sabato 10 settembre 2016

“FULMINI IN CAMPO” AL GLOBAL CHAMPIONS TOUR

GARA RINVIATA A DOMANI MATTINA PER PROBLEMI DI SICUREZZA
Gara annullata escono dal campo Uliano Vezzani e tutta la giuria.
Visibile il disappunto di Laura Kraut per il rimescolamento del palinsesto
Tutte le foto sono di GIULIA IANNONE

Di Giulia Iannone

Si sono svolte regolarmente le gare in programma questa mattina, sabato 10 settembre, ossia le due attinenti la programmazione dello CSI2* e poi  quella delle 12.45 :  CSI 5* Jumping competition against the clock 1,40/1,45. A trionfare in essa la britannica Laura Renwick su Heliodor Hybris castrone BWP di 9 anni da Diamant de Semilly con 59.25. Ma dove c’è velocità e corsa contro il cronometro c’è Gianni Govoni che è riuscito ad accaparrarsi la seconda posizione in sella a Winn Winn AES baio di 13 anni da Chinn Chinn che è sempre felice nell’interpretare questo tipo di categorie che gli calzano a pennello. Terzo ancora per l’Italia Emanuele Guadiano su Guess 6 baio BWP di 10 anni da Bentley van de Heffinck con il tempo di 61.73.
Per le ore 15 era in programma la gara più importante della giornata e sicuramente dell’evento agonistico, il Grand Prix of Rome, jumping competition over two rounds with jump-off (1.60m). Il cielo ha cominciato a divenire plumbeo e scuro e la minaccia di pioggia che girava nell’aria già da venerdì si è concretizzata rovinosamente e fragorosamente. Il problema reale non è stata la pioggia sia pur torrenziale e scrosciante, ma la scarica di fulmini che ha cominciato ad abbattersi su Roma e dunque sullo Stadio dei Marmi. 
Gianni Govoni è uno dei 4 cavalieri ad essere scesi in campo oggi,
in mezzo alla tempesta di fulmini riportando anche un clean round eccellente

Sono stati effettuati 4 soli percorsi della gara prevista, tra cui l’eroico e bellissimo percorso netto di Gianni Govoni su Antonio. I risultati dei 4 binomi scesi in campo nella giornata di sabato restano validi , dunque Gianni Govoni con il suo netto si è qualificato per la seconda manche. “Meno male “ ha commentato Gianni a gara interrotta” io il netto l’ho fatto e conquistato oggi! Ora tocca agli altri. Per scaramanzia rimandiamo ogni commento a domani. Voglio solo dire che Winn  Winn ha saltato molto bene nella gara tempo!”
 Dopo la situazione si è rivelata pericolosa e di alto rischio per i binomi , intendo per la sicurezza di cavalli e cavalieri che non avrebbero potuto tener testa a questa tempesta elettrica, perché di questo si è trattata. Il campo sarebbe stato in grado di sostenere l’intera prova, hanno spiegato, ma oltre non si poteva andare avanti per la carica elettrica nell’aria. Ha spiegato Marco Danese, il direttore sportivo del LGCT:"Il benessere dei cavalli e dei cavalieri è, ed è sempre stato, la priorità assoluta del Longines Global Champions Tour, questo il motivo per il quale è stata presa la decisione di rinviare il Gran Premio a domenica. La continua minaccia di condizioni meteo avverse, con lampi e tuoni, avrebbe reso troppo pericoloso continuare, e da qui la decisione, congiunta, presa in accordo con gli organizzatori e i cavalieri.
Erano tantissimi gli "ospiti" accorsi all'evento romano
Nella foto Eric Louradour
L'ingresso all’evento rimane libero e aperto al pubblico, e non vediamo l'ora di accogliere tutti gli appassionati domattina per seguire uno spettacolare Gran Premio."
Quindi velocemente è stato riorganizzato il palinsesto per domani domenica 11 settembre 2016:
A gara annullata, sono comunque scesi alcuni cavalieri in campo prova a lavorare in piano in vista della
gara di domani.
Nel dettaglio Marco Kutcher

La categoria del CSI5* (da 1.50 / 1.55 mt.) programmata per domattina alle 11:45 è stata annullata. I cavalieri che avrebbero partecipato a questa prova potranno gareggiare nel Gran Premio di domani. Il montepremi di questa prova di 91.000 euro sarà aggiunto ai 300.000 in palio nel Gran Premio.
Ludger Beerbaum ha lavorato Chiara in maniera certosina in perfetto stile "tedesco"


Questo il nuovo programma della giornata
- 08.00 - CSI2* - categoria a punti - Premio PremiuMares
- 09.15 - CSI5* - LONGINES GCT GRAND PRIX 1.60 mt.
- 13.15 - CSI2* FINAL - categoria a tempo - Premio PremiuMares
- 15.30 - GCL Team Competition 1.50/1.55 mt.
- 18.00 - Carosello 4° Reggimento Carabinieri a Cavallo

Rolf Goran Bengtsson su Casall Ask ha effettuato un lavoro invece più incentrato sulle variazioni di cadenza
Con loro anche il nostro azzurro Piergiorgio Bucci su Casallo Z: il sauro montato da Bucci
ha lavorato davanti al suo "papà" Casall Ask!



venerdì 9 settembre 2016

“LE JOUR DE GLOIRE “ DI SIMON DELESTRE

LONGINES Global Champions Tour of Rome 2016

Il cavaliere Francese vince oggi la “ jumping competition with jump-off (1.50/1.55m)”
Di Giulia Iannone
Giro d'onore per Simone De Lestre
Tutte le foto sono state scattate da Giulia Iannone


Roma, Stadio dei Marmi.
Nella splendida cornice dello Stadio dei Marmi dedicato alla memoria del grande atleta azzurro Pietro Mennea, è iniziato oggi lo CSI5* del Longines Global Champions Tour. Siamo ormai giunti alla seconda edizione.

Simone Delestre durante una intervista a fine gara

 Le gare erano iniziate nella giornata di giovedì con lo CSI2*.
Le Statue sono state a guardare eleganti silenziose e maestose stagliandosi senza timore contro un  cielo pieno di nuvole della città eterna, degno della migliore tradizione pittorica di Constable,  che per un attimo ha fatto temere al peggio.
Solo fulmini carichi di energia elettrica per fortuna, senza pioggia!
Il pubblico è accorso più numeroso di ieri ad ammirare i top riders, i migliori binomi del jet set internazionale iscritti a questo meraviglioso appuntamento italiano.
Pius Schwizer durante il giro d'onore sorride dopo aver ricevuto tra gli applausi uno Jodel celebrativo!!!!

