venerdì 13 febbraio 2026

Joao Torrao: the "gentle" rider of Portuguese dressage, a magical interpreter of the Modern Lusitano.

"The Lusitano is a breed known for its sensitivity, intelligence, and generosity." Here's what the Portuguese talent told us in a long, personal, and touching interview. He spoke to us about his horses with such precision that they seemed not just his friends, but members of his family... Interview by Giulia Iannone (Part One)
1.⁠ ⁠João Torrão, Olympic and international rider, a great interpreter of the modern Lusitano. Why don’t you introduce yourself and describe your riding style? "I am an Olympic rider representing Portugal, and I have had the honour of competing for my country at the highest level of international sport, including the Olympic Games in Tokyo, the European Championships, world cups and several Nations Cups. I began competing relatively late, at the age of 20, with the horse Equador MVL, who later took me all the way to the Olympic Games. That partnership was a defining moment in my career and shaped my path as a professional rider. It is difficult for me to clearly define my riding style, but I would say it is based on harmony, lightness, and respect for the horse. I strongly believe in correct basics and clear communication, especially when working with the Lusitano, a breed known for its sensitivity, intelligence, and generosity. I aim to ride with tact and softness, allowing the horse to stay confident in the contact, free in the body, and calm in the mind. For me, modern dressage is about refining the horse’s natural qualities while maintaining elegance, expression, and simplicity."
2.⁠ ⁠Dressage… why? You are a gentle and elegant rider who loves animals. What does the horse mean to you? "Dressage for me is the purest form of communication between horse and rider. It is not only a sport, but a continuous dialogue built on trust, patience, and understanding. I am naturally drawn to dressage because it allows me to develop a deep partnership with the horse, where every movement is the result of balance rather than force. The horse means everything to me. Horses have shaped my life, both personally and professionally. They teach me humility, responsibility, and respect every single day. For me, the horse is not just an athlete, but a true partner."
3.⁠ ⁠Introduce us to your horses, your lifelong companions: Lírio, Pagode, Maestro, and Equador. Their strengths, weaknesses, character, and personality. Which is your favorite horse? "Each of these horses has played a fundamental role in my life and career. What makes them even more special to me is that I started training all of them from the very beginning. I have been part of their development from their first steps , which has created an exceptionally deep bond with each one of them. Equador is my lifetime horse — my first true competition partner — and he will always have a very special place in my heart. He took me from the young horses classes all the way to the Olympic Games in Tokyo. More than that, he taught me everything I know today. Through him, I learned what true partnership means. His generosity, courage, and determination made everything possible. With Equador, I also became the holder of the national records in Grand Prix (77%) and Grand Prix Special (79%). Equador was a very special horse with an amazing character. Lírio is my current Grand Prix horse and a truly exceptional partner. He has an extraordinary talent for collection, especially in piaffe and passage, and has taken me to the 2025 European Championships. He is very sensitive but not the most confident horse requiring tact and precision, but when everything comes together, he is simply remarkable. Maestro is my next Grand Prix horse. He is the biggest Lusitano I have ever ridden and still needs time to fully develop his body and muscles. Despite this, he is a very light, elastic, and sensitive horse. He can sometimes show a bit of stallion-like character, which makes him challenging but also very special. Pagode may have been the Lusitano with the most quality in all three gaits since he was 3 y.o.He was extremely talented for the most advanced movements as well and could have been a true star. He has a very generous and kind character"
4.⁠ ⁠Then there’s Lufada, who went to the UK under the prestigious saddle of Gareth Hughes. Do you miss her a bit? What kind of horse is she and what are her characteristics? "Of course I miss Lufada. I started working with her when she was just three years old, so I have been part of her entire journey. She is a very special mare with a strong presence and elegance. She is powerful, confident, and has a natural rhythm that makes her a joy to ride. Lufada is very intelligent and brave and she loves cuddling and attention. She has a strong character, but she is also very secure in new environments, which makes the partnership with her both challenging and rewarding. I am also happy that she went to Gareth Hughes, a rider I admire greatly both inside and outside the arena. Knowing she is in such capable hands and continuing her career at the highest level makes me proud. Even though she is no longer with me, the connection we shared will always remain." End of the first part All photos were enabled by Joao Torrao. In the photos, we see the horses: Ecuador, Lirio, Pagode, and Lufada.

Joao Torrao: il cavaliere "gentile" del dressage Portoghese, magico interprete del Lusitano Moderno.

"Il Lusitano è una razza nota per la sua sensibilità, intelligenza e generosità " Ecco cosa ci ha raccontato il talento portoghese, in una lunga Intervista personale, toccante e molto confidenziale. Ci ha parlato dei suoi cavalli con una tale precisione, da farli sembrare non solo suoi amici, ma componenti della sua famiglia... Intervista a cura di Giulia Iannone (Prima parte)
João Torrão, cavaliere olimpico e internazionale, grande interprete del moderno Lusitano. Perché non ti presenti come desideri e descrivi il tuo stile di equitazione? "Sono un cavaliere olimpico che rappresenta il Portogallo e ho avuto l'onore di gareggiare per il mio Paese ai massimi livelli dello sport internazionale, le Olimpiadi di Tokyo, i Campionati Europei, le Coppe del Mondo e diverse Coppe delle Nazioni. Ho iniziato a gareggiare relativamente tardi, all'età di 20 anni, con il cavallo Equador MVL, che in seguito mi ha portato fino alle Olimpiadi. Quella collaborazione è stata un momento decisivo della mia carriera e ha plasmato il mio percorso da cavaliere professionista. È difficile per me definire con chiarezza il mio stile di equitazione, ma direi che si basa su armonia, leggerezza e rispetto per il cavallo. Credo fermamente nelle basi corrette e nella comunicazione chiara, soprattutto quando lavoro con il Lusitano, una razza nota per la sua sensibilità, intelligenza e generosità. Il mio obiettivo è montare con tatto e delicatezza, permettendo al cavallo di mantenere sicurezza nel contatto, libertà nel corpo e calma nella mente. Per me, il dressage moderno consiste nell'affinare le qualità naturali del cavallo mantenendo eleganza, espressività e semplicità."
Il Dressage... perché? Sei un cavaliere gentile ed elegante che ama gli animali. Cosa significa il cavallo per te? "Il dressage per me è la forma più pura di comunicazione tra cavallo e cavaliere. Non è solo uno sport, ma un dialogo continuo basato sulla fiducia, la pazienza e la comprensione. Sono naturalmente attratto dal dressage perché mi permette di sviluppare una profonda partnership con il cavallo, dove ogni movimento è frutto di equilibrio piuttosto che di forza. Il cavallo significa tutto per me. I cavalli hanno plasmato la mia vita, sia personale che professionale. Mi insegnano umiltà, responsabilità e rispetto ogni singolo giorno. Per me, il cavallo non è solo un atleta, ma un vero compagno."
Presentaci i tuoi cavalli, i tuoi compagni di vita: Lírio, Pagode, Maestro ed Equador. I loro punti di forza, i loro punti deboli, il loro carattere e la loro personalità. Qual è il tuo cavallo preferito? "Ognuno di questi cavalli ha avuto un ruolo fondamentale nella mia vita e nella mia carriera. Ciò che li rende ancora più speciali per me è che ho iniziato ad allenarli tutti fin dall'inizio. Ho partecipato al loro sviluppo fin dai primi passi, il che ha creato un legame eccezionalmente profondo con ognuno di loro. Equador è il cavallo della mia vita, il mio primo vero compagno di gara, e avrà sempre un posto speciale nel mio cuore. Mi ha accompagnato dalle categorie giovanili fino alle Olimpiadi di Tokyo. Ma soprattutto, mi ha insegnato tutto ciò che so oggi. Grazie a lui, ho imparato cosa significa una vera collaborazione. La sua generosità, il suo coraggio e la sua determinazione hanno reso tutto possibile. Con Equador, sono anche diventato detentore dei record nazionali di Gran Premio (77%) e Gran Premio Speciale (79%). Equador era un cavallo davvero speciale, con un carattere straordinario.
Lírio è il mio attuale cavallo da Gran Premio e un partner davvero eccezionale. Ha un talento straordinario per la riunione, soprattutto in piaffe e passage, e mi ha portato ai Campionati Europei del 2025. È molto sensibile, ma non è il cavallo più sicuro di sé, richiede tatto e precisione, ma quando tutto funziona, è semplicemente straordinario. Maestro è il mio prossimo cavallo da Gran Premio. È il lusitano più grande che abbia mai montato e ha ancora bisogno di tempo per sviluppare completamente il suo corpo e la sua muscolatura. Nonostante questo, è un cavallo molto leggero, elastico e sensibile. A volte può mostrare un po' di carattere da stallone, il che lo rende impegnativo ma anche molto speciale. Pagode potrebbe essere stato il lusitano con più qualità in tutte e tre le andature da quando aveva 3 anni. Era estremamente talentuoso anche nei movimenti più avanzati e avrebbe potuto essere una vera star. Ha un carattere molto generoso e gentile."
Poi c'è Lufada, che è andata nel Regno Unito sotto la prestigiosa sella di Gareth Hughes. Ti manca un po'? Che tipo di cavallo è e quali sono le sue caratteristiche? "Certo che mi manca Lufada. Ho iniziato a lavorare con lei quando aveva solo tre anni, quindi ho seguito tutto il suo percorso. È una cavalla davvero speciale, con una forte presenza ed eleganza. È potente, sicura di sé e ha un ritmo naturale che la rende una gioia da montare. Lufada è molto intelligente e coraggiosa e ama le coccole e le attenzioni. Ha un carattere forte, ma è anche molto sicura nei nuovi ambienti, il che rende la collaborazione con lei sia stimolante che gratificante. Sono anche felice che sia andata da Gareth Hughes, un cavaliere che ammiro molto sia dentro che fuori dall'arena. Sapere che è in mani così capaci e che sta continuando la sua carriera ai massimi livelli mi rende orgoglioso. Anche se non è più con me, il legame che abbiamo condiviso rimarrà per sempre." Fine prime parte 22tutte le foto sono state abilitate da Joao Torrao. nelle foto vediamo i cavalli:Equador, Lirio, Pagode, Lufada. 19ENGLISH VERSION: Joao Torrao: the "gentle" rider of Portuguese dressage, a magical interpreter of the Modern Lusitano. "The Lusitano is a breed known for its sensitivity, intelligence, and generosity." Here's what the Portuguese talent told us in a long, personal, and touching interview. He spoke to us about his horses with such precision that they seemed not just his friends, but members of his family... Interview by Giulia Iannone (Part One) João Torrão, Olympic and international rider, a great interpreter of the modern Lusitano. Why don’t you introduce yourself and describe your riding style? "I am an Olympic rider representing Portugal, and I have had the honour of competing for my country at the highest level of international sport, including the Olympic Games in Tokyo, the European Championships, world cups and several Nations Cups. I began competing relatively late, at the age of 20, with the horse Equador MVL, who later took me all the way to the Olympic Games. That partnership was a defining moment in my career and shaped my path as a professional rider. It is difficult for me to clearly define my riding style, but I would say it is based on harmony, lightness, and respect for the horse. I strongly believe in correct basics and clear communication, especially when working with the Lusitano, a breed known for its sensitivity, intelligence, and generosity. I aim to ride with tact and softness, allowing the horse to stay confident in the contact, free in the body, and calm in the mind. For me, modern dressage is about refining the horse’s natural qualities while maintaining elegance, expression, and simplicity." 2.⁠ ⁠Dressage… why? You are a gentle and elegant rider who loves animals. What does the horse mean to you? "Dressage for me is the purest form of communication between horse and rider. It is not only a sport, but a continuous dialogue built on trust, patience, and understanding. I am naturally drawn to dressage because it allows me to develop a deep partnership with the horse, where every movement is the result of balance rather than force. The horse means everything to me. Horses have shaped my life, both personally and professionally. They teach me humility, responsibility, and respect every single day. For me, the horse is not just an athlete, but a true partner" 3.⁠ ⁠Introduce us to your horses, your lifelong companions: Lírio, Pagode, Maestro, and Equador. Their strengths, weaknesses, character, and personality. Which is your favorite horse? "Each of these horses has played a fundamental role in my life and career. What makes them even more special to me is that I started training all of them from the very beginning. I have been part of their development from their first steps , which has created an exceptionally deep bond with each one of them. Equador is my lifetime horse — my first true competition partner — and he will always have a very special place in my heart. He took me from the young horses classes all the way to the Olympic Games in Tokyo. More than that, he taught me everything I know today. Through him, I learned what true partnership means. His generosity, courage, and determination made everything possible. With Equador, I also became the holder of the national records in Grand Prix (77%) and Grand Prix Special (79%). Equador was a very special horse with an amazing character. Lírio is my current Grand Prix horse and a truly exceptional partner. He has an extraordinary talent for collection, especially in piaffe and passage, and has taken me to the 2025 European Championships. He is very sensitive but not the most confident horse requiring tact and precision, but when everything comes together, he is simply remarkable. Maestro is my next Grand Prix horse. He is the biggest Lusitano I have ever ridden and still needs time to fully develop his body and muscles. Despite this, he is a very light, elastic, and sensitive horse. He can sometimes show a bit of stallion-like character, which makes him challenging but also very special. Pagode may have been the Lusitano with the most quality in all three gaits since he was 3 y.o.He was extremely talented for the most advanced movements as well and could have been a true star. He has a very generous and kind character" 4.⁠ ⁠Then there’s Lufada, who went to the UK under the prestigious saddle of Gareth Hughes. Do you miss her a bit? What kind of horse is she and what are her characteristics? "Of course I miss Lufada. I started working with her when she was just three years old, so I have been part of her entire journey. She is a very special mare with a strong presence and elegance. She is powerful, confident, and has a natural rhythm that makes her a joy to ride. Lufada is very intelligent and brave and she loves cuddling and attention. She has a strong character, but she is also very secure in new environments, which makes the partnership with her both challenging and rewarding. I am also happy that she went to Gareth Hughes, a rider I admire greatly both inside and outside the arena. Knowing she is in such capable hands and continuing her career at the highest level makes me proud. Even though she is no longer with me, the connection we shared will always remain." All photos were enabled by Joao Torrao. In the photos, we see the horses: Ecuador, Lirio, Pagode, and Lufada. End of first part

