giovedì 30 gennaio 2025
4 CHATS WITH LAURA CONZ
CLOSE UP
By Giulia Iannone
(the images taken by Giulia Iannone were kindly enabled and granted by Laura Conz, whom we thank)
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We have translated an excerpt into English from the original interview with Laura Conz
Last weekend, in Rome, we were lucky enough to meet, in the warm up arena , Laura Conz, Olympic italian rider, coach, iconic face of Italian dressage... back at the helm of Italian dressage as Team Manager, for the new four-year period Olympic. Always available and smiling, she made herself available to have a chat, touching on various technical and conceptual topics.
I observed you, once again on the test pitch, always smiling, positive, cheerful, engaging with the boys. You exudes joy and enthusiasm in what you transmit, you seem to be riding with all your students. But how do you do it? Better when you was a rider or now?
" They are two different situations, but they complement each other. When you are a rider, you are more responsible for the result. You are the one who enters, everything depends on your ability to execute what you have been told or the strategy that has been thought of. As a coach , I find the most difficult moment because when the students have entered the pitch, you are helpless and you have to watch what the kids are up to and sometimes it's complicated, because you maybe see some mistakes that are about to arrive, but obviously, you can't do anything"
In your technical instructions on the arena , I listened to you well, you are very clear. you constantly repeats 3 points: external rein, position before the leg especially with a young horse, and energy or good rhythm. So, if you say it carefully, what are the "focal points" of Laura Conz's style, which leave an indelible mark on the equestrian and interior life of those lucky enough to be followed by her?
"I believe that one of my main technical points is to make the horse "comfortable", both in terms of gait and attitude, for example, of the neck. Not all horses can be, let's say, "up" because perhaps they are young and not they still have strength, other horses still have to stand a little longer to be able to move freely with their backs. What I always look for is that the horses move well, correctly balanced, with energy and "comfortable". I care a lot, it's not make them work hard for a long time when doing exercises, whatever they are. You must always interrupt them, perhaps with a relaxing circle or with a pause in pace or something else Obviously, when the horses get tired, they no longer perform, and then it's not right. It's like going to the gym to do gymnastics and always making an effort."
Satisfy my curiosity! During the warm up, you asked some pairs to perform extended trots. you gave, as a preparatory indication, to "turn up the weymouth". But what did you mean?
"I'm sorry, but I never said to raise the bit! What I mean is that some kids anticipate the time to give in. It's like when you go to jump and you have to move forward with your hand, and it shouldn't be done before the horse takes off. You have to go together. If you give the indication of medium trot, and clear in front, it's like doing a throw on the jump. You have to keep contact, maintain contact and then, when the horse is in balance, let's say. in the draw you want, then slowly move forward with your hand and allow the horse to stretch its neck. It is a problem of "timing", especially children, or they catapult backwards with their shoulders, and in this way they hang in the mouth, producing a throw, making the comparison with show jumping, because they are behind the movement; or they go forward, ask but empty with their hands."
mercoledì 29 gennaio 2025
QUATTRO CHIACCHIERE CON LAURA CONZ
CLOSE UP
4 CHIACCHIERE CON LAURA CONZ
Di Giulia Iannone
( le immagini scattate da Giulia Iannone, sono state gentilmente abilitate e concesse da Laura Conz, che ringraziamo)
Lo scorso week end, a Roma, abbiamo avuto la fortuna di incontrare, in campo prova Laura Conz, amazzone azzurra olimpica, coach, volto iconico del dressage azzurro... di nuovo alla guida del dressage italiano come Team Manager, per il nuovo quadriennio olimpico. Sempre disponibile e sorridente, si è resa disponibile a scambiare 4 chiacchiere, toccando diversi argomenti tecnici e concettuali.
Riconfermata Team manager fise, yrider, junior e children;capo equipe Campionato d'Europa Dressage; membro nella commissione di selezione per le medesime categorie giovanili. Come ha accolto questa conferma di incarico?
" Sono davvero molto contenta di poter lavorare nuovamente con i giovani e poterli aiutare a migliorare tecnicamente e a raggiungere i loro obiettivi "
L'abbiamo vista all'opera, con molti giovani binomi azzurri , di queste fasce di età, a Roma, lo scorso week end, per una gara di esercizio e di allenamento. L'inverno è sempre una pausa stagionale, utile per studio, preparazione e organizzazione del training. Su cosa sta lavorando con i giovani binomi? Quali sono gli obiettivi della stagione 2025 e gli appuntamenti salienti in calendario?
