domenica 15 luglio 2018

“ITALY IS BACK”: LA SQUADRA YRIDER DI COMPLETO VINCE LA MEDAGLIA D’ARGENTO AI CAMPIONATI D’EUROPA IN FRANCIA.

COMPLETO
Fosco Girardi, Pietro Majolino, Elisa Vincenti e Luca Mezzaroba si colorano d'argento a Fontainebleau.
Photo Courtesy FISE facebook page


A cura di Giulia Iannone
Abbiamo parlato stasera, al termine di una giornata davvero densa di emozioni, con il  CT giovanile del completo, Jacopo Comelli sprizzante di gioia per la seconda posizione della squadra Yrider ed anche per la  buona prestazione degli juniores, che si attestano in quarta posizione. Ecco cosa ci ha detto il tecnico di Parma…

Primo colpo di scena positivo per l’Italia : un cavaliere tedesco, Hanna Knuppel, non viene accettato alla seconda horse inspection. (poi l’altro componente di squadra tedesco verrà eliminato nella prova di concorso per caduta del cavaliere). Inizia dunque quell’onda di fortuna di cui parlavi in queste sere?
“ Si. Così è iniziata la risalita. Da terzi che eravamo ieri sera , siamo passati secondi. I nostri cavalli, alla horse inspection sono risultati tutti perfetti, sia junior che young rider. Bisogna rivolgere un forte ringraziamento al veterinario di squadra, Dott. Marco Eleuteri, che lavora sempre con grande dedizione e competenza. Questa medaglia appartiene a tutto allo staff, dunque anche a lui che lavora sempre con grande professionalità.  I cavalli stamattina erano presentati bene, non solo dai ragazzi, ma perfetti in ogni senso”.
Quale era l’umore dei ragazzi? Sentivano di essere vicini al raggiungimento di una medaglia, allora?
“ C’era l’atmosfera giusta, secondo me. L’ho detto e lo ripeto ancora. L’ho capito e percepito dall’inizio del ritiro. C’erano tante cose che si allineavano e potevano funzionare, e ci voleva un po’ di fortuna. Il dato importante, come nella giornata del cross ci sono stati i netti –qualcuno nel tempo- è essere riusciti a presentare  una bella equitazione. Abbiamo ottenuto i risultati, facendo una bella equitazione. Per me è una grossa soddisfazione. Hanno visto in Francia, i cavalieri italiani, non solo prendere una medaglia, ma montare prima di tutto bene, imponendosi a livello europeo facendo una equitazione di classe. Un lavoro di anni che proviene da Zilla Pearse, da me, dalla Federazione che ha contribuito a tutto questo, dai ragazzi, dai genitori e soprattutto dalla collaborazione dei cavalli”.
Parliamo dei giri della prova di concorso ippico. Cosa possiamo dire?
“ I giri, sia junior che young rider, erano sulla falsa riga. Erano dei percorsi a mio avviso, non tecnicamente difficili, però presentavano qualche salto molto delicato, i salti molto lontani, che a volte sembrano più facili possono indurre  a cambiare idea, su quanti tempi mettere. Il tempo negli young rider era un po’ corto, quindi c’era da girare stretto e prendersi un po’ di rischi. Devo dire che i ragazzi hanno fatto una condotta di gara perfetta. Sono molto contento, di tutti loro.”
Siamo tutti un po’ dispiaciuti per Pietro Majolino, era in odore di una medaglia individuale. Non credi?
“ E’ un binomio che conosco bene, è anni che siamo insieme. Credo che il cavallo oggi ha mostrato di aver patito la gara ieri in cross. Stamattina era bello alla visita, ma fisicamente in campo ha fatto capire che ha accusato il giro in campagna. Non dimentichiamo che ha chiuso netto nel tempo, partendo tra gli ultimi, il terreno era pesante.  Era un po’ meno reattivo del solito. Pietro secondo me questo l’ha sentito, c’era pressione perché comunque era in zona medaglia, tutto questo ha contribuito un po’ a fare uscire questi due errori.. Va bene così, però, Pietro è contento e soddisfatto, portiamoci a casa questo argento di squadra e teniamocelo stretto”.
Parliamo degli altri: Fosco Girardi ha chiuso con un bel netto nel tempo e finalmente ha esultato!
“ Fosco era molto teso perché ci teneva a fare bene. Fosco è maturato molto in questo anno, oggi lo ha dimostrato, perché ha montato in maniera impeccabile. Il cavallo ha veramente reagito bene, ed ha fatto quello che doveva fare ossia netto”
Luca Mezzaroba ha gestito una fase di gara delicata per il suo cavallo…
“ Laomaco sicuramente non è uno specialista in salto ostacoli. E’ un soggetto molto difficile. Devo dire che in campo prova saltava molto bene. Luca è partito un po’ timido infatti è arrivato subito errore al numero 1, poi al 5, prima combinazione. Partito un po’ teso, di lì in avanti ha cambiato marcia, ed il cavallo ha saltato molto bene. Mi reputo soddisfatto anche di Luca, perché abbiamo fatto un lavoro assieme a suo padre, che lo ha seguito veramente meticolosamente, ed anche molto bene, abbiamo fatto un lavoro oggi insieme in campo prova e secondo me abbiamo raccolto dei buoni frutti”.
Elisa Vincenti , monta attualmente  in Belgio in una scuderia di salto ostacoli, dunque sarebbe stata precisa in salto…
“ Elisa oggi era il mio asso nella manica, puntavo molto sul suo netto e così ha fatto, peccato la piccola infrazione di tempo. Le qualità della cavalla e la tecnica di Elisa in concorso mi rendevano sereno della prestazione, lei oggi monta da Philippe Le Jeune e Lucia Vizzini, grandi nomi dell’equitazione. Ci contavo molto, ed Elisa ed Herminia non mi hanno tradito.”
Menzione speciale per la “pezzatona”  Athina Quandolyn ed Allegra Ragaini, molto convincenti in questo europeo, non credi?
“ Fantastica, ed Allegra ha fatto una condotta di gara bellissima ed una ottima esperienza. Il concorso ippico non è tra le tre prove quello che riesce meglio, ma oggi, nonostante un piccolo errore, ha interpretato molto bene il percorso, con un bel galoppo fluido ed in avanti. A questo punto, non dimentichiamo Margherita Bonaccorsi, che ha portato al termine una gara fantastica, anche per lei il concorso ippico non è la sua prova, chiude invece con 4 penalità, penso che ad una prima esperienza europea sia una ottima condotta di gara. Peccato per il dressage, prova in genere  a lei molto congeniale.”
Il CT Jacopo Comelli insieme a Zilla Pearse dressage coach e il direttore sportivo FISE Francesco Girardi
Photo Courtesy Lalla Cianfanelli

