giovedì 27 marzo 2025

A LEZIONE DA PEDRO SALVADOR

MEMORIES FROM PORTUGAL VISIT AT Lusitanos Academy A LEZIONE DA PEDRO SALVADOR , DRESSAGISTA CLASSICO PORTOGHESE. ULTIMA PUNTATA DEL VIAGGIO CULTURALE EQUESTRE IN PORTOGALLO Di Giulia Iannone Equestrian
Tra le varie lezioni di dressage classico, che ho potuto effettuare durante il mio viaggio in Portogallo, sono stata abilitata a pubblicare quella avvenuta presso La Lusitanos Academy , credo la più bella, per l'ordine, la precisione, l'assistenza in campo, la cura del dettaglio, la passione, la gentilezza e la dedizione con cui mi hanno accompagnato durante la preparazione dello stallone Alter Real, dalle scuderie ( abbiamo sellato insieme ed osservato il cavallo bene da terra) fino al campo coperto. Tutto il lavoro è stato effettuato con l'assistenza tecnica di Pedro Salvador , un vero Maestro del dressage classico con il quale abbiamo parlato di tanti elementi del dressage classico, e abbiamo notato che la vera cultura classica equestre può mettere subito in contatto persone che si conoscono da pochi minuti, ma che condividono la stessa cultura tecnica ed i suoi principi assoluti, validi sempre, nel tempo e nello spazio. Ringrazio Lusitanos Academy per la magnifica possibilità di montare presso di loro, ed effettuare questa lezione con Pedro Salvador ed anche di poter pubblicare le foto relative a quel momento. Ringrazio questo Maestro di equitazione, per avermi accompagnato da terra, passo per passo, da vero coach preparato competente e serio, mostrandomi che senza indugio e timore, ho potuto "montare" sotto la sua guida attenta, uno stallone di 4 anni Alter Real, ancora in formazione ( ma ho saputo solo alla fine che il cavallo aveva 4 anni! Non senza stupore ed incredulità ovviamente) Lasciandomi nell'anima oltre che una lezione tecnica, una motivazione interiore di stima e fiducia tecnica in me stessa e nelle mie possibilità e conoscenze personali. Pedro mi ha mostrato il sauro prima montato da lui rendendolo calmo, sereno e già sugli aiuti, per farmi passare la lezione che desiderava lasciare tra le dita ed il mio assetto. Il maestro portoghese mi ha lasciato scegliere l'imboccatura da adoperare per il training, ed è stato lieto di sentire come mia risposta di voler usare il morso ( un morso a pompa classico per altro) ed il filetto, per me da sempre l'imboccatura completa chiave del dressage. " si può avere tutto tra le mani al contempo, sia il filetto che la leva, basta saperla usare con sensibilità e tatto equestre, perché niente è completo e decontrae come la briglia" abbiamo potuto sintetizzare dopo la lezione. È stato bello sapere che appaio come una allieva attenta, volenterosa, desiderosa di imparare ancora, che ascolta e si impegna con passione. Una bella conferma perché nel dressage, come nella vita, non si smette mai di apprendere e solo se ci si sente sempre allievi, la strada della conoscenza ti viene incontro, nella mente e nell'anima. Un 4 anni alter real già con una buona base e l'impostazione nel seme dei movimenti tecnici laterali più avanzati. Allego qualche immagine di quella grande lezione che ho avuto la fortuna di poter ricevere e che fa parte già del mio bagaglio culturale emozionale e sensitivo irremovibile. GRAZIE A LUSITANOS ACADEMY , PEDRO SALVADOR ED ALLO STALLONE ALTER REAL. FOTO DI GIULIA IANNONE 🇬🇧 MEMORIES FROM PORTUGAL VISIT TO Lusitanos Academy A LESSON FROM PEDRO SALVADOR, PORTUGUESE CLASSICAL DRESSAGE RIDER. LAST EPISODE OF THE EQUESTRIAN CULTURAL JOURNEY IN PORTUGAL By Giulia Iannone Equestrian Among the various classical dressage lessons that I was able to take during my trip to Portugal, I was able to publish the one that took place at Lusitanos Academy, I believe the most beautiful, for the order, precision, assistance in the field, attention to detail, passion, kindness and dedication with which they accompanied me during the preparation of the stallion Alter Real, from the stables (we saddled together and observed the horse well from the ground) to the covered arena . All the work was done with the technical assistance of Pedro Salvador, a true Master of classical dressage with whom we spoke about many elements of classical dressage, and we noticed that true classical equestrian culture can immediately put in contact people who have known each other for a few minutes, but who share the same technical culture and its absolute principles, always valid, in time and space. I thank Lusitanos Academy for the magnificent opportunity to ride with them, and to do this lesson with Pedro Salvador and also to be able to publish the photos related to that moment. I thank this riding teacher, for having accompanied me from the ground, step by step, as a true coach prepared, competent and serious, showing me that without hesitation and fear, I was able to "ride " under his careful guidance, a 4-year-old stallion Alter Real, still in training (but I only learned at the end that the horse was 4 years old! Not without amazement and disbelief obviously) Leaving me in the soul as well as a technical lesson, an inner motivation of esteem and technical confidence in myself and in my personal possibilities and knowledge. Pedro showed me the chestnut he had ridden before, making him calm, serene and already on the aids, to pass me the lesson he wanted to leave between his fingers and my seat. The Portuguese master let me choose the bit to use for training, and was happy to hear my answer to want to use the double bridle (a classic pump weymouth ) and the snaffle bit, for me always the key complete dressage bit. "you can have everything in your hands at the same time, both the snaffle bit and the lever, you just need to know how to use it with sensitivity and equestrian tact, because nothing is complete and relaxes like the bridle" we were able to summarize after the lesson. It was nice to know that I appear as an attentive, willing student, eager to learn more, who listens and commits herself with passion. A nice confirmation because in dressage, as in life, you never stop learning and only if you always feel like a student, the path of knowledge comes to meet you, in your mind and soul. A 4 year old alter real already with a good base and the setting in the seed of the most advanced lateral technical movements. I attach some images of that great lesson that I was lucky enough to receive and that is already part of my unshakable emotional and sensitive cultural baggage. THANKS TO LUSITANOS ACADEMY, PEDRO SALVADOR AND THE STALLION ALTER REAL. PHOTO BY GIULIA IANNONE