La gara iniziata alle 13.15 in due fasi su altezza di 1.45 è stata vinta dall’Olandese Maikel van der Vleuten su VDL Groep Quatro con il tempo di 26.36 alle sue spalle il tedesco David Will su Mic mac du Tillard si è dovuto accontentare dell’argento per un distacco di soli sei secondi. Terza la neo zelandese Samantha McIntosh su Lady Gaga 18 con il tempo di 27.40. Migliore degli italiani in questa categoria è stato lo stilista Alberto Zorzi con Fair Light van’t Heike Al debutto una Francesca Arioldi in versione Loro Piana Sellia du Bessin che ha montato con grande concentrazione ed attenzione. Gianni Govoni garista come al solito, sul suo veloce Winn Winn è incappato per troppo ardore e voglia di lottare col cronometro, in un errore in prima fase. Ma “The Master of faster” ripaga sempre l’osservatore con il brio, la brillantezza e l’ardore che li contraddistingue!
Gianni Govoni "The Master of Faster" carica con grinta il suo Antonio

Alle 15.45 ha avuto inizio la gara su altezza 1.50/155 con Jump off. Ed è stato il campione dell’anno scorso Simone Delestre ad avere la meglio sui suoi avversari imponendo un tempo da battere in barrage velocissimo. 35.35 in sella a Chesall Zimequest, castrone Holsteiner di 11 anni da Casall. 
Pius Schwizer in campo prova

All’inseguimento si sono  lanciati in  tanti... 
Bertram Allen è a Roma per la prima volta

ma è riuscito a salire sul secondo gradino del podio il simpaticissimo e solo “duro nel volto” ma dai modi gentili lo svizzero Pius Schwizer su Leonard de la Ferme CH con il tempo di 36. Terzo il tedesco Marco Kutcher su SIEC Carsten, Holst di 11 anni da Cassini I, con il quale ha chiuso nel tempo di 36.59. Migliore dei nostri, Piergiorgio Bucci su Cuarta baia Holst di 10 anni da Canto, netto nel tempo di 37.17 si è classificato in quinta posizione. Ammirevole Juan Carlos Garcia su Cocodrillo, che ha lottato davvero con energia per entrare in barrage – eroico il primo giro !- si è dovuto accontentare dell’8vo posto avendo chiuso il jump off con 12 penalità. 
Giro d'onore

 Bellissimo il giro d’onore conclusivo capeggiato da un Simone Delestre raggiante sotto il cielo di Roma che sembrava dipinto  di  cirri,  nubi bianche e leggere, illuminate dal sole, raggi di  luce con dei colpi di bianco o di giallo puro. In questo paesaggio che sembrava  ricamato, sono risuonate le note dell’Inno di Francia. Pioggia di applausi per il campione francese, mentre il pubblico dedicava allo svizzero Pius Scwizer coronato d’argento, uno jodel di entusiasmo!
per consultare la classifica:
http://www.longinestiming.com/#!/equestrian/2016/1232/html/en/longinestiming/resultlist_07.html


Appuntamento a domani alle 15 per il Grand Prix of Rome jumping competition over two rounds with jump-off (1.60m).
Domani primo a partire Emilio Bicocchi, terzo Gianni Govoni su Antonio




sabato 3 settembre 2016

“APOLLO NON SI RITIRA”

*
Photo courtesy Strzegom Horse Trials
Foto Leszek Wójcik
" Ritirare Apollo ? No No! E' tornato in ottima forma!"

Stefano Brecciaroli si racconta ampiamente   dopo l’esperienza olimpica di Rio 2016:
“Andrew Nicholson aveva previsto già tutto del percorso di cross di Pierre  Michelet”
Di Giulia Iannone

La sua partecipazione olimpica è stata costellata da molti colpi di scena.
Primo elemento: nella fase di preparazione, il suo cavallo Viscount George commette un errore in cross. Dunque nella rosa di scelta dei tre cavalli, rimangono Apollo e Roulette B. Tutti si sono chiesti: Perché ha poi optato per Apollo, dall’alto dei suoi 16 anni, e non per Roulette B?
“ C’è da fare una premessa. Sono partito con tre cavalli e questa è una situazione già molto importante. Roulette B e Viscount George hanno fatto una stagione molto impegnativa, per raggiungere il primo obiettivo che era la qualifica olimpica. Avendo chiesto loro già così tanto ed essendo io partito un po’ in ritardo con le gare dell’anno, per un piccolo acciacco fisico,di cui non ho mai parlato,  ho iniziato la preparazione in ritardo con Viscount George. Inoltre mi era stata richiesta una partecipazione il mese di giugno a Strzegom su una gara lunga. Il cavallo in questa gara non ha commesso un errore, ha preso una botta alla grassella. Stava andando anche egregiamente. Purtroppo ha avuto questo piccolo risentimento ed io me ne sono accorto perché a metà percorso mi è calato. Non ne capivo il motivo, ma dopo siamo venuti a conoscenza di questa botta. Il cavallo ha cercato di fare del suo meglio, ma con questo strappo non è stato possibile continuare. Ora sta bene  ed è già in lavoro. Logicamente rispettando il cavallo non c’erano più i tempi per forzare una preparazione e  si è deciso di lasciarlo tranquillo potendo contare sugli altri due. A 25 giorni da Rio, nel pieno della forma di Apollo e Roulette B, ci siamo concentrati su questi cavalli. Ho sempre detto però dall’inizio che Apollo rimaneva per me una pedina importante avendo fatto una strategia da un anno e mezzo a questa parte per le Olimpiadi di Rio.  Però il belga di 16 anni veniva fuori da un infortunio, ed inoltre non è facile fare due olimpiadi con un cavallo quando sta bene, figuriamoci quando viene fuori da un infortunio. Ho dovuto guadagnarmi la fiducia anche di una federazione in merito alla credibilità  di Apollo entro i termini, però mi confortava la mia conoscenza di ben 8 anni di questo cavallo ed in fondo al cuore sapevo  come potevo gestirlo per arrivare a renderlo idoneo. Se tutto fosse andato bene...il cavallo sarebbe arrivato al top. Questo mi preme davvero raccontare di questa Olimpiade. Roulette B è la cavalla che va apprezzata di più in tutto questo perché in un anno e mezzo ha avuto una progressione incredibile fino a vincere il CCI3* di Strzegom. Ma vicino ad Apollo, alla luce di una trasferta così importante e con degli anni futuri davanti, ho puntato  su Apollo, avendolo sentito pronto, forse meglio di Londra 2012 ed ho scelto lui. A Roulette B ho risparmiato una trasferta del genere sicuro che in proseguo potrà regalare tante ottime prestazioni. Si è trattata di una decisione di management di scuderia. La decisione è stata sofferta anche pensando ai proprietari dei cavalli che mi hanno dato fiducia in tutto. Li ringrazio tanto per aver rispettato la mia scelta, per non avermi fatto pesare nulla, tutti hanno atteso fino alla fine. Sono stato agevolato da persone competenti ed intelligenti. Chi è rimasto a casa un po’ di amarezza ce l’ha avuta perché è normale ma ha capito conoscendomi che guardo anche avanti!”
Secondo colpo di scena, esce per infortunio Pennyz e Panizzon. Un duro colpo per la squadra che avrebbe potuto contare su due binomi esperti. Lei cosa ha pensato?
“Anche Vittoria ha provato a prepararsi al meglio, purtroppo ha avuto un intoppo nella preparazione e questo può succedere, fa parte del gioco.  Vorrei ricordare anche Giovanni Ugolotti, per esempio,che  ha avuto un intoppo:  all’ultima gara non è andato benissimo e purtroppo non è riuscito ad accaparrarsi la fiducia finale per un appuntamento agonistico come Rio. In queste situazioni “impreviste” che rimescolano le carte all’ultimo momento, bisogna essere onesti e farsi trovare pronti! Certo che Pennyz ed Apollo in una strategia di gara sono due cavalli che possono tenere il plafond più alto e  costringere a prendere meno rischi. Nella squadra organizzata per Rio, non mi sono tirato indietro, sapendo che sarei stato io il cavaliere  a dover prendere più rischi! Ricadeva ancora di più su di me la responsabilità di presentarmi ai Giochi Olimpici con un cavallo pronto al 100%. Non mi sono amareggiato anche perché gli altri compagni di squadra sono ragazzi in gamba e validi. E’ successo anche a me gli altri anni, quando Apollo era infortunato.”
Foto Courtesy  Leszek Wójcik
Strzegom Horse Trials
" Apollo a Rio è stato bravissimo"