" Le gare di qualificazione nazionale sono già iniziate , un pó in tutta Italia, sia al nord che al centro. Il 31 gennaio/ 1-2 febbraio, abbiamo il primo stage con il tecnico federale, il giudice a 5 stelle, Ghislain Fouarge, e già dal 21 al 23 febbraio molti binomi si incontreranno a Cattolica, in occasione dell'internazionale in programma. Nella pausa invernale, tutti i ragazzi hanno lavorato con i propri istruttori, i cavalli hanno fatto un pó di riposo e qualche gara nazionale, a parte Manzato, Borghesi, Tommasoni e Spoenle che hanno fatto gare a fine novembre/ primi di dicembre"
È fresca la notizia:lei sta per ricevere dal Coni, la palma d argento. Una onorificenza al merito tecnico che si ottiene dopo 20 anni di attività svolta. Come ha accolto questa notizia?
"Di sicuro, come ogni benemerenza del Coni, è un simbolo di grande prestigio riceverla. È un onore per me. Spero di raggiungere anche quella d'oro, così faccio l'en plein"!
Credo che ce la farà! Basterà raggiungere i tempi giusti, non pensa?
" Allora devo tenere botta!"( risponde scherzosamente ,ndr)
L'ho osservata , ancora una volta in campo prova, sempre sorridente, positiva, solare, trascinante con i ragazzi. Trapela gioia ed entusiasmo in quello che trasmette, sembra stia montando con tutti i suoi allievi. Ma come fa? Meglio quando era amazzone o adesso?
" Sono due situazioni diverse, ma che si complementano. Quando sei amazzone, sei più responsabile del risultato. Sei tu che entri, tutto dipende dalla tua capacità di eseguire ciò che ti è stato detto o la strategia che è stata pensata. Come istruttore, trovo il momento più difficile perché quando gli allievi sono entrati in rettangolo, sei impotente e devi guardare cosa combinano i ragazzi ed alcune volte è complicato, perché vedi magari degli errori che stanno per arrivare, ma ovviamente, non puoi fare nulla"
Inarrestabile nelle sue attività, in dicembre è uscito anche un manuale equestre, che la vede tra gli autori, assieme ad altre personalità equestri. Che valore ha l'opera e di che si tratta?
"È un manuale di base di tutte le attività equestri, appunto di base. Proprio gli inizi per l 'equitazione. Per me ha un grande significato, perché l'ho realizzato assieme all'amico Stefano Paperini, per altro durante il Covid. Ora Stefano è mancato, e per me è stato un grande onore e gioia portare a compimento questo lavoro con lui. Adesso finalmente è stato dato alle stampe"
Nelle sue indicazioni tecniche, in campo, l' ho ascoltata bene, lei è molto chiara. Ripete costantemente 3 punti: redine esterna, assetto prima della gamba specie col cavallo giovane, ed energia ovvero buon ritmo. Allora , lo dica lei bene, quali sono i "focal points" dello stile Laura Conz, che lasciano una orma indelebile nella vita equestre ed interiore di chi ha la fortuna di essere seguito da lei?
" Credo che uno dei miei punti principali tecnici sia quello di mettere "comodo" il cavallo, sia come andature che come atteggiamento, per esempio, del collo. Non tutti i cavalli possono stare , diciamo, "su" perché magari sono giovani e non hanno ancora forza, altri cavalli devono stare ancora un pó più lunghi per potersi muovere liberamente con la schiena. Quello che guardo sempre è che i cavalli si muovano bene , correttamente in equilibrio, con energia e "comodi". Un'altra delle cose cui tengo molto, è di non fargli fare fatica, per un tempo prolungato, quando si fanno degli esercizi, qualunque esso siano. Bisogna sempre interrompere, magari con un circolo in distensione o con una pausa al passo o qualcosa d'altro. Ma non tenerli sempre sotto pressione e per troppo tempo. Quando poi i cavalli si stancano ovviamente, non performano più, e poi non è giusto. È come andare a fare ginnastica in palestra e fare per una ora sempre sforzi "
Soddisfi una mia curiosità! Durante il warm up, lei ha chiesto a dei binomi di eseguire dei trotti allungati. Ha dato, come indicazione preparatoria, di "alzare il morso". Ma cosa intendeva dire?