martedì 4 marzo 2025

MEMORIES DAL PORTOGALLO PARTE 2

MEMORIES DAL PORTOGALLO SULLE TRACCE DEL CAVALLO LUSITANO DALLE CERAMICHE, L'AZULEJO, LA LUSITANIA DI ETÀ ROMANA ED IL BAROCCO PORTOGHESE PARTE 2
Dall'incontro con la cucina locale, ho estrapolato i concetti di tradizione, radici forti, ritmi e sapori antichi del pastel de nata, la forza la genuinità la nodositá robusta, la semplicità della pianta d'olivo e dell'olio da cui nasce il polvo a lagareiro, la modernità che si armonizza con il passato della cheesecake. Sono molti dei tratti distintivi che mi hanno preparato interiormente all'incontro con il Cavallo LUSITANO, che non è un semplice cavallo come già sapevo prima di partire. È un simbolo culturale. Mentre tutti i viaggiatori sbarcati in Portogallo vanno a Lisbona, io ci ho girato attorno, e l ho osservata da lontano. Mare e fiume e cielo, da lontano il Cristo Rei ovvero il Gesù di Lisbona che fa eco a quello del Brasile, con queste braccia spalancate a proteggere accogliere abbracciare proiettare all'infinito come ali di gabbiano, poi la congiunzione tra terra ed acqua con questo ponte immenso, denominato 25 aprile. Io.ho soggiornato a nord di Lisbona, a Caldas da Rainha, un luogo importante perché produce la ceramica. Io vengo da Salerno, Italia del Sud, e sono avvezza alla ceramica di Vietri , che ha molti colori, disegni ed ornamenti simili , mi sono accorta con quelli portoghesi. La località deve il suo nome alla sorgente termale, molto apprezzata dalla regina D. Leonor, sposa di D. João II, re del Portogallo nel XV secolo, che ebbe occasione di verificare le proprietà curative di queste acque vedendosi cicatrizzare una ferita, aperta da lungo tempo e sottoposta senza successo a varie cure. Poiché già a quell'epoca le acque termali erano molto usate dalla popolazione locale, che vi si bagnava per curare svariate malattie, affinché chi vi ricorreva potesse curarsi con qualche comodità la regina fece costruire un Ospedale, intorno al quale si formò un borgo, che divenne noto come "Caldas da Rainha". A Caldas videro la luce importanti figure della cultura portoghese, tra cui il pittore José Malhoa (XIX secolo), la cui opera può essere apprezzata nel Museo che porta il suo nome situato nel Parco Termale, e Rafael Bordalo Pinheiro, caricaturista del XIX secolo che fondò la Fábrica de Faianças das Caldas da Rainha, dove si iniziò a fabbricare la popolare ceramica di Caldas, i cui oggetti più conosciuti sono quelli che inseriscono elementi caratteristici dell'umorismo popolare. L'albergo in cui ho soggiornato, questo flag hotel, mi è apparso subito molto semplice e familiare, molto alla mano, con una sala per la colazione simile ad una casa per i vari ospiti. È stato bello perché al mattino ho incontrato delle ragazze atlete della ginnastica con i loro genitori, sicuramente in trasferta all'estero per qualche gara. Classica colazione da atleta, vigorosa naturale, da squadra , motivante e poderosa! Di fronte all'edificio dell'hotel ecco spuntare un classico Azulejo bianco ed azzurro. Ma esattamente cosa è un Azulejo? Al-zuleique è la parola araba che ha dato origine a quella portoghese azulejo e indicava la "piccola pietra liscia e levigata" che i mussulmani usavano nel medioevo. Il modo come gli arabi impiegavano gli azulejos per decorare i pavimenti piacque molto ai sovrani portoghesi e questo tipo di decorazione finì per svolgere un ruolo importante nell’architettura a partire dal XV secolo. Si può affermare che il modo come quest’arte è stata adottata in Portogallo, non ha eguali in nessun altro paese europeo. Nel XVIII secolo l’azulejo "invase" chiese e conventi, palazzi e case, giardini, fontane e scalinate. Con disegni geometrici, o raffigurazioni delle vite dei santi o di temi profani come le favole di La Fontaine, a volte commentati da scritte quasi come fossero una versione primitiva dei moderni fumetti, i pannelli di azulejos diventarono uno dei principali elementi della decorazione portoghese. Ribadisco che sulla costa amalfitana, dove gli arabi hanno fatto le loro scorribande, anche noi meridionali siamo abituati a questo tipo di ornamenti, su palazzi, litorali, chiese, muri, edifici. Nei miei vari spostamenti non ho potuto non fare a meno di imbattermi in ponti o acquedotti di epoca Romana. Il Portogallo è l antica Lusitania, ed il cavallo di questo territorio trae nome proprio dal nome antico del mondo romano. L'offensiva romana iniziò nel 179 a.C., finché furono sottomessi definitivamente da Ottaviano Augusto. Dopo la conquista di Lusitania, Asturia e Galizia, che estese la Spagna Ulteriore dal Mar Mediterraneo all'Oceano Atlantico, fu necessario effettuare una ripartizione provvisoria del territorio fra i tre legati che lo governavano. Ottaviano Augusto compì una vera divisione tra la parte sudoccidentale della penisola, la Baetica, e la parte occidentale, la Lusitana. Il mio viaggio nasce da Roma, e quindi mi sono sentita molto affine a queste antiche vestigia, che mi parlano non di lontano, ma di presente e affine. Come affine è lo stile Barocco ritrovato in molte chiese o edifici religiosi, ma non tipicamente spagnolo, come quello che campeggia possente ed anche invadente nel Sud Italia, in monumenti, restauri e sentimenti. Qui in Portogallo il Barocco è di stampo gesuitico. . È un tipo di edificio molto pratico che viene usato in tutto l'impero con adattamenti essenziali ma pronto a subire ritocchi e decorazioni per celebrare l'epoca o il fasto di un regno in particolare. La pittura, la scultura, le arti decorative e gli azulejo attraversano inoltre un'epoca di grande sviluppo. In realtà il barocco non necessita della costruzione di ulteriori edifici poiché permette di trasformare attraverso la talha dourada (pittura, azulejo, ecc.) spazi asettici già esistenti in strabilianti scenari decorativi. Lo stesso pratico ed economico meccanismo si può applicare per i rivestimenti esterni, su cui si adattano decorazioni consone al gusto del tempo o del luogo. Questo stile del barocco portoghese lo ritroveremo anche nei cavalli lusitani, non simili a quelli spagnoli per possanza, pompositá , ridondanza senza, a