 Dove è avvenuta la fase finale della sua preparazione? E’ avvenuto un raduno collegiale?
“Nessun raduno, ognuno aveva esigenze tecniche personali. Mi sono come sempre appoggiato ad Andrew Nicholson per la preparazione finale ed avere una sicurezza concreta. Andrew mi ha detto “ Ho visto Apollo a Londra 2012 e lo confronto con quello che vedo adesso. Non l’ho mai visto in questa forma, ha fatto tutto quello che doveva fare, il cavallo è competitivo”. Alla luce di quelle parole pronunziate da un cavaliere di indubbio spessore, mi sono sentito ancor più carico e sicuro. Sono stato a lavorare da lui per un periodo di  20 giorni.”
Per la fase di dressage, come si è preparato?
“Sempre con Andrew Nicholson! Ormai come tutti sanno, Paolo Margi, il mio storico dressage coach, ha impostato questo cavallo quindi ho mantenuto il lavoro e gli standard degli ultimi 5 anni ... sempre con Andrew Nicholson vicino che mi copre professionalmente su tutti i fronti, perché sappiamo che è un cavaliere completo ed ho potuto rifinire la mia preparazione con lui.”
Arrivati a Rio, come è stata la fase di ambientamento ed i primi allenamenti in Brasile?
“Diciamo che la prima preoccupazione era il viaggio. Invece i cavalli hanno viaggiato benissimo grazie al Dott. Marco Eleuteri, il veterinario di squadra, che li ha accompagnati. Devo dire che sono arrivati tutti molto bene e devo dire che quella è una cosa importantissima perché tanti problemi vengono proprio dal viaggio, spesso bisogna aiutarli con terapie o lasciarli alcuni giorni tranquilli. Invece  il giorno dopo abbiamo avuto la possibilità già di fare un primo lavoro di approccio. C’è stata solo l’attenzione di gestione i primi 4 o 5  giorni di non esagerare con l’allenamento in attesa di capire chi sarebbe sceso in campo tra i primi e chi tra gli ultimi. Bisognava mantenere i cavalli freschi e positivi all’evento senza cercare ulteriori ed inutili rifiniture controproducenti. Giorni di recupero fisico volti a stimolare nella mente e nello spirito l’atleta cavallo”
Giornata dressage. Ennesimo colpo di scena. Non solo lei, ma tanti altri cavalieri – ad esempio Michael Jung- sbagliano  i cambi a volo. Lei intanto termina al decimo posto. Come ha sentito il cavallo in rettangolo? Cosa si aspettava dalla prestazione del primo giorno?
“Rivedendo anche il video, si è trattato di piccole sbavature che vengono soprattutto quando riesco ad avere una parte al trotto sopra la media. Perché sappiamo che il trotto di Apollo è sopra la media mentre il galoppo è un po’ il suo punto debole. Quando arrivo al galoppo avendo fatto la parte al trotto al 100%, ho il cavallo un filo più stanco e faccio fatica ad avere un galoppo di qualità è per questo che vado incontro a qualche piccolo errore. Ero molto contento perché secondo me il cavallo  ha eseguito un bellissimo test. Il mio disappunto è venuto- forse all’uscita si è visto- perché non volevo lasciare nessun punto e sapevo che per me era determinante sfruttare ogni piccolo punto da poter avere in campagna. Sono molto contento del test, parliamo di punteggi rilevanti e competitivi. “
Photo Tv courtesy Aurora Ferri
"Il trotto di Apollo è sopra la media, mentre il galoppo è un pò il suo punto debole"

Come ha sentito il campo in sabbia ed il terreno per le prova di cross?
“I campi in sabbia erano molto belli. Erano fondi preparati prettamente da gara non adatti per il lavoro su lunghi periodi.  I nostri cavalli da completo normalmente non sono abituati a praticare giornalmente terreni simili : si tratta di campi  su cui fare attenzione.  Danno  delle prestazioni maggiori però delle sollecitazioni anche maggiori alle articolazioni. Il terreno del cross era un po’ duro. La natura del terreno di partenza era già problematica, sicuramente hanno fatto il possibile, l’hanno preparato per tanto tempo, sicuramente non ha piovuto abbastanza, l’irrigazione avveniva secondo le possibilità, però il terreno era abbastanza duro, non perfetto”.
Giornata del cross. Quando ha fatto la ricognizione del giro, cosa ha pensato del percorso ideato da Pierre Michelet? Ed in relazione alle caratteristiche di Apollo?
“Quando ho visto il giro ... non mi sono stupito più di tanto! Andrew Nicholson con il quale mi sono preparato, dall’alto della sua esperienza, aveva previsto già tutto! Sapeva che questo Chef de piste non avrebbe regalato più niente, che non si sarebbe trattato di un giro tranquillo, che i nostri amici francesi si stavano  preparando da più di un anno per questo appuntamento: hanno preso parte ai più grossi concorsi in giro per il mondo andando molto veloce. “Qualcosa c’è” aveva detto Nicholson durante i nostri allenamenti. Aveva centrato l’ideologia: un 4 stelle con le alternative per dare la possibilità a tutti. Ma chi sceglieva le vie dirette esprimeva una altra gara! “
Photo courtesy Stefano Brecciaroli facebook page
"Dopo il viaggio, abbiamo pensato a dare giorni di recupero fisico ad Apollo,
volti a stimolare nella mente e nel fisico l'atleta cavallo"

