo,  un grandissimo dispiegamento di forze: si lavora  senza sosta,  giorno e notte. Quindi abbiamo potuto visitare un impianto in parte molto bello e molto grande che deve essere ulteriormente completato”.
Di che zona dell’America si tratta?
“Attorno al Tryon International Equestrian Center c’è davvero poco, è campagna e spiccano delle coltivazioni di mele. La definirei una “oasi nel deserto”. La città più vicina è Charlotte dove è sito l’aeroporto, sarà distante circa un centinaio di km.  Dentro al Centro Equestre, dovete immaginare Arezzo moltiplicata per 10, con delle potenzialità di espansione enorme. La parte dolente del Centro Equestre sono gli alberghi. L’organizzazione aveva promesso di costruire delle strutture già all’interno,  invece credo che per quest’anno non ce la facciano. Quindi la location è carente di alloggi per atleti, probabilmente in occasione dei mondiali saranno smistati in alberghi diversi e distanti forse 30 minuti di macchina”.
"Il percorso del cross country si sviluppa a 3-4 km dal Centro Equestre, gira tutta attorno ad un laghetto, ed in origine nasceva come campo da golf. "

A cosa ha potuto assistere nei giorni della sua permanenza?
“ Era in programma un Eventing test Event ed una prova di volteggio. Ci saranno due grandissime arene. Una è già costruita e si chiama “ Morris” , in mezzo c’è una impalcatura temporanea che diventerà una enorme tribuna ristorante che darà sull’altra arena, dove organizzeranno invece il salto ostacoli ed il dressage. Quindi nell’arena Morris faranno la prima settimana  il concorso completo e dall’altra parte dressage, nella seconda settimana,  nell’arena Morris ci sarà  il paradressage e nell’altra il salto ostacoli. Nella stessa settimana sono occupate tutte e due le arene, con questa struttura centrale ( che non è finita) strategica, che si affaccia su entrambe le arene.”
Parliamo della qualità del terreno… il pensiero va principalmente a quello della prova di cross country. Cosa possiamo dire?
“L’Arena destinata al dressage ed al salto ostacoli si presenta con materiale moderno: sabbia silicea. Il percorso del cross country si sviluppa a 3-4 km dal Centro Equestre, gira tutta attorno ad un laghetto, ed in origine nasceva come campo da golf. Quindi è caratterizzata da dolci pendenze. Invece, la parte finale, che porterà dentro l’arena del salto, presenta oggi una pendenza molto ripida. Ma la stanno modificando e smussando. Credo che la parte finale del cross sarà molto faticosa però non sappiamo ancora con che tipo di pendenza si presenterà perché la stanno costruendo. Il terreno sembra essere buono. La notte ha piovuto e la mattina aveva assorbito bene l’acqua. Il problema , essendo vicino all’Atlantico, è che non si può stabilire perfettamente il tipo di clima. E’ molto variabile, è tipo l’Irlanda. “
Cosa l’ha colpita, pensando che l’America fa sempre le cose in grande ed è sempre originalissima?
“ Il dispiegamento di macchine e forze umane messe in campo per la costruzione dell’impianto per i Mondiali. Siamo a 5 mesi dall’evento, ed è ancora tutto work in progress! L’impresa, capiamo bene, non è finalizzata solo ai WEG 2018 ma a creare un Centro equestre pari, per dimensioni e qualità, a Wellington, con un fattore clima diverso. Wellington è attivo solo nel periodo invernale perché in estate fa troppo caldo, invece Tryon è migliore. L’impianto dovrebbe emulare e riproporre il più famoso di Wellington. Sfarzo, ricchezza, grandi capitali che per noi europei sono impensabili. Tutto grandioso e  imponente”
"coloro che avranno la fortuna di essere selezionati, potranno vivere una  esperienza impareggiabile in un paese giovane, vivace, brillante, pieno di soluzioni e strategie nuove.”