Parliamo degli juniores. La squadra chiude al quarto posto: la medaglia di legno lascia sempre un po’ di amaro in bocca?
“ Credo che questa medaglia di legno farà crescere molto il gruppo junior che ho presentato in questo europeo francese. Molti di loro erano esordienti. Quest’anno una prima esperienza, lambiscono davvero il podio, con qualche punto in più in dressage, più veloci e precisi in campagna ed ecco che avremmo rosicato la medaglia. Però mi ritengo soddisfatto.”
Sei d’accordo con me che la rivelazione di questo campionato è Pietro Roncuzzi con questo cavallo irlandese molto giovane?
“ Pietro è alla sua prima esperienza europea, ha fatto una condotta di gara molto buona, oggi abbiamo fatto un bellissimo lavoro in campo prova assieme al suo istruttore Enrico Fiorentini, ed è giunto il  netto. Era da un po’ che gli mancava questo risultato, perché al campionato italiano ha fatto due errori a Marbach internazionale, era in testa e fa due errori. Era il suo tallone d’Achille ed oggi penso che gli si sia aperto un mondo nuovo. Speriamo che continui per questa strada. Questi ragazzi junior, a parte Carolina Silvestri che è stata regina con un bellissimo netto, l’anno prossimo ricorderanno con fastidio questa medaglia di legno, e sbatteranno i piedi per cambiare colore e prendere qualcosa di più importante”.
Intanto, a livello Yrider, Victor Levecque prende il volo e vince il titolo europeo. Come commenti la prestazione straordinario di questo ragazzo?
“ Ormai è un cavaliere! Ormai è il sesto anno del mio mandato, l’ho visto dall’epoca in cui montava i pony. Sono sei anni che vince una medaglia individuale. Tutti gli anni è nei primi tre, qualsiasi sia la categoria. Ha talento, ha una gestione professionale, è bravo, ha tecnica. Nel futuro farà parlare di sé. Non vorrei sbilanciarmi, ma se ci sarà ancora Jung sarà una bella bagarre!”
Adesso Jacopo Comelli cosa fa?
“ Adesso Comelli ha bisogno di riposo! Sono state due settimane di lavoro intenso ed un po’ le ho accusate. Ma sono felice, perché torniamo con questa medaglia importantissima per l’Italia, ci dà lustro ed importanza e stimolo per andare avanti, e perché questa federazione creda un po’ più nel completo, eppure l’anno scorso prende la medaglia con i senior, quest’anno gli Yriders, speriamo giungano anche buone notizie dai campionati del mondo di Tryon. E’ importante per il movimento, che ci sia l’Italia sul podio, in qualsiasi campionato, per la nostra disciplina”.
Che ricordi porti con te da questo campionato europeo?
“ Una sensazione, una premonizione, un presentimento. E’ dal ritiro che avevo capito che stavamo lavorando per qualcosa di importante. Vedevo i ragazzi concentrati, li vedi, gli occhi giusti, lo sguardo giusto, io dico l’occhio della tigre, quell’espressione  arrabbiata, concentrata, capisci  che lavorano bene. Quando hai questa sensazione e poi arriva un pizzico di fortuna, allora il risultato è vicino!. Vorrei invece far trapelare la bellissima atmosfera e lo spirito di gruppo di questo europeo. Siamo stati un team collegato, coeso, unito, una ottima collaborazione tra Zilla Pearse ed il capo equipe Evelina Bertoli, tutti gli istruttori, abbiamo lavorato bene e con il mood giusto. Quando tutto è affiatato, i risultati arrivano. L’Italia è una nazione forte quando siamo uniti”.









venerdì 1 giugno 2018

GIAMPIERO GAROFALO “ Postcard DALL’OLANDA”

"Se  devo svelare qualcosa, la persona che ha cambiato il mio modo di pensare è Marco Kutcher, mi ha dato un metodo di  lavoro di base efficace e valido, è stata una fonte di ispirazione per cambiare la mia mentalità. Però vorrei dire che c’è sempre mio padre Paolo!"

Selezionato per l’86mo CSIO di Piazza di Siena grazie a Young riders Academy, Giampiero ci ha raccontato sensazioni ed emozioni dallo storico ovale, descrivendo i suoi nuovi cavalli e parlandoci del sogno equestre che sta vivendo in Olanda.
TESTO E FOTO A cura di Giulia Iannone

Mentre il calabrese Bruno Chimirri ha rappresentato la pedina fondamentale per la vittoria della seconda Coppa delle Nazioni quest’anno a Piazza di Siena ed il pugliese,  Lorenzo De Luca ha infranto la maledizione che ci negava il Gran Premio Roma da troppi anni , desideriamo parlare di un altro alfiere ed orgoglio del Sud , che era presente alla appena conclusa edizione di Piazza di Siena, si tratta del napoletano Giampiero Garofalo, che di anni ne ha 24 ed ha già  all’attivo un bel curriculum agonistico.( In realtà va citato anche il napoletano Francesco Turturiello tra i cavalieri del sud Italia che portano alto il vessillo del meridione, e che sta gareggiando allo Csio di Lisbona, ndr) . Due campionati d’Europa da junior, due da Young rider, selezionato dalla Young riders academy come uno dei giovani talenti emergenti da tenere sotto una ala protettiva in termini di formazione e preparazione. Prima ha lavorato in Germania, poi per 4 mesi nella scuderia del campionissimo tedesco, Marco Kutscher dal quale ha appreso molto. Ci colpisce, SEMPRE, di questo ragazzo l’umiltà, la gentilezza, l’educazione, la solarità, la passione immutata nel tempo, specie di chi parte dalle retrovie, di chi ai nastri di partenza deve faticare ad arrivare, di chi si è dovuto “inventare” con sudore e sacrificio il cavallo ideale, il cavallo perfetto e fare del proprio meglio con quello che si è avuto. La famiglia sempre il valore ed il bene più prezioso come fonte di forza e coraggio e supporto non economico, ma spirituale, concettuale, morale. E’ stato bello trovare all’86 mo Csio di Piazza di Siena, il cavaliere che vinse nel 2015 il Premio Graziano Mancinelli, ed osservandolo anche questa volta , abbiamo ritrovato in lui, lo stesso estro creativo, la prontezza, la tenacia, la forza ammantata e valorizzata da tanta esperienza e conoscenza in più  “ Per la mia convocazione allo CSIO di Piazza di Siena 2018 devo ringraziare il Riders Academy e Rolex per la wild card offerta con la quale ho avuto la possibilità di partecipare allo storico evento famoso in tutto il mondo e speciale per ogni cavaliere azzurro.” Così ci ha raccontato il figlio di Paolo al telefono, subito rientrato al suo quartiere generale in Olanda a Schijndel”  Tutti i miei cavalli hanno saltato bene, in Gran Premio per dire la verità avrei potuto montare un po’ meglio , il mio compagno di gara aveva tutte le carte in regola e la preparazione atletica  e tecnica per saltarlo bene. Magari, qualche mia imprecisione ha causato qualche errore di troppo. Anche non essendo abituato a saltare regolarmente quel tipo di percorsi, ero un pochino teso emozionato desideroso di fare bene. Alcuni errori sono arrivati anche per questa componente psico- emotiva. Scara mouche, il mio cavallo di punta, è arrivato a Piazza di Siena molto in forma, il primo giorno era un po’ stanco e provato forse dal viaggio, e così il primo giorno ho deciso di non farlo scendere in campo, con lui sicuramente mi aspettavo di fare qualcosina in più. 
Giampiero spera di essere convocato per i Giochi del Mediterraneo a Barcellona che si terranno a fine giugno