Veniamo ad analizzare la sequenza di salti da cui è scaturita la sua eliminazione. Mi racconta bene come è andata?
“Prima di ciò voglio dire che il cavallo è stato bravissimo. C’erano tante richieste tecniche per entrambi ,percorso  impegnativo mentalmente per un cavallo, non solo grosso o difficile. Soprattutto volendolo fare secondo quando previsto dal costruttore. Ero pronto per questa situazione, mi ero allenato a fondo in Inghilterra.  Sono partito per fare la gara, ho usato solo una alternativa perché era un salto veramente sul quale ci voleva fortuna per passarlo – un angolo con un cancello e ad altri colleghi non è venuto proprio bene il salto- non era proprio” friendly” sicchè ho voluto evitarlo ad Apollo! Non era ideato proprio benissimo, c’era un po’ di trucco, un po’ di malizia dietro, non l’ho neanche presentato al mio baio esperto. Quindi arrivavo verso i salti conclusivi, la mia prestazione era importante, conoscevo la mia responsabilità anche nei confronti della squadra e voler dare tutto il possibile, ovvero portare un risultato individuale mio che avrebbe giovato anche  alla squadra. Questo era chiaro, il mio lavoro era chiaro. Il cavallo mi stava facendo sentire il percorso estremamente facile, ha fatto tanti salti in maniera strepitosa. Ma avevo pigiato sull’acceleratore quindi il cavallo su di sé sentiva i km, anche se il galoppo ed il salto era ancora fluido. Il problema mi è venuto sulla distanza all’entrata della barca mi è rimasto un filino bloccato nell’entrata in acqua e quando l’ho sollecitato in avanti non ha avuto quella reazione di inizio percorso, come è normale. Può succedere. La distanza era lontana, e’ venuto un salto non bello sull’entrata della prima siepe dove mi ha mandato fuori sella e nonostante quello sono riuscito a rimanere su, ho sentito che il cavallo, quando ha tenuto la redine,  ha provato a rientrare in maniera repentina, vedendo con la coda dell’occhio la bandiera a destra ho detto “ci siamo!” la sensazione è stata di essere riuscito a prendere il salto, per un pelo, ma di avercela fatta. Si, ho sentito di aver  colpito la bandierina , ma con la coda dell’occhio ho visto che era alla mia destra. Quello che si vede nel video è che c’è una situazione di disequilibrio, specie perché io ho la redine sinistra in mano, ed il cavallo va tutto a destra, però con la coda dell’occhio ho visto la testa che era dentro la bandiera rossa le spalle dentro...ho avuto la sensazione che il cavallo fosse passato. Sa, se uno va a vedere i video di tutti i cavalli è stato un percorso sul quale abbiamo giocato parecchio con le bandiere! È stato un po’ uno slalom gigante!!!”
Mi scusi, perché non si è rivolto al giudice al salto?
“Perché la mia sensazione era quella di averlo fatto. Avevo un salto a tre tempi di galoppo non di piccola entità. Ho preso la bandiera forte, l’ho vista sulla destra della testa di Apollo io mi sono spostato tutto a sinistra, dato che il regolamento dice la testa e le spalle devono stare dentro...per me ero passato. Avevo una tabella di marcia in mente  e stavo seguendo il mio schema”
Photo courtesy Rio 2016 official web site
"In gara avevo una tabella di marcia in mente e stavo seguendo il mio schema"

Lei è stato tacciato di egoismo e di non aver pensato al bene della squadra. Cosa può dire?
“Se uno vede il mio palmares, comprende che sono stato sovente al servizio della squadra. Compresa la medaglia d’argento conquistata a Fontainebleau con un cavallo che era il meno quotato del team, mi sono messo al servizio ed ho fatto il giro per la squadra; anche ad Atene con Cappa Hill – un bravo cavallo da squadra non per altro- io ho sempre impostato la prestazione per il gruppo. Vede sto parlando di due olimpiadi e con cavalli definiti sulla carta “ da squadra”. A Rio mancava poco, sarei potuto essere tra i primi dieci forse otto e vedere domenica cosa poteva succedere con un cavallo che salta bene in concorso. Così la squadra invece che nona od ottava risaliva in quinta o sesta posizione portandoci un pochino più avanti come team. Ho tentato di farlo perché avevo le carte in regola con onestà e coscienza professionale. Vorrei fare un esempio. Parlerei della squadra tedesca e di una mia amica Ingrid Klimke. Avevano un eliminato. Il Ct tedesco in campo prova le ha detto di andare veloce e fare il giro migliore possibile. Poi è venuto uno scarto andando veloce, ma non si può dire che Ingrid non abbia lavorato per la squadra! Quindi a lei uno scarto a me una bandierina, ma sono cose che possono succedere”
Adesso che fa, tutti si aspettano il ritiro di Apollo. Che succede, si annunzia il fine carriera?
“No, non lo ritiro! E’ tornato in buonissime condizioni. Anzi. A Rio ho avuto un bellissimo complimento su Apollo niente di meno che da Carl Hester. Il cavaliere inglese mi ha fermato sul pulmino che ci portava al villaggio olimpico in presenza anche di Valentina Truppa, e mi ha fatto molti complimenti per la qualità del cavallo e per i rischi che ho voluto prendere per cercare di arrivare al massimo. Mi è sembrato che il complimento fosse stato troppa cosa, rispetto ai miei errori avvenuti ai cambi a volo. Ma il coach di Valegro ha detto “certo, gli errori! Ma hai preso i tuoi rischi per stare davanti” è stato bello davvero bello...”
Foto Leszek Wójcik, 
Special Thanks to Strzegom Horse Trials
"La crescita di Roulette B è degna di menzione. In un anno e mezzo l'ha portata a vincere il CCI3 in Polonia"

I prossimi appuntamenti, se ci sono dopo Rio?
“Dunque l’anno prossimo ci sono i Campionati Europei. Apollo si deve riprendere da questo sforzo in Brasile. Ho fiutato nell’aria però  che è come sempre  un cavallo che ha il suo peso, che viene rispettato a livello internazionale. Questo  mi fa piacere e mi fa forte del lavoro di 8 anni con lui!  La mia stagione 2016 non è finita. Viscount George sta bene ed è in lavoro. Vorrei  essere presente a Vairano e Ravenna. Quanto all’altra cavalla molto promettente, Roulette B, rientrerà presto per i prossimi appuntamenti agonistici. Avrà tutto il suo spazio e la sua giusta attenzione e le sue opportunità. Sempre all’insegna della gradualità e dei giusti tempi, sono certo che questa politica gestionale che ho adottato con lei non tarderà a farle fare il suo vero e meritato exploit  nel Grande Completo. Ha un bel  talento  verve e  brillantezza per essere ai vertici tra non molto tempo!”
Foto Leszek Wójcik,Special Thanks to Strzegom Horse Trials
"Sono certo che Roulette B non tarderà a fare il suo exploit nel Grande Completo.
La politica dei piccoli passi con i cavalli porta i frutti sperati "



* Non siamo in grado di fornire ai lettori foto esclusivamente attinenti ai Giochi Olimpici di Rio. Il materiale fotografico a disposizione è coperto da rigidissimi vincoli di copyright e da alto valore economico che ci impediscono di usufruirne. Ci scusiamo per questo.