Altre difficoltà concrete, oltre clima ed alloggi?
“ Il clima è una variabile, direi. La difficoltà sta nel non poterlo prevedere. Per noi Italiani il problema maggiore  è rappresentato dal  viaggio, i cavalli saranno in quarantena, lì c’è tutta una area riservata, dove staranno in osservazione  per 40 ore senza poter uscire dalla zona dedicata: sono state preparate due grandi scuderie attaccate, dove i cavalli potranno camminare al passo, l’accesso sarà riservato solo ai groom e verranno fatte tutte le analisi ed i controlli del caso. Gli Americani sono attentissimi .  Quanto all’organizzazione, basandoci sul Weg Test cui abbiamo assistito, credo vada perfezionata! La struttura è molto bella ma l’organizzazione va collaudata. Noi in Europa abbiamo un sistema molto preciso e puntuale, e non siamo secondi a nessuno. Ci sono poi delle difficoltà oggettive: i cavalli viaggiano in aereo, con un peso prestabilito per i bagagli in termini di cassoni. L’organizzazione deve preoccuparsi di fornire  tutto ciò che non è stato possibile portare: tipo forche, secchi, carriole…per noi è una trasferta molto complicata ed onerosa. Però coloro che avranno la fortuna di essere selezionati, potranno vivere una  esperienza impareggiabile in un paese giovane, vivace, brillante, pieno di soluzioni e strategie nuove.”
Tutto il materiale fotografico e video raccolto,  in questo WEG TEST, come sarà divulgato?
“ Faremo subito una riunione, con i cavalieri e tecnici  del completo, la settimana prossima, durante l’Internazionale di Vairano. Proietteremo i video e poteremo le informazioni più utili che abbiamo raccolto e che ci sono state fornite,  ad esempio,  le vaccinazioni richieste per la trasferta.”
Chi sono i cavalieri interessati a queste “WEG info”?
“ Tutti i cavalieri qualificati al Mondiale come prima tranche, andando avanti saranno quelli presenti nella long list e alla fine nella short list finale. Le fasi sono tre. Ad oggi noi abbiamo un gruppo di cavalieri qualificati, nel completo, ad esempio, sono tutti coloro che hanno terminato un CCI3* per la qualifica, per il salto ostacoli sono quelli presenti nella prima lista dunque 12 cavalieri. Ora a mente faccio fatica a ricordare i nominativi, comunque il concetto è chiaro”
"Faremo subito una riunione, con i cavalieri e tecnici  del completo, la settimana prossima, durante l’Internazionale di Vairano e daremo le informazioni raccolte durante la trasferta in america"

Giusto una piccola curiosità: Lei in carriera a quanti campionati del mondo ha assistito o preso parte?
“ Non tanti. Ho assistito a Roma 1998. Come cavaliere ho preso parte ad Olimpiadi ed Europei. Consideriamo però, che l’Italia ha iniziato tardi a presentare una rappresentativa ai campionati del Mondo, soprattutto in concorso completo. La mia esperienza come atleta è stata principalmente in completo, e devo dire che schierare una squadra azzurra non è facile in questa disciplina. I WEG sono la gara dei professionisti, la più grossa che c’è, superiore ad Olimpiade ed Europeo. In questa gara bisogna avere atleti da poter mandare e non è sempre stato così”
"I WEG sono la gara dei professionisti, la più grossa che c’è, superiore ad Olimpiade ed Europeo. In questa gara bisogna avere atleti da poter mandare e non è sempre stato così”
PHOTO GIULIA IANNONE
Campionato italiano YR completo 2017

C’è qualcosa in particolare, di questo WEG TRYON EVENTING TEST, che le è rimasto impresso?
“ Le macchine, sinceramente!  Gli Americani hanno dei pick up enormi, che da noi non sono nemmeno commercializzati, della Ford, con due ruote dietro… ma qualcosa di gigantesco. Attaccano un trailer –anch’esso gigantesco che è grande come un nostro van- e gli equestri  girano con questi veicoli. Una immagine indimenticabile  per forza,  perché da noi è impensabile,  ma credo che non esistano neanche delle strade così grandi,  dove far circolare dei veicoli del genere!”





martedì 3 aprile 2018

MICHAEL JUNG?
 LA SEMPLICITA’ DI UN CAMPIONE MODERNO: LA VERA  FORZA VIENE DAL DRESSAGE!
Un dressagista superbo, un meraviglioso interprete del cross country, un ostacolista favoloso.
PHOTO GIULIA IANNONE
MICHAEL JUNG E SAM
" Lo chiamano Michi, Terminator, l'extraterrestre, l'alieno"...


 Testo e foto Di Giulia Iannone

Lo chiamano Michi, Terminator, l’extra terrestre, l’alieno del completo.
Il suo eroe e  idolo nella vita,  è il  papà,  Joachim Jung.
 Seguo  da parecchio tempo il campione  tedesco classe 1982.
In televisione, sul web, nei video di youtube dà sempre la stessa impressione: sembra perfetto, un marziano, senza emozioni o sentimenti, senza paura o esitazioni.
Non pare un comune mortale, ha una sicurezza ed un autocontrollo fuori dal normale.
Questa estate, prima dei campionati europei in Polonia,  ho tentato di intervistarlo al telefono. E’ stato facilissimo: molto cortese, familiare, amichevole, disponibile, di una educazione e gentilezza impareggiabile. Un ragazzo semplice , mi sono detta, umile. Non pare il campione senza sentimenti e paura che vediamo in televisione, di cui seguiamo gesta imprese e vittorie continue.
"Mi ha stupito per la semplicità e disponibilità e la spontaneità"...
PHOTO DI GIULIA IANNONE