livello figurato, ogive pesanti e ghirigori. Foto di Giulia Iannone Equestrian 🇬🇧 MEMORIES FROM PORTUGAL ON THE FOOTSTEPS OF THE LUSITANO HORSE FROM CERAMICS, AZULEJO, THE LUSITANIA OF THE ROMAN AGE AND THE PORTUGUESE BAROQUE PART 2 From the encounter with the local cuisine, I extrapolated the concepts of tradition, strong roots, rhythms and ancient flavors of the pastel de nata, the strength, the genuineness, the robust knottiness, the simplicity of the olive tree and the oil from which the polvo a lagareiro is born, the modernity that harmonizes with the past of the cheesecake. These are many of the distinctive traits that prepared me internally for the encounter with the LUSITANO HORSE, which is not a simple horse as I already knew before leaving. It is a cultural symbol. While all the travelers who landed in Portugal go to Lisbon, I walked around it, and I observed it from afar. Sea and river and sky, from afar the Cristo Rei or the Jesus of Lisbon that echoes that of Brazil, with these arms wide open to protect, welcome, embrace, project to infinity like seagull wings, then the conjunction between land and water with this immense bridge, called April 25. I stayed north of Lisbon, in Caldas da Rainha, an important place because it produces ceramics. I come from Salerno, Southern Italy, and I am accustomed to the ceramics of Vietri, which has many similar colors, designs and ornaments, I noticed with the Portuguese ones. The town owes its name to the thermal spring, much appreciated by Queen D. Leonor, wife of D. João II, King of Portugal in the 15th century, who had the opportunity to verify the healing properties of these waters when she saw a wound heal, open for a long time and unsuccessfully subjected to various treatments. Since already at that time the thermal waters were widely used by the local population, who bathed in them to cure various diseases, so that those who resorted to them could be cured with some comfort, the queen had a Hospital built, around which a village was formed, which became known as "Caldas da Rainha". Caldas was the birthplace of important figures of Portuguese culture, including the painter José Malhoa (19th century), whose work can be appreciated in the Museum that bears his name located in the Thermal Park, and Rafael Bordalo Pinheiro, a 19th century caricaturist who founded the Fábrica de Faianças das Caldas da Rainha, where the popular Caldas ceramics began to be manufactured, whose best-known objects are those that include characteristic elements of popular humor. The hotel where I stayed, this flag hotel, immediately seemed very simple and familiar to me, very easy-going, with a breakfast room similar to a house for the various guests. It was nice because in the morning I met some gymnastic girls with their parents, surely away for some competition. Classic athlete breakfast, naturally vigorous, team-oriented, motivating and powerful! In front of the hotel building, a classic white and blue Azulejo appears. But what exactly is an Azulejo? Al-zuleique is the Arabic word that gave rise to the Portuguese azulejo and indicated the "small smooth and polished stone" that the Muslims used in the Middle Ages. The way in which the Arabs used azulejos to decorate floors was very popular with the Portuguese rulers and this type of decoration ended up playing an important role in architecture from the 15th century onwards. It can be said that the way in which this art was adopted in Portugal has no equal in any other European country. In the 18th century, azulejos "invaded" churches and convents, palaces and houses, gardens, fountains and stairways. With geometric designs, or depictions of the lives of saints or profane themes such as the fables of La Fontaine, sometimes commented on by writings almost as if they were a primitive version of modern comics, azulejo panels became one of the main elements of Portuguese decoration. I repeat that on the Amalfi coast, where the Arabs made their raids, we southerners are also accustomed to this type of ornamentation, on palaces, coasts, churches, walls, buildings. In my various travels I could not help but come across bridges or aqueducts from the Roman era. Portugal is the ancient Lusitania, and the horse of this territory takes its name from the ancient name of the Roman world. The Roman offensive began in 179 BC, until they were finally subdued by Octavian Augustus. After the conquest of Lusitania, Asturia and Galicia, which extended Spain Ulterior from the Mediterranean Sea to the Atlantic Ocean, it was necessary to make a provisional division of the territory between the three legates who governed it. Octavian Augustus made a real division between the southwestern part of the peninsula, Baetica, and the western part, Lusitana. My journey began in Rome, and therefore I felt very close to these ancient vestiges, which speak to me not of distant, but of present and similar. As similar is the Baroque style found in many churches or religious buildings, but not typically Spanish, like the one that stands out powerfully and even invasively in Southern Italy, in monuments, restorations and feelings. Here in Portugal the Baroque is of Jesuit stamp. . It is a very practical type of building that is used throughout the empire with essential adaptations but ready to undergo retouching and decorations to celebrate the era or the splendor of a particular kingdom. Painting, sculpture, decorative arts and azulejos also go through an era of great development. In reality the Baroque does not require the construction of additional buildings since it allows to transform through talha gilded (painting, azulejo, etc.) aseptic spaces already existing into astonishing decorative scenarios. The same practical and economical mechanism can be applied to the external coverings, on which decorations are adapted according to the taste of the time or place. This style of Portuguese Baroque can also be found in the Lusitano horses, not similar to the Spanish ones in power, pomposity, redundancy without, at a figurative level, heavy ogives and flourishes. Photo by Giulia Iannone Equestrian