" Mi spiace , ma io non ho mai detto di alzare il morso! Quello che intendo è che alcuni ragazzi anticipano il tempo di ceduta. È come quando si va a saltare e bisogna andare avanti con la mano, e non va fatto prima che il cavallo stacchi. Si deve andare insieme. Se tu dai l'indicazione di trotto medio, e svuoti davanti, è come fare una rimessa sul salto. Bisogna tenere il contatto, mantenere il contatto e poi, quando il cavallo è in equilibrio, diciamo, nell'allungo che desideri, allora piano piano vai avanti con la mano e permetti al cavallo di allungare il collo. È un problema di "timing" , di tempismo dell'azione. Soprattutto i bambini, o si catapultano indietro con le spalle, ed in tal modo si appendono in bocca, producendo una rimessa, facendo l'equiparazione col salto ostacoli, perché sono dietro al movimento; oppure vanno avanti, chiedono ma svuotano con le mani. Bisogna restare "con il movimento".
sabato 25 gennaio 2025
BECKY MOODY E JAGERBOMB ALLA WCUP DI AMSTERDAM:LA 'NORMALITÀ' DEL DRESSAGE SI TINGE DI ARGENTO
DALLA COPPA DEL MONDO DI DRESSAGE, AMSTERDAM.
vorrei parlare di....
BECKY MOODY e Jager bomb
Dalle olimpiadi di Parigi 24, da quando è apparsa come outsider questa ragazza inglese, accanto al suo cavallo, onestamente mi sta portando alla memoria delle bellissime sensazioni di un dressage "normale" , dalla parte del cavallo, che i nostri tempi ci hanno fatto perdere tra le nebbie dell'esagerazione e della spettacolarità.
La storia di questo cavallo, ormai si sa, sarebbe dovuta essere diversa. Oggi noi non lo avremmo visto con Becky, perché, cavallo home bred, era stato scartato da giovane, perché non dotato di 'flashy movement '.
Pur figlio di Jazz, Bomb non è proprio la bomba esplosiva e guizzante che il dressage contemporaneo si aspetta.
Ha altre doti, altro talento, e ha un feeling pazzesco con la sua amazzone, solare, gioiosa e dai capelli rossi. Da Parigi 24 una crescita esponenziale. GARA DOPO GARA, SEMPRE PIÙ UNITI, ARMONIOSI, UN PIACERE GUARDARE IL GP TEST. PERCHÉ?
SONO NORMALI, GENUINI, VERI. UN CAPOLAVORO DI ADDESTRAMENTO, UNA PUREZZA DELL'ADDESTRAMENTO. LA BRIGLIA IMPOSTATA DA MANUALE, IL GALOPPO, I CAMBI BEN SALTATI. 9 NELLE DUE PIROETTE AL GALOPPO. UN BEL GALOPPO IN AVANTI CON VERA VARIAZIONE. IL BINOMIO È AGILE PUR NELLA FISICITÀ IMPONENTE, SIA DI BOMB CHE DI BECKY. SONO UN.BINOMIO DAVVERO INTERESSANTE, CHE VIVE LA NORMALITÀ COME UN PREGIO, PER LAVORARE BENE , PER UN BUON LIVELLO DI ADDESTRAMENTO. 77.087, UN SECONDO POSTO IN GP CHE VALE...ORO!
LA CORRETTEZZA ED IL RISPETTO DEL PROPRIO ESSERE È LA CARTA VINCENTE. IMPARIAMO CHE LA SPETTACOLARITÀ SPESSO È NEMICA DEL BENE, DEL BELLO, DEL DRESSAGE.
SOLO UNA COSA...
CARA BECKY, RESTA COME SEI:SOLARE, FRESCA, NORMALE, SPONTANEA, COERENTE CON TE STESSA E QUESTA IDEA.
NON CAMBIARE MAI.
(GIULIA IANNONE)
Photo estrapolate da youtube a solo scopo didattico
🇬🇧
FROM THE DRESSAGE WORLD CUP, AMSTERDAM.
I would like to talk about....
BECKY MOODY and Jager bomb
Since the Paris 24 Olympics, since this English girl appeared as an outsider, next to her horse, she is honestly bringing to mind the beautiful sensations of "normal" dressage, on the horse's side, which our times have made us lose among the mists of exaggeration and spectacularity. The story of this horse, we know by now, should have been different. Today we would not have seen him with Becky, because, as a home bred horse, he had been rejected when young, because he did not have 'flash movement'.