Quando ho saputo che sarebbe stato la guest star all’Internazionale dei Pratoni del Vivaro, sono andata ad incontrarlo, per  ringraziarlo e  chiedergli l’autografo. Mi ha stupito di nuovo per la semplicità e la disponibilità e la spontaneità che presenta nei confronti dei fan.
E finalmente l’ho osservato da vicino, vicinissimo.
Sono stata a guardarlo per quasi due ore a bordo campo, mentre svolgeva il warm up pre-dressage, prima con Rocana e poi con il mitico e maturo “cavallo maestro” Sam.
Non credo di dire nulla di nuovo in relazione a questo grandissimo campione molto moderno, che è arrivato ad un altro livello di preparazione atletica, tecnica e psicologica.
E’ in primo luogo un atleta sui generis: è alto 1,68 e pesa 70 kg, è molto muscoloso e certamente dal fisico poderoso,  ha una condizione atletica invidiabile e molto fiato,  è molto armonioso.
PHOTO GIULIA IANNONE
"E' un cavaliere perfetto in ogni piccolo dettaglio"

Ha dimostrato di essere , e non con un solo cavallo, un “modern Master”: un dressagista superbo, un meraviglioso interprete del cross country, un ostacolista favoloso.
Leggendo articoli qua e là sul web, ho scoperto che il giudizio e l’impressione su questo completista speciale è corale: viene paragonato ad una divinità, qualcuno dotato di poteri soprannaturali:  “Super Michi” o qualcosa del genere! Da young rider pare fosse un ragazzo che mostrava enorme talento, un ragazzo serio, metodico, di pochissime parole, sempre concentratissimo sulla gara, che fosse una  gara di potenza, un tre stelle, un semplice stallion show.
 La differenza?
PHOTO GIULIA IANNONE
I cavalli di Jung sono leggeri, obbedienti, collaborativi, desiderosi e volenterosi, partecipi del lavoro.
Guardate questo 18enne!

 Sta nel  modo in cui questo cavaliere lavora i cavalli: muove e ginnastica tutto il corpo, li tiene leggeri, obbedienti, collaborativi, desiderosi e volenterosi, partecipi del lavoro. Non li monta con forza obbligandoli, chiede loro di lavorare sempre in perfetto equilibrio ,  dà loro tutta la comprensione e confidenza di cui hanno bisogno. Il cavaliere teutonico ha portato la disciplina del completo ad un nuovo livello, nel quale il dressage è la chiave di volta di tutto, è la svolta epocale, è il pilastro e l’anello di congiunzione anche con la mente e l’anima dei cavalli. Nel passato si riteneva che “troppo dressage avrebbe rovinato e compromesso la prova di cross country”,  vissuta, in altri tempi,  come un vero e proprio test di coraggio e sicurezza.  Questa è la modernità di un cavaliere che è una vera gioia per gli occhi: non c’è sforzo nella sua monta, è morbido, semplice, sempre nel ritmo. 
Guardare un cavaliere del genere è fonte di ispirazione, è motivante, è classe e finezza allo stato puro.
PHOTO GIULIA IANNONE

Non è solo espressione di talento, è motivante, è fonte di ispirazione, è classe e finezza allo stato puro, e tutto questo crea amicizia e legame con i suoi cavalli che in gara si battono e lottano nell’agone sportivo, non solo insieme , ma per lui. Quello che stupisce è il senso dell’equilibrio, la semplicità e facilità. Il dressagista internazionale, Christoph Hess, parla di Jung come di un cavaliere “perfetto in ogni più piccolo dettaglio”. Ha un assetto morbido, ha equilibrio, i suoi cavalli sono sempre avanti alle gambe grazie ai suoi “driving aids” ed addestra i cavalli seguendo alla perfezione la scala del training. Dicevamo “semplicità”, ma anche confidenza perché tutti i cavalli sono elastici, possono usare il corpo e soprattutto il collo come bilanciere, ed inoltre i cavalli sempre avanti alla verticale, possono vedere i salti presto, così che sappiano sempre cosa devono saltare. 
Dal dressage ha assimilato sensibilità affinata, sempre più, con la tecnica.
PHOTO GIULIA IANNONE

Michael compete e si allena in dressage e salto ostacoli ai massimi livelli, gareggia ogni settimana in gare di completo o salto nelle top competition. Sa benissimo cosa fare in gara, come gestire i tempi, il warm up, ha alle spalle un ottimo team, ha una gestione dello stress e della fatica in termini positivi. Papà Joachim, padre allenatore e mentore, dice che suo figlio ha preso dal salto ostacoli grande mestiere: prima di tutto un grande occhio per le distanze e gli ostacoli, dal dressage ( è stato per molto tempo allenato da Hubertus Schmidt)  ha assimilato sensibilità, affinata sempre di più con la tecnica.
"la mano è leggerissima, la bocca è sfiorata mai turbata, gli aiuti sono invisibili"
PHOTO GIULIA IANNONE