mercoledì 26 febbraio 2025

MEMORIES DAL PORTOGALLO

MEMORIES DAL PORTOGALLO ALLA SCOPERTA DEL PAESE DEL CAVALLO LUSITANO di Giulia Iannone
Ci sono dei viaggi che non si concludono nell'attimo stesso in cui torni a casa. Alcuni viaggi devi lasciarli riposare, sedimentare, farli un pó dormire in un piccolo cantuccio dell'anima, per vedere che pieghe prendono, di che pasta sono fatti e che tipo di posto vadano ad occupare nella tua storia personale. Questo di cui sto per pubblicare qualche pennellata, lo posso definire un viaggio di conoscenza, formazione, riflessione, intuizione personale. LA CUCINA, QUALCHE PIATTO SIMBOLO: Comincerei dalla cucina e da alcuni dei piatti simbolo che mi sono venuti subito incontro durante il soggiorno: PASTEL DE NATA o pastel de Belém è un pasticcino portoghese a base di crema e pasta sfoglia. Inventati nell’800 da alcuni monaci che avevano bisogno di utilizzare tuorli avanzati, si sono velocemente diffusi sino a diventare tradizionali e amatissimi in tutto il Portogallo. Nella panetteria il profumo di pane e dolci, cannella e vaniglia, ricorda un pó i profumi antichi di alcuni piccoli paesini della nostra tradizione italiana, quella antica e genuina, non contaminata dalla fretta e frenesia della grande città, in cui si sono persi sapori, odori e fragranza. Un viaggio un pó nel passato, e qualche somiglianza con alcuni paesi interni del Sud Italia, specie della Campania. E poi il "POLVO A LAGAREIRO" POLIPO DEL FRANTOIANO In questa ricetta ci possiamo aspettare molto e buon olio extravergine di oliva e alcune olive, o non si chiamerebbe “a lagareiro” ovvero frantoiano, la persona che possiede o lavora nel frantoio, tinozze per spremere le olive. Il polipo viene irrorato con molto olio di oliva e i suoi tentacoli devono sempre immersi nell’olio quando va in forno. Si può fare la stessa ricetta sostituendo il polipo con il baccalà e normalmente queste ricette prevedono che il tutto venga accompagnato dalle “batadas a murro”, patate “a pugni”. Patate che si sbollentano con la buccia nell’acqua bollente salata e che, dopo averle aperte con un leggero pugno, si mettono ad arrostire in forno con molto olio aromatizzato come sopra descritto. Questo tipo di polpo in Italia credo sia difficile da realizzare per l enorme quantità di olio extravergine di ottima qualità che deve essere impiegato per la ricetta. Credetemi, il polpo dopo è tenerissimo, gustoso e succulento, mai provato qualcosa di così tenero. Tra i dolcetti che ho assaggiato in un piccolo ristorante molto elegante e giovane, ho trovato una cheesecake moderna, fredda. La manifattura rispecchia comunque l'andamento genuino semplice del territorio, cremosa e soffice all'interno, con poco biscotto, non risultava piena zeppa di colla di pesce, la tendenza comune della cheesecake che troviamo generalmente nella normale ristorazione commerciale dei nostri ristoranti italiani. Un bel sapore anche da questa preparazione. Foto di Giulia Iannone 🇬🇧 MEMORIES FROM PORTUGAL DISCOVERING THE COUNTRY OF THE LUSITANO HORSE there are some journeys that don't end the moment you return home. Some journeys you have to let rest, settle, let them sleep a little in a little corner of your soul, to see what folds they take, what they are made of and what kind of place they will occupy in your personal history. What I am about to publish a few brush strokes of, I can define as a journey of knowledge, training, reflection, personal intuition. THE CUISINE, SOME SYMBOLIC DISHES: I would start with the cuisine and some of the symbolic dishes that immediately came to my attention during my stay: PASTEL DE NATA or pastel de Belém is a Portuguese pastry made with cream and puff pastry. Invented in the 19th century by some monks who needed to use up leftover egg yolks, they quickly spread until they became traditional and much-loved throughout Portugal. In the bakery the smell of bread and sweets, cinnamon and vanilla, reminds us a bit of the ancient scents of some small villages of our Italian tradition, the ancient and genuine one, not contaminated by the rush and frenzy of the big city, where flavors, smells and fragrance have been lost. A journey a bit into the past, and some similarities with some inland villages of Southern Italy, especially Campania. And then the "POLVO A LAGAREIRO" POLPO DEL FRANTOIANO In this recipe we can expect a lot of good extra virgin olive oil and some olives, or it wouldn't be called "a lagareiro" or mill worker, the person who owns or works in the mill, tubs for pressing olives. The octopus is sprinkled with a lot of olive oil and its tentacles must always be immersed in oil when it goes in the oven. You can make the same recipe replacing the octopus with cod and normally these recipes require that everything is accompanied by "batadas a murro", potatoes "a pugno". Potatoes that are blanched with the skin in boiling salted water and that, after having opened them with a light punch, are put to roast in the oven with a lot of flavored oil as described above. I think this type of octopus in Italy is difficult to make due to the enormous quantity of excellent quality extra virgin olive oil that must be used for the recipe. Believe me, the octopus afterwards is very tender, tasty and succulent, I have never tried anything so tender. Among the sweets I tasted in a small, very elegant and young restaurant, I found a modern, cold cheesecake. The manufacturing reflects the genuine, simple trend of the territory, creamy and soft inside, with little biscuit, it was not full of gelatine, the common trend of cheesecake that we generally find in the normal commercial catering of our Italian restaurants. A nice flavor also from this preparation. Photo by Giulia Iannone