sabato 17 gennaio 2026

MARIA CAETANO: PONTE DI CONGIUNZIONE IDEALE TRA DUE MONDI EQUESTRI. AL CENTRO IL CAVALLO LUSITANO, ORGOGLIO DI UN POPOLO.

di Giulia Iannone È un grande onore per me avere avuto la possibilità di intervistare Maria Caetano, dressagista portoghese legata alla tradizione classica del dressage ed al futuro del cavallo lusitano moderno. Io la vedo come una amazzone "ponte" tra due mondi, sentimenti e visioni che porta in campo con sé la sua storia, le sue radici, le sue origini, la sua famiglia, i suoi cavalli, uno stile speciale, elegante armonioso gentile pulito come i Lusitani.
Maria Caetano, figlia d'arte, classe 1986, ha all'attivo 3 Campionati del Mondo, 2014 Normandia e 2018 Tryon, 2022 Herning, 11 Campionati d'Europa dal 2009 al 2023. Ha rappresentato il Portogallo alle Olimpiadi nel 2020 a Tokyo e nel 2024 a Parigi. Sono ben 7 i titoli di Campione Nazionale di Portogallo vinto ancora quest'anno in sella a Fénis de Tineo.
Facciamo un bilancio della tua stagione equestre del 2025. Di cosa sei più soddisfatta e quale è il ricordo più importante e bello della tua stagione di questo anno? "La stagione 2025 è stata super impegnativa e molto riuscita per me sotto molti aspetti. All'inizio della stagione, ho iniziato vincendo i CDI a Jerez de la Frontera con entrambi i miei cavalli da GP. Poi ho disputato un Tour in Francia molto soddisfacente con ottimi risultati nel CDI5* a Fontainebleau e nel CDIO5* a Compiègne, dove sono salito sul podio e abbiamo ottenuto il 2°posto per la squadra portoghese. Successivamente abbiamo avuto un'ottima prestazione al CHIO di Aquisgrana, dove siamo riusciti a raggiungere le finali con Hit Plus e la squadra portoghese si è classificata sesta nella gara a squadre. Poi sono arrivati ​​i Campionati Europei a Crozet, dove abbiamo raggiunto la semifinale con ottime prove con Hit Plus. Ultima ma non meno importante, la medaglia d'oro ai Campionati Nazionali Grand Prix con Fenix ​​de Tineo (il mio settimo titolo come Campione Nazionale GP) e la vittoria nei campionati nazionali dei 7 anni con Oscar das Figueiras"
Duemilaventisei, anno dei campionati del mondo. Programmi, obiettivi e progetti. Su quale cavallo punti per il Mondiale e perché? Come ti prepari per la stagione prossima: clinic ed allenamenti vari. " Questa stagione sarà super emozionante con il Campionato Mondiale di Aquisgrana. Entrambi i miei cavalli da GP – Fenix ​​de Tineo e Hit Plus – sono super pronti per questo. Li preparerò e gareggerò con entrambi per arrivare ad Aquisgrana con uno di loro nella migliore forma possibile. Preparerò anche il mio futuro stallone di 7 anni, Pendragon Tineo, per i Campionati del Mondo Giovani Cavalli e Oscar das Figueiras gareggerà a livello internazionale nello Small Tour durante questa stagione."
In Portogallo hai partecipato ad un meraviglioso clinic con Monica Theodorescu per celebrare il buon training. Tu hai partecipato con Horizonte. Cosa ti è piaciuto e quali spunti significativi hai riportato? come si è comportato Horizonte? "Sono una grande fan del modo in cui Monica vede il dressage e sono anche una sua cara amica, quindi non avevo dubbi sulla partecipazione a questo clinic. Mi è stata di grande aiuto, dandomi ottimi consigli sull'equitazione classica, in questo sport. Mi è piaciuto molto partecipare a questo training e Horizonte si è comportato molto bene."
Quale è il tuo cavallo preferito tra quelli che hai oggi a disposizione e perché? "È una domanda a cui è impossibile rispondere, perché adoro tutti i miei cavalli, compagni di gara. Quelli da GP sono sempre speciali per me, perché passiamo così tanto tempo insieme a gareggiare in giro per il mondo. Ma i più giovani mi danno speranza e aspettative per il futuro. Quindi, non riesco proprio a sceglierne uno come il mio preferito."
In ottobre abbiamo letto che il cavallo che montavi in Gp, Nobel das Figueras è stato ceduto all'America. Ormai tutti si sono accorti della grandezza dei Lusitani, cosa ne pensi? Hai dichiarato che questo cavallo ti mancherà molto: cosa in particolare e come è stato montarlo? "Nobel è un cavallo di grande talento. Abbiamo avuto un ottimo match fin dall'inizio, quindi siamo riusciti a salire rapidamente fino al GP. È molto intelligente e ha voglia di lavorare quindi ho sempre creduto che sarebbe diventato una star internazionale del GP. È stato un addio difficile per me, ma sono felice di vedere che sta andando molto bene ed è molto felice in Florida."
Tu sei una amazzone speciale per il dressage del tuo paese. Rappresenti il ponte di congiunzione tra la cultura classica del dressage ( tuo padre era un bull fighter) e la tecnica moderna del buon dressage agonistico, attraverso l'uso del Lusitano che si sta evolvendo come soggetto sempre più atletico e competitivo. Come vivi e senti questo ruolo tecnico ed espressivo come amazzone ogni volta che scendi in campo e rappresenti non solo il tuo paese, ma la tua famiglia, il tuo stile e le tue radici? "Quando entro nell'arena dressage, cerco di essere concentrato al 100% sul mio cavallo e di godermi il momento completamente libero da qualsiasi altro pensiero. Ma essere considerato un modello per il mio Paese e per il Lusitano è un grande onore che mi spinge a impegnarmi sempre di più ogni giorno per poter soddisfare tutte le aspettative e mostrare con orgoglio al mondo l'equitazione classica del nostro Paese e i nostri splendidi cavalli Lusitani."
Maria Caetano, amazzone prestigiosa internazionale e punta di diamante del Portogallo, hai ancora un sogno equestre nel cassetto da realizzare per te o per il dressage del tuo paese? "Dico sempre che mi piace il percorso e non gli obiettivi finali, ma ovviamente ogni atleta vuole continuare a crescere nel suo sport e migliorare sempre di più ogni stagione. Raggiungere la finale alle Olimpiadi è un sogno per cui combatto ogni giorno e, soprattutto, avere una carriera lunga, rispettata e di successo nello sport internazionale, conosciuta per la qualità dell'equitazione classica e il rispetto per i cavalli, è il mio obiettivo finale."
Tutte le foto sono state abilitate e concesse da Maria Caetano, dalla sua pagina Facebook. ringraziamo Abr fotografie e Rui Pedro Godinho. Le foto ritraggono i cavalli: Oscar das Figueiras, lusitano 7 anni; Pendragon de Tineo lusitano 6 anni, Fenix de Tineo, lusitano 16 anni, Horizonte, lusitano grigio di 14 anni, Hit Plus cross bred lusitano 14 anni. ENGLISH VERSION: Let's take stock of your 2025 equestrian season. What are you most satisfied with and what is your most important and fondest memory of your season this year? The 2025 season was super busy and very successful for me in many ways. In the beginning of the season, started winning CDIs in Jerez de la Frontera with my both GP horses. Then I had a very satisfying French Tour with great results in the CDI5* in Fontainebleau and in the CDIO5* in Compiegne, were I reached the podium and we got the 2nd place for the Team Portugal. After that we had a very nice performance at the CHIO Aachen where we could reached the Finals with Hit Plus and the Portuguese team got 6th in the Team competition. Then it came the European Championships in Crozet where we reached the semi- final with great tests with Hit Plus. Last but not least, was the Gold Medal at the Grand Prix National Championships with Fenix de Tineo(my 7th title as National GP Champion) and the win in the 7 years old class national championships with Oscar das Figueiras. 