Sicuro, dettagliato, pronto ad affrontare l’inconveniente tecnico, la sbavatura, sa quando e quanto chiedere ai suoi partner a quattro gambe, e ricompensa in continuazione: carezze, pause a redini lunghe, anzi impugnate alla fibbia,  e distensione. La mano è leggerissima, la bocca è sfiorata mai turbata, gli aiuti sono invisibili. E’ tutto molto elegante, anche la tenuta di gara del cavaliere, l’estetica del cavallo in cui viene rispettata la massima “less is more”. Altro che alieno ed extra terrestre: quello che mi ha stupita ed emozionata , non è roba che proviene da un altro pianeta,  è stata l’incredibile semplicità che, ahimè, è irraggiungibile ed ha a che fare con la perfettibile perfezione, con la sicurezza, con  ore ed ore di lavoro corretto e ben studiato , l’eleganza, la raffinatezza, l’esperienza ed il mestiere ,  che ha, ormai , raggiunto espressione di “arte”.
Altro che alieno...quello che mi ha stupita ed emozionata non proviene da un altro pianeta.
PHOTO GIULIA IANNONE



domenica 1 aprile 2018

IL PODIO DEL CIC3* E’TUTTO “DI MICHAEL JUNG” MIGLIORE DEGLI ITALIANI, E’ IL GIOVANE FOSCO GIRARDI SU FELDHEGER, CHE SFIORA IL PODIO E CHIUDE AL QUARTO POSTO.

INTERNATIONAL HORSE TRIALS 29-1 aprile 2018
CENTRO EQUESTRE RANIERI DI CAMPELLO

PHOTO GIULIA IANNONE
MICHAEL JUNG ED IL SUO AMICO DI SEMPRE SAM
" Sam and I trust each other so much" aveva detto in una intervista nel 2017 il cavaliere dei record.
Osservandoli, trapela in un attimo la complicità ed il feeling.


A cura di Giulia Iannone

Il cavaliere “extra terrestre” Michael Jung domina assolutamente, come da previsioni del resto, la categoria massima dell’International Horse Trials andata in scena ai Pratoni del Vivaro , durante il ponte delle festività pasquali.
 Classe 1982, tre ori olimpici al collo, nel 2016 ha centrato anche,  quale secondo cavaliere nella storia, il Grand Slam of eventing. Ha fatto concretamente la storia del completo, vincendo per la prima volta, in sequenza titolo olimpico, mondiale ed europeo, questo nel 2010, 2011, 2012. Ha vinto tutte e tre le volte su “la Biosthetique Sam”.  E mi fermo qui perché citare titoli e medaglie e guinness dei primati di questo super campionissimo, diventa una lunga impresa ed una trappola per qualsiasi giornalista sportivo di settore! Oggi all’ex Centro Federale oggi Ranieri di Campello, il tedesco natio di Bad Soden,  ha chiuso la prova di concorso ippico con netto agli ostacoli sia con Rocana, la femmina baio scura del 2005 da Ituango XX, che con Sam, castrone baio del 2000 da Stan the Man XX, assicurandosi la prima e la terza posizione del podio con 40.10 e 47,20 pn. La seconda posizione è stata appannaggio del  polacco Pawel Spisak su Banderas, castrone polacco del 2007 da Moravia. Per loro 4 penalità in salto ostacoli che ha  portato  il binomio a chiudere le tre giornate con 44,50 pn. Questo cavaliere polacco, classe 1981 è allievo di Michael Jung, ha rappresentato il suo paese ai Giochi Olimpici di Atene, Pechino , Londra e Rio de Janeiro. 
Michael Jung e Rocana nello splendido scatto del fotografo e nostro amico,
Massimo Argenziano.
Campione polacco per cinque volte ( 2005, 2006, 2007, 2011, 2015, 2017). Sfiora per un soffio il podio, il giovane figlio d’arte Fosco Girardi sul trakenner del 2007, Feldheger da Betel, ma la sua è una ottima e motivante e positiva performance perché da settimo dopo il dressage con 32,90 pn scala ben 4 posizioni con la prova di cross country, mentre oggi commette un errore agli ostacoli nella prova di concorso ippico con una lieve infrazione di tempo, che lo porta a chiudere con 50,30 pn ai piedi del podio. “ Sono contentissimo” ha dichiarato il cavaliere ,  che da poco ha anche ottenuto il titolo di istruttore di I livello, proprio al termine della categoria ” ho fatto un errorino all’ultimo ostacolo, però sono realmente soddisfatto e felice, e ringrazio in primis il mio  cavallo, compagno ed amico di gare, Poldo. Questo risultato nel mio secondo CIC 3* in carriera rappresenta una ottima motivazione e stimolo prima dei Campionati Italiani. Ripeto : una grande gara!” .
"Sono contentissimo e felice" ha dichiarato Fosco al termine della gara
PHOTO GIULIA IANNONE