L’altro cavallo, Emo, ha terminato con due secondi posti saltando molto bene, solo con un piccolo errore la domenica se no sarebbe stato ancora un secondo posto in curriculum. Anche il cavallo del Gran Premio Roma, fa un errore nella grossa il primo giorno, un errore nel piccolo gran premio. Certo il Gran Premio Roma è andato così, come ho raccontato e per le motivazioni che ho descritto, ma il cavallo ha fatto vedere tutte le sue potenzialità per saltare quel tipo di gare.”  Giampiero però ha saputo descrivere nel dettaglio le caratteristiche dei cavalli montati sull’ovale di Roma” Scara Mouche (2006-ita) è un cavallo che non monto da moltissimo.E’ passato sotto la mia sella da fine febbraio. E’ un soggetto molto competitivo nelle gare di altezza 1,45/1,50. e’ un cavallo molto rispettoso, quando entra in campo vuole dare sempre il massimo per il suo cavaliere, ho trovato con lui subito la giusta intesa; Emo (2009-Ned)  è con me da novembre, ha un carattere un po’ particolare ed all’inizio ho fatto un po’ fatica a trovare il dialogo ed il feeling adatto alle sue esigenze, però adesso da inizio anno ha cominciato a saltare subito bene ed è un cavallo anche lui molto veloce, ha solo 9 anni e credo e penso che in futuro possa saltare anche qualche gara più grossa di altezza. Ha tanti mezzi per saltare e non ha paura di niente, entra in tutti i campi gara senza problemi. Invece il cavallo che ho montato nel Gran Premio si chiama Delvaux(2008-ned)  e lo interpreto da poco meno di un mese…abbiamo saltato insieme Drammen, esprimendosi in quello CSIO molto bene. Poi è arrivata la convocazione per Roma allora ho deciso di portarlo insieme agli altri perché ho delle belle sensazioni e credo molto in lui, nel suo talento e nella sua esperienza perché ha all’ attivo già numerose partecipazioni a Gran Premi. Era abbastanza pronto. Magari non lo conoscevo benissimo però abbiamo portato a termine una buona esperienza. Magari in Gran Premio, se lo avessi conosciuto meglio, avrei potuto evitare qualche errore che è scappato. E’ andata così , ormai è storia passata e bisogna guardare avanti, far tesoro di quegli errori e lavorare per cercare di non commetterli ancora.”
"sto vivendo una bella realtà, un po’ quella che mi immaginavo e che sognavo. Attualmente , finalmente, dispongo di cavalli con i quali posso partecipare a gare di livello 3 e 4 stelle.”

Archiviate le emozioni forti della caput mundi, il cavaliere legato nell’immaginario collettivo al cavallo baio italiano  Ombre della Baia, ci ha parlato dei suoi prossimi impegni agonistici  “ Questi cavalli sono rimasti in Italia. La settimana prossima siamo al CSI*** di Gorla, poi saremo ad un 3 stelle in Belgio a Bonaiden. Se verrò convocato, e lo spero vivamente, ci sono i Giochi del Mediterraneo a Barcellona a fine giugno, però non si sa ancora nulla, in questi giorni avremo qualche conferma, altrimenti, andremo due settimane in Austria, per scendere in campo in gare 2 stelle con gli altri cavalli. Ho un po’ di esemplari giovani e due o tre cavalli che devono riprendere a saltare in quanto sono rimasti un pochettino indietro. Per agosto devo ancora elaborare il planning di gare.”
Ecco, dunque, un  altro cavaliere italiano che si aggiunge alla fitta schiera di azzurri emigrati nel nord Europa per svolgere al meglio la professione di atleta, ma aggiungiamo con orgoglio, cavaliere del Sud Italia, fiore all’occhiello di un meridione serio, volitivo, preparato, umile e che si impegna e che parte per tenere alta la bandiera di una parte della nostra penisola che troppo spesso viene sottovalutata e penalizzata. Molto legati a Giampiero ed alla sua formazione culturale equestre, ci siamo fatti raccontare come si è organizzato a livello equestre in Olanda, dove risiede e lavora da alcuni mesi “Sono arrivato in Olanda a novembre 2017 - ha raccontato Giampiero - sono nella scuderia di Kees van den Otelaar che è socio di  Ugo Pisani ed insieme  hanno deciso di investire su di me. Kees van den Otelaar,  è un allevatore  ed ha molti cavalli, è entrato in società con Ugo Pisani  ed hanno preso 10-12 cavalli per me. Stavo vivendo un periodo di avvilente stasi.  Tornato dall’esperienza tecnica e didattica con Marco Kutcher , ero in Italia senza cavalli, così Ugo Pisani mi ha fatto questa proposta. Ricordo che quando sono stato in Germania da Emanuele Gaudiano avevo già montato qualche cavallo di Ugo. Quindi ci conosciamo da un bel po’ ormai. Hanno creduto e credono molto in me e di questo sono lieto ed orgoglioso, ed insieme a Kees è partita questa avventura. Qui in Olanda mi trovo benissimo! Sono persone eccezionali e di cavalli. Ho una eccellente groom/assistent rider, Sofia Pierleoni, la quale si occupa dei miei cavalli in maniera eccezionale, lei è fantastica; poi ho un cavaliere a casa che mi dà una mano  a montare quando io non ci sono. La scuderia è composta di 40 box, alle spalle ci sono tanti 4 e 5 anni di cui si occupano altri due cavalieri a casa. Poi, li selezioniamo, alcuni li destiniamo al circuito di vendita, alcuni li teniamo, gli stalloni li scegliamo anche come riproduttori, devo dire che sto vivendo una bella realtà, un po’ quella che mi immaginavo e che sognavo. Attualmente , finalmente, dispongo di cavalli con i quali posso partecipare a gare di livello 3 e 4 stelle.”
"quello che mi colpisce e soddisfa di Nooren e Lansik, con i quali ho la possibilità di fare un pò di lavoro, è la semplicità del loro metodo"

Quanto invece alla parte tecnica e didattica, abbiamo chiesto di raccontarci con chi lavori o si confronti dal punto di vista tecnico “Ogni tanto, grazie sempre alla young riders academy, ho la possibilità di andare a lavorare con Henk Nooren e Jos Lansik. Adesso abbiamo fatto qualche stage, normalmente vado con due cavalli. Quello che mi colpisce e mi soddisfa è la semplicità con cui lavorano questi grandi cavalieri. Con Henk noi lavoriamo su percorsi e poi vediamo di insistere sul dettaglio principale e punto debole  per poter migliorare la performance con quel cavallo. Se  devo svelare qualcosa, la persona che ha cambiato il mio modo di pensare è Marco Kutcher, mi ha dato un metodo di  lavoro di base efficace e valido, è stata una fonte di ispirazione per cambiare la mia mentalità. Però vorrei dire che c’è sempre mio padre Paolo, quando ho bisogno lui è sempre la mia guida tecnica fondamentale, lui mi segue, viene in Olanda, lui c’è sempre, per fortuna.”
C’è tanto entusiasmo ed energia nelle parole del rappresentante dell’aeronautica, che già sogna in grande, osservando il gruppo dei cavalli giovani che ha a disposizione”  Tra i cavalli giovani ho già adocchiato due 6 anni molto buoni , un figlio di Cornet Obolensky ed un  figlio di Verdi. Poi ho anche un cavallo di 9 anni figlio di Chacco Blu che ad Arezzo ha fatto bene i Gran Premi del Gold Tour ed ha fatto bene Drammen, posso contare ancora su di un cavallo di 10 anni che ha fatto già qualche gara di 1,50. adesso lo stiamo riprendendo dopo un fermo”.
"Qui in Olanda mi trovo benissimo! Ci sono cavalli ovunque. Posso fare quello che desideravo e sognavo"

