DI Giulia Iannone
Greta, presentati al pubblico di lettori come ti fa più piacere, indugiando sulla tua espressività e carriera equestre.
" Posso dire che tutta la mia vita ruota attorno ai cavalli.! Mio padre montava a cavallo ed io lo seguivo in scuderia. La prima cosa che è nata dentro di me di equestre, è stato l'amore e la passione per questi meravigliosi animali, sulle orme di mio padre. Per continuare a coltivare la relazione ed il dialogo con i cavalli, ho deciso di iniziare a prendere delle lezioni nella stessa scuderia di mio padre. Sono nata nel salto ostacoli ed ho sempre continuato in questa disciplina, perché è quella che più mi appassiona, mi rappresenta e mi fa sentire viva. Questo sport è ciò che mi definisce e mi descrive, in questo settore tecnico sono felice e posso esprimere me stessa. Al contempo, studio Economia e gestione aziendale, alla Università Cattolica di Milano. È importante avere una base solida culturale che mi permetta nella vita di essere pronta a tutto, e anche nello sport equestre, se riuscissi ad avere un sbocco professionale nel futuro, potrei sempre essere più solida con una formazione universitaria "
Onestamente, ti aspettavi di centrare in Germania questo oro europeo individuale, al tuo ultimo anno come Young rider?
" Abbiamo lavorato molto bene in questo anno, io assieme a tutto il mio team, questo sento di poterlo dire. È dall'inizio dell'anno che ci siamo posti come obiettivo questo Campionato d'Europa, anche perché sarebbe stato il mio ultimo nelle giovanili. Sapevamo di avere tutte le carte in regola per cercare di batterci al meglio ed a pieno, contro i binomi rappresentanti di tutta Europa, ma la medaglia onestamente non era la nostra priorità. Volevamo essere competitivi, il cavallo era in forma, sapevamo che un buon lavoro ci avrebbe resi prima di tutto pronti. Questo era lo schema di inizio anno, e non ci sono state sorprese o imprevisti. Ma dall'essere pronti ad una medaglia al collo! Il piano c'era, ma io proprio non mi aspettavo di vincere questo titolo individuale, ma sapevo, ed è stato un pó il mio punto di forza durante Hagen, di essere pronta, preparata, strutturata, allineata col cavallo da tutta una serie di step ed un feeling col cavallo che parte anche da lontano. Sono 6 anni che monto questo stesso cavallo. No, non mi aspettavo di raccogliere un bottino del genere"
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| La sicurezza di Greta deriva dai grandi mezzi del baio figlio di Arko III |
Hai inanellato ben 5 percorsi netti. Come ci sei riuscita e non parlo solo di tecnica. Tu ti avvali di qualche mental coach?
" No, non mi avvalgo di alcun Mental Coach per il momento. La trovo comunque una ipotesi molto intelligente da tenere in considerazione. Traggo sicurezza prima di tutto dal feeling, la fiducia, il legame con il mio cavallo dopo 6 anni di conoscenza in gara ed a casa, e poi da un piano di lavoro metodico e preciso organizzato con il mio team ed il mio coach. Inoltre sono una persona molto fredda e concreta. Certo, da quest'anno il livello delle mie gare si è alzato e la pressione può essere difficile da far sparire, bisogna gestirla con rapidità. Se dovessi in futuro averne bisogno per incrementare la performance e la solidità ulteriore del binomio, prenderò la cosa sicuramente in considerazione per il proseguo"
Presentaci il tuo cavallo di 14 anni, Mercy van't Ruytershof: pregi, difetti, carattere, punti di forza e punti deboli. Il cavallo a questo punto più forte d'Europa. Dove e come lo hai trovato?