“RICOMINCIO DA GIJON”

"Mi fa piacere soprattutto che il cavallo abbia trovato la giusta forma e condizione per saltare ad alto livello"
nella foto Cannavaro 17 in azione in Spagna

SIMONE COATA SI RACCONTA DOPO LO CSIO5* IN SPAGNA:
 “Siamo partiti dall’Italia in 5  senza sapere chi  di noi avrebbe saltato la Coppa del sabato”!  
Escluso dalla Coppa, il cavaliere romano con il baio oldenburg “Cannavaro 17 “ agguanta il bronzo con un risultato individuale:  doppio netto nella gara 1,50 a due manches del venerdì. 
Ecco cosa ci racconta Simone Coata prima di ripartire per Losanna...
A cura di Giulia Iannone


Ci racconti di questa trasferta in Spagna. Ha preso parte allo CSIO5* di Gijon. Come le è sembrato il concorso?
“Si tratta di un bellissimo concorso e mi ero sempre ripromesso primo o poi di parteciparvi. Forse è un po’ lungo, perchè 6 giorni di gara sono un po’ pesanti soprattutto se hai solo due cavalli...come me! “
Entriamo più nel dettaglio, analizziamo le  fasi più significative del suo impegno agonistico anche ampliando il discorso alla squadra italiana che è scesa in campo?
“ Non saltavo un 5 stelle da febbraio tra l’altro disputato con un altro cavallo ad Abu Dhabi. Cannavaro 17, il mio cavallo di punta, tornava da un periodo di riabilitazione – effettuata interamente durante l’inverno, questo è il primo cinque stelle cui partecipa  di nuovo- Ha fatto un buon piazzamento nella gara grossa di venerdì e nella gara grossa del giovedì ha terminato con errore saltando molto bene. In Gran Premio devo dire che è stato un po’ sfortunato perché non ho trovato una buona distanza sulla riviera: il cavallo  ha messo un piede sulla stecca e poi è andato un po’ veloce ed è venuto un altro errore a seguito del quale mi sono ritirato. Ma il cavallo saltava molto bene. Sulla squadra posso dire che l’Italia non ha saltato male in Coppa! L’unica “pecca” che posso raccontare è di tipo organizzativo: 5 cavalieri sono partiti per Gijon. Percorrono 2200 km senza sapere chi salterà la Coppa e chi resterà a bordo campo. Gli ordini di squadra erano di saltare tutti con il miglior cavallo la gara grossa di giovedì, cioè quella di 1,60 e poi si sarebbe decisa la formazione per la Coppa nella giornata di sabato. Una volta sul campo, Emilio Puricelli che era delegato Capo Equipe, ha visto la gara, che era davvero grossa, (la gara di 1,60) che sarebbe servita per qualificare tra noi 5, i 4 che avrebbero montato in Coppa. Però presa visione di questo giro del giovedì, ha preferito non far saltare i 4 cavalli che avrebbero disputato la Coppa. Di lì il ritiro dei 4 cavalli ed io ho ricevuto in quel momento la comunicazione che non avrei partecipato alla gara del sabato  per difendere i colori della squadra italiana assieme al team.”
Un primo piano di cannavaro 17, castrone oldenburg di 12 anni da Caspar.
Photo di repertorio tratta dallo CSI3* di Wiener Neustadt

Lei risponde subito con un bronzo – doppio netto nel tempo di 36.44- nella gara a due manches di 1,50  del venerdì vinta da Al Sharbatly. ..
“ A quel punto era il giorno prima della Coppa, il mio cavallo aveva saltato tre gare di fila sarebbe stato impensabile usarci in Coppa! “
Alle sue spalle si è lasciato Wathelet, Rivetti, Conor Swail, Cian O’Connor giusto per citarne alcuni. Certo non con i loro primi cavalli, però fa piacere lo stesso il gradino basso del podio in questo contesto, no?
“Mi fa piacere soprattutto che il cavallo abbia ritrovato la sua giusta forma e la giusta condizione per saltare a quei livelli”
Photo Courtesy Shamela Hanley Photos

Ci racconta  di Cannavaro 17 – castrone oldenburg di 12 anni da Caspar- caratteristiche tecniche, indole... da quanti anni è con lei?
“Il baio oldenburg è arrivato da me in scuderia quando aveva 8 anni. Per caso! Ero in scuderia da Emanuele Gaudiano che è un mio carissimo amico, dovevamo andare a fare un concorso insieme. Al mio secondo cavallo, che a quel tempo era Incanto della Mezzaluna, sale la febbre. Emanuele dunque mi prestò Cannavaro per non rinunciare a quel concorso. Anzi, siccome saltò bene,  decise di lasciarmelo da montare ancora per 4 o 5 mesi fino alla Gran Premio di Coppa del Mondo di Verona. Il cavallo si comportò benissimo anche se era giovane per quell’impegno: aveva solo 8 anni! Dopo Verona Gaudiano lo ha ripreso ed ha fatto un po’ di concorsi fino alla metà dei 9 anni. Poi me lo ha rimandato e lì ho deciso di comprarlo  e da allora  è rimasto sempre con me! Si tratta di un soggetto che all’inizio aveva difficoltà di gestione soprattutto per il controllo. Piano piano ci siamo messi là, lo abbiamo lavorato. Sicuramente aveva già dimostrato di avere mezzi e rispetto per saltare tutte le gare: ad 8 anni fare il Gran Premio di Verona fu un buon test per far colpo su di me! Poi con l’aiuto di mio padre Piero, di Giorgio Nuti e Paolo Margi nel corso degli anni è migliorato il controllo. Con i cavalli poi...le cose non sempre vanno come uno spera. Il mio cavallo di punta ha avuto un piccolo problema verso la fine della stagione scorsa. Ha subito una piccola operazione, ha osservato un giusto periodo di riposo ed ora sta tornando in forma! “
"Luce Luce è una cavalla italiana di 11 anni. Ancora non sono riuscito a capire dove può arrivare con i  mezzi!
Stiamo parlando di un soggetto con molta qualità. La vedremo nel pieno l'anno prossimo"
nella foto Luce Luce in azione in Spagna

Settimo posto con l’altro cavallo, una grigia di nome “Luce Luce”. Ci parli di lei, da quanto tempo le è stata affidata?
“ In Spagna la cavalla ha portato a termine due buoni piazzamenti: due volte settima nelle gare di 1,40 di domenica e lunedì. Stiamo parlando di una cavalla che a mio avviso ha molta qualità, ancora non sono riuscito a capire dove può arrivare con i mezzi. Devo dire  che anche aumentando di categoria ha risposto sempre bene. Fino ad 1,50 penso che abbia fatto al massimo un errore. In quel contesto lì l’ho abbassata un po’ in quanto poteva essere più competitiva. Penso che è una cavalla che darà il meglio di sé l’anno prossimo perché sta maturando molto. Ha 11 anni però ha iniziato tardi l’attività sportiva. Ha fatto i primi progressi sotto la sella di Filippo Moyersoen e poi è arrivata da me”
Per concludere, quali saranno i suoi prossimi appuntamenti agonistici?