2026 year of the World Championships. Plans, goals, and projects. Which horse are you betting on for the World Championships and why? How are you preparing for next season: clinics and various training sessions. "This season will be super exciting with the WC in Aachen. My both GP Horses – Fenix de Tineo and Hit Plus – are super ready for it. I’ll prepare and compete both of the in order to get Aachen with one of them in the best shape as possible. I’ll also prepare my coming 7yo stallion Pendragon Tineo for the Young Horses World Championships and Oscar das Figueiras will be competing internationally in Small Tour during this season. In Portugal, you attended a wonderful clinic with Monica Theodorescu to celebrate the good and correct training. You participated with Horizonte. What did you like and what significant insights did you take away? How did Horizonte perform? "I’m a big fan of Monica’s view of dressage and also a good friend of her, so I had no doubt about the participation on this clinic. She helped me a lot, giving nice tips towards the classic equitation in the sport. I really enjoyed it and Horizonte performed very well." Which horse is your favorite among those you have available today and why? "It’s an impossible question to answer as I love all of my competition partners. The GP ones are always special for me, as we spend so much time together competing around the world. But the younger ones give me hope and expectations towards the future. So, I cannot really pick one of them as my favorite." In October, we read that the horse you rode in the Grand Prix, Nobel das Figueras, was sold to America. Everyone has noticed the greatness of the Lusitanos by now. What do you think? You said you'll miss this horse greatly: what was it like riding him in particular? Nobel is a super talented horse. We had a great match since the beginning, so we could rise until the GP very quick. He is super clever and willing to work so I always believed he would become an international GP star. It was a difficult farewell for me, but I’m happy to see that he is doing very well and he is very happy in Florida." You are a special rider for your country's dressage. You represent the bridge between classical dressage culture (your father was a bullfighter) and the modern technique of good competitive dressage, through the use of the Lusitano, which is evolving into an increasingly athletic and competitive horse. How do you experience and feel this technical and expressive role as a rider, every time you take to the dressage arena, and represent not only your country, but your family, your style, and your roots? "When I get into the arena, I try to be 100% focused in my horse and to enjoy the moment totally empty of any other thoughts.But to be seen as a role model for my country and for the Lusitano is a great honor, that makes me work more and more every day to be able to reach all the expectations and proudly show to the world our country classic equitation and our nice Lusitano horses." Maria Caetano, a prestigious international rider and Portugal's top rider, do you still have an equestrian dream you'd like to realize for yourself or for your country's dressage? "I use to say that I enjoy the path and not the final goals, but of course, every athlete wants to keep rising on his sport and to get better and better every season. To reach the Finals in the Olympics it’s a dream for which I fight every day and, most of all, to have a long, respected and successful career in the international sport, known by the quality of the classical equitation and the respect for the horses, is my ultimate goal." All photos were enabled and provided by Maria Caetano, from her Facebook page. We thank Abr Fotografie and Rui Pedro Godinho. The photos depict the horses: Oscar das Figueiras, a 7-year-old Lusitano; Pendragon de Tineo, a 6-year-old Lusitano; Fenix ​​de Tineo, a 16-year-old Lusitano; Horizonte, a 14-year-old gray Lusitano; and Hit Plus, a 14-year-old cross-bred Lusitano.

mercoledì 14 gennaio 2026

NUÑO OLIVEIRA: UNA SOFISTICATA FILOSOFIA DI TOTALE LEGGEREZZA ED AMORE EQUESTRE.

Di Giulia Iannone Contro i mali, i dubbi, le incongruenze, le incertezze del Dressage moderno? Basta citare Nuño Oliveira e tutto si risolve. È come il nero, sta bene su tutto. La panacea per ogni male odierno. In un articolo di Horse Magazine a firma di Christopher Hector, l'autore rifletteva sul grande Maestro che negli anni '80 visitava l'Australia ed attirava, come un magnete, molti cavalieri affascinati dalla sua abilità di produrre cavalli leggeri, rotondi e belli. Ogni viaggio in Australia produceva nuove sfumature tecniche, dopo una vita trascorsa ad insegnare a cavalli e cavalieri. " Nuño non è altro se non uno showman " si dice in questo articolo, non con espressione negativa ma come attestazione che si tratta di una figura equestre irripetibile, sofisticata, personale, impareggiabile, monopolizza la didattica, comprende i cavalli perché li ama profondamente. Oggi osannato acclamato elogiato quasi divinizzato come il Maestro puro, leggero senza limite, che mai ha calcato nessuna arena da dressage di gara, ha ricevuto nel tempo diverse e disparate accoglienze, il suo lavoro ha prodotto dibattiti, polemiche , diverse posizioni: c'è chi come Hector, lo considera un Maestro superbo e la sua enfasi sulla leggerezza e compostezza viene vista come una fonte di inesauribile piacere, altri invece borbottano di circhi e principi classici. Eh si, lo reputano un circense ...come Baucher! L'opera di Nuño è molto differente nella sua enfasi dalla moderna scala tedesca del training. Invece di considerare la riunione come la ciliegina sulla torta alla fine del lungo processo che vede il cavallo avanzare libero e coraggioso, Nuño lavora secondo una tradizione più antica, che deve le sue origini direttamente agli insegnamenti dei maestri classici, che guarda e prende avvio dalla riunione. Un metodo sicuramente antipodico rispetto alla scuola tedesca. Nel suo testo:" Note e Reminiscenze di un cavaliere portoghese" Nuño chiarisce la sua posizione. In generale vi è la tendenza a domare i cavalli troppo presto e bruscamente, il che produce andature irregolari . Quanto spesso si osserva un effetto di abbassamento della schiena, a seguito di una cattiva gestione ed equitazione? Un Maestro strutturato, emotivo ed introspettivo, poetico ma molto tecnico, complicato, non per tutti. Per capirlo occorre una grande preparazione. Ci fissiamo sempre a parlare della sua attenzione alla leggerezza delle mani ma la sua è una FILOSOFIA DI TOTALE LEGGEREZZA. Oliveira dice " Si parla spesso della leggerezza delle mani ma raramente della necessità della leggerezza delle gambe. Se le gambe del cavaliere sono contratte e premono contro i fianchi del cavallo, il cavallo non avrà impulso e cosa peggiore, le gambe del cavaliere si opporranno all'abilitá dell'assetto del cavaliere, a spingere il cavallo in avanti ". Tutti possono citare una bella frase di questo Maestro, con una delle tante e famose foto, che lo ritraggono intento a creare armonia col suo cavallo. Ma pensiamo di aver compreso davvero ogni dettaglio? Crediamo di essere entrati nei meandri reconditi interiori e profondi del suo animo e del suo cuore? Non credo che basti una vita intera per capire. Solo ci si può avvicinare un pó con la sensibilità, il cuore e la passione, e l'ammirazione per questo Genio silenzioso. Perché è questo che è stato. Sentite che dice del bell'assetto: "Il corpo del cavaliere deve rimanere eretto nella sella per ottenere una buona posizione. Molti cercano di sforzarsi a raggiungere una corretta e maestosa posizione ma nella realtà il buon assetto non è sempre quello più piacevole all'occhio, ma quello che va più facilmente e naturalmente con il movimento del cavallo, senza forza". Un classico essenziale semplice rivoluzionario anche. Nelle piroette come nell'appoggiata, definisce l'abuso della redine interna, "il bacio della morte", una definizione quasi da poeta maledetto. Spesso attribuiva i grandi risultati che era riuscito ad ottenere con Corsario, un cavallo che era stato definito da ben 4 cavalieri, molto difficile, all'amore che nutriva per il cavallo, grazie al quale era riuscito a montarlo nelle arie alte con in bocca solo un nastro di raso; si commoveva nell'accorgersi che un suo cavallo ne riconosceva la voce fino a trasformarsi. Cosa si può dire di questo Maestro, in un'era in cui tutto è mercimonio , commercio, brama di successo e potere, aridità? Che si tratta di un uomo consumato da un grande amore per i cavalli. Più di questo, un uomo che ha fatto della sua attività un'arte, una grande arte permeata dal suo Amore. Dunque, senza amore, Nuño Oliveira non si può citare. Non fa al caso vostro. photo courtesy nunobook.com