Nel CIC* si afferma Andrea Cincinnati su Olimpia de la Folgore con 26,50 pn; mentre nel CCI2* salutiamo il trionfo di Allegra Ragaini sulla cavalla pezzata oldenburg  “Athina Quandolyn” con 44,80 pn; Il CCIP2* vede sul gradino più alto del podio Eleonora De Sanctis  su Fine and Smart Vd Langenheuvel con 46,90 pn; nel  CCI* svetta ancora il campionissimo Michael Jung che fa incetta di podio, stavolta in versione Wild Wave classe 2012, con il risultato finale di 33,70 pn; mentre è Matilda Schiavo su Free Travel ad affermarsi nel CCIP* con 49,20 pn. E’ di Nicolas Wettstein, portacolori dell’Ecuador, la categoria CIC2*, su Meyer’s Happy, con il punteggio negativo finale di 41,20. Francesca Blasi in sella a Achrima du Bary sigla con 33,40 punti negativi la categoria Introductory Level. 

martedì 13 febbraio 2018

ANDREA VERDINA TRA  COMPLETO E SALTO OSTACOLI:
 “RICORDI E PROGETTI FUTURI”.
"Continuo a preferire il formato vecchio perché rendeva il cavaliere molto più vicino e sensibile e confidente con il cavallo, pur capendo e rispettando i cambiamenti odierni.”
cit. Andrea Verdina

Il cavaliere di Novara svolge la propria attività a Badgerstown, alle pendici  delle “Malborough Downs”, quartiere generale dal 2012, di Sir  Mark Todd,  leggenda vivente del completo di tutti i tempi. Lavorerà sul salto, una volta al mese, con Nelson Pessoa.
 A cura di Giulia Iannone

Andrea Verdina nasce a Novara il 9 agosto 1969. 
A cavallo dall’età di 10 anni, non ci sono tradizioni equestri nella sua famiglia. Allievo di Antonio Tabarini, cresce e si evolve tecnicamente secondo i sacrosanti principi della scuola italiana per eccellenza, secondo gli insegnamenti del “Marchese” Fabio Mangilli. 
Andrea vive e lavora in Inghilterra dal 1997, da due anni presso la scuderia della leggenda vivente del completo di tutti i tempi, Sir Mark Todd. Dalla sua postazione privilegiata in UK, il cavaliere olimpico di Sidney, ha parlato con noi al telefono di ricordi sempre vivi ed attuali, di cavalli di ieri e di oggi, di spunti e riflessioni tecniche, dell’appena concluso Eventing Forum 2018… del suo lavoro come coach e di proposte tecniche e formative per molti appassionati ed aspiranti completisti.
Ecco cosa ci ha detto Andrea Verdina….  

Come ti sei avvicinato alla  disciplina del completo?
“ Il mio istruttore, Antonio Tabarini,  era orientato per questa disciplina. Posso dire con gioia ed orgoglio di essere stato il suo primo pupillo.  L’impronta tecnica del proprio coach significa molto sin dall’inizio. Poi ho avuto dei cavalli della federazione già da  junior. Ho partecipato a due campionati europei juniores e poi mi hanno chiamato ai Pratoni del Vivaro per montare i cavalli della FISE. “
Il presente di Andrea Verdina:
"Ho comprato, con una proprietaria inglese, una cavalla buona da Stefano Brecciaroli, sta andando molto bene, si chiama Yakuma BK. Era di Andrew Nicholson."
Cit. Andrea Verdina

Eri e sei un talentuoso?
“ Talento! Questo non spetta a me dirlo! Diciamo che le cose mi venivano bene, mi riuscivano  facili. Ho avuto la fortuna di avere grandi tecnici, cavalli utili che mi hanno insegnato molto ed incanalato sulla giusta strada. Crescendo ho poi imparato che senza la dedizione e la continua ricerca della perfezione, il solo talento non e’ abbastanza. Ho avuto la fortuna e l’onore di fare alcune lezioni con il Marchese Mangilli”. 
"Sono legatissimo ai Pratoni del Vivaro:
considero quel posto casa mia"
Cit. Andrea Verdina