Even though he is the son of Jazz, Bomb is not quite the explosive and darting bomb that contemporary dressage expects.
He has other skills, other talent, and he has a crazy feeling with his rider, sunny, joyful and red-haired. Exponential growth from Paris 24. RACE AFTER RACE, EVER MORE UNITED, HARMONIOUS, A PLEASURE TO WATCH THE GP TEST. WHY?
THEY ARE NORMAL, GENUINE, TRUE. A MASTERPIECE OF TRAINING, A PURITY OF TRAINING. THE BRIDLE SET BY MANUAL, THE GALLOP, THE CHANGES WELL MADE. 9 IN THE TWO PIROETTES AT A GALLOP. A NICE GALLOP FORWARD WITH REAL VARIATION. THE COMBINATION IS AGILE EVEN WITH THE IMPRESSIVE PHYSICALITY OF BOTH BOMB AND BECKY. THEY ARE A TRULY INTERESTING COMBINATION, WHO EXPERIENCES NORMALITY AS AN ADVANTAGE, FOR WORKING WELL, FOR A GOOD LEVEL OF TRAINING. 77,087, A SECOND PLACE IN THE GP THAT IS WORTH...GOLD!
CORRECTNESS AND RESPECT FOR ONE'S OWN BEING IS THE WINNING CARD. WE LEARN THAT SPECTACULARITY IS OFTEN THE ENEMY OF GOOD, OF BEAUTIFUL, OF DRESSAGE.
JUST ONE THING...
DEAR BECKY, STAY AS YOU ARE: SUNNY, FRESH, NORMAL, SPONTANEOUS, CONSISTENT WITH YOURSELF AND THIS IDEA.
NEVER CHANGE.
(Giulia Iannone)
lunedì 20 gennaio 2025
ANDREA GIOVANNINI, CAMPIONE ITALIANO ASSOLUTO SENIOR 2022
Ti aspettavi di vincere il campionato Italiano tecnico assoluto di dressage 2022 e cosa rappresenta questo riconoscimento per te?
"Assolutamente non mi aspettavo un risultato del genere. Mi sono preparato al meglio durante l'anno, sono sceso in campo a presentare il mio lavoro. Per me e la cavalla era il primo campionato assoluto e come tale, non potevo immaginare un risultato del genere. La cavalla è giovane, ha 11 anni, e ribadisco che non me l'aspettavo! Abbiamo dato il meglio possibile, dopo si sono allineate una serie di circostanze e di elementi a nostro favore, perché nello sport agonistico , spesso la Dea Bendata, ci mette il suo zampino, nonostante un errore nei cambi ad un tempo, e così abbiamo vinto l'oro del campionato tecnico. Ma in categoria c'erano 14 binomi di vertice del nostro panorama dressage italiano, ed una super giuria internazionale, con giudici stranieri 4 e 5 stelle. Una occasione di grande spessore in cui contendersi tale titolo. Per me, un orgoglio doppio, perché oltre al titolo assoluto, vinco anche il criterium freestyle in sella a Jambo Deaa, un cavallo di soli 8 anni, l'unico soggetto di 8 anni nella sua categoria, che nel tecnico arriva quarto e la domenica chiude quasi con quasi il 71 % "
Che cosa rappresenta per te questo titolo?
"La ricompensa di tanti anni di sforzi, sacrifici, dedizione, lavoro silenzioso ed instancabile, una maniera concreta anche per ringraziare tutta l'equipe che ruota inevitabilmente intorno a questo risultato, dai proprietari, trainer, maniscalco, veterinario, groom. Tutte le pedine instancabili che muovono gli ingranaggi di questo sistema che mi ha portato sul gradino alto del podio, e in realtà dal 2016 al 2022, a diversi premi in campionati italiani,ottenuti in varie categorie di tale evento agonistico, salendo piano piano, anno dopo anno, con cavalli giovani, home made, verso la categoria dell'assoluto"
The best, cavalla oldenburg di 11 anni. Non sembra essere una cavalla facile, dal punto di vista emotivo e biomeccanico. Cosa ci puoi dire?
" Quando mi arrivò in lavoro, circa 6 anni fa, dalla scuderia Equitago, presentava molti problemi caratteriali. Con tanta pazienza, sono riuscito a trovare il bandolo della matassa. È una cavalla femmina, di gran qualità, ma con tanto carattere , molto calda, molto sensibile, da maneggiare con cura. Sono tanti i problemi che derivano da questo tipo di carattere. Bisognava affrontare ogni tassello con calma e costanza."