giovedì 11 dicembre 2025

INCONTRO CON SILVER MASSARENTI "SONO I NOSTRI CAVALLI A PARLARE PER NOI"

Di Giulia Iannone È stata una "mission impossible" far fermare un attimo il Maestro Silver Massarenti per questa intervista! La sua giornata è una sequenza interminabile di impegni senza respiro. Per fortuna, Silver, ha una spiccata generosità e buon cuore, da vero emiliano. Cosi con una giusta dose di pazienza e inventiva, ( qualche messaggio scritto nei ritagli di tempo ) ha fatto di tutto per dedicarci veramente del tempo per aprirsi a ricordi, pensieri,commenti, riflessioni sui suoi cavalli e sul campionato europeo Master Iberico in Francia di Le Mans, cui ha partecipato come" cavaliere più esperto" della spedizione italiana di quest'anno. Vi consiglio di leggere, perché ci sono dei passaggi profondamente toccanti ed emozionali, provenienti dal mondo equestre di un horseman che ogni giorno con i cavalli lavora, vive, sogna, viaggia, danza, li alleva, li addestra, li scopre, li ha come amici e... poi li porta anche in gara!
PRESENTAZIONE Cavaliere, addestratore, allevatore, docente, artista equestre... tante identità un solo focus: il cavallo. Perché non ti presenti nella maniera che più ti fa piacere? "Mi piace definirmi semplicemente un uomo di cavalli. Credo di essere, a seconda delle esigenze, cavaliere, addestratore, allevatore, docente o artista, ma queste sono solo coniugazioni del concetto principale. La mia identità vera, nasce dal tempo trascorso accanto ai cavalli, da ciò che ogni giorno mi insegnano.Il cavallo è un buon compagno di lavoro.La mia attività equestre nasce dall'ascolto, dalla responsabilità e dal desiderio di accompagnare ogni cavallo nel suo percorso, rispettando la sua natura e personalità. Alla fine tutte le mie identità convergono in un unico obiettivo: comprendere il cavallo e aiutarlo ad esprimere il meglio di sé, nello sport, nello spettacolo o nel lavoro. Trovo riduttivo e noioso dedicarsi ad uno solo di questi aspetti, ed in fondo, sono molto vicino alla filosofia di Nuño Oliveira, anche se non disdegno partecipare alle competizioni agonistiche, il che mi dà ancora modo di rafforzare il legame con i miei cavalli. Si fondono nel mio animo e sentire, lo spirito e la cultura non solo del mio paese, ma anche della Spagna e della Francia. Ho abitato in Spagna per tanti anni e sono venuto a contatto con tante personalità equestri. Ho frequentato la Real Escuela Andaluza di Jerez de la Frontera e Las Caballerizas Reales, ho collaborato anche con il Cadre Noir de Saumur. La Francia è per altro il paese che ha mostrato di gradire maggiormente molti dei miei più importanti spettacoli equestri. Sono molto legato a queste due nazioni, nonché al Portogallo, per la mia formazione classica ed anche per essere stato consulente ed esperto, per l'acquisizione di soggetti da esportare in altri paesi."
30 anni di esperienza con i cavalli , dal dressage classico all'alta scuola. Puoi citare alcuni dei tuoi maestri equestri più importanti e cosa ti lega a loro, in un feeling costante di gratitudine ed eredità culturale? "Purtroppo gli anni non sono 30, ma 43 o 44! Nel mio percorso ho conosciuto molti Uomini di cavalli, cavalieri, addestratori, artisti e allevatori, da tutti loro ho imparato qualcosa e ci ho messo molto tempo ad imparare ad imparare, ovvero ad essere allievo, e ora sono nel momento in cui questa cosa mi riesce meglio. Sul mio cammino, ho avuto maestri che hanno lasciato un segno profondo, tecnico ed emotivo. Per esempio George Alexis Girardon, mi ha trasmesso l'idea secondo la quale l'equitazione è anche arte: postura, eleganza, presenza. Ma soprattutto una forma di comunicazione silenziosa attraverso il cavallo. Con Carlos Torrell Jane ( per me un fratello vero e proprio ) in Spagna ho approfondito la dimensione più tecnica del dressage da competizione, curando la preparazione dei cavalli fino ai livelli più alti, compreso la loro capacità di esprimere tutto il potenziale atletico. Da entrambi ho ricevuto un'eredita preziosa:Una cultura del cavallo basata sul rispetto, sull'osservazione e sulla responsabilità. Ciò non toglie che il vero Maestro, rimane il cavallo, anche se sembra una frase di rito, siate certi che non lo è. Questo ce lo insegna l'esperienza"
Il cavallo, di ieri o di oggi, più importante per la tua vita ed esperienza equestre? Cosa ti ha lasciato in dono? " Nella mia vita ho incontrato tanti cavalli speciali e li porto tutti nel cuore. In questo momento Habibi Angelus, il mio lusitano di punta del 2012 da Albatro, occupa un posto speciale. E'un cavallo imponente, 1,75 cm al garrese, ma ciò che lo distingue è la sua mente oltre che la sua anima, una calma attiva, una resilienza naturale, un'intelligenza emotiva che gli permette di crescere anche sotto pressione, da lui ho imparato che il valore non si misura solo nel movimento, ma nella qualità del cuore.
I risultati ottenuti insieme sono importanti ma il dono più grande è questa forza interiore che oggi ritrovo nella sua discendenza.Un altro dei cavalli che ho amato profondamente è Ukapa, sempre lusitano, era del 2001 da Quialto, un genio, e le sue figlie ora le sto coprendo con Habibi. Cosi i miei due grandi cavalli sono sempre con me"
CAMPIONATO EUROPEO IN FRANCIA Dal 12 al 16 novembre di quest'anno sei stato impegnato in Francia, a Le Mans, in gara al Campionato Europeo del Master Iberico con Habibi Angelus, il tuo lusitano di punta di 13 anni. È cresciuto tanto nei giorni di gara, livello 4, tanto da migliorarsi nel freestyle della domenica, prestazione per la quale avete vinto la medaglia di bronzo. Cosa hai sentito e notato, in questo crescendo del tuo storico cavallo rivelazione? Che emozioni o ricordi riporti dopo questo ennesimo Campionato con lui?
"A Le Mans, ho percepito una maturità nuova in Habibi. Cosa usuale e auspicabile per il binomio è migliorare, imparando qualcosa ogni giorno, riflettendo e concentrandosi fino a crescere sempre di più. In questo contesto, gara dopo gara, abbiamo trovato sempre più equilibrio, presenza e una sintonia che nasce da una fiducia reciproca. Nel freestyle, in cui abbiamo conquistato il bronzo, ho sentito un cavallo che non solo eseguiva esercizi ma partecipava con testa e cuore. Questi momenti sono la parte più preziosa del mio lavoro : vedere un cavallo esprimere se stesso con libertà e volontà. In questo caso posso solo dire, criticamente, che lui meritava l'oro, quanto a me, ho commesso un'errore nella tempistica musicale, che purtroppo è costato caro. Lui meritava l'oro. Colpa mia"
Durante questo campionato europeo, hai lavorato/ti sei preparato da solo o hai avuto il supporto tecnico di qualcuno? ( avevi una auricolare in campo prova)? "In quel momento, con me c'era una mia allieva, Marianne Pascal di Montecarlo, alla quale chiedo di farmi da specchio e dirmi cosa si vede da fuori. A casa ho sempre lavorato da solo, fino a tre mesi fa, poi ho chiesto ad un mio carissimo amico, che stimo molto anche come istruttore, di aiutarmi una volta al mese a seguire i miei allievi e così ho approfittato anche io della sua professionalità nel settore agonistico. Tornerà per la quarta volta a dicembre . Si tratta di Massimiliano Floris"
Habibi Angelus ha una storia speciale. A 4 anni ti sei accorto di lui, in Spagna, quando tutti lo avevano scartato. Era invisibile per molti, ed era stato lasciato indietro anche come condizione fisica. Come hai fatto a notarlo e cosa ti colpí di lui? Da allora quanto ti colpisce la sua crescita tecnica e mentale costante e volitiva? "Habibi è nato in Spagna, a 30 mesi fu venduto in Italia. Fatta una prima doma e poi messo in vendita, risultó inacquistato per molto tempo. L'ho incontrato quando aveva 4 anni e mezzo circa, chiuso in un box da allora, e quindi molto giù di forma, poi l'ho liberato in un campo per una decina di mesi e all'età di 5 anni e mezzo ho cominciato a lavorare con lui.Appena l'ho visto la prima volta, ho pensato che potesse essere una buona opportunità per il fatto che nessuno riusciva ad accorgersi di lui. Ho pensato che fosse la mia occasione per avere un buon cavallo. Ho sempre creduto in Habibi e mi sono sentito fortunato quando ho capito che nessuno fosse riuscito a vedere fino al mio arrivo, il tesoro che si celava dentro quel cavallo. Questa è una parte importante del mio lavoro: vedere dettagli che non tutti vedono. Oggi la sua crescita tecnica e mentale conferma ciò che avevo percepito allora"
Habibi oggi è anche riproduttore del tuo allevamento. Che doti trasmette ai suoi figli? " Nei suoi figli riconosco chiaramente i suoi punti di forza: parte mentale straordinaria,disponibilità al lavoro, equilibrio emotivo,facilità alla riunione, incredibile rapidità di apprendimento, resistenza allo stress psicologico, buone andature, grande cavalcabilita.Non trasmette nessuno dei suoi difetti. Non ultimo, c'e da sottolineare il fatto che, in allevamento, copre cavalle selezionate molto attentamente e che sono figlie di Ukapa ( che era un super cavallo, davvero un Genio, come ripeto sempre. ) Tutte fattrici estremamente qualitative e atleticamente molto prestanti, dotate di una testa eccezionale . Sono entusiasta del risultato! "
Una finale in Francia, doppio motivo di soddisfazione, perché hai gareggiato anche con un tuo giovane cavallo , soggetto con la Q, del tuo allevamento di lusitani. Da Addestratore,allevatore e cavaliere, che momento è stato per te e cosa hai potuto esprimere con questo 5 anni, simbolo del tuo lavoro e della tua passione? "Presentare in finale Europea un giovane cavallo, nato nel mio allevamento, che si è guadagnato la selezione Italiana, è stata una emozione speciale. Vederlo crescere, imparare e affrontare un contesto internazionale con serenità, è la prova concreta che il metodo funziona. "Quantico"- questo il nome del mio 5 anni- era stato solo ad Arezzo e subito a Le Mans, che è stata la sua seconda uscita. È il risultato di anni di scelte genetiche, tecniche e umane. Per me è una grande soddisfazione vedere un giovane cavallo di casa rappresentare il mio lavoro. Quantico è l'ultimo figlio del grandissimo Ukapa. Un pezzo del mio cuore"
QUALCHE RIFLESSIONE
Hai puntato su PRE e Lusitani in tempi in cui non erano molto popolari nello sport ed in Italia. Oggi vivono un grande boom come razze veramente competitive e stanno invadendo i campi di gara con successo. Secondo te, cosa hanno di diverso dai warmblood questo tipo di cavalli ? "Ho creduto nei cavalli iberici ,quando ancora non erano considerati competitivi, perché sono i cavalli più vicini all'uomo, dotati di altissima cavalcabilità. Li ho scelti perché sono latini, come me, e anche se non tutti sono i piu prestanti fisicamente, sono quelli con il cuore più grande. Hanno una personalità speciale che li rende decisamente più umani. Con la selezione stanno diventando sempre più prestanti e competitivi.Quindi sono cavalli utili per tutti i livelli di cavaliere. Premesso che non conosco in modo approfondito i warmblood, credo che fra loro ci sia una percentuale molto alta di cavalli utili, ma prevalentemente per cavalieri esperti. L'idea di questo incrocio nasce dall'illusione che fossero trasmesse solo le qualità positive, ma non è andata così. È un cavallo con altissime prestazioni ma necessita di "piloti" alla sua altezza. Credo che il cavallo iberico sia un cavallo per tutti, basta sceglierne uno della cilindrata giusta, adatto al tipo di utilizzo destinato. Sono cavalli che ti danno tutto... se li rispetti."
Ancor di più, tu sei allevatore in Italia e cavaliere di Lusitani, cavalli attualmente ricercatissimi e preziosi. Come nasce l'idea di allevare questi cavalli in Italia? Che linea sviluppi? quale è la tua filosofia allevatoriale e come sono da addestrare? "Allevare in Italia è stata una scelta di visione,volevo creare cavalli che unissero testa,funzionalità e versatilità: con un cavallo buono si può fare di tutto. Nella mia linea cerco soggetti : equilibrati mentalmente, adatti al dressage, al lavoro ed all'alta scuola. Con una struttura solida ma elastica dotati di grande intelligenza. Addestrarli è un piacere, apprendono molto velocemente , sono super collaborativi e amano partecipare.Comunque è partito tutto dal "sogno" mai dimenticato di un bambino vecchio.Ora conviene allevare in Italia e vendere in Portogallo."
Oggi molti "ripiegano" sul Lusitano, perché i Warmblood sono sempre più complicati, troppo sangue per movimenti oltre la media che li rende difficili da gestire. Ma i Lusitani non sono cavalli di ripiego! Che cultura sensibilità sentimento mentalità conoscenza empatia assetto ci vuole per valorizzarli al meglio? "Il Lusitano non è un piano B! È un cavallo che richiede cultura e sensibilità. Per valorizzarlo servono empatia,tatto,assetto stabile,comunicazione fine,capacità di ascoltare senza forzare, delicatezza. Se entri in relazione con loro, ti danno tutto. Se imponi non capiscono e si chiudono. É un cavallo che aiuta a migliorarsi, diventano veri compagni di lavoro, se crei un binomio con un lusitano, non vorrai più cambiare, sono cavalli speciali"
Ci avviamo verso la fine dell'anno. Un bilancio del tuo 2025 e quali progetti idee pensieri equestri per il 2026? " Il 2025 è stato un anno di ripresa, un anno significativo sotto tanti fronti: risultati sportivi importanti, la crescita dei giovani cavalli, il consolidamento della mia linea di allevamento e la partecipazione ad eventi internazionali che hanno confermato la direzione del mio lavoro. Nel 2026 gli obiettivi sono chiari e concreti: primo tra tutti, sviluppare ulteriormente l'allevamento, puntando sempre su mentale solido, equilibrio e qualità funzionale; poi, portare avanti la preparazione dei giovani talenti al circuito Master Cavallo Iberico e al dressage di livello avanzato; ampliare i progetti dedicati all'equitazione da lavoro e al turismo equestre tecnico; continuare il percorso di preparazione di cavalli fino al Gran Prix; incrementare la formazione di cavalieri e allievi, continuando i percorsi formativi che uniscono tecnica, metodo e cultura equestre. Il mio obiettivo rimane quello di promuovere una bella equitazione che unisca qualità tecnica, benessere del cavallo e una relazione uomo-cavallo fondata sull'ascolto e sulla conoscenza" (tutte le foto pubblicate sono tratte dalla pagina Facebook di Silver Massarenti, che ringraziamo per la concessione alla pubblicazione. La foto in primo piano di Habibi Hangelus è stata scattata da fb Pole Europeen du cheval, che ringraziamo)