giovedì 30 gennaio 2025

4 CHATS WITH LAURA CONZ

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By Giulia Iannone (the images taken by Giulia Iannone were kindly enabled and granted by Laura Conz, whom we thank) * We have translated an excerpt into English from the original interview with Laura Conz Last weekend, in Rome, we were lucky enough to meet, in the warm up arena , Laura Conz, Olympic italian rider, coach, iconic face of Italian dressage... back at the helm of Italian dressage as Team Manager, for the new four-year period Olympic. Always available and smiling, she made herself available to have a chat, touching on various technical and conceptual topics. I observed you, once again on the test pitch, always smiling, positive, cheerful, engaging with the boys. You exudes joy and enthusiasm in what you transmit, you seem to be riding with all your students. But how do you do it? Better when you was a rider or now? " They are two different situations, but they complement each other. When you are a rider, you are more responsible for the result. You are the one who enters, everything depends on your ability to execute what you have been told or the strategy that has been thought of. As a coach , I find the most difficult moment because when the students have entered the pitch, you are helpless and you have to watch what the kids are up to and sometimes it's complicated, because you maybe see some mistakes that are about to arrive, but obviously, you can't do anything" In your technical instructions on the arena , I listened to you well, you are very clear. you constantly repeats 3 points: external rein, position before the leg especially with a young horse, and energy or good rhythm. So, if you say it carefully, what are the "focal points" of Laura Conz's style, which leave an indelible mark on the equestrian and interior life of those lucky enough to be followed by her? "I believe that one of my main technical points is to make the horse "comfortable", both in terms of gait and attitude, for example, of the neck. Not all horses can be, let's say, "up" because perhaps they are young and not they still have strength, other horses still have to stand a little longer to be able to move freely with their backs. What I always look for is that the horses move well, correctly balanced, with energy and "comfortable". I care a lot, it's not make them work hard for a long time when doing exercises, whatever they are. You must always interrupt them, perhaps with a relaxing circle or with a pause in pace or something else Obviously, when the horses get tired, they no longer perform, and then it's not right. It's like going to the gym to do gymnastics and always making an effort." Satisfy my curiosity! During the warm up, you asked some pairs to perform extended trots. you gave, as a preparatory indication, to "turn up the weymouth". But what did you mean? "I'm sorry, but I never said to raise the bit! What I mean is that some kids anticipate the time to give in. It's like when you go to jump and you have to move forward with your hand, and it shouldn't be done before the horse takes off. You have to go together. If you give the indication of medium trot, and clear in front, it's like doing a throw on the jump. You have to keep contact, maintain contact and then, when the horse is in balance, let's say. in the draw you want, then slowly move forward with your hand and allow the horse to stretch its neck. It is a problem of "timing", especially children, or they catapult backwards with their shoulders, and in this way they hang in the mouth, producing a throw, making the comparison with show jumping, because they are behind the movement; or they go forward, ask but empty with their hands."