In chiusura di telefonata, abbiamo cercato di farci lasciare da Giampiero una cartolina di saluto dall’Olanda, con brevi note sulle sue impressioni e sensazioni e su come si svolge una sua giornata tipo ” Che posso dire. Qui in Olanda ci sono cavalli ovunque. Mi trovo benissimo, anche la vita è gradevole, non posso assolutamente lamentarmi, inoltre posso fare quello che desideravo e sognavo  sin da quando ero a Napoli e guardavo i grandi cavalieri in TV.  La mattina inizio a montare verso le 7 e mezzo, monto fino a mezzogiorno e mezzo, poi dopo una ora di pausa, continuo a montare fino alle cinque e mezza circa. Se c’è da fare qualche lavoro in scuderia, aiuto tranquillamente, se la mia groom è fuori in concorso con i cavalli faccio ogni tanto anche i box, sistemo i cavalli, le mansioni di base ecco. Poi vado a correre tutte le sere per una mezzoretta. Certo a volte vado a cenare qualche sera, ma la maggior parte dei week end sono in concorso. Una vita molto semplice, che mi piace davvero. Magari a qualcuno potrebbe pesare, ma non a me. Vorrei in chiusura ringraziare, come sempre, in primis  la mia famiglia, i miei genitori, i miei fratelli che mi sono sempre vicini e non mi hanno fatto mai mancare niente e sono sempre presenti, ringrazio tutti i miei sponsor e l’arma dell’aeronautica. “

domenica 22 aprile 2018

E’ ARIANNA SCHIVO LA CAMPIONESSA ITALIANA COMPLETO 2018

Foto Courtesy Foto Completi
Ecco la neo campionessa italia di completo, Arianna Schivo su Quefira de L'Ormeau

La medaglia d’argento la conquista”il sorprendente Young rider “ FOSCO GIRARDI, scelto anche come componente della squadra italiana schierata alla Nations cup, dell’internazionale di Vairano.
Di Giulia Iannone


Il titolo italiano di completo è stato attribuito oggi durante l’Internazionale di Vairano, estrapolando il risultato dal CICO3* categoria valida per lo svolgimento anche della Nations Cup. E’ stata Arianna Schivo sulla sua storica cavalla Quefira de l’Ormeau a compiere l’impresa “italiana” chiudendo con 36,90 pn. Nona dopo il dressage con 36,90 pn ha inanellato doppio clean round sia nella prova di cross country che di salto ostacoli che le ha consentito di mantenere intonso il risultato originario del dressage. Arianna Schivo è amazzone già di consolidata e  di provata esperienza del panorama del completo internazionale. Nata a Torino il 16 settembre 1986, si è trasferita in Francia nel 2010 ed è allenata da Didier Dhennin a Saumur, dove ha frequentato la scuola nazionale di equitazione. La sua cavalla di punta è Quefira de l’ormeau sella francese di 14 anni da Iolisco de Quinhon x Isabelle du Brulot. “ Quefira è una cavalla che ha molto carattere e molto rinsanguata” ci disse alcuni anni fa , “quindi non sempre facile nel lavoro in piano” ed aggiunse “ le sue qualità migliori sono una testa, una forza, ed una attitudine al salto straordinarie”. L’amazzone 32 enne al suo primo titolo italiano, ha in curriculum all’attivo, una partecipazione ai Giochi Olimpici di Rio 2016, il bronzo a squadre a Strzegom 2017 e numerose presenze nel team azzurro come alfiere in nations Cup. Questo l’identikit della campionessa italiana 2018 che ha terminato all’ottavo posto della classifica generale del CICO3*, categoria vinta per la precisione, dall’amazzone olandese Alice Naber-Lozeman su Acsi Peter Parker con 26 pn. 
Foto Courtesy Foto Completi
Fosco Girardi, l'outsider che non ti aspetti: uno young rider al campionato assoluto assieme a "Poldo"

Credo , però, che la “notizia nella notizia” di questo campionato italiano, sia l’outsider che non ti aspetti: Fosco Girardi su “Poldo” Feldheger che sta vivendo una annata strepitosa di conferme e di crescita sportiva . Un amaro ritiro nell’autunno del 2017 , dal Campionato italiano Young rider ,quando era in corsa per un posto sul podio ed una sicura medaglia di metallo pregiato da mettere al collo. Non si è dato per vinto, supportato e ben preparato dalla sua famiglia di tecnici d’elite del campo del completo e del dressage, ed ha subito messo prima un piede esplorativo per saggiare la categoria tre stelle l’anno scorso a Le Pouget, poi ha ricominciato la stagione 2018 avendo consolidato il salto di categoria nonostante la sua tenera età di 21 anni, ed infine eccolo in nations Cup a difendere i colori del team azzurro, messo in squadra assieme agli esperti Arianna Schivo, Clelia Casiraghi, Rebecca Chiappero. Seguendo la classifica di campionato italiano, terzo dopo il dressage ha “divorato” con il suo baio scuro trakenner il percorso di cross chiudendo nel super tempo di 6.10 che lo ha fatto salire ancora di una posizione in classifica. Oggi la tensione nella prova di concorso ha fatto cadere due barriere , ma il risultato di 42, 30 pn è stato utile per colorarsi di argento sul podio senior, benché ancora Young Rider. Ci disse dopo l’esordio in tre stelle, ripensando al ritiro dal campionato young rider “Sapevo che come binomio stavo vivendo una crescita, ed aspettavo solo il momento giusto per dimostrarlo a pieno. Non mi sono sentito privato di questo risultato al campionato italiano o di questa medaglia, perché so che in futuro, ci saranno altre mille occasioni per raggiungere questi obiettivi. Perché sento e spero che la strada sulla  quale stiamo procedendo, sembra essere quella giusta.” Di nuovo oggi ha dato dimostrazione di questa scalata nell’agone sportivo, dopo il quarto posto nel CIC3* ai Pratoni del Vivaro.  Fosco Girardi chiude in 12ma posizione della classifica generale del CICO3. 
Foto Courtesy collage tratto dalla pagina facebook di Sara Breschi
Sara Breschi con Midollino, il podio senior

Il gradino basso del podio del campionato italiano, lo occupa Sara Breschi su Midollino, castrone sauro italiano di 16 anni da Florida du Tounut. Stabilmente sesti dopo la prova di dressage e cross country, il clean round nel tempo oggi, durante la prova di concorso ippico, ha consentito di risalire di ben 3 posizioni. Al quarto posto si è piazzata Ludovica Manzoli su Pin up de Mai , che con 32 punti negativi era la potenziale aspirante al titolo italiano 2018. ma tre errori, che non ci volevano, l’hanno fatta scivolare fuori dal podio. La categoria CCI3 * è stata vinta da Susanna Bordone su Dinky Inky con 33,90 pn, mentre la categoria 2 stelle è stata appannaggio di Kai-Steffen Meier su Nyala d’Arville con 32,50 pn.  La categoria CIC1* Section A è stata vinta da Alessandro Motta su Iesedaese van St.Anneke con 30,20 pn; la stessa categoria section B ha visto trionfare Camille Guyot su Vinecheska Jeclai’s con 29,60 pn.

venerdì 20 aprile 2018

HAPPY RETIREMENT, APOLLO!

Stefano ed Apollo in un famoso scatto dei Weg di Lexington
Il binomio azzurro ha gareggiato e condiviso molti momenti di vita  insieme per ben 10 anni ...