Credi che il carattere di questa cavalla sia maturato?
" Si, il carattere è maturato molto, anche nella gestione e scansione della gara. Credo che da questo momento in poi, lei potrà raggiungere l'apice del suo lavoro, perché psicologicamente ed emotivamente adesso accetta il lavoro, e la pressione che non poteva mettere nelle richieste. Ancora non posso chiedere tutto fino in fondo, però siamo sulla strada giusta".
Come ti sei preparato a questo appuntamento clou della stagione?
"Non ho cambiato molto la mia routine quotidiana. Il lavoro era programmato da un anno. Io arrivo sempre molto presto in scuderia, e chiudo tardi la sera. Ho lavorato col mio trainer, José Daniel Martin Dockx, che è venuto dalla Spagna a seguirmi, per alcuni giorni di seguito, dopo aver terminato i campionati del mondo di dressage. La decisione di portare anche l'altro cavallo, Jambo Deaa, non era premeditata. Infatti l'ho iscritta quasi all'ultimo"
Le due vite di Andrea Giovannini: spettacoli equestri e dressage agonistico. Non credi che queste due anime, nel sancta sanctorum del dressage, possano confondere e opacizzare la tua credibilità di dressagista?
" A mio avviso possono esaltare la mia immagine di dressagista, sono complementari, non si disturbano perché dialogano molto bene tra loro e si arricchiscono. Tutti sanno che io nasco come stuntman a cavallo, e lavoro molto negli spettacoli equestri in giro per l'Italia ed anzi per il mondo. In questo settore avevo raggiunto il massimo e sentivo di aver bisogno di nuovi stimoli e traguardi per la mia anima eclettica. Ho iniziato a montare in dressage a 29 anni, senza avere alle spalle una famiglia di tradizione equestre, e non ho effettuato il classico iter a cavallo dal pony in su. Tutto quello che ho fatto, l 'ho fatto da solo, prima con i cavalli iberici, e poi con cavalli del nord Europa, che ho preso da giovani a 4 anni fino a livello Grand Prix. Ci vuole coraggio, dedizione e passione, che mi viene dagli spettacoli equestri. Ho molto equilibrio in sella, perché ho fatto lo stuntman, io a 9 anni passavo al galoppo sotto la pancia dei cavalli al galoppo! Gli spettacoli equestri mi rendono avvezzo a seguire la musica, non ho problemi se sono in anticipo o in ritardo su di essa, perché la conosco, la posso interpretare, a patto però che sia solida e ben presente la tecnica. Ed quella che ho raffinato nel tempo, avendo equilibrio e musicalità. Io quest'anno ho vinto il campionato assoluto tecnico, non freestyle. Vuol dire che piano piano, lavorando con umiltà e diligenza, sto maturando anche come cavaliere ."
Ti piacerebbe, dopo questo titolo, poter lavorare per difendere i colori azzurri in una squadra?
"È il sogno di una vita, oltre a portare con orgoglio il tricolore sul petto, difendere i colori del mio paese, in una qualsiasi competizione. Nonostante il grande risultato, noi continuiamo a lavorare, per crescere sempre di più, raggiungere maggiore consapevolezza equestre, espressività e maturitá. Battersi su campi stranieri per confrontarci, aprirà anche nuove sfumature al lavoro. Credo di avere le basi giuste e le persone giuste che mi aiuteranno a migliorare ancora di più e sicuramente andare anche oltre il titolo italiano. O per lo meno provarci".
Quali sono i programmi post campionato?
"La cavalla avrà un meritato periodo di riposo, e ricominceremo la preparazione. A gennaio assieme al mio coach, decideremo quali gare fare. Il mio obiettivo è poter contare su di un cavallo di punta, che per lo meno giri attorno alla percentuale del 70. Nel rispetto dei proprietari e di chi investe su di me, è inutile uscire all'estero, con la percentuale del 66. Il mio coach spagnolo mi ha prospettato un bel progetto per l'anno prossimo, per confrontarci all'estero ".
Vuoi dirmi qualcosa di più del tuo metodo di lavoro:tu usi la tecnica spagnola?