mercoledì 29 gennaio 2025

QUATTRO CHIACCHIERE CON LAURA CONZ

CLOSE UP 4 CHIACCHIERE CON LAURA CONZ Di Giulia Iannone
( le immagini scattate da Giulia Iannone, sono state gentilmente abilitate e concesse da Laura Conz, che ringraziamo) Lo scorso week end, a Roma, abbiamo avuto la fortuna di incontrare, in campo prova Laura Conz, amazzone azzurra olimpica, coach, volto iconico del dressage azzurro... di nuovo alla guida del dressage italiano come Team Manager, per il nuovo quadriennio olimpico. Sempre disponibile e sorridente, si è resa disponibile a scambiare 4 chiacchiere, toccando diversi argomenti tecnici e concettuali. Riconfermata Team manager fise, yrider, junior e children;capo equipe Campionato d'Europa Dressage; membro nella commissione di selezione per le medesime categorie giovanili. Come ha accolto questa conferma di incarico? " Sono davvero molto contenta di poter lavorare nuovamente con i giovani e poterli aiutare a migliorare tecnicamente e a raggiungere i loro obiettivi " L'abbiamo vista all'opera, con molti giovani binomi azzurri , di queste fasce di età, a Roma, lo scorso week end, per una gara di esercizio e di allenamento. L'inverno è sempre una pausa stagionale, utile per studio, preparazione e organizzazione del training. Su cosa sta lavorando con i giovani binomi? Quali sono gli obiettivi della stagione 2025 e gli appuntamenti salienti in calendario? " Le gare di qualificazione nazionale sono già iniziate , un pó in tutta Italia, sia al nord che al centro. Il 31 gennaio/ 1-2 febbraio, abbiamo il primo stage con il tecnico federale, il giudice a 5 stelle, Ghislain Fouarge, e già dal 21 al 23 febbraio molti binomi si incontreranno a Cattolica, in occasione dell'internazionale in programma. Nella pausa invernale, tutti i ragazzi hanno lavorato con i propri istruttori, i cavalli hanno fatto un pó di riposo e qualche gara nazionale, a parte Manzato, Borghesi, Tommasoni e Spoenle che hanno fatto gare a fine novembre/ primi di dicembre" È fresca la notizia:lei sta per ricevere dal Coni, la palma d argento. Una onorificenza al merito tecnico che si ottiene dopo 20 anni di attività svolta. Come ha accolto questa notizia? "Di sicuro, come ogni benemerenza del Coni, è un simbolo di grande prestigio riceverla. È un onore per me. Spero di raggiungere anche quella d'oro, così faccio l'en plein"! Credo che ce la farà! Basterà raggiungere i tempi giusti, non pensa? " Allora devo tenere botta!"( risponde scherzosamente ,ndr) L'ho osservata , ancora una volta in campo prova, sempre sorridente, positiva, solare, trascinante con i ragazzi. Trapela gioia ed entusiasmo in quello che trasmette, sembra stia montando con tutti i suoi allievi. Ma come fa? Meglio quando era amazzone o adesso? " Sono due situazioni diverse, ma che si complementano. Quando sei amazzone, sei più responsabile del risultato. Sei tu che entri, tutto dipende dalla tua capacità di eseguire ciò che ti è stato detto o la strategia che è stata pensata. Come istruttore, trovo il momento più difficile perché quando gli allievi sono entrati in rettangolo, sei impotente e devi guardare cosa combinano i ragazzi ed alcune volte è complicato, perché vedi magari degli errori che stanno per arrivare, ma ovviamente, non puoi fare nulla" Inarrestabile nelle sue attività, in dicembre è uscito anche un manuale equestre, che la vede tra gli autori, assieme ad altre personalità equestri. Che valore ha l'opera e di che si tratta? "È un manuale di base di tutte le attività equestri, appunto di base. Proprio gli inizi per l 'equitazione. Per me ha un grande significato, perché l'ho realizzato assieme all'amico Stefano Paperini, per altro durante il Covid. Ora Stefano è mancato, e per me è stato un grande onore e gioia portare a compimento questo lavoro con lui. Adesso finalmente è stato dato alle stampe" Nelle sue indicazioni tecniche, in campo, l' ho ascoltata bene, lei è molto chiara. Ripete costantemente 3 punti: redine esterna, assetto prima della gamba specie col cavallo giovane, ed energia ovvero buon ritmo. Allora , lo dica lei bene, quali sono i "focal points" dello stile Laura Conz, che lasciano una orma indelebile nella vita equestre ed interiore di chi ha la fortuna di essere seguito da lei? " Credo che uno dei miei punti principali tecnici sia quello di mettere "comodo" il cavallo, sia come andature che come atteggiamento, per esempio, del collo. Non tutti i cavalli possono stare , diciamo, "su" perché magari sono giovani e non hanno ancora forza, altri cavalli devono stare ancora un pó più lunghi per potersi muovere liberamente con la schiena. Quello che guardo sempre è che i cavalli si muovano bene , correttamente in equilibrio, con energia e "comodi". Un'altra delle cose cui tengo molto, è di non fargli fare fatica, per un tempo prolungato, quando si fanno degli esercizi, qualunque esso siano. Bisogna sempre interrompere, magari con un circolo in distensione o con una pausa al passo o qualcosa d'altro. Ma non tenerli sempre sotto pressione e per troppo tempo. Quando poi i cavalli si stancano ovviamente, non performano più, e poi non è giusto. È come andare a fare ginnastica in palestra e fare per una ora sempre sforzi " Soddisfi una mia curiosità! Durante il warm up, lei ha chiesto a dei binomi di eseguire dei trotti allungati. Ha dato, come indicazione preparatoria, di "alzare il morso". Ma cosa intendeva dire? " Mi spiace , ma io non ho mai detto di alzare il morso! Quello che intendo è che alcuni ragazzi anticipano il tempo di ceduta. È come quando si va a saltare e bisogna andare avanti con la mano, e non va fatto prima che il cavallo stacchi. Si deve andare insieme. Se tu dai l'indicazione di trotto medio, e svuoti davanti, è come fare una rimessa sul salto. Bisogna tenere il contatto, mantenere il contatto e poi, quando il cavallo è in equilibrio, diciamo, nell'allungo che desideri, allora piano piano vai avanti con la mano e permetti al cavallo di allungare il collo. È un problema di "timing" , di tempismo dell'azione. Soprattutto i bambini, o si catapultano indietro con le spalle, ed in tal modo si appendono in bocca, producendo una rimessa, facendo l'equiparazione col salto ostacoli, perché sono dietro al movimento; oppure vanno avanti, chiedono ma svuotano con le mani. Bisogna restare "con il movimento".