sabato 27 settembre 2025

IL ritorno in gara di Evelina Bertoli

di Giulia Iannone questa gara di completo, oggi a Tor di Quinto, segna un altro grande rientro in campo, quello della Campionessa italiana in carica di completo con la sua Fidjy des Melezes. La loro era una assenza di altra natura, ed il suo rientro rappresenta una fonte di ispirazione ed insegnamento per tutti noi, mentre si giocano contemporaneamente molte partite, campionati, gare o grandi battaglie invisibili. Ciò che ci insegna questa amazzone è che attraverso i valori e le sfide dello sport, si consolidano nell'anima valori umani come la forza di volontà, la grinta, la pazienza, il coraggio interiore, la determinazione, la capacità di lottare e soffrire, la tenacia, la collaborazione nel team, e prima ancora col proprio cavallo, con gli avversari che possono anche essere tuoi amici e sostenitori. Dallo sport dunque la forza ed i valori da mettere in campo quando è la vita a mettere sul tuo percorso una sfida. E forti dell'esercizio della vita da sportivo ma ancora più di amazzone, che sa fare squadra col proprio cavallo, tutto diviene gestibile, possibile, traversabile, cavalcabile, battibile. La Gara di Evelina Bertoli è la gara nella gara e tutti noi a bordo campo tifiamo per lei e la ammiriamo perché quei valori, ormai raggiunti ed esercitati sul campo, li stiamo leggendo, ad uno ad uno nel suo sguardo e sul suo volto e ci fanno da esempio. Siamo tutti con te, Evelina! foto di Giulia Iannone

lunedì 1 settembre 2025

DESTINO DI ACCIARELLA: IL PICCOLO CAVALLO, DAL CUORE GRANDE, CHE SFIDÒ I GIGANTI DEL DRESSAGE.