Domenica 22 APRILE 2018 verrà ritirato Apollo,  il cavallo belga protagonista assoluto ,dal 2008, assieme al suo cavaliere Stefano Brecciaroli, del migliore completo italiano nel mondo. Questa è la nostra dedica speciale e grata al piccolo grande cavallo che ha dato lustro al tricolore italiano, in  ben due edizioni dei Giochi Olimpici.
A cura di Giulia Iannone

Per celebrarlo è bene fare il giusto identikit di questo cavallo campione, citando il nome per esteso: Apollo VD Wendi Kurt Hoeve, per gli amici semplicemente Apollo! Castrone BWP baio scuro, alto 1,68 al garrese,  nato il 10 maggio 2000, da Polidicktus Van de Helle ( cavallo westfalen che saltava Gran Premi in salto ostacoli) e Naewship Van de Wendi Kurt Hoeve. Il suo allevatore è Gilberto Op De Beeck. Aveva iniziato la sua carriera in completo- leggiamo nella banca dati FEI- con il cavaliere belga Ronny Thijs e poi con il connazionale Marc Rigouts. Nel 2008 , in Germania, l’incontro che determinerà la nascita di un binomio fondamentale per il completo azzurro: Stefano Brecciaroli così  ci raccontò quel momento: “Ero in un ritiro ad Aachen. Sono partito per andare a vedere questo cavallo che mi era stato segnalato perché il proprietario non poteva più montarlo, e lo aveva messo in vendita. Ho avuto la fortuna di essere tra i primi a vederlo. Poi la Signora Mazzocchi-Bordone ( alias la Madre di Susanna!) ha deciso di acquistarlo per me per portare avanti un team insieme a Susanna. Insomma mi sono ritrovato su Apollo grazie alla Signora Mazzocchi  Bordone che ha pensato di investire su di me, su questo cavallo e su una squadra più nutrita per  rappresentare il completo italiano in giro per il mondo! Mi sono trovato subito bene. Il cavallo aveva un livello di preparazione molto più basso quando ho iniziato a montarlo. Stiamo camminando insieme! C’è stata subito sintonia, questo è certo!” 
Photo GIULIA IANNONE
" c'è stata subito sintonia con Apollo" cit. Stefano Brecciaroli

Stiamo camminando insieme, disse l’allievo di Adriano Capuzzo in quella intervista del luglio 2011 quando assieme al baio di talento si tinse di argento al CICO3* di Aachen alle spalle di Miachel Jung su la Biosthetique –Sam , altro cavallo 18enne che quest’anno chiuderà la sua carriera agonistica in maggio, partecipando a Badminton. E così sottolineò in quel momento il 6 volte campione italiano di completo: “Penso si sia trattato di un risultato importante. Aachen rappresenta il tempio dell’equitazione, si vive realmente una settimana di sport intenso. Per quanto riguarda il mio cavallo, Apollo, dopo i Campionati del Mondo a Lexinghton è rientrato su una gara così importante, siglando un secondo posto proprio dietro al Campione del Mondo –il Tedesco Michael Jung su la Biosthetique Sam- dunque mi ritengo molto soddisfatto. Posso solo auspicare di poter procedere nel migliore dei modi, per il futuro!!!”
Badminton 2013
"Ha compensato la mancanza di sangue, con una grande verve, forza interiore, generosità di cuore e uno spirito da combattente sorprendente. E’ stato grazie a tutte queste doti interiori che è riuscito a tener testa ai migliori purosangue del completo internazionale degli ultimi tempi” Photo courtesy Badminton Horse Trials
Quel futuro di cui parlava il cavaliere azzurro rappresentante dell’arma dei carabinieri, è fatto di Campionati del mondo, campionati europei, una vittoria nel CIC3* a Burnham Market, uno storico sesto posto a Badminton nel 2013, piazzamenti a Wiesbaden, Sopot, Dunazeski…non si contano i risultati in carriera. Poi l’infortunio, il cavallo pazientemente e mirabilmente rimesso in forma agonistica, fino ad arrivare ai Giochi Olimpici di Rio 2016 e lì quella maledetta bandierina inforcata male o mai inforcata  che causò l’eliminazione in cross country.  
Un cavallo amatissimo dal pubblico, dal suo cavaliere, potente, affascinante, ben interpretato nelle sue forme e caratteristiche “Nonostante sia un cavallo piccolo,  è al contempo molto atletico. Ha compensato la mancanza di sangue, con una grande verve, forza interiore, generosità di cuore e uno spirito da combattente sorprendente. E’ stato grazie a tutte queste doti interiori che è riuscito a tener testa ai migliori purosangue del completo internazionale degli ultimi tempi” mi ha raccontato una volta il nipote di Piero Coata. 
PHOTO GIULIA IANNONE
settembre 2012
il titolo italiano conquistato assieme ad Apollo

Infine arriva la svolta, la partnership con il dresseur italiano indiscutibilmente di grande spessore tecnico, che ha imposto la sua zampata nella preparazione tecnica di Apollo rendendolo “celebre” per le sue performance in rettangolo: trotti allungati da brivido, passi indietro da 10, nuca alta da vero cavallo da dressage puro, riunione molto vicina alla perfezione.  L’opera “margiana” fu compiuta,  e da allora il cavallo ha lasciato a bocca aperta molti giudici internazionali in giro per il mondo e dato ancor più filo da torcere ai binomi tedeschi e britannici che hanno avuto ,già dal primo giorno, un nemico o avversario in più sulla leaderboard.di nazionalità italiana! 
Altra immagine famosissima di Stefano ed Apollo ai WEG2010
"Paolo Margi ha dimostrato che con il suo lavoro metodico e professionale è possibile tenere testa ai migliori cavalieri al mondo." Cit. Stefano Brecciaroli

Bella novità per il nostro paese. “Ormai è più di una volta che fa una buona performance in rettangolo.  Sicuramente è ben dotato per questa prova, attrae l’attenzione per le sue caratteristiche fisiche: è un cavallo elegante, un cavallo che si esprime al massimo e questo è garanzia di alta competitività.” Ci spiegò Stefano in una delle nostre tante conversazioni telefoniche che si sono susseguite in questi 10 anni di carriera in sella ad Apollo. Quanto all’opera compiuta dal tecnico Paolo Margi ecco quanto ci confidò Breccia “Sono sicuro che in tutti i settori sportivi fa buon gioco il concetto della specializzazione. Certamente  Paolo è quel valore aggiunto che ha dato la possibilità di fare dei miglioramenti significativi durante il cammino  di crescita di Apollo e mio! Noi cavalieri di completo per curare  tutte e tre le discipline abbiamo bisogno di un aiuto per affinare tutti i vari dettagli .Va sicuramente dato anche a lui il merito dei nostri risultati. E ci tengo a sottolineare che Paolo era presente anche questa volta ad Aachen. “. Paolo Margi era presente anche a Lexington, a Badminton a Londra… ed in molti altri appuntamenti agonistici.  Dopo  Luhmuhlen, Breccia affermò “In un anno ha fatto progredire il cavallo e me in una maniera prorompente. Abbiamo scalato le classifiche popolate da mostri sacri! Paolo ha dimostrato che con il suo lavoro metodico e professionale è possibile tenere testa ai migliori cavalieri al mondo. Il suo entusiasmo era alle stelle! Lui è un uomo molto positivo!” 
Altro famosissimo scatto del binomio azzurro: noi lo prendiamo
a simbolo del saluto ideale di Apollo che si ritira quest'anno dalla scena agonistica

Una bellissima avventura, una splendida amicizia ed intesa che si è tradotta in gesta ed affermazioni agonistiche, costellata di piazzamenti, podi, riconoscimenti, lavoro duro, dedizione, sacrifici, rischi. E’ stata una splendida epopea durata 10 anni in sella ad un meraviglioso cavallo che ha avuto la fortuna di incontrare il cavaliere giusto al momento giusto, e tutte le persone che si sono occupate di lui dal maniscalco Paolo Olivetti, mago dei ferri, il veterinario storico Marco Eleuteri  e Mauro Gattuso,  il groom Luca Calaresu. 
Luhmuhlen 2011
Vediamo assieme a Stefano ed Apollo alcune figure importanti del team del binomio azzurro:
la moglie Francesca, Paolo Margi il dressage coach, il groom storico Luca Calaresu.