sabato 25 gennaio 2025

BECKY MOODY E JAGERBOMB ALLA WCUP DI AMSTERDAM:LA 'NORMALITÀ' DEL DRESSAGE SI TINGE DI ARGENTO

DALLA COPPA DEL MONDO DI DRESSAGE, AMSTERDAM. vorrei parlare di.... BECKY MOODY e Jager bomb
Dalle olimpiadi di Parigi 24, da quando è apparsa come outsider questa ragazza inglese, accanto al suo cavallo, onestamente mi sta portando alla memoria delle bellissime sensazioni di un dressage "normale" , dalla parte del cavallo, che i nostri tempi ci hanno fatto perdere tra le nebbie dell'esagerazione e della spettacolarità. La storia di questo cavallo, ormai si sa, sarebbe dovuta essere diversa. Oggi noi non lo avremmo visto con Becky, perché, cavallo home bred, era stato scartato da giovane, perché non dotato di 'flashy movement '. Pur figlio di Jazz, Bomb non è proprio la bomba esplosiva e guizzante che il dressage contemporaneo si aspetta. Ha altre doti, altro talento, e ha un feeling pazzesco con la sua amazzone, solare, gioiosa e dai capelli rossi. Da Parigi 24 una crescita esponenziale. GARA DOPO GARA, SEMPRE PIÙ UNITI, ARMONIOSI, UN PIACERE GUARDARE IL GP TEST. PERCHÉ? SONO NORMALI, GENUINI, VERI. UN CAPOLAVORO DI ADDESTRAMENTO, UNA PUREZZA DELL'ADDESTRAMENTO. LA BRIGLIA IMPOSTATA DA MANUALE, IL GALOPPO, I CAMBI BEN SALTATI. 9 NELLE DUE PIROETTE AL GALOPPO. UN BEL GALOPPO IN AVANTI CON VERA VARIAZIONE. IL BINOMIO È AGILE PUR NELLA FISICITÀ IMPONENTE, SIA DI BOMB CHE DI BECKY. SONO UN.BINOMIO DAVVERO INTERESSANTE, CHE VIVE LA NORMALITÀ COME UN PREGIO, PER LAVORARE BENE , PER UN BUON LIVELLO DI ADDESTRAMENTO. 77.087, UN SECONDO POSTO IN GP CHE VALE...ORO! LA CORRETTEZZA ED IL RISPETTO DEL PROPRIO ESSERE È LA CARTA VINCENTE. IMPARIAMO CHE LA SPETTACOLARITÀ SPESSO È NEMICA DEL BENE, DEL BELLO, DEL DRESSAGE. SOLO UNA COSA... CARA BECKY, RESTA COME SEI:SOLARE, FRESCA, NORMALE, SPONTANEA, COERENTE CON TE STESSA E QUESTA IDEA. NON CAMBIARE MAI. (GIULIA IANNONE) Photo estrapolate da youtube a solo scopo didattico 🇬🇧 FROM THE DRESSAGE WORLD CUP, AMSTERDAM. I would like to talk about.... BECKY MOODY and Jager bomb Since the Paris 24 Olympics, since this English girl appeared as an outsider, next to her horse, she is honestly bringing to mind the beautiful sensations of "normal" dressage, on the horse's side, which our times have made us lose among the mists of exaggeration and spectacularity. The story of this horse, we know by now, should have been different. Today we would not have seen him with Becky, because, as a home bred horse, he had been rejected when young, because he did not have 'flash movement'. Even though he is the son of Jazz, Bomb is not quite the explosive and darting bomb that contemporary dressage expects. He has other skills, other talent, and he has a crazy feeling with his rider, sunny, joyful and red-haired. Exponential growth from Paris 24. RACE AFTER RACE, EVER MORE UNITED, HARMONIOUS, A PLEASURE TO WATCH THE GP TEST. WHY? THEY ARE NORMAL, GENUINE, TRUE. A MASTERPIECE OF TRAINING, A PURITY OF TRAINING. THE BRIDLE SET BY MANUAL, THE GALLOP, THE CHANGES WELL MADE. 9 IN THE TWO PIROETTES AT A GALLOP. A NICE GALLOP FORWARD WITH REAL VARIATION. THE COMBINATION IS AGILE EVEN WITH THE IMPRESSIVE PHYSICALITY OF BOTH BOMB AND BECKY. THEY ARE A TRULY INTERESTING COMBINATION, WHO EXPERIENCES NORMALITY AS AN ADVANTAGE, FOR WORKING WELL, FOR A GOOD LEVEL OF TRAINING. 77,087, A SECOND PLACE IN THE GP THAT IS WORTH...GOLD! CORRECTNESS AND RESPECT FOR ONE'S OWN BEING IS THE WINNING CARD. WE LEARN THAT SPECTACULARITY IS OFTEN THE ENEMY OF GOOD, OF BEAUTIFUL, OF DRESSAGE. JUST ONE THING... DEAR BECKY, STAY AS YOU ARE: SUNNY, FRESH, NORMAL, SPONTANEOUS, CONSISTENT WITH YOURSELF AND THIS IDEA. NEVER CHANGE. (Giulia Iannone)