"No, per favore la tecnica spagnola non esiste! Ho sempre frequentato la Spagna, fin da bambino, in primis perché hanno grande armonia ed energia nel lavoro equestre. I professionisti collaborano tra loro sempre con grande entusiasmo e non perdono tempo ad essere rivali. Hanno la mentalità di prendere il giovane cavallo e portarlo al gran premio , poi tutto dipende dalle qualità del cavallo. Ma ci arrivano tutti i cavalli, non scartano nulla. È un concetto vecchio dire che la doma spagnola è quella del circo. È obsoleto, non si può sentire. I risultati degli ultimi anni del dressage di vertice, ci fanno capire che non è più così. Ricordo che molti cavalieri tedeschi, oggi si fanno supportare, specie per il piaffe e passage, da cavalieri spagnoli. Jose Antonio garcia Mena, mio carissimo amico, frequenta la scuderia di Isabell Werth, in supporto di alcuni cavalli complicati, che hanno problemi col piaffe/passage. Ormai i cavalieri spagnoli sono entrati nel dressage agonistico con grande forza. Dire che spagnolo equivale al circo, proviene dagli stolti e da chi non si aggiorna. La Spagna del dressage di vertice oggi, è tra le prime 6 nazioni al mondo. "
photo courtesy Andrea Giovannini fb
martedì 29 ottobre 2024
DULCIS IN FUNDO, CECILIA MAGNI
COMPLIMENTI A...
Di Giulia Iannone
DULCIS IN FUNDO,- non mi sono scordata di lei, solo volevo raccogliere ancora qualche idea-
Cecilia Magni , trionfatrice nella finale Fise 4 anni su Sandfield Jorolity, Irs 2020, di proprietà della stessa Cecilia. Mette al collo l'oro l' amazzone lombarda di soli 21 anni, con un doppio clean round in campagna e nella prova di concorso, mantenendo il punteggio intonso dalla prova di dressage , 24 pn ovvero pari ad una percentuale di 76.050.
Trionfa di nuovo con Tara Van Hey Leliehof , Belga 2019, di proprietà di Sofie Vereenooghe e Charlotte Alm, nella Finale Fise 5 anni élite ( in cui ha preceduto Rebecca Chiappero) con 28.30 pn, una prestazione puntuale sin dalla prima giornata di dressage, ( anche per questo binomio molti 8 e 8.50 in movimenti, come ad esempio, l'alt finale e l'impressione generale) con una lievissima sbavatura per il tempo solo nella prova di cross.
Abbiamo sentito parlare di questa ragazza sin dagli anni in cui montava i pony. Charisma e Cascada i più famosi, con uno ha anche partecipato agli Europei di dressage. La bambina si destreggiava con abilità nelle due discipline, con impegno, eleganza e dedizione. Un giornalista sportivo la soprannominò il Colibrì di Somma, per la sua leggerezza e raffinatezza negli aiuti. Poi un bronzo junior tre anni fa in Svezia, in squadra nel completo, su Piano Star. Infine ha sorpreso tutti, con la scelta particolare, coraggiosa e sicuramente complicata, di puntare seppur giovanissima, sul cavallo giovane e non più su cavalli già preparati e di esperienza. Dopo tutto il pony importante da dressage, era stato allevato e preparato da lei ! In una intervista, disse cosi "Più avanti vorrei iniziare a portare dei cavalli giovani. Ora, a casa, ne ho uno di quattro anni che a fine stagione farà il suo primo Completo. Poi ci siamo aggiudicati a un’asta tre puledre di un anno, ma per loro vedremo più avanti come comportarci». Il 4 anni del tempo credo sia Mr. PADDINGTON, che quest'anno è risultato il miglior 7 anni in circolazione, anche qualificato per il Mondial du Lion , che Cecilia MAGNI ha deciso di non affrontare perché non reputava che fosse l'appuntamento giusto per il binomio, e la 4 anni dei Pratoni deve essere una delle puledre di 1 anno, individuata all'asta. Alcuni questo inverno, sostenevano fosse passata al salto ad ostacoli definitivamente, poiché stava lavorando semplicemente alcuni cavalli giovani per un allevamento! La verità è che questa ragazza ha scelto una carriera formativa didattica e sicuramente piena di sacrifici e molte più responsabilità, perché il colibrì tra le mani anzi tra le ali, ancora in attesa di maturità, deve far volare dei piccoli giovani cavalli. Chiuderei la riflessione di questo post, inserendo la frase che ieri sera sua madre Caterina, ha postato sul web. " così non andate da nessuna parte" pare qualcuno gli abbia detto all'inizio dell'impresa. Dipende, come disse lo stregato ad Alice in the wonderland " dove realmente desideri andare!" E Cecilia non ha preso una scorciatoia, ma la strada, tutta sua, per andare dove realmente desidera andare. E questo ce lo dirà strada facendo.