" È un castrone baio, figlio diretto di Arko III. Lo montava qui in Italia un cavaliere brasiliano, l'ho preso alla fine dei suoi 8 anni. Credo che abbia veramente pochi difetti. Mostrava tantissime qualità caratteriali e grandissimi mezzi, questo soprattutto mi garantisce sicurezza e nessuna preoccupazione in percorso. Non ho paura con lui di affrontare nessuna altezza e nessun oxer largo, perché lui riesce a coprire tutto. È un animale socievole, piacevole, affettuoso, dolce, equilibrato, intelligente. Se capita un errore in percorso, lui elabora dentro di sé e immediatamente apporta la correzione. Partecipa, si impegna a fondo nel lavoro e collabora col cavaliere per fare bene. È un animale stupendo. Certo ha dei punti più deboli, se non ho paura dell'altezza in percorso, comunque spetta a me gestirlo al meglio nelle parti più delicate del tracciato. Ma siamo in due, ognuno fa la sua parte e lui veramente fa le cose al meglio. Ci conosciamo tanto ormai e questo è ciò che conta del binomio, lavorare insieme "
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| lavoro con Riccardo Pisani da solo un anno... |
.Il tuo istruttore, Riccardo Pisani. Cosa ti senti di dirgli alla luce di questa vittoria, e cosa rappresenta per te come guida tecnica ed emotiva?
" Riccardo è il mio istruttore da molto poco tempo. Abbiamo iniziato a lavorare insieme solo da inizio anno. Desidero davvero ringraziarlo, nonostante non possa rinnegare l'ottimo lavoro svolto in precedenza con i precedenti coach, tra cui la collaborazione con Paolo Adamo Zuvadelli, che ha prodotto davvero ottimi frutti, ma non posso non ringraziare Riccardo per questa vittoria. Vedo in me e nel cavallo veramente un forte miglioramento. Abbiamo iniziato in gennaio con un mese di gare al Sunshine Tour, anche con altri cavalli. Guardo i miglioramenti intesi come la mia freddezza, sicurezza e consapevolezza in sella , il modo di muoversi del cavallo e non posso se non sottolineare una notevole evoluzione del binomio. Ogni concorso si è aggiunto un tassello nuovo e necessario che mi ha portato a questa vittoria. Lo ringrazio per la fiducia, la voglia di curare il dettaglio, rifinire il binomio, la capacità di sostenermi a livello emotivo e non solo tecnico, di relazionarsi con calma e delicatezza con la giusta parola e spiegazione al momento opportuno. Un lavoro di grande rifinitura a questo punto. Dico grazie a lui, a tutta la sua famiglia e a tutto il suo team".
Hai l'oro europeo yrider al collo: adesso che succede nella tua vita equestre e quotidiana? Rappresenta un giro di boa, decisioni, nuovi progetti o torni alla tua routine quotidiana?
" Questa medaglia non è un punto di arrivo, bensì un punto di partenza. È una dimostrazione necessaria per me e tutta la mia famiglia, che tutti i nostri sacrifici sforzi ed impegno, non sono stati vani, ma si sono tramutati in un riconoscimento concreto. Mi serve al di là di questo successo, come spinta e punto di ripartenza per fare meglio, conscia del fatto che la strada intrapresa è valida e buona. Vorrei lavorare per il mio futuro, certo sto studiando ma vorrei ovviamente trovare la mia strada in questo sport a livello professionale, sia ad alto livello agonistico che magari lavorando con i cavalli giovani. Inizio già ad avere alcuni 7 anni di buona qualità. Mi piace vederli crescere e maturare dopo averli curati e seguiti a casa. Mi dà molta soddisfazione. Sto cercando la mia dimensione. Nei prossimi mesi e l'anno prossimo, mio primo anno senior, dovrò partecipare a gare di un livello un pó più alto. Bisogna vedere cosa succede adesso alzando l'asticella, sento in cuor mio che arriveremo pronti! Me lo auguro tanto
Adesso devo investire sul mio futuro, questa medaglia è la mia green card verso il domani : giusti investimenti e migliorare il mio feeling con Mercy"!
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| Questa medaglia è la mia green card verso il domani... |
Hai detto di aver lavorato tanto e tutto l'anno per questo appuntamento agonistico. Per la precisione, ci racconti come ti sei preparata?