IL MITO
Di Giulia Iannone Si sono appena conclusi, i campionati europei di dressage in quel della Francia. Impossibile non pensare, con l'approssimarsi di qualche evento agonistico importante del dressage Internazionale, al nostro cavallo italiano simbolo, Destino di Acciarella, da cui tutto è partito. Sono trascorsi circa 30 anni da allora. Raccontare la sua storia, significa raccontare la storia del dressage italiano. Per tutti noi della sua generazione, egli è un simbolo, di speranza, coraggio, forza e capacità di far nascere un sogno. Lui non era nato per il dressage, e non era nato nella patria del dressage. Tutto ciò che fece, lo fece col cuore, che per ironia della sorte aveva stampato sulla fronte, al posto di una convenzionale stella. Vi racconteremo la vera storia di questo cavallo, partendo da cosa ci fosse in Italia prima del suo arrivo. Sono tante le teorie e le leggende metropolitane fiorite attorno a questo cavallo, abbiamo pensato di contattare l'Ing. Cesare Croce, perché è uno dei protagonisti principali di questa vicenda. Attraverso le sue parole abbiamo avuto l’opportunità di ricostruire la storia reale di questo soggetto. LA STORIA Quale era la situazione del Dressage in Italia, prima dell'avvento di Destino? "Per il nostro sport e per me in particolare, questo cavallo è stato qualcosa di unico e straordinario, che ha rappresentato lo sviluppo del Dressage in Italia. La sua storia deve infatti essere inserita in un periodo in cui la disciplina del Dressage in Italia, era tenuta in scarsa considerazione, e la nostra credibilità all’estero era molto limitata. I numeri dei tesserati di questa disciplina si contavano su due mani. Nell’ambiente del salto ostacoli, si considerava il Dressage come attività limitata a cavalieri non più giovani, definiti usando una espressione, irripetibile per iscritto, sgradevole ed ingiustificata, per cui era necessario soprattutto creare un nuovo entusiasmo, una passione in giovani qualitativi, nonché la credibilità a livello nazionale e internazionale, che non esistevano. Mancavano centri di specializzazione, gare sportive, giudici, istruttori, giovani e cavalli qualitativi da formare.Con il mio entusiasmo di giovane consigliere responsabile del settore federale, supportato dalla competenza nella disciplina dell’amico Enzo Truppa, e la disponibilità di risorse economiche rilevanti, garantite dal CONI, grazie alla lungimiranza del presidente Fise Lino Sordelli, siamo riusciti negli anni 1984-1988 a realizzare un progetto organico a mio avviso straordinario. Per la crescita dei binomi più giovani in Italia vennero istituiti i Centri Federali di Dressage, di cui uno al CIL di Milano ed uno ai Pratoni del Vivaro.Per seguire i giovani nei centri federali, in attesa della formazione in Germania dei nostri istruttori, la federazione aveva assunto a tempo pieno un tecnico tedesco, prima Eugen Shadler e poi Hans Weber, avvalendosi peraltro anche come consulenti di esperti nel settore come il Consigliere Federale Dr. Enzo Truppa, che al tempo stesso si dedicava in collaborazione con la FEI alla formazione di un corpo giudicante, indispensabile per garantire l’organizzazione, in autonomia dall’estero, di eventi nazionali e internazionali in Italia. Per organizzare qualsiasi evento dovevamo invitare i giudici dall’estero.Nei Centri Federali erano scuderizzati anche i cavalli di proprietà Fise in numero considerevole (una quindicina), acquistati con un contributo finalizzato del CONI, destinati a formare soprattutto le squadre giovanili e tra questi una bellissima femmina giovane baio scura di nome Jorinda.Inizia così anche la storia italiana dell’attività giovanile del settore, con la formazione sia di cavalli giovani, che soprattutto giovani atleti come ad esempio Fabio Magni, Esther Soldi, Stefania Mieli, Monica Gheno, Piero Sangiorgi, Armanda Scaglione, destinati alcuni ad affermarsi anche a livello seniores.Con questi giovani dalla passione straordinaria è stato possibile iniziare a presentare le nostre squadre a livello pony e Junior, con risultati decorosi, anche ai campionati europei, a cui non avevamo mai partecipato prima con un team.Del Centro Federale di Milano, trasferito negli anni novanta al Centro ippico Monzese, con una organizzazione privata, si occuperà poi Paolo Margi ove sarà scuderizzato per alcuni anni anche Destino di Acciarella".
Come nasce Destino di Acciarella (1981 da Telford). A cosa era destinato e perché è stato acquistato dalla FISE? Era un buon purosangue? a chi è venuta l'idea, a questo punto rivelatasi geniale, al tempo sembrava estrema, di addestrarlo per il dressage? "Destino nasce nel 1981 nell’allevamento di Acciarella, a Latina. Sella Italiano, mantello baio con fiore in fronte (simile ad un cuore), viene presentato a quattro anni al Premio di Allevamento di Grosseto, organizzato dall’ENCI (ente nazionale che in allora si occupava dell’Allevamento del cavallo da Sella Italiano). Nell’occasione viene notato dal Col. Lodovico Nava e dal sottoscritto, per cui scelto nel programma annuale di acquisti, da parte della Fise, di cavalli giovani destinati ai Settori Olimpici (i più qualitativi) e alle Scuole di Equitazione Federali. Ogni anno venivano acquistati una decina di puledri, non solo per ampliare la scuderia federale con soggetti indigeni di qualità, ma anche per supportare gli allevatori italiani ed incentivarli a migliorare la qualità e produrre soggetti sportivi competitivi. All’epoca ero consigliere responsabile per il Settore (oggi Dipartimento) Dressage e in Destino avevo notato delle qualità di regolarità nelle andature e di potenziali doti di “riunione”, che mi sembrarono essere ideali all’inserimento in un progetto, che volevo attuare per cercare di organizzare, a livello federale, una disciplina equestre, che in Italia era stata praticata solo per merito dell’iniziativa personale di alcuni cavalieri esperti e appassionati come Fausto Puccini, Daria Fantoni, Enzo Truppa, Mariano Frey. Nelle mie intenzioni, a Destino volevo affidare una grande missione da compiere ed in particolareabbattere il preconcetto secondo il quale la tecnica del dressage tedesco fosse coercitiva ed in antitesi con il “metodo naturale” caprilliano: personalmente infatti sono sempre stato convinto che il lavoro in piano abbia una utilità intrinseca, come base anche per le altre discipline olimpiche, compreso il Salto Ostacoli. L’obbiettivo del Dressage non è come alcuni sostengono, “coercizione”, ma come dice il dr. Enzo Truppa, quello di “rendere il cavallo nello stesso tempo calmo, leggero, sciolto e flessibile, fiducioso, attento, perspicace e permeabile, realizzando un’intesa perfetta con il suo cavaliere”. Infatti recentemente “nel regolamento FEI è stato opportunamente aggiunto il concetto di “HAPPY ATHLETE” intendendo così un cavallo in armonia con il suo cavaliere, in assenza di tensioni negative”.Molti anni dopo lo stesso coach internazionale Henk Noren avrebbe inserito, durante i suoi stages di alto livello per cavalieri di S.O., lezioni di dressage tenute da tecnici della specialità.Era quindi indispensabile per il successo del progetto formare idee nuove, menti disponibili, considerazioni adeguate e soprattutto stima e passione per questa disciplina, secondo una visione corretta, che in primo luogo aveva necessità di tecnici, istruttori e cavalieri di alto profilo. Preso atto di questa necessità vitale di formare figure moderne e sufficientemente motivate, il Consiglio Federale, su mia proposta nel contesto del programma del Settore, decise di istituire a tale scopo, una borsa di studio federale biennale, con cui alcuni cavalieri qualitativi, selezionati dalla FISE, potessero approfondire la propria preparazione nelle migliori scuderie in Europa. Vennero individuati, tra gli altri, Laura Conz (che era già in Germania per scelta personale), Paolo Margi e Mauro Roman (olimpionico di Completo a Mosca) per trascorrere alcuni anni nelle migliori scuderie all’estero: Laura Conz dal Tecnico Johan Hinnemann, Mauro Roman prima dal tecnico Udo Lange e poi dal tecnico Daniel Ramseier e Paolo Margi dal tecnico George Theodorescu, ove si trovava da anni anche Daria Fantoni. Un esperimento in tal senso, con grande successo, era stato fatto nel quadriennio precedente dal responsabile del settore Fise, avv. Ettore Mariano, inviando nelle scuderie di Georg Otto Heyser il giovanissimo Fabio Magni, che, con il cavallo del suo coach Amigo 23, vinse a soli 16 anni il Gran Premio nel CDI di Lipiza".
Si dice che Destino avesse un carattere davvero molto complicato e difficile, che fosse molto caldo e testardo. Ci descrive in realtà che carattere avesse e come fosse da montare: pregi e difetti. Come è stato da addestrare? Non avete mai avuto il timore di non riuscire? "Non ricordo e non mi sembra che Destino avesse all’inizio un carattere particolarmente complicato e difficile, certamente era un cavallo, vista la sua origine, molto “caldo”, insanguato ed esuberante. Probabilmente il suo cavaliere ricorda meglio di me il quotidiano di un soggetto, che doveva adattarsi ad una disciplina sportiva, che invece nel suo DNA e nelle prospettive allevatoriali avrebbe dovuto essere quella di un cavallo da salto. Inoltre, il mio progetto non pretendeva risultati agonistici certi e a breve termine, lo scopo era quello di proporre un metodo per creare e far crescere il livello e la credibilità in Italia di una disciplina, sconosciuta ai molti, nel suo complesso: infatti per l’attività agonistica immediata Paolo Margi disponeva anche di un altro cavallo della Fise pronto per le gare."