“A breve termine, parteciperò all’ International LONGINES Horse Show of Lausanne 2016, la settimana prossima, con Cannavaro e monterò Castello. Luce Luce si riposa un po’ in vista delle finali degli 8 anni ed oltre ad Arezzo. “

venerdì 2 settembre 2016

GIANNI GOVONI SCENDERA’ IN CAMPO NELLA TAPPA ROMANA DEL GLOBAL


Asso piglia tutto per due settimane di fila con Winn Winn all’Internazionale di  Montefalco, abbiamo contattato “The Master of  faster” per un breve commento in attesa del Global Tour di settembre a Roma
Di Giulia Iannone
Photo Courtesy Ufficio Stampa Le Lame- Daniela Cursi
"La cavalla ha saltato molto bene e sono molto contento di lei"

Facciamo un breve commento dopo le due settimane di gare al Concorso Internazionale  delle Lame. In quel contesto ha bissato la vittoria con un  Winn Winn “imbattibile”!
“La cavalla ha saltato bene durante tutti e due i concorsi. Ok, bisogna anche sottolineare che non c’era una grande concorrenza. Non c’erano tanti cavalli né una grande competizione   purtroppo,anche se c’è da dire che  il posto è bellissimo e si è trattato di un bellissimo concorso.  Detto ciò per rigor di cronaca  di risultato,  la cavalla ha saltato comunque molto bene! Sono molto contento”
Può descrivere meglio questa cavalla Winn Winn  - AES del 2003 da Chinn Chinn – e raccontarci brevemente la sua storia ed i tratti salienti del carattere di questo soggetto “velocissimo”?
“La cavalla era mia due anni fa e la montavo io.  L ’ho venduta ad un ragazzo americano e l’ha portata in gara per due anni. Poi non era troppo contento delle performances di questo cavallo e l’abbiamo ricomprata noi, io insieme ad altri proprietari. La cavalla è migliorata tanto, ha fatto molta esperienza adesso credo che per lo sport ora sia pronta a gareggiare a grandi livelli. Winn Winn è molto calda e particolare, bisogna conoscerla e saperla gestire non devi esagerare con il lavoro, non devi saltare tanto a casa ma quando va in gara ...è un genio!”
Dopo Bobolensky ( nella foto di Giulia Iannone , Piazza di Siena 2016)  il KWPN di 10 anni da Cornet Obolensky - poi ceduto- Gianni Govoni monta
un nuovo grigio promettente di nome Larbraker "Ho fiducia nel cavallo". . . 

Ha montato come sempre Antonio, cavallo che già conosciamo ed invece ha un nuovo cavallo nel suo team: Larbraker.
“ Si è il cavallo di un signore di Arezzo, si chiama Giovanni Monaldi. Il cavallo ha tantissimi mezzi e salta veramente bene. Lo monto da pochissimo tempo. Ha fatto qualche percorso bene, un giorno ha fatto male;  credo si tratti di un soggetto che ha bisogno di un po’ di lavoro. Senza togliere niente a nessuno, credo che precedentemente sia stato un po’ bruciato, credo abbiano voluto un po’ affrettare le performances. Ma il cavallo ha tanti mezzi e tanta volontà diciamo. Ripeto l’ho montato a questi due concorsi:  ha fatto bene non ha saltato male , ha saltato male un giorno nella gara grossa, ma credo si tratti di un cavallo cui dare lavoro e che va studiato un pochettino. Dico la verità, ho fiducia nel cavallo. Credo che possa dare qualche cosa di interessante !”
Antonio , KWPN di 11 anni da Oklund, nella foto di Giulia Iannone . Piazza di Siena 2016

Lei figura nella lista dei cavalieri italiani che scenderanno in campo alla tappa del Global Champions Tour a Roma. Cosa si aspetta cosa pensa di questo appuntamento prestigioso?
“Porto due cavalli che sono Antonio e Winn Winn che posso definire soggetti abbastanza affermati. Antonio lo conosciamo, Winn la rimonto da poco ma ha fatto benissimo fino adesso. Credo e spero di poter bene figurare alla tappa romana del Global!”
Quindi riepilogando i prossimi impegni, abbiamo imminente il Global e poi?
“Poi non lo so...vediamo! C’è un po’ in ballo la finale della Coppa delle Nazioni a Barcellona. Poi i cavalli ricominciano ad ottobre un po’ negli indoor. Non lo so ancora  di preciso sto guardando il calendario. Per decidere al meglio le gare da fare con i miei soggetti. . . “
"C'è in ballo dopo il Global di Roma, la finale a Barcellona"
Gianni Govoni ed Antonio nella foto di Giulia Iannone. Piazza di Siena 2016



mercoledì 27 luglio 2016

“ERA MIA MADRE”

 Le “Regole del Cuore” di un Avvocato sensibile, Donna di cultura, Madre tenerissima

Il ricordo di Rosanna Benvenuto scomparsa a Roma il 22 luglio 2016 presso la Clinica Salus del Prof.Riccardelli.

A cura di Giulia Iannone


Nata a Pescara il 24 febbraio 1942 da padre napoletano  Giuseppe “Josè” , Ufficiale di Marina , poi partigiano scampato miracolosamente, assieme alla famiglia che lo aveva seguito a Pola, alla persecuzione titina  e madre abruzzese , Rita, affascinate ed illuminata figlia minore di una nobile famiglia di Abruzzo.  Trascorse una infanzia serena e spensierata negli anni del dopo guerra a Chieti nella sofisticata, raffinata atmosfera colta  ed incantata  della casa  dei nonni Elena Babila e Silvino, sempre insieme al fratello Giorgio ed ai cugini inseparabili Elvi e Luigi. E’ questo il periodo della vita al quale ritornerà più spesso con gli occhi ed il vigore dei ricordi  per superare i tanti momenti bui che la vita futura le avrebbe riservato. 
Chieti, Corso Marruccino. La casa dei nonni nel quadro di
Rosanna Benvenuto del 1967

Nel 1960 si trasferisce con la famiglia , per motivi di carriera del padre militare, a Roma. Le scuole primarie avvengono  in collegio, dalle severe suore orsoline, cui seguiranno  gli studi classici presso il famoso istituto pubblico capitolino “Giulio Cesare”.  Eccellerà sempre nelle materie umanistiche, la matematica sarà sempre un po’ ostica. Si iscrive all’Università La Sapienza di Roma, alla Facoltà di Giurisprudenza portando a termine gli studi con puntualità e serietà presentando una Tesi sulla Teoria Generale del Diritto sulle dottrine del Prof. Emilio Betti. Il suo voto finale di Laurea, 105, non ricoprendo le aspettative personali per l’eccellente e profondo  lavoro svolto, la porterà per orgoglio e dignità a rifiutare la proposta di rimanere all’università come assistente della cattedra. Se ne sarebbe pentita negli anni a venire. Avrebbe voluto intraprendere la carriera “militare” come il padre ma negli anni ’60 alle donne non era concesso ambire al ruolo di ufficiale nell’arma della Marina.  Così portò a compimento il sogno nutrito sin dall’infanzia, per il suo grande desiderio di Giustizia ed equità, di diventare avvocato. In quegli anni essere donna ed avvocato, in una grande città come Roma non si sarebbe rivelata una cosa facile.
Lungo Tevere, Uno degli scorci preferiti da Rosanna
Roma, 1962