" Siamo partiti a ritroso, puntando ai 2 obiettivi annuali ovvero Piazza di Siena ed il campionato d'Europa. Abbiamo scelto i concorsi da fare, calcolando sempre due settimane a casa di recupero e lavoro tranquillo di preparazione. I concorsi sono stati scelti con cura ed attenzione, gare mirate e precise, giuste per livello di pressione ed altezza, anche per la didattica, per far migliorare me ed il cavallo anche calcolando l'errore come fase formativa e di crescita. Ci sono stati poi gli stage federali, cui sono stata convocata per la long list e la squadra da formare per l'Europeo. Ci siamo attenuti per fortuna al piano, non ci sono stati imprevisti o sorprese."
Quale ricordo porterai sempre con te di questo Campionato? Il tuffo nella riviera?
" Tanti ricordi, non saprei cosa scegliere! Indimenticabile il primo giorno, se non parti bene non hai chance di recuperare, in un contesto in cui il livello è molto alto e poi non devi sentirti realizzato perché hai altri 4 percorsi davanti...giornata difficile, pesante, accattivante. Ho avuto una forte scarica di adrenalina, dopo il primo percorso ho respirato, ho visto tanti volti felici attorno a me, è stata una emozione bellissima, senza perdere la concentrazione perché i giochi erano tutti ancora aperti. Giornata tagliente e particolare. La giornata liberatoria è stata domenica, quando tutto era compiuto, ho visto tutti i miei compagni circondarmi pieni di esultanza, mi sono sentita parte di una squadra anche se il titolo vinto era individuale. Una grande unione e gioia, tutti felici per me e Mercy. Che ricordo. Certo anche il fatidico tuffo nella riviera, gli abbracci con mio padre e mio fratello, assieme a me ad Hagen a condividere la gara"
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| Questa medaglia non è un punto di arrivo, ma di partenza |
A chi dedichi questo risultato e perché?
" Lo dedico senza dubbio al mio papà! Questo risultato è un lavoro di squadra, determinato da un team, ed è merito dei genitori, del cavallo, del cavaliere, dell'istruttore, del groom, di chi aiuta a casa, ogni persona ed ogni piccolo particolare fa la differenza. Tutte queste persone fanno parte di questo risultato, ma se devo davvero dedicare la vittoria a qualcuno, la dedico al mio papà, perché lui crede in me e mi sostiene dal primo momento, dal primo giorno, è una passione che condividiamo da sempre. C'è sempre stato, è sempre stato il mio punto di forza e riferimento. Sono contenta di aver ricambiato un pó qualcosa di quello che mi ha dato, ossia tempo dedizione e fiducia. Questo è uno sport che coinvolge tutta una famiglia. Già solo quando ero piccola, dover essere seguita ed accompagnata per queste attività, non è facile. Oggi in qualche modo ho potuto nel mio piccolo mostrare un piccolo simbolo di quanto mi sia impegnata e che non tutto è stato vano"
Dove stai cercando il cavallo da affiancare a Mercy? Questo pensiero ti dà un pó di tristezza, perché segna la fine di un ciclo?
"Non dico niente perché non so ancora niente in relazione a ciò. Mercy rimarrà il mio cavallo di punta, e con lui affronterò il nuovo ciclo di gare che mi aspettano dopo gli anni giovanili. Spero un giorno di poter crescere e portare ai vertici un cavallo come Mercy, anche se credo che sarà difficile. Ci stiamo ancora guardando in giro, nella eventualità di trovare un cavallo che possa dare un pó una mano al mio baio belga sulle gare grosse che mi aspettano. Posso dire che ho già due 7 anni a casa, e con uno ho già intrapreso un ciclo di gare consone alla sua preparazione, in questi ultimi tempi l'ho un pó trascurato per dare priorità all'obiettivo europeo. No, non sono triste ma felice perché si aprono due strade tecniche e professionali, il salto verso la carriera senior e la possibilità di iniziare la carriera con i cavalli giovani, sempre con Mercy al mio fianco"
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| Spero un giorno di poter crescere un cavallo come Mercy... |
Tutte le foto sono state tratte da Greta Lepratti instagram, che ringraziamo per la concessione. Non abbiamo la possibilità di ringraziare l'autore delle foto, perché non è indicato negli scatti.








