Grazie Stefano ed Apollo, è stato bellissimo vedervi fianco a fianco in gara. Piano piano, progressivamente avete  messo a punto ogni dettaglio tecnico, dal ritmo, alla decontrazione, contatto, impulso cavallo dritto e poi la splendida riunione. Nelle ultime gare abbiamo visto l’intesa di due amici che si conoscono profondamente ed intensamente.  Ed eccolo il cavallo, come un “arco” finalmente teso- le cheval tendu- con le sue masse muscolari sinuose ed elastiche, incollatura morbida, bocca decontratta.  Ma che belli i movimenti marcati, con tutte le andature scandite nettamente. Agili e coraggiosi e dinamici  in cross, precisi e puntuali  nella prova di concorso ippico.


Happy Retirement! 

giovedì 12 aprile 2018

WEG TRYON 2018 EVENTING TEST EVENT : “LA PRIMA IMPRESSIONE DI FRANCESCO GIRARDI”

"WEG TEST: a 5 mesi dal mondiale ...è tutto ancora work in progress"

Abbiamo contattato al telefono, appena rientrato dal North Carolina,   il Direttore sportivo della Fise, per un commento ed una prima impressione sul Tryon Equestrian Center (USA) che sarà la sede dei Campionati del Mondo in programma il prossimo settembre. Ci troviamo in North Carolina. La capitale è Raleigh ma la città più grande è Charlotte. Geograficamente questo stato americano – giusto per inquadrare -  è ubicato  fra l’Atlantico ed i monti Appalachi. È uno stato in gran parte agricolo e con una industria turistica sulla riva atlantica e sulle montagne.  Il centro- si legge sul sito web-  è stato inaugurato nel giugno del 2014: vanta 12 campi di equitazione ed oltre 1200 box permanenti. Vi sono già all’interno ristoranti, negozi, opzioni di alloggio, un campo da golf e club sportivo. La futura espansione prevede un hotel resort da 180 camere, condomini ed appartamenti, centro visitatori, complesso sportivo.
Ecco cosa ci ha raccontato Francesco Girardi …
 A cura di Giulia Iannone
Le foto sono state gentilmente concesse da Francesco Girardi

Quale è la sua prima impressione in merito agli impianti del Tryon Equestrian Center?
“Si tratta di una opera molto grande, che ovviamente va terminata. Tanti lavori devono essere ancora eseguiti. C’è in campo,  un grandissimo dispiegamento di forze: si lavora  senza sosta,  giorno e notte. Quindi abbiamo potuto visitare un impianto in parte molto bello e molto grande che deve essere ulteriormente completato”.
Di che zona dell’America si tratta?
“Attorno al Tryon International Equestrian Center c’è davvero poco, è campagna e spiccano delle coltivazioni di mele. La definirei una “oasi nel deserto”. La città più vicina è Charlotte dove è sito l’aeroporto, sarà distante circa un centinaio di km.  Dentro al Centro Equestre, dovete immaginare Arezzo moltiplicata per 10, con delle potenzialità di espansione enorme. La parte dolente del Centro Equestre sono gli alberghi. L’organizzazione aveva promesso di costruire delle strutture già all’interno,  invece credo che per quest’anno non ce la facciano. Quindi la location è carente di alloggi per atleti, probabilmente in occasione dei mondiali saranno smistati in alberghi diversi e distanti forse 30 minuti di macchina”.
"Il percorso del cross country si sviluppa a 3-4 km dal Centro Equestre, gira tutta attorno ad un laghetto, ed in origine nasceva come campo da golf. "

A cosa ha potuto assistere nei giorni della sua permanenza?
“ Era in programma un Eventing test Event ed una prova di volteggio. Ci saranno due grandissime arene. Una è già costruita e si chiama “ Morris” , in mezzo c’è una impalcatura temporanea che diventerà una enorme tribuna ristorante che darà sull’altra arena, dove organizzeranno invece il salto ostacoli ed il dressage. Quindi nell’arena Morris faranno la prima settimana  il concorso completo e dall’altra parte dressage, nella seconda settimana,  nell’arena Morris ci sarà  il paradressage e nell’altra il salto ostacoli. Nella stessa settimana sono occupate tutte e due le arene, con questa struttura centrale ( che non è finita) strategica, che si affaccia su entrambe le arene.”
Parliamo della qualità del terreno… il pensiero va principalmente a quello della prova di cross country. Cosa possiamo dire?
“L’Arena destinata al dressage ed al salto ostacoli si presenta con materiale moderno: sabbia silicea. Il percorso del cross country si sviluppa a 3-4 km dal Centro Equestre, gira tutta attorno ad un laghetto, ed in origine nasceva come campo da golf. Quindi è caratterizzata da dolci pendenze. Invece, la parte finale, che porterà dentro l’arena del salto, presenta oggi una pendenza molto ripida. Ma la stanno modificando e smussando. Credo che la parte finale del cross sarà molto faticosa però non sappiamo ancora con che tipo di pendenza si presenterà perché la stanno costruendo. Il terreno sembra essere buono. La notte ha piovuto e la mattina aveva assorbito bene l’acqua. Il problema , essendo vicino all’Atlantico, è che non si può stabilire perfettamente il tipo di clima. E’ molto variabile, è tipo l’Irlanda. “
Cosa l’ha colpita, pensando che l’America fa sempre le cose in grande ed è sempre originalissima?
“ Il dispiegamento di macchine e forze umane messe in campo per la costruzione dell’impianto per i Mondiali. Siamo a 5 mesi dall’evento, ed è ancora tutto work in progress! L’impresa, capiamo bene, non è finalizzata solo ai WEG 2018 ma a creare un Centro equestre pari, per dimensioni e qualità, a Wellington, con un fattore clima diverso. Wellington è attivo solo nel periodo invernale perché in estate fa troppo caldo, invece Tryon è migliore. L’impianto dovrebbe emulare e riproporre il più famoso di Wellington. Sfarzo, ricchezza, grandi capitali che per noi europei sono impensabili. Tutto grandioso e  imponente”
"coloro che avranno la fortuna di essere selezionati, potranno vivere una  esperienza impareggiabile in un paese giovane, vivace, brillante, pieno di soluzioni e strategie nuove.”