 Parallelamente agli studi universitari, la giovane Rosanna aveva già avuto una esperienza lavorativa che le aveva garantito una piccola retribuzione : operava come centralinista  della Società telefonica nella zona di Fontana di Trevi. Dopo questa piccola parentesi,  divenuta avvocato, iniziò la pratica presso diversi studi ricordiamo ad esempio quello del “Maestro” stimato ed ammirato per sempre, Avv. Nino Baldini, l’importante Studio Palenca-Tabulazi. Per la sua indole generosa, sensibile, rispettosa e di grande umanità , la professione libera si prospettava “poco redditizia”:  non riusciva mai in nessun caso ad ottenere alcun onorario! Così il pratico padre Giuseppe le consigliò anzi quasi la obbligò a  tentare il  selettivo concorso quale avvocato di un ente pubblico : l’ INAIL. La lungimiranza paterna aveva colpito nel segno!  Il concorso riuscì e la giovane, intelligente e  ben preparata  Rosanna entra a far parte dell’Avvocatura Regionale Inail capeggiata dall’Avv. Angelucci . Vale la pena ricordare che questo ufficio reggeva ben tre regioni : Lazio, Abruzzo, Sardegna. Erano questi anni non facili per l’Italia della ricostruzione. Il nostro paese si preparava ad attraversare momenti difficili, impegnativi, intensi. Gli anni di piombo, violenze in piazza, lotta armata ed anni del terrorismo, vissuti dal nostro giovane avvocato con grande intensità, dato anche l’impegno politico e sindacale dell’astro nascente  Giorgio, il fratello maggiore.  Due  vite così legate a filo doppio negli anni della infanzia, si erano tangibilmente separate ma sempre rincorse, intersecate, inseguite e sostenute sia pure da lontano, con Rosanna sempre nell’ombra ma sempre partecipe con l’approfondimento, l’informazione, un impegno politico e sindacale personale attivo e vivo. Il giovane avvocato  ha sempre seguito attivamente anche l’evoluzione del ruolo della figura femminile che negli anni settanta rivendicava la propria emancipazione sul lavoro, nella società, con un diverso atteggiamento nella famiglia verso la modernità. La ragazza di Pescara magra scattante, dai capelli rossi chiusi in una lunga coda di cavallo aveva mille interessi: una cultura enciclopedica, amava l’arte, la musica classica, il teatro, la pittura, la scrittura, la poesia, lo sport, gli animali. 
La "Medusa" malinconica. Sarà uno dei tanti volti, dei tanti sentimenti
 di Rosanna?
Roma, 1970

Fu ella stessa scrittrice, pittrice. Dotata di una tecnica speciale in “bianco e nero” in cui si trova anche rosso, blu, giallo, raffigurava volti di  figure femminili, magnifica la  “Gorgona malinconica” vinta ed affranta nella sua solitudine, cavalli antropomorfizzati, paesaggi  d’Abruzzo , di Romagna,  scorci della sua amata Roma.  Vinse numerosi premi, riconoscimenti e menzioni speciali per molte di queste opere. Ha praticato in quegli anni frequentando le strutture del Circolo Marina molti sport come Tennis e scherma. Più in lontananza alla Scuola della Farnesina l’equitazione divenendo allieva del maestro Maresciallo Aurelio Landi che seguì anche dopo a Castel di Guido. Una ammirazione speciale per il cavaliere Italiano Graziano Mancinelli.
  Forte coraggiosa volitiva e delicata ha condotto una vita all’insegna del “cuore”.
“Esule” per amore  del giovane avvocato  Luigi Iannone, conosciuto a palazzo Valentini ad un convegno di avvocati, si trasferisce, sposa,  nel 1978 a Salerno.
 Due cavalli in cammino verso il domani
l'uno accanto all'altro...
i due fratelli Giorgio e Rosanna?
I genitori?
Luigi e Rosanna?
Roma, 1964

 Lavorerà così nella cittadina della Campania all’Inail di Via De Leo, avvocatura distrettuale fino al 2008. Simpatica, allegra, gentile, spigliata, schietta, idealista ,sincera, appassionata di cucina e cultura enogastronomica come valorizzazione ed espressione di luoghi paesi e territori, sarà conosciuta nella sua terra adottiva per la sua gentilezza, educazione, generosità, rigore  coscienza morale e rettitudine sul lavoro e nella vita. “Avvocato della gente” non negava a nessuno consigli, supporto, conforto, accoglienza, ospitalità. 
Cavallo della Camargue. Rosanna era solita dire che per questo ritratto
aveva pensato a suo marito "Luigi".

Moglie e madre tenerissima ed esemplare.  Con le due figlie “Maria e Giulia” la si vedeva girare sempre per la città, per l’ufficio, in estate per i corridoi e le aule del Tribunale, come la chioccia con i suoi due pulcini sotto il suo impermeabile spolverino  come una ala di protezione. Amava gli umili, i semplici, gli “ultimi” i vinti, l’eroe puro ed ardimentoso che si batte sempre fino alla fine “anche quando è inutile” come Cyrano de Bergerac, come Don Chiosciotte. E’ rimasta nota a Salerno come l’avvocato che ancora in era informaticascriveva i suoi atti e le memorie difensive a penna, con la carta copiativa. Il PC “ Pasquale” e la stampante “Ninetta” erano, secondo una visione animista, due amici della stanza di ufficio, sempre piena di piante, fiori profumati, biscotti e cioccolatini nel cassetto, quadri e poster raffiguranti la sua Roma. Nel 2009 la sua vita si spezza a metà. Dopo un arresto cardiaco ed il coma durato 55 giorni, rimane sospesa tra la vita e la morte. La mente” insultata” dall’incidente vagherà come una nebulosa perdendo ad una ad una le pagine più belle della sua esistenza. Vivrà solo con gli istinti primari, sensoriali, emotivi, emozionali, con i legami del cuore che esistono in un sempre eterno perché fanno vibrare le corde e le stanze dell’anima attraverso il sentimento.
Uno dei volti di donna ritratti da Rosanna.
La giovane stava lavorando ad una mostra personale mai realizzata

  Fino a venerdì 22 luglio 2016, quando stanca ed esausta nella clinica di lunga degenza “Salus, assistita fino all’ultimo dalla Caposala “Marita”, da tutti i medici,  dallo staff infermieristico, dal Prof. Riccardelli, tutti gli operatori,   ha compiuto l’ultimo dono coraggioso ed eroico.  Ha trattenuto il tempo e “Lachesi”  non negando il saluto ed il commiato a tutti i suoi cari. Per ultimo quel giorno ha smesso di battere quel cuore che 7 anni prima l’aveva tradita trasgredendo ogni regola ed ogni equazione che per la sua esistenza sono stati principio di vivere. Ma la mente doveva sempre sottostare alla scelta del cuore. E così è riuscita a fare Rosanna,   fino all’ultimo respiro senza energia e linfa vitale.