Percorrendo una strada tutta sua!
Photo courtesy Cecilia Magni fb
martedì 8 ottobre 2024
BAHKSIA, LA "ROSA RAMPICANTE "SELLA ITALIANA DI 6 ANNI
REBECCA CHIAPPERO AL MONDIAL DU LION 2024, CON BAHKSIA, LA "ROSA RAMPICANTE "SELLA ITALIANA DI 6 ANNI
di Giulia Iannone
Rebecca Chiappero, amazzone Lombarda classe 1985, specializzata nel l'addestramento di giovani cavalli da completo torna alla kermesse francese anche quest'anno. L'ho ribattezzata "Rebecca Mondial " perché ha all'attivo 5 partecipazioni a questa vetrina annuale dedicata ai giovani soggetti, talento del concorso completo. L'abbiamo incontrata, come ogni autunno, in intervista, e ci ha parlato del sella italiano di nome Bahksia, femmina del 2018 da Ladro di Cuori x Malva del Quadrifoglio. Ecco cosa ci ha raccontato, Rebecca, di questa "rosa rampicante " nata ed allevata in Piemonte...
Mondial du Lion D'Angers 2024, Rebecca Chiappero ci sarà con Bahksia. Quanti sono fino ad ora i tuoi Mondial? Ci ricordi quante sono le partecipazioni, anno, nome del cavallo e risultato finale, così facciamo un breve riepilogo?
"La mia prima partecipazione è stata nel 2019 per i 6 anni con Tintoretto del Quadrifoglio (fratello uterino di Bahksia) che chiude con doppio netto al 16° posto e torna l'anno successivo per i 7 anni facendo netto in cross con soli 5 secondi di fuori tempo e un errore in salto. Nel 2020 oltre a Tintoretto nei 7 anni, monto anche Cooley Kil Mhantain nei 6 anni, che, dopo un ottimo dressage e impeccabile cross (eravamo decimi dopo la seconda prova) si taglia un glomo in cross e decidiamo di non presentarlo alla terza ispezione.
Nel 2021 Cooley Kil Mhantain torna per i 7 anni, ma uno sfortunato missing flag su un angolo, macchia una bella gara, invece nei 6 anni, con Bonmahon Chelsea finiamo al 3° posto, facendo uno dei risultati più belli della mia carriera finora. Nel 2023 torno dopo un anno di assenza, e chiudo al 10° posto con Kassiopea Preziosa.
Chi è questa "rosa rampicante " che partecipa ad ottobre, nella categoria 6 anni? Carattere della cavalla, doti, pregi, difetti, linea di sangue, e forse anche una sorella illustre. Ma nel nome, ha una h che non dovrebbe esserci, cosa è successo al suo nome originario?
" Bahksia, o Banksia come avrebbe dovuto chiamarsi, se non fosse stato per un refuso al momento dell'iscrizione appena nata, è come già detto, sorella uterina di Tintoretto e figlia di Ladro di Cuori di Ca' San Giorgio, e ciò la rende diversa dal fratello "più purosangue " dandole mole importante e forza da vendere. È una cavalla molto intelligente, ma per certi versi ancora immatura, e questa stagione è stata una sorpresa continua, se solo 6 mesi fa qualcuno mi avesse detto che sarebbe andata a Lion, non ci avrei scommesso un euro. Invece, anche grazie alla mia recente collaborazione con Francesco Falorni, giorno dopo giorno, abbiamo lavorato per trovare la giusta chiave di lettura di questa gigantessa dal cuore buono.
A che età è arrivata da te la cavalla, da dove proviene, come è stato il processo di addestramento e maturazione fino ad ora. Ti aspettavi di partire ancora una volta per la Francia?
" La cavalla mi è stata affidata fin dagli inizi, appena domata per intenderci, e la strada è stata tutt'altro che semplice, innanzitutto non sono solita avere a che fare con cavalli così grandi, e questo mi ha reso le cose più difficili, poi il suo carattere fino allo scorso anno era molto discontinuo, anche se di base c'era "quel qualcosa " che mi ricordava in parte il fratello con cui avevo sempre avuto un feeling molto buono. Durante questa stagione, trovando anche la chiave di lettura grazie all'aiuto di Francesco Falorni e completando anche la sua crescita fisica e mentale, la cavalla ha fatto "click" specialmente in cross, prova in cui Rosa è decisamente nel suo habitat e performa sempre al 100%!