Altre difficoltà concrete, oltre clima ed alloggi?
“ Il clima è una variabile, direi. La difficoltà sta nel non poterlo prevedere. Per noi Italiani il problema maggiore  è rappresentato dal  viaggio, i cavalli saranno in quarantena, lì c’è tutta una area riservata, dove staranno in osservazione  per 40 ore senza poter uscire dalla zona dedicata: sono state preparate due grandi scuderie attaccate, dove i cavalli potranno camminare al passo, l’accesso sarà riservato solo ai groom e verranno fatte tutte le analisi ed i controlli del caso. Gli Americani sono attentissimi .  Quanto all’organizzazione, basandoci sul Weg Test cui abbiamo assistito, credo vada perfezionata! La struttura è molto bella ma l’organizzazione va collaudata. Noi in Europa abbiamo un sistema molto preciso e puntuale, e non siamo secondi a nessuno. Ci sono poi delle difficoltà oggettive: i cavalli viaggiano in aereo, con un peso prestabilito per i bagagli in termini di cassoni. L’organizzazione deve preoccuparsi di fornire  tutto ciò che non è stato possibile portare: tipo forche, secchi, carriole…per noi è una trasferta molto complicata ed onerosa. Però coloro che avranno la fortuna di essere selezionati, potranno vivere una  esperienza impareggiabile in un paese giovane, vivace, brillante, pieno di soluzioni e strategie nuove.”
Tutto il materiale fotografico e video raccolto,  in questo WEG TEST, come sarà divulgato?
“ Faremo subito una riunione, con i cavalieri e tecnici  del completo, la settimana prossima, durante l’Internazionale di Vairano. Proietteremo i video e poteremo le informazioni più utili che abbiamo raccolto e che ci sono state fornite,  ad esempio,  le vaccinazioni richieste per la trasferta.”
Chi sono i cavalieri interessati a queste “WEG info”?
“ Tutti i cavalieri qualificati al Mondiale come prima tranche, andando avanti saranno quelli presenti nella long list e alla fine nella short list finale. Le fasi sono tre. Ad oggi noi abbiamo un gruppo di cavalieri qualificati, nel completo, ad esempio, sono tutti coloro che hanno terminato un CCI3* per la qualifica, per il salto ostacoli sono quelli presenti nella prima lista dunque 12 cavalieri. Ora a mente faccio fatica a ricordare i nominativi, comunque il concetto è chiaro”
"Faremo subito una riunione, con i cavalieri e tecnici  del completo, la settimana prossima, durante l’Internazionale di Vairano e daremo le informazioni raccolte durante la trasferta in america"

Giusto una piccola curiosità: Lei in carriera a quanti campionati del mondo ha assistito o preso parte?
“ Non tanti. Ho assistito a Roma 1998. Come cavaliere ho preso parte ad Olimpiadi ed Europei. Consideriamo però, che l’Italia ha iniziato tardi a presentare una rappresentativa ai campionati del Mondo, soprattutto in concorso completo. La mia esperienza come atleta è stata principalmente in completo, e devo dire che schierare una squadra azzurra non è facile in questa disciplina. I WEG sono la gara dei professionisti, la più grossa che c’è, superiore ad Olimpiade ed Europeo. In questa gara bisogna avere atleti da poter mandare e non è sempre stato così”
"I WEG sono la gara dei professionisti, la più grossa che c’è, superiore ad Olimpiade ed Europeo. In questa gara bisogna avere atleti da poter mandare e non è sempre stato così”
PHOTO GIULIA IANNONE
Campionato italiano YR completo 2017

C’è qualcosa in particolare, di questo WEG TRYON EVENTING TEST, che le è rimasto impresso?
“ Le macchine, sinceramente!  Gli Americani hanno dei pick up enormi, che da noi non sono nemmeno commercializzati, della Ford, con due ruote dietro… ma qualcosa di gigantesco. Attaccano un trailer –anch’esso gigantesco che è grande come un nostro van- e gli equestri  girano con questi veicoli. Una immagine indimenticabile  per forza,  perché da noi è impensabile,  ma credo che non esistano neanche delle strade così grandi,  dove far circolare dei veicoli del genere!”





martedì 3 aprile 2018

MICHAEL JUNG?
 LA SEMPLICITA’ DI UN CAMPIONE MODERNO: LA VERA  FORZA VIENE DAL DRESSAGE!
Un dressagista superbo, un meraviglioso interprete del cross country, un ostacolista favoloso.
PHOTO GIULIA IANNONE
MICHAEL JUNG E SAM
" Lo chiamano Michi, Terminator, l'extraterrestre, l'alieno"...


 Testo e foto Di Giulia Iannone

Lo chiamano Michi, Terminator, l’extra terrestre, l’alieno del completo.
Il suo eroe e  idolo nella vita,  è il  papà,  Joachim Jung.
 Seguo  da parecchio tempo il campione  tedesco classe 1982.
In televisione, sul web, nei video di youtube dà sempre la stessa impressione: sembra perfetto, un marziano, senza emozioni o sentimenti, senza paura o esitazioni.
Non pare un comune mortale, ha una sicurezza ed un autocontrollo fuori dal normale.
Questa estate, prima dei campionati europei in Polonia,  ho tentato di intervistarlo al telefono. E’ stato facilissimo: molto cortese, familiare, amichevole, disponibile, di una educazione e gentilezza impareggiabile. Un ragazzo semplice , mi sono detta, umile. Non pare il campione senza sentimenti e paura che vediamo in televisione, di cui seguiamo gesta imprese e vittorie continue.
"Mi ha stupito per la semplicità e disponibilità e la spontaneità"...
PHOTO DI GIULIA IANNONE

Quando ho saputo che sarebbe stato la guest star all’Internazionale dei Pratoni del Vivaro, sono andata ad incontrarlo, per  ringraziarlo e  chiedergli l’autografo. Mi ha stupito di nuovo per la semplicità e la disponibilità e la spontaneità che presenta nei confronti dei fan.
E finalmente l’ho osservato da vicino, vicinissimo.
Sono stata a guardarlo per quasi due ore a bordo campo, mentre svolgeva il warm up pre-dressage, prima con Rocana e poi con il mitico e maturo “cavallo maestro” Sam.
Non credo di dire nulla di nuovo in relazione a questo grandissimo campione molto moderno, che è arrivato ad un altro livello di preparazione atletica, tecnica e psicologica.
E’ in primo luogo un atleta sui generis: è alto 1,68 e pesa 70 kg, è molto muscoloso e certamente dal fisico poderoso,  ha una condizione atletica invidiabile e molto fiato,  è molto armonioso.
PHOTO GIULIA IANNONE
"E' un cavaliere perfetto in ogni piccolo dettaglio"

Ha dimostrato di essere , e non con un solo cavallo, un “modern Master”: un dressagista superbo, un meraviglioso interprete del cross country, un ostacolista favoloso.
Leggendo articoli qua e là sul web, ho scoperto che il giudizio e l’impressione su questo completista speciale è corale: viene paragonato ad una divinità, qualcuno dotato di poteri soprannaturali:  “Super Michi” o qualcosa del genere! Da young rider pare fosse un ragazzo che mostrava enorme talento, un ragazzo serio, metodico, di pochissime parole, sempre concentratissimo sulla gara, che fosse una  gara di potenza, un tre stelle, un semplice stallion show.
 La differenza?
PHOTO GIULIA IANNONE
I cavalli di Jung sono leggeri, obbedienti, collaborativi, desiderosi e volenterosi, partecipi del lavoro.
Guardate questo 18enne!

 Sta nel  modo in cui questo cavaliere lavora i cavalli: muove e ginnastica tutto il corpo, li tiene leggeri, obbedienti, collaborativi, desiderosi e volenterosi, partecipi del lavoro. Non li monta con forza obbligandoli, chiede loro di lavorare sempre in perfetto equilibrio ,  dà loro tutta la comprensione e confidenza di cui hanno bisogno. Il cavaliere teutonico ha portato la disciplina del completo ad un nuovo livello, nel quale il dressage è la chiave di volta di tutto, è la svolta epocale, è il pilastro e l’anello di congiunzione anche con la mente e l’anima dei cavalli. Nel passato si riteneva che “troppo dressage avrebbe rovinato e compromesso la prova di cross country”,  vissuta, in altri tempi,  come un vero e proprio test di coraggio e sicurezza.  Questa è la modernità di un cavaliere che è una vera gioia per gli occhi: non c’è sforzo nella sua monta, è morbido, semplice, sempre nel ritmo. 
Guardare un cavaliere del genere è fonte di ispirazione, è motivante, è classe e finezza allo stato puro.
PHOTO GIULIA IANNONE