mercoledì 20 luglio 2016

GIAMPIERO GAROFALO RIENTRA IN ITALIA

“NUOVA LUCE” !
Giampiero Garofalo sta già montando Luce del Castegno, SI di 11 anni da Campione x landfee, cavalla che ha fatto in passato parlare molto di sè...
Photo courtesy Giampiero Garofalo facebook page


Nuovo progetto di lavoro equestre per il cavaliere napoletano classe 1994. Tra i suoi nuovi cavalli di punta la "famosa" Luce Del Castegno
A cura di Giulia Iannone

Si è conclusa negli ultimi mesi la proficua collaborazione tra  il giovanissimo napoletano  Giampiero Garofalo ed il  “ super “ cavaliere Lucano,  Emanuele Gaudiano, il nostro cavaliere italiano di punta che, unico ad essersi qualificato a livello individuale , rappresenterà la nostra nazione alle prossime Olimpiadi di Rio su Caspar 232. Una amicizia, un sodalizio tutto del Sud Italia, del profondo meridione, quella terra così ricca di natura, arte e storia dove però è così difficile ed arduo praticare lo sport equestre e quindi si impone la necessità di emigrare all’estero, oltralpe all’inseguimento di un sogno e di  una strada espressiva.
 Giampiero Garofalo, cavaliere napoletano  figlio d’arte di papà Paolo, che oggi difende in campo di gara i colori dell’aeronautica militare, negli ultimi tempi però,  è rientrato a lavorare stabilmente in Italia, in Veneto per la precisione a Bussolengo.
Un nuovo progetto lo aspetta.
 “Sono tornato in Italia da quasi due mesi,per me sono stati due anni bellissimi e fondamentali per crescere in tutti i sensi.” Così ci ha annunziato via web il giovane talento con serenità, il solito entusiasmo, passione, gentilezza  e disponibilità aggiungendo” La famiglia Gaudiano mi ha messo a disposizione dei cavalli che mi hanno permesso di levarmi qualche piccola soddisfazione, ed  infatti colgo l'occasione per ringraziare Ugo Pisani (Equita)e la famiglia Gaudiano perché mi hanno trattato veramente come un figlio”.
Vale la pena ricordare infatti che il 2015 per Giampiero Garofalo è stato un susseguirsi di belle e buone soddisfazioni sicuramente scaturite da quella esperienza in Germania.  Per la precisione il nostro giovane talento ha lavorato stabilmente  a Vettelschoss (  Regione della Renania, ndr) nella scuderia di Emanuele Gaudiano. Quest’ultimo gli aveva  affidato un gruppo di cavalli, tra cui anche dei giovani,  dandogli  la possibilità di spostarsi disputando delle gare con questi soggetti.  Emanuele lo ha seguito  a casa quando possibile  ed  in gara in molte altre circostanze, sempre affiancandosi però all’occhio vigile di Paolo Garofalo, padre ed istruttore consolidato da anni del figlio secondo genito. 
"Indimenticabile il binomio che si era formato tra Giampiero e Corbanus, Castrone oldenburg da Corrado I"
Photo courtesy Giampiero Garofalo facebook page

  Indimenticabile per noi la pagina equestre scritta in breve tempo con Corbanus, questo bellissimo castrone oldenburg sauro da Corrado I per Baloubet du Rouet , con il quale Giampiero ha disputato  tre Coppe delle Nazioni Senior ( Bronzo a squadre sia a Drammen che ad Odense. Poi la Coppa a San Marino,ndr) , l’evento di Piazza di Siena, Verona ed il Campionato Europeo Young Riders in Austria. Merito anche e soprattutto, in questo magico allineamento astrale, del tecnico Gianluca Bormioli che da sempre ha saputo valorizzare la bella monta di Giampiero Garofalo.
Che dire davvero una collaborazione interessante e che ha dato buonissimi frutti.
Ma bisogna spesso rimescolare le carte, andare avanti, essere sempre pronti con coraggio e forza al cambiamento. 
Nuovi traguardi e nuove sfide per il
cavaliere napoletano. Dalla Germania rientra
in Italia
Photo courtesy Giampiero Garofalo
Facebook page

Ed è così che Giampiero Garofalo si è lanciato alla volta di una nuova scuderia, di una nuova collaborazione, alla ricerca di nuovi traguardi ed obiettivi ed altri cavalli con cui fare coppia per scrivere nuove e brillanti pagine del suo curriculum equestre. Ecco cosa ci racconta “ E’ ancora una volta, anche grazie  all’amico Emanuele ( Gaudiano, ndr)  ho iniziato una collaborazione con la Sigra.  Simona Gigante proprietaria di Luce del Castegno, Duarte ed Epsilon cavalli che oggi sono in scuderia con me e spero di ottenere buoni risultati .Ora sono in scuderia da Lorenzo Toscano con cui oltre ai miei cavalli  abbiamo iniziato una collaborazione e spero di riuscire a fare un ottimo lavoro. Dunque in totale posso contare su 7 cavalli:  I  tre già citati della Sig.ra Gigante, uno di nostra proprietà (Munir della Baia), Cipriano 5  in società con il signor Antonio Lensi ed  un 5 e un 6 anni in società con Ugo Pisani ,in più due cavalli di proprietà di Lorenzo toscano”
Ebbene sì, il nome del nostro talento campano si lega a quello di Luce del Castegno, la cavalla grigia italiana oggi 11enne,  figlia di Campione x Landfee che tanto ha fatto parlare di sé negli ultimi anni. Passata sotto la sella di Daniele Da Rios, Luca ed Andrea Calabro, era “volata” in Germania nelle scuderie di Ludger Beerbaum dopo il sesto posto conseguito a Lanaken durante il Campionato del Mondo dei Giovani cavalli di 7 anni. A quel tempo la cavalla era stata montata da Giovanni Consorti. Nel 2014 questa stessa cavalla conquistò la medaglia d’oro con Philipp Weishaupt durante il campionato tedesco per professionisti. La cavalla dagli splendidi occhi azzurri,  bellissimo esempio della selezione dell’allevamento italiano è oggi tra le mani di un giovane umile e valido talento, figlio d’arte, educato gentile metodico e determinato,  che cercherà di interpretare al meglio la grigia pomellata dando “nuova luce” e nuova grinta all’interno di un nuovo  binomio che già ha iniziato nei primi due concorsi di questa nuova “era” a far riparlare di sé.  
Il talentuoso cavaliere fa parte del progetto "YR Academy" sezione Education
Photo courtesy Giampiero Garofalo facebook page

Tra l’altro il giovane cavaliere è entrato a far parte del progetto Young Riders Academy “   faccio parte del programma Education” ha spiegato Giampiero Garofalo”  e credo che sia una cosa molto interessante per poter imparare molto, anche per quanto riguarda la gestione della scuderia. In  più potremo lavorare con i nostri cavalli insieme ad un tecnico per due mesi, a spese dell’organizzazione che si prende cura della nostra formazione”.

A questo punto...In bocca a lupo, Giampiero!