Qualcuno ti ha notato: per questo sei arrivato ai Pratoni del Vivaro?
“ Ho vissuto l’epoca d’oro dei cavalli federali. Al tempo c’era un distaccamento dei cavalli della Fise a “Le Querce” di Casorate Sempione, sotto la direzione di Fabio Giuliani. Mi era stato affidato un cavallo della Fise ed andavo a montarlo a Casorate. “ Avevo 16 anni, credo.
Raccontaci di questi cavalli della tua età giovanile:che ricordi hai?
“ Il primo cavallo che mi hanno dato da montare si chiamava Ulisse, era un cavallo che nessuno dei Federal Boys voleva! Era un cavallone grosso che non assurgeva al rango di cavallo per categorie  seniores, ma per un giovanissimo poteva essere d’aiuto. Ho fatto con lui le prime gare. Dopo di lui ho montato Black Waterfly dell’Uccellaia e Kub de Pick con cui ho fatto i miei primi campionati europei junior …ma qua stiamo andando indietro tanto! “
Quando arrivano i Pratoni del Vivaro nella tua vita?
“ Dopo tanti anni, sono ancora e sempre legatissimo a questo posto. Sono tanto contento che oggi siano di nuovo attivi! Li consideravo casa mia, ci sono stato circa 5 anni! Lo ricordo come fosse adesso quando ci sono andato. Siamo partiti da Casorate, io e Fabio Magni. Lui ci  era già stato prima di me . Che emozione che fu…mi sentii molto importante. Con me, oltre Fabio Magni, c’era anche Francesco Girardi. Mangilli era già mancato, all’epoca c’era Fabio Giuliani, poi c’è stato un periodo vuoto nel quale facevamo lezione con Albino Garbari, e questo è stato per me il periodo più bello ed interessante. Alla fine arrivò Stefano Busi”
Però tu hai fatto lezione col Marchese Mangilli: dove?
“ Ho fatto poche lezioni quando montavo alle Querce. Antonio Tabarini è stato suo allievo diretto, e quindi mi ha presentato. Il Marchese era al circolo lombardo, ed io ero lì a montare e mi ha guardato alcune volte. Ero molto giovane, Penso di non aver capito, in quel frangente, chi avevo di fronte. Si rivolgeva a me didatticamente in un modo cui non ero abituato, al momento mi colpì, mi toccò  dentro. Non avevo neanche capito l’importanza della sua figura ed il privilegio di quegli incontri. Ho capito anni dopo, pochi anni dopo, le cose che mi diceva. Sento ancora emotivamente il feeling di aver sentito fiorire le sue notazioni tecniche con il tempo. Come se tutto fosse rimasto sopito in me e si fosse espresso con gli anni”.
Questo è Master Song.
" E'stato importante nella mia carriera, con lui ho fatto i campionati europei in Inghilterra e Germania. 

Quali sono stati i cavalli importanti , prima dell’avvento del grigio olimpico?
“ Ce ne sono stati due di rilievo: il primo si chiamava Cambridge, un altro di quei cavalli che non voleva montare nessuno(ma non si poteva dire). Lo montava Bartolo Ambrosione prima di me ed  aveva fatto un brutto volo a Migliarino. Quel cavallo aveva un po’ le gambe di legno, ogni tanto! Io avevo trovato un modo, un compromesso, un dialogo, chi lo sa, ed avevo vinto il campionato italiano senior a Passo Corese- però ero ancora Young Rider, quindi non contava- e poi avevo fatto i primi campionati europei young rider con lui. Il secondo cavallo era Master Song, ed è stato importante nella mia carriera, con cui ho fatto i campionati europei in Inghilterra e Germania. Poi nel 1997 sono partito per l’Inghilterra. In quel periodo non avevo tanti cavalli importanti da montare , così la mia carriera ebbe come una battuta di arresto.”
E qui che entra in scena il grigio Donnizzetti, vero?
“Federico Roman era tecnico della nazionale italiana di completo. Ero in Inghilterra. Dal niente, all’improvviso mi venne affidato Donnizzetti, che era già qualificato per i mondiali con un altro cavaliere. Ci fu un po’ di rumore in Italia… con il grigio ho fatto gli europei senior a Luhmuhlen nel 1999 ed andai bene, poi sono arrivate le Olimpiadi a Sidney e l’anno dopo di nuovo gli europei a Pau, in Francia. Il mio compagno delle olimpiadi del 2000 era un cavallo molto particolare. All’inizio, quando mi è arrivato a casa, pensavo fosse uno scherzo! Poi mi ci sono messo di impegno, con calma e dedizione, e ci siamo compresi. Però all’inizio quando ci sono salito non mi sono sentito sicuramente imbattibile ed invincibile. Era un purosangue neo- zelandese, aveva l’head shaking: questo significava specie in rettangolo, dover fare tutto perfetto e giusto, se no spesso il cavallo si straniva. In Inghilterra un paio di volte è saltato fuori dal rettangolo! Però in salto ostacoli era molto rispettoso per essere un purosangue, e questo compensava molto il lavoro in piano in cui non mostrava grandissimi movimenti. Aveva un grande cuore e bisognava  avere tanta sicurezza e freddezza. Magari piantava grane in allenamento per un cavallettino di esercizio, e poi se mai usciva in un tre stelle e finiva netto nel tempo. Un tipo stravagante, direi! Però si era creato il binomio:  conoscevo le sue particolarità per cui mi fidavo di lui. Aveva esperienza, sapeva quale era la gara importante e quale no: una volta ad Hartpury in una categoria Advanced, mi si è piantato sul numero 1. Ho fatto una carezza e non ho polemizzato con lui! Dovevo sempre sapere come utilizzare i suoi punti forti e come mascherare i suoi punti deboli”
Cosa rappresenta per te la disciplina del completo nel tuo modo di vivere?
“ Non monto più in completo ad alto livello, da molti anni. Mi manca in parte quel tipo di sensazione. Per me ha sempre rappresentato il pinnacolo della horsemanship, quando c’era il formato lungo. In quel contesto c’erano altri tipi di cavalli. Non sono un nostalgico o uno che vive con la testa nel passato, ma su quel format bisognava saperne moltissimo su come gestire i cavalli, come portarli in condizione, quanto spingere prima. Oggi quel fattore è stato eliminato e sono subentrati cavalli di altro tipo. E’ difficile perché oggi è tutto molto più tecnico, il dressage ed il salto ostacoli sono diventati molto sofisticati e si richiede moltissimo in termini di performance. Continuo a preferire il formato vecchio perché rendeva il cavaliere molto più vicino e sensibile e confidente con il cavallo, pur capendo e rispettando i cambiamenti odierni.”
"In salto ostacoli, Donnizzetti,  era molto rispettoso per essere un purosangue, e questo compensava molto il lavoro in piano in cui non mostrava grandissimi movimenti."
Cit. Andrea Verdina