Non è solo espressione di talento, è motivante, è fonte di ispirazione, è classe e finezza allo stato puro, e tutto questo crea amicizia e legame con i suoi cavalli che in gara si battono e lottano nell’agone sportivo, non solo insieme , ma per lui. Quello che stupisce è il senso dell’equilibrio, la semplicità e facilità. Il dressagista internazionale, Christoph Hess, parla di Jung come di un cavaliere “perfetto in ogni più piccolo dettaglio”. Ha un assetto morbido, ha equilibrio, i suoi cavalli sono sempre avanti alle gambe grazie ai suoi “driving aids” ed addestra i cavalli seguendo alla perfezione la scala del training. Dicevamo “semplicità”, ma anche confidenza perché tutti i cavalli sono elastici, possono usare il corpo e soprattutto il collo come bilanciere, ed inoltre i cavalli sempre avanti alla verticale, possono vedere i salti presto, così che sappiano sempre cosa devono saltare. 
Dal dressage ha assimilato sensibilità affinata, sempre più, con la tecnica.
PHOTO GIULIA IANNONE

Michael compete e si allena in dressage e salto ostacoli ai massimi livelli, gareggia ogni settimana in gare di completo o salto nelle top competition. Sa benissimo cosa fare in gara, come gestire i tempi, il warm up, ha alle spalle un ottimo team, ha una gestione dello stress e della fatica in termini positivi. Papà Joachim, padre allenatore e mentore, dice che suo figlio ha preso dal salto ostacoli grande mestiere: prima di tutto un grande occhio per le distanze e gli ostacoli, dal dressage ( è stato per molto tempo allenato da Hubertus Schmidt)  ha assimilato sensibilità, affinata sempre di più con la tecnica.
"la mano è leggerissima, la bocca è sfiorata mai turbata, gli aiuti sono invisibili"
PHOTO GIULIA IANNONE

Sicuro, dettagliato, pronto ad affrontare l’inconveniente tecnico, la sbavatura, sa quando e quanto chiedere ai suoi partner a quattro gambe, e ricompensa in continuazione: carezze, pause a redini lunghe, anzi impugnate alla fibbia,  e distensione. La mano è leggerissima, la bocca è sfiorata mai turbata, gli aiuti sono invisibili. E’ tutto molto elegante, anche la tenuta di gara del cavaliere, l’estetica del cavallo in cui viene rispettata la massima “less is more”. Altro che alieno ed extra terrestre: quello che mi ha stupita ed emozionata , non è roba che proviene da un altro pianeta,  è stata l’incredibile semplicità che, ahimè, è irraggiungibile ed ha a che fare con la perfettibile perfezione, con la sicurezza, con  ore ed ore di lavoro corretto e ben studiato , l’eleganza, la raffinatezza, l’esperienza ed il mestiere ,  che ha, ormai , raggiunto espressione di “arte”.
Altro che alieno...quello che mi ha stupita ed emozionata non proviene da un altro pianeta.
PHOTO GIULIA IANNONE



domenica 1 aprile 2018

IL PODIO DEL CIC3* E’TUTTO “DI MICHAEL JUNG” MIGLIORE DEGLI ITALIANI, E’ IL GIOVANE FOSCO GIRARDI SU FELDHEGER, CHE SFIORA IL PODIO E CHIUDE AL QUARTO POSTO.

INTERNATIONAL HORSE TRIALS 29-1 aprile 2018
CENTRO EQUESTRE RANIERI DI CAMPELLO

PHOTO GIULIA IANNONE
MICHAEL JUNG ED IL SUO AMICO DI SEMPRE SAM
" Sam and I trust each other so much" aveva detto in una intervista nel 2017 il cavaliere dei record.
Osservandoli, trapela in un attimo la complicità ed il feeling.


A cura di Giulia Iannone

Il cavaliere “extra terrestre” Michael Jung domina assolutamente, come da previsioni del resto, la categoria massima dell’International Horse Trials andata in scena ai Pratoni del Vivaro , durante il ponte delle festività pasquali.
 Classe 1982, tre ori olimpici al collo, nel 2016 ha centrato anche,  quale secondo cavaliere nella storia, il Grand Slam of eventing. Ha fatto concretamente la storia del completo, vincendo per la prima volta, in sequenza titolo olimpico, mondiale ed europeo, questo nel 2010, 2011, 2012. Ha vinto tutte e tre le volte su “la Biosthetique Sam”.  E mi fermo qui perché citare titoli e medaglie e guinness dei primati di questo super campionissimo, diventa una lunga impresa ed una trappola per qualsiasi giornalista sportivo di settore! Oggi all’ex Centro Federale oggi Ranieri di Campello, il tedesco natio di Bad Soden,  ha chiuso la prova di concorso ippico con netto agli ostacoli sia con Rocana, la femmina baio scura del 2005 da Ituango XX, che con Sam, castrone baio del 2000 da Stan the Man XX, assicurandosi la prima e la terza posizione del podio con 40.10 e 47,20 pn. La seconda posizione è stata appannaggio del  polacco Pawel Spisak su Banderas, castrone polacco del 2007 da Moravia. Per loro 4 penalità in salto ostacoli che ha  portato  il binomio a chiudere le tre giornate con 44,50 pn. Questo cavaliere polacco, classe 1981 è allievo di Michael Jung, ha rappresentato il suo paese ai Giochi Olimpici di Atene, Pechino , Londra e Rio de Janeiro. 
Michael Jung e Rocana nello splendido scatto del fotografo e nostro amico,
Massimo Argenziano.
Campione polacco per cinque volte ( 2005, 2006, 2007, 2011, 2015, 2017). Sfiora per un soffio il podio, il giovane figlio d’arte Fosco Girardi sul trakenner del 2007, Feldheger da Betel, ma la sua è una ottima e motivante e positiva performance perché da settimo dopo il dressage con 32,90 pn scala ben 4 posizioni con la prova di cross country, mentre oggi commette un errore agli ostacoli nella prova di concorso ippico con una lieve infrazione di tempo, che lo porta a chiudere con 50,30 pn ai piedi del podio. “ Sono contentissimo” ha dichiarato il cavaliere ,  che da poco ha anche ottenuto il titolo di istruttore di I livello, proprio al termine della categoria ” ho fatto un errorino all’ultimo ostacolo, però sono realmente soddisfatto e felice, e ringrazio in primis il mio  cavallo, compagno ed amico di gare, Poldo. Questo risultato nel mio secondo CIC 3* in carriera rappresenta una ottima motivazione e stimolo prima dei Campionati Italiani. Ripeto : una grande gara!” .
"Sono contentissimo e felice" ha dichiarato Fosco al termine della gara
PHOTO GIULIA IANNONE


Nel CIC* si afferma Andrea Cincinnati su Olimpia de la Folgore con 26,50 pn; mentre nel CCI2* salutiamo il trionfo di Allegra Ragaini sulla cavalla pezzata oldenburg  “Athina Quandolyn” con 44,80 pn; Il CCIP2* vede sul gradino più alto del podio Eleonora De Sanctis  su Fine and Smart Vd Langenheuvel con 46,90 pn; nel  CCI* svetta ancora il campionissimo Michael Jung che fa incetta di podio, stavolta in versione Wild Wave classe 2012, con il risultato finale di 33,70 pn; mentre è Matilda Schiavo su Free Travel ad affermarsi nel CCIP* con 49,20 pn. E’ di Nicolas Wettstein, portacolori dell’Ecuador, la categoria CIC2*, su Meyer’s Happy, con il punteggio negativo finale di 41,20. Francesca Blasi in sella a Achrima du Bary sigla con 33,40 punti negativi la categoria Introductory Level.