Credo ci sia una dedica particolare per questo sella italiano, che dici?
"Sicuramente dietro a questa cavalla c'è un forte sentimento che ci lega al suo proprietario/allevatore, che è il Sig. Alberto Bolaffi, che segue la carriera del suo ultimo prodotto con estrema attenzione e tifa per noi ogni volta. "
Come stai Rebecca dopo l' incidente grave di 2 anni fa? So che sei seguita da uno staff medico e fisioterapia molto speciale. Ce ne parli?
"Ormai è passato un anno e mezzo dal mio incidente e quello che mi ha lasciato è "solo" una ernia, che a fine stagione , dovrò infiltrare, ma che al momento sto gestendo evitando che mi faccia troppo male! Per fortuna mi sono ripresa al 100% e questa è la cosa più importante!
Photo courtesy Rebecca Chiappero fp
venerdì 27 settembre 2024
OMAGGIO AL MAESTRO AMALFI
intervista a cura di Giulia Iannone
E 'stato pubblicato, nel mese di marzo 2024, dalla Zoraide Editore, a firma di Mario Gennero, il libro " Scritti Equestri" di Francesco Amalfi, che fu cavaliere, soldato, maestro d'equitazione, nato a Sant'Agnello, Napoli, il 2 ottobre 1883 e morto a Roma, l'11 dicembre del 1968, e sepolto a San Mauro Torinese. Simbolo di coraggio e dedizione nella cavalleria italiana del novecento, la sua essenza si proietta nel secolo successivo al suo, attraverso questo libro, dedica e tributo sentito di Daria Camilla Fantoni, che fu per 8 anni giovane allieva nella disciplina del salto ostacoli, prima di diventare l'amazzone dressagista che tutti conosciamo, 5 volte campionessa italiana e con all'attivo, 3 partecipazioni olimpiche. Abbiamo parlato con Daria in intervista, di questo testo sul Gen. Amalfi, omaggio che ci ha colpito non poco. Ecco cosa ci ha raccontato ...
Come nasce concettualmente l' idea di questo libro, Scritti Equestri, fortemente voluto da te, Daria ?
"Avevo a casa ben conservati degli appunti che erano stati preparati proprio da Amalfi, una altra tranche me l' aveva portata la figlia Raffaella, qualcosa risaliva all'epoca delle mie lezioni con il Generale. Sono stata sua allieva per ben 8 anni, e dopo il lavoro a cavallo, mi consegnava dei fogli preparati da lui, per ripetere o approfondire qualche argomento. Il materiale complessivo era bello corposo, risaliva alla sua vita e carriera equestre. Era davvero un bel malloppo di fogli, scritto a mano, abbastanza problematico, a volte da interpretare e decifrare, per via della calligrafia e della foga con cui era trascritto il pensiero su carta. Mario Gennero, cultore equestre, scrittore, giudice di salto ad ostacoli, autore, ha lavorato a questi appunti dal novembre al febbraio 2024 pian piano ha analizzato, assemblato, studiato il testo, qualche volta ho dato qualche consulenza e conforto in merito a qualche parola che non sembrava chiara per via della grafia. Devo dire che è stato davvero un grande e buon lavoro effettuato dall'ottimo Mario Gennero, ne è venuto fuori un testo che reputo essere fonte di saggezza, di conoscenza ed arte equestre."
Concretamente, il libro come è stato realizzato?
"L'idea ed il materiale originale è mio. L'opera è stata finanziata e realizzata da Mario Gennero, che ha trovato questa casa editrice, Zoraide Editore, in Puglia, che ha stampato il manoscritto. Alla fine io compro i libri e li divulgo per ora in attesa di presentare l' opera. La cosa importante da sottolineare, è che quello che Amalfi ha scritto, è stato riportato testualmente sul libro, esattamente come sugli appunti. Forse saranno state aggiunte 2 o 3 virgole"
Parlare del Generale Amalfi oggi: che valore ha, che eredità ci ha lasciato attraverso gli scritti ed i suoi allievi e quale può essere la greencard sempre viva e moderna delle sue intuizioni e convinzioni tecniche?
"Lo stesso libro lo chiarisce benissimo, tutta la vita di