Il vostro cavaliere federale, come ha accolto l'idea davvero 'originale' di montare in dressage, addirittura in GP un purosangue: si tiró indietro? (in realtà tanto assurda e nuova non era la situazione. Daria Fantoni prima di Sonny Boy, aveva montato un purosangue di nome Bombay in Gp, con cui partecipò nel 1983 ai campionati d'Europa in Germania, lo stesso Theodorescu aveva preparato per il GP diversi purosangue e per altro in seguito addestrerà finanche il famoso trottatore Orlov, Balagur, divenuto una leggenda nel dressage. George sapeva valorizzare ogni tipo di cavallo speciale!) "Era un momento di grande entusiasmo e amicizia reciproca in tutto l’ambiente, pur circoscritto in allora, del dressage italiano, determinate dalla condivisione delle iniziative assolutamente innovative federali, che si stavano intraprendendo, per cui Paolo Margi, ha preso parte al progetto e non mi ha mai esternato dubbi in merito, né mi ha mai palesato incertezze nel dedicarsi alla preparazione di un puledro, anche se all’inizio non poteva sapere che con Destino era “destinato” a formare un binomio per l’Italia indimenticabile. Direi che non ci fossero neanche le motivazioni,visto che non c’erano pressioni psicologiche o emotive, né pretese della Fise di raggiungere risultati importanti a breve e ad ogni costo. D’altra parte non era una impresa impossibile (come ricorda anche Lei nella domanda): c’erano stati precedenti significativi proprio per noi nelle scuderie Theodorescu con Bombay di Daria Fantoni e la tendenza in quegli anni anche in Germania era quella di impiegare cavalli sempre più insanguati ed eleganti, trovando la svolta epocale in un soggetto mitico come Rembrandt, che nella sua struttura leggera e nei movimenti “aerei” tradiva le molte ascendenze genealogiche di purosangue. Un cavallo che con la sua amazzone diventerà una leggenda."
Infatti Destino fu mandato, assieme al cavaliere Federale Paolo Margi, per 2 anni in Germania da Theodorescu. Che lavoro fu fatto e cosa pensava il Grande George di questo cavallo? "Nel contesto del programma federale di cui abbiamo parlato, la formazione di Destino di Acciarella inizia dal 1986 al 1988 nelle scuderie di George Theodorescu, dove Paolo Margi perfeziona anche la sua preparazione come istruttore. Periodicamente andavo in Germania per assicurarmi delle condizioni e dei progressi della sua preparazione. In Germania la formazione dei tecnici (Bereiter) avviene con affiancamento ad istruttori e cavalieri qualificati (Reitler), per cui avevo ritenuto in allora che fosse un ottimo sistema da adottare anche in Italia: un sistema che consentiva di affiancare alla crescita tecnica dei cavalieri /istruttori, anche la preparazione di alcuni cavalli giovani. A Paolo non ho mai fatto pressioni psicologiche sui risultati da raggiungere con Destino, sapeva che stavamo creando insieme un format e quindi che disponevamo di tutto il tempo necessario: la sua esperienza in Germania, come quella di Conz e Roman ed altri successivamente, faceva parte di un programma di istruzione ad ampio respiro, per cui non erano importanti i risultati agonistici di vertice immediati, ma la crescita del movimento sportivo nel suo complesso e la credibilità del nostro settore dressage a livello nazionale ed internazionale.La preparazione tecnica di Destino poteva procedere, senza eccessive responsabilità, con i tempi necessari e senza pressioni psicologiche, sotto la guida di un “formatore” straordinario come Theodorescu, che avevo scelto per i suoi sistemi di addestramento assolutamente privi di violenza e coercizione, come aveva dimostrato mirabilmente, per quanto ci riguarda, nella creazione di un binomio indimenticabile come Sonny Boy e Daria Fantoni, che, alle Olimpiadi di Seul 1988, avrebbe dovuto raggiungere un risultato superiore a quello ottenuto, se fosse stato giudicato in modo adeguato! Dopo la gara il Presidente di Giuria lo svizzero Niggli, ebbe a riconoscere pubblicamente che i giudici si erano accorti troppo tardi che il binomio italiano stava eseguendo una ripresa straordinaria, non premiandolo a sufficienza con i voti. Probabilmente mancava ancora la credibilità sufficiente per il nostro Paese nella disciplina. Destino doveva essere l’esempio di un “progetto” globale serio e strutturato di crescita del settore in Italia, per raggiungere i livelli e la credibilità necessaria per ottenere risultati importanti nelle categorie a giudizio! Theodorescu è sempre stato d’accordo con me nella stima e considerazione per questo cavallo e per il suo cavaliere, a cui è stato sempre legato, anche affettivamente. Pazienza, serenità e metodo sono stati alla base dei successi sportivi, per noi importanti, di Destino."
Mi ricorda lei cosa è riuscito a fare questo piccolo cavallo dal cuore immenso in gara? " I risultati hanno premiato un programma, studiato a tavolino, meticoloso con una successione di performance significative, quasi uniche sino ad allora a livello italiano: due Olimpiadi – Barcellona 1992 (ottavo di squadra) e 1996 con Paolo Margi; due Campionati del Mondo con Paolo Margi - Stoccolma 1990 e The Hague 1994 (quinto di squadra) un Campionato del Mondo con Monica Gheno – Roma 1998 due Campionati d'Europa con Paolo Margi – Donaueschingen 1991 e Lipiza 1993 (settimo individuale) due Ori al Campionato Italiano con Paolo Margi; un Oro al Campionato Italiano 1997 con Monica Gheno; ed un numero impressionante di partecipazioni agonistiche internazionali importanti, come certificato dai timbri sul passaporto FEI (che vi fornisco in foto), con debutto per me emozionante e indimenticabile nel rettangolo di Aachen nel 1988, che sanciva i risultati ottenuti da un progetto tecnico lungo quattro anni. La presenza di una squadra del nostro Paese a Barcellona 1992, per la prima volta con un team ad una Olimpiade, rimane ancora oggi un risultato per noi straordinario (ottavi di squadra), insieme a quella ai mondiali WEG di The Hague 1994 con un indimenticabile quinto posto. Due circostanze sportive storiche, in cui Destino ha rappresentato con il suo cavaliere un punto di forza ed un simbolo del successo del progetto federale degli anni ottanta, essendo un binomio completamente italiano, formato grazie alle iniziative della nostra Federazione. La credibilità tecnica e sportiva della Fise in pochi anni era cresciuta nel rispetto e nella considerazione internazionale della disciplina, al punto che alcuni cavalieri competitivi, come Pia Laus (al campionato europeo Juniores di Cervia aveva preso parte con il team tedesco), con doppio passaporto, decidevano di partecipare con i nostri colori all’attività internazionale, consentendoci di formare una squadra senior più competitiva, che riusciva a raggiungere un risultato particolarmente significativo e mai ripetuto con il quinto posto del Team Azzurro ai WEG del 1994. Peccato che nei due quadrienni successivi (1989 – 1996) il progetto non è stato consolidato, portando ad un progressivo esaurimento della spinta tecnica iniziale." Cosa ha rappresentato per l'Italia dressage questo cavallo senza le linee del Nord Europa: ha sfidato tanti giganti del tempo? " Per me Destino ha rappresentato la chiave di volta di un progetto Fise importante, di cui, in questo incontro, ho cercato di delineare gli aspetti principali. Nel mio immaginario, ma soprattutto nel mio cuore, Destino di Acciarella voleva essere ed è stato il simbolo e ne ha rappresentato la sintesi.È stato un “piccolo cavallo italiano” dal grande cuore, molto qualitativo, per il quale nessuno avrebbe pronosticato un futuro agonistico in dressage, se messo a confronto con cavalli tedeschi e olandesi, soprattutto in allora, molto strutturati, che ha trovato il successo, con la formazione acquisita in un contesto tecnico federale sereno ed ideale, sotto la guida di un coach straordinario come George Theodorescu, con la pazienza, la passione e la competenza del suo cavaliere Paolo Margi, con metodi tecnici di rispetto per il cavallo, che hanno consentito a Destino di vivere una carriera agonistica molto lunga ed una vita serena sino a 32 anni. Se voi andate, a livello storico, a riguardare gli ordini di partenza delle gare cui ha preso parte Destino, noterete che è stato in campo con i cavalli, che oggi rappresentano la storia del Dressage Internazionale. Solo per fare qualche nome, un cavallo partito da Latina, ha incontrato: Bonfire, Gigolò, Grunox, Goldstern, Lucky Lord, Rembrandt, Invasor, Aquamarin, Donnerhall, Aktion...e molti altri ancora. I cultori tecnici del dressage sanno di cosa stiamo parlando e solo con la citazione di questi nomi vedono immediatamente dinnanzi ai loro occhi questi soggetti, che, con i loro cavalieri, hanno fatto la storia del Dressage internazionale!"