lunedì 20 gennaio 2025

ANDREA GIOVANNINI, CAMPIONE ITALIANO ASSOLUTO SENIOR 2022

Ti aspettavi di vincere il campionato Italiano tecnico assoluto di dressage 2022 e cosa rappresenta questo riconoscimento per te? "Assolutamente non mi aspettavo un risultato del genere. Mi sono preparato al meglio durante l'anno, sono sceso in campo a presentare il mio lavoro. Per me e la cavalla era il primo campionato assoluto e come tale, non potevo immaginare un risultato del genere. La cavalla è giovane, ha 11 anni, e ribadisco che non me l'aspettavo! Abbiamo dato il meglio possibile, dopo si sono allineate una serie di circostanze e di elementi a nostro favore, perché nello sport agonistico , spesso la Dea Bendata, ci mette il suo zampino, nonostante un errore nei cambi ad un tempo, e così abbiamo vinto l'oro del campionato tecnico. Ma in categoria c'erano 14 binomi di vertice del nostro panorama dressage italiano, ed una super giuria internazionale, con giudici stranieri 4 e 5 stelle. Una occasione di grande spessore in cui contendersi tale titolo. Per me, un orgoglio doppio, perché oltre al titolo assoluto, vinco anche il criterium freestyle in sella a Jambo Deaa, un cavallo di soli 8 anni, l'unico soggetto di 8 anni nella sua categoria, che nel tecnico arriva quarto e la domenica chiude quasi con quasi il 71 % " Che cosa rappresenta per te questo titolo? "La ricompensa di tanti anni di sforzi, sacrifici, dedizione, lavoro silenzioso ed instancabile, una maniera concreta anche per ringraziare tutta l'equipe che ruota inevitabilmente intorno a questo risultato, dai proprietari, trainer, maniscalco, veterinario, groom. Tutte le pedine instancabili che muovono gli ingranaggi di questo sistema che mi ha portato sul gradino alto del podio, e in realtà dal 2016 al 2022, a diversi premi in campionati italiani,ottenuti in varie categorie di tale evento agonistico, salendo piano piano, anno dopo anno, con cavalli giovani, home made, verso la categoria dell'assoluto" The best, cavalla oldenburg di 11 anni. Non sembra essere una cavalla facile, dal punto di vista emotivo e biomeccanico. Cosa ci puoi dire? " Quando mi arrivò in lavoro, circa 6 anni fa, dalla scuderia Equitago, presentava molti problemi caratteriali. Con tanta pazienza, sono riuscito a trovare il bandolo della matassa. È una cavalla femmina, di gran qualità, ma con tanto carattere , molto calda, molto sensibile, da maneggiare con cura. Sono tanti i problemi che derivano da questo tipo di carattere. Bisognava affrontare ogni tassello con calma e costanza." Credi che il carattere di questa cavalla sia maturato? " Si, il carattere è maturato molto, anche nella gestione e scansione della gara. Credo che da questo momento in poi, lei potrà raggiungere l'apice del suo lavoro, perché psicologicamente ed emotivamente adesso accetta il lavoro, e la pressione che non poteva mettere nelle richieste. Ancora non posso chiedere tutto fino in fondo, però siamo sulla strada giusta". Come ti sei preparato a questo appuntamento clou della stagione? "Non ho cambiato molto la mia routine quotidiana. Il lavoro era programmato da un anno. Io arrivo sempre molto presto in scuderia, e chiudo tardi la sera. Ho lavorato col mio trainer, José Daniel Martin Dockx, che è venuto dalla Spagna a seguirmi, per alcuni giorni di seguito, dopo aver terminato i campionati del mondo di dressage. La decisione di portare anche l'altro cavallo, Jambo Deaa, non era premeditata. Infatti l'ho iscritta quasi all'ultimo" Le due vite di Andrea Giovannini: spettacoli equestri e dressage agonistico. Non credi che queste due anime, nel sancta sanctorum del dressage, possano confondere e opacizzare la tua credibilità di dressagista? " A mio avviso possono esaltare la mia immagine di dressagista, sono complementari, non si disturbano perché dialogano molto bene tra loro e si arricchiscono. Tutti sanno che io nasco come stuntman a cavallo, e lavoro molto negli spettacoli equestri in giro per l'Italia ed anzi per il mondo. In questo settore avevo raggiunto il massimo e sentivo di aver bisogno di nuovi stimoli e traguardi per la mia anima eclettica. Ho iniziato a montare in dressage a 29 anni, senza avere alle spalle una famiglia di tradizione equestre, e non ho effettuato il classico iter a cavallo dal pony in su. Tutto quello che ho fatto, l 'ho fatto da solo, prima con i cavalli iberici, e poi con cavalli del nord Europa, che ho preso da giovani a 4 anni fino a livello Grand Prix. Ci vuole coraggio, dedizione e passione, che mi viene dagli spettacoli equestri. Ho molto equilibrio in sella, perché ho fatto lo stuntman, io a 9 anni passavo al galoppo sotto la pancia dei cavalli al galoppo! Gli spettacoli equestri mi rendono avvezzo a seguire la musica, non ho problemi se sono in anticipo o in ritardo su di essa, perché la conosco, la posso interpretare, a patto però che sia solida e ben presente la tecnica. Ed quella che ho raffinato nel tempo, avendo equilibrio e musicalità. Io quest'anno ho vinto il campionato assoluto tecnico, non freestyle. Vuol dire che piano piano, lavorando con umiltà e diligenza, sto maturando anche come cavaliere ." Ti piacerebbe, dopo questo titolo, poter lavorare per difendere i colori azzurri in una squadra? "È il sogno di una vita, oltre a portare con orgoglio il tricolore sul petto, difendere i colori del mio paese, in una qualsiasi competizione. Nonostante il grande risultato, noi continuiamo a lavorare, per crescere sempre di più, raggiungere maggiore consapevolezza equestre, espressività e maturitá. Battersi su campi stranieri per confrontarci, aprirà anche nuove sfumature al lavoro. Credo di avere le basi giuste e le persone giuste che mi aiuteranno a migliorare ancora di più e sicuramente andare anche oltre il titolo italiano. O per lo meno provarci". Quali sono i programmi post campionato? "La cavalla avrà un meritato periodo di riposo, e ricominceremo la preparazione. A gennaio assieme al mio coach, decideremo quali gare fare. Il mio obiettivo è poter contare su di un cavallo di punta, che per lo meno giri attorno alla percentuale del 70. Nel rispetto dei proprietari e di chi investe su di me, è inutile uscire all'estero, con la percentuale del 66. Il mio coach spagnolo mi ha prospettato un bel progetto per l'anno prossimo, per confrontarci all'estero ". Vuoi dirmi qualcosa di più del tuo metodo di lavoro:tu usi la tecnica spagnola? "No, per favore la tecnica spagnola non esiste! Ho sempre frequentato la Spagna, fin da bambino, in primis perché hanno grande armonia ed energia nel lavoro equestre. I professionisti collaborano tra loro sempre con grande entusiasmo e non perdono tempo ad essere rivali. Hanno la mentalità di prendere il giovane cavallo e portarlo al gran premio , poi tutto dipende dalle qualità del cavallo. Ma ci arrivano tutti i cavalli, non scartano nulla. È un concetto vecchio dire che la doma spagnola è quella del circo. È obsoleto, non si può sentire. I risultati degli ultimi anni del dressage di vertice, ci fanno capire che non è più così. Ricordo che molti cavalieri tedeschi, oggi si fanno supportare, specie per il piaffe e passage, da cavalieri spagnoli. Jose Antonio garcia Mena, mio carissimo amico, frequenta la scuderia di Isabell Werth, in supporto di alcuni cavalli complicati, che hanno problemi col piaffe/passage. Ormai i cavalieri spagnoli sono entrati nel dressage agonistico con grande forza. Dire che spagnolo equivale al circo, proviene dagli stolti e da chi non si aggiorna. La Spagna del dressage di vertice oggi, è tra le prime 6 nazioni al mondo. " photo courtesy Andrea Giovannini fb