Vivi e lavori in Inghilterra da circa 20 anni. Svolgi principalmente l’attività di coach ed horse scout. Hai dovuto integrare e rafforzare la tua preparazione tecnica “made in Italy” o ti sei trovato a lavorare subito facilmente con essa?
“ Senza arroganza e presunzione, ho subito sentito, confrontandomi con gli altri cavalieri, di avere alle spalle un bagaglio culturale di un certo spessore, molto solido, molto preciso. Il modo in cui si cresce in Italia ed in Europa è diverso dal metodo inglese. Qui loro imparano andando a fare le cacce e dopo si perfezionano. Da noi, ed in tutta Europa, insegnano prima a montare correttamente consolidando l’assetto in sella. Però in Inghilterra c’è più possibilità di confrontarsi con altri cavalieri”
So che sei da due anni nella scuderia di Mark Todd: ci racconti cosa significa per te?
“ Monto accanto a questa leggenda vivente del completo, ogni giorno. Lavoriamo molto bene insieme, in quanto ognuno si gestisce in autonomia il proprio lavoro, però ho la possibilità di osservarlo molto, di prendere ispirazione da lui. Quando avevo 15 anni, studiavo le sue cassette!  Trascorrere  la quotidianità con una personalità del genere, così umile e semplice fa sembrare tutto facile, in realtà  il suo carisma e la sua sapienza equestre emergono da sole. Ogni tanto mentre montiamo, una sua indicazione, fatta di pochissime parole, fa la differenza. Imparo da tutto: da come gestisce la scuderia, come cura i propri cavalli, gli esercizi che mette in campo. E’ una esperienza che non tutti possono fare. Mi reputo fortunato”. 
Sidney 2000, Andrea ed il grigio Donnizzetti
"Era un purosangue neo- zelandese, aveva l’head shaking: questo significava specie in rettangolo, dover fare tutto perfetto e giusto, se no spesso il cavallo si straniva. In Inghilterra un paio di volte è saltato fuori dal rettangolo! " Cit. Andrea Verdina

Mark Todd: sei riuscito a capire l’elisir di lunga vita della sua professionalità?
“ Come tutti i grandi, quelli ever green, è una persona molto semplice. Interagisce e si relaziona con i cavalli con la sensibilità e la competenza semplice e classica fatta di piccole cose. E’ molto metodico nella sua tecnica.  Credo che a fare la differenza sia  il suo talento naturale, e quello non si acquista e non si impara, e poi mi commuove la dedizione perché adesso ha 62 anni e monta a cavallo,  perché lo sente, per passione, per esigenza interiore.  In inverno fa parecchie lezioni per la pausa invernale e va in giro per tenere clinics all’estero “
Oggi al cavallo da completo è richiesto di essere molto preciso in dressage. Anzi tendo a dire, che ci stiamo spingendo molto verso un dressage sovrapponibile a quello puro, forse richiedendo tanta e spesso troppa  “collection”. Cosa puoi dirci anche facendo riferimento a ciò che vedi fare a Mark Todd?
“ Posso dire che Mark Todd cura moltissimo il dressage. Sono stato il  5 -6  febbraio all’eventing forum all’Hartpury College. L’enfasi sul dressage c’è e ci deve essere per forza per essere competitivi , però alla fine bisogna sempre ricordarsi che il completo è anche saltare. A mio avviso, il lavoro che adesso si fa tanto sulla precisione – in esso non fai danni, più ci lavori e più i cavalli maturano e migliorano anche in termini di binomio e feeling- serve anche per la tecnicità che c’è nei percorsi di salto e di campagna. Penso che nel settore , abbiano compreso l’importanza di scegliere i cavalli giusti dall’inizio. Non vedi più cavalli difficili o troppo caldi con i quali si tentava, in passato,  di fare solamente ,  qualcosa. La buona genetica li rende disponibili al lavoro. Un cavallo troppo insanguato, agitato che non collabora, non potrebbe lavorare sulla ripetizione, che crea la precisione.”
la figlia di Andrea Verdina a lezione con Mark Todd

Come era strutturato l’eventing forum: cosa hai visto?
“L’organizzatore dell’evento, Eric Smiley – completista irlandese, oggi eminente coach e tecnico- ha proposto come tema per quest’anno “What’s the limit? Qual è il limite?” intendendo con ciò: fino a che punto possiamo davvero spingere i limiti del nostro sport per stare al passo con evidenti miglioramenti delle prestazioni, sia del cavallo sia del cavaliere? "E, come manteniamo l'integrità dello sport?  Ed ancora: 
In uno sport in cui gli amatori  gareggiano insieme ai professionisti, come possiamo continuare ad aumentare il nostro sport,  senza alienare l'entusiasta amatore?. 
I relatori di quest'anno erano:  il giudice e istruttore internazionale di dressage Sandy Phillips che presentava una lezione di dressage dal titolo” Se non è buono abbastanza, il lavoro non migliorerà”,  Eric Smiley  in persona proponeva una lezione sul salto dal titolo: “la base solida consente di progredire” ;  lo psicologo sportivo Charlie Unwin ha spiegato che “la mente limita il corpo” e l'allenatore della squadra svedese di completo, Fredrik Bergendorff ,ha spiegato come preparasi per raggiungere il vertice, allenandosi su esercizi avanzati di salto. “ Vado a questi forum in primis perché prendo tantissimi spunti, e poi per poter migliorare il mio inglese per il coaching, per superare la barriera linguistica!  Non essendo madre lingua, devo impegnarmi molto.  Eric Smiley ha fatto una lezione su come portare avanti i cavalli giovani, e sono stato molto contento e soddisfatto perché per me è stata una conferma: non ha detto nient’altro se non quello che mi hanno insegnato quando avevo 15 anni,  esattamente le stesse cose : stare un po’ sollevati, lasciar fare al cavallo, lasciargli trovare la battuta curando bene direzione e cavallo dritto. Proprio il modo in cui ci faceva montare Mauro Checcoli “.

Il futuro di Andrea si chiama Yakuma Bk e lo sta traghettando nella disciplina del salto ostacoli

Andrea Verdina, vivi in Inghilterra, ma il tuo pensiero va all’Italia del completo. Cosa potresti fare per il nostro paese, avendo alle spalle tutta questa preparazione tecnica italianissima integrata con quanto vedi ed apprendi in UK?
“ Potrei aiutare tutti quei cavalieri che non hanno mai fatto una esperienza lavorativa all’estero. Li posso guidare verso le gare giuste da fare, cosa vedere, insomma come muoversi qui in Inghilterra. Potrei ospitare anche dei ragazzi in scuderia, lo faccio molto in estate, ma non c’è un limite, posso farlo durante tutto l’anno. L’ho sempre fatto a livello contenuto per questioni di spazio. Ai ragazzi offro ospitalità in casa mia , e condividere la mia vita quotidiana equestre: si va e si lavora in scuderia, si fa lezione, porto a vedere delle gare, faccio fare delle visite nella scuderia di cavalieri importanti, una full immersion anche seguendo quelle che sono le esigenze di ognuno. Attualmente ho due working pupils italiani, uno ha il titolo di OTEB e l’altro è un istruttore II livello, lavorano in scuderia in cambio di lezioni. Sono ragazzi preparati e già capaci, ma che hanno ancora bisogno di essere assistiti ed indirizzati”.
stage recentissimo di Andrea Verdina con Nelson "Neco "Pessoa

 Come tanti altri colleghi del completo, ho letto che, anche tu, ti sei dato al salto ostacoli. Come mai ?
“ Ho comprato, con una proprietaria inglese, una cavalla buona da Stefano Brecciaroli, sta andando molto bene, si chiama Yakuma BK. Era di Andrew Nicholson. L’ho presa alla fine dei 5 anni in Italia. Poi ha fatto tutti i 6 anni con me qui in Inghilterra ed i 7 anni l’anno scorso. Ha fatto un paio di internazionali bene.  Quest ’anno ha iniziato a saltare seriamente. Per me il salto ostacoli è affascinante, sono molto preso e coinvolto perché è un mondo che comunque conosco, ma non così bene come quello del completo. 
Mi piacerebbe trovare un’opportunita’ con allevatori o privati Italiani interessati a produrre cavalli in Inghilterra. Mi dà carica e motivazione, mi stimola, come quando affrontavo ,da ragazzino, i primi completi. Ho appena finito, proprio in questi giorni,  uno stage privato con Nelson Pessoa e sono molto motivato!!”
"Il salto ostacoli mi stimola di nuovo, come quando affrontavo i primi completi"
Barriere a terra con Nelson Pessoa: non si smette mai di imparare!