UN NUOVO CAVALIERE. Nel 1996, credo, dopo le Olimpiadi di Atlanta ed il titolo Italiano, ovviamente vinto, invece di ritirarlo dalle scene, il cavallo fu affidato ad una giovane amazzone, di nome Monica Gheno. Come avvenne il passaggio e da chi fu voluto? Fu semplice per il cavallo il cambio di cavaliere o dopo così tanti anni, circa 11, il cavallo era diventato personale e molto legato al suo storico cavaliere? "Dopo aver partecipato alle Olimpiadi di Atlanta e vinto i Campionati italiani nel 1996, nel 1997, aseguito dell’indisponibilità del suo cavaliere Paolo Margi, dovevamo decidere se ritirare il cavallo dalla scena sportiva. Presi invece la decisione di assegnare a questo cavallo straordinario ed esperto di 16 anni il compito nel mio immaginario di “testimonial” ai Weg Roma 1998, con un “nuovo debutto” sotto la sella di Monica Gheno, dotata a mio avviso della sensibilità ed empatia necessarie. Monica era uno degli atleti giovani più rappresentativi nel contesto del progetto dei Centri Federali ed aveva partecipato a numerosi campionati internazionali giovanili con un altro gioiello acquistato giovanissimo di proprietà Fise (Jorinda). Ho concordato la scelta con Paolo Margi (Monica era anche una sua allieva) e il binomio veniva scuderizzato al Centro Ippico del Pegaso di Barzago, per poi essere trasferito, in preparazione ai WEG, a Sassenberg nel Centro Equestre di George Theodorescu, il coach che era stato l’artefice dell’avvio alla carriera internazionale di Destino.Non è stato certamente semplice ricreare un binomio con un cavallo, che aveva avuto in carriera un solo cavaliere particolarmente dotato, ma la scelta della location e la presenza di Theodorescu credo sia stata determinante per dare a Monica, al tempo forse non ancora sufficientemente esperta, la sicurezza necessaria al debutto in un evento di altissimo profilo tecnico. Prima dei WEG 1998, Destino con Monica Gheno aveva vinto il Campionato Italiano Assoluto nel 1997 e partecipato a numerosi eventi internazionali, anche con ottimi risultati, guadagnandosi sul campo, il posto in squadra a Roma: CDI Ebreichsdorf - aprile 1998 CDI Villanova D’Asti - maggio 1998 (GPS - 7°) CDI Monaco - maggio 1998 (Inter II - 3°) CDI Lipica – giugno 1998 CDI Fritzen - agosto 1998 (GPS - 7°) CDI Frauenfeld – agosto 1998 Il risultato tecnico ai WEG 1998 non è stato di rilievo, ma è stato una dimostrazione di un lavoro che aveva reso possibile la presenza ancora una volta di un Team italiano negli eventi internazionali più importanti."
Cosa avvenne dopo i WEG di Roma e come ha terminato la sua vita Destino? "La carriera di Destino termina con un infortunio imprevisto nel secondo giorno di gara, ai Campionati Italiani del 1998, dove, dopo la prima prova, guidava la classifica. Rimane a riposo precauzionale, con le cure idonee veterinarie, per alcuni mesi, poi nel 1999 all’età di 18 anni, la decisione della Fise di assegnarlo definitivamente a Monica Gheno e ritirarlo dall’attività agonistica per fare in modo che si potesse godere una meritata pensione dopo una lunga carriera da campione.Mantenuto e assistito sino alla fine con affetto da Monica, rimane scuderizzato sino al maggio del 2011 al Centro Ippico del Pegaso, dove sono stato a visitarlo alcune volte, trovandolo sempre in ottima forma. Ha passato poi gli ultimi anni al prato dell’Azienda Agricola Costa D’Oro sino al 22 gennaio del 2013, quando, all’età di 32 anni, termina i suoi giorni questo soggetto straordinario, che è vissuto a lungo anche per l’affetto e le cure di cui è stato circondato meritatamente per tutta la sua vita. Per questo un ringraziamento particolare, anche a nome di Destino, a Monica Gheno ed a suo marito."
Lei è molto affezionato a questo cavallo, anche perché la sua carriera federale è legata a filo doppio con quella di questo soggetto? " Sono profondamente legato a questo cavallo ed alla sua storia. Riaprire i “cassetti” in cui conservo i documenti e le foto di questo cavallo, per fare questa intervista, non è stato facile, ma mi riempie di gioia sapere che questo soggetto trovi il giusto riconoscimento. Non è solo un fatto puramente narrativo, significa riaprire ricordi, momenti vissuti, esperienze, iniziative anche difficili, che allora sembravano impossibili e che oggi sono talmente chiare e semplici da non creare più dubbi. Ho “camminato” con Destino per oltre 10 anni dei miei trascorsi di dirigente sportivo, vivendo insieme a lui alcune delle mie emozioni più entusiasmanti e profonde. Tante sfide, tante soddisfazioni, tanti traguardi, non privi di difficoltà, per non parlare del piccolo “miracolo” di Roma 1998, a cui questo purosangue doveva essere presente, come atleta cavallo e come simbolo. La FEI, dopo il caos organizzativo e il fallimento del Comitato dell’edizione 1994 a The Hague, nonché la rinuncia dell’Irlanda, affida a noi ad agosto, con un solo anno di preparazione, l’edizione dei WEG 1998 (World Equestrian Games), preferendoci al colosso tedesco, che aveva posto la propria candidatura nel “tempio” degli Sport Equestri ad Aachen. Ci siamo riusciti! Nonostante le enormi difficoltà burocratiche ed economiche abbiamo portato il mondiale allo stadio Flaminio e non solo il Comitato Organizzatore, ma anche Destino riceve l’applauso di venticinquemila spettatori presenti prevalentemente stranieri! Avevamo meno di un anno per realizzare un evento, per il quale in genere sono previsti quattro. La Fise insieme al Gruppo Riffeser ha creato una macchina perfetta ed idonea, in un anno soltanto, nel pieno centro dell’Urbe, ad organizzare un evento memorabile per tutti gli appassionati di Sport Equestri nel mondo ed un miracolo “italiano”, come ebbe a definirlo in Assemblea Generale la Presidente FEI donna Pilar di Borbone. “Centinaia di lettere arrivate da cinque continenti a firma dei più accreditati addetti ai lavori degli sport equestri – tecnici, ufficiali di gara, cavalieri, dirigenti ed anche semplici appassionati- ed i commenti entusiastici della stampa specializzata, hanno confermato che l’edizione 1998 dei World Equestrian Games è passata alla storia scrivendo a chiare lettere un successo senza precedenti” (Ufficio stampa – Caterina Vagnozzi). Destino allora diciassettenne è stato per me il simbolo di questo successo prendendo parte, con la sua giovane amazzone ad una squadra azzurra e per la sua terza volta ad un Mondiale ".
QUALCHE RIFLESSIONE CONCETTUALE. Ci sono stati dei cavalli improbabili nella storia dell'equitazione: Jappeloup, figlio di un trottatore e di una purosangue; Stroller, un pony alto 1.41 che gareggiava in Gp internazionale e anche alle Olimpiadi di salto ostacoli; e Destino di Acciarella: 2 olimpiadi, 3 campionati del Mondo, 2 campionati d'Europa, 3 titoli italiani con 2 diversi cavalieri. Qualcuno dice che oggi questi cavalli nello sport non potrebbero ripetere le loro gesta, perché le gare sono cambiate. Non reputa che questo modo di vedere il fenomeno sia sbagliato, che paragoni non se ne possono fare ed ognuno è frutto del proprio tempo? "Credo che la storia di Destino di Acciarella sia legata indissolubilmente allo sviluppo del Dressage in Italia e ritengo che siano ragionamenti privi di senso econsiderazioni fuori luogo, quando, in qualsiasi attività sportiva, si cerca di fare paragoni o confronti tra atleti, o nel nostro caso cavalli, di generazioni diverse. Il valore di ogni “individuo” non può che essere correlato e contestualizzato all’epoca in cui è vissuto. A mio avviso comunque soggetti particolari per genealogia e altezza al garrese, come Jappeloup e Stroller, sarebbero dei “fenomeni” anche ai nostri giorni, così come Destino di Acciarella sarebbe ancora oggi un cavallo estremamente competitivo per creare un Team Azzurro, che purtroppo non abbiamo più, a parte alcune individualità importanti, per meriti personali, come Valentina Truppa." Quale è stata allora la ricetta segreta di questo cavallo:luoghi, persone, occasioni, talento, fortuna o solo "destino"? "Non credo alla sorte, credo nella massima latina che recita “faber est suae quisque fortunae” per cui sono certo che la formula del successo di Destino e del Team italiano, negli anni novanta, non sia stata casuale, ma sia dipesa da un programma federale studiato, strutturato e realizzato con attenzione. Un programma, che forse potrebbe essere ripetuto con gli aggiornamenti necessari, con le opportune risorse, con la scelta dei luoghi e l’individuazione delle persone giuste, in un contesto progettuale che non potrebbe prescindere, come in passato, dal talento dei cavalli, dei cavalieri e degli istruttori. In assenza di una delle componenti di cui sopra ed in particolare di programmazione, di cavalieri di grande qualità, di istruttori speciali e di cavalli complicati ma straordinari, come Destino, sarebbe stata e sarebbe ancora oggi una sfida impossibile."
Qualcuno di voi ha pensato all'epoca che stava per passare alla storia? " Come dice la frase conclusiva del film Seabiscut: Tutti pensano che abbiamo preso questo cavallo e lo abbiamo fatto crescere. Ma non è vero. È stato lui a far crescere noi o forse ognuno di noi ha aiutato a far crescere gli altri!" Credo che il merito della mia intuizione, come uomo di cavalli e dirigente sportivo, sia stata quello di avere una visione ed immaginare una prospettiva futura di sviluppo di una disciplina trascurata nel nostro Paese, nonché individuare e portare avanti, in un contesto di un progetto a più ampio respiro, una situazione di concomitanze uniche e preziose, da non lasciarsi sfuggire, e quella di aver effettuato scelte che, come per Destino, hanno determinato nel seguito risultati, che non apparivano all’inizio certamente scontati.Se siamo qui a parlare ancora di questo straordinario cavallo e di fatti avvenuti 30 anni fa, come storie ed eventi indimenticabili, significa che è stata una visione certamente lungimirante " Photo credits: le foto sono state messe a disposizione da Cesare Croce, photo courtesy documentazione personale privata; la foto di George Theodorescu proviene da horsemagazine, a solo scopo didattico; i primi piani di Destino di Acciarella, in van aereo, dettaglio del cuore, sono stati gentilmente concessi da Alice Giani Margi. Ringraziamo anche Monica Gheno per aver fornito i dati delle gare appartenenti al suo periodo da amazzone di Destino, e dopo i dettagli del periodo del cavallo a riposo. Grazie a tutti per la collaborazione al testo ed alla buona riuscita dell'intervista avendo messo a disposizione documenti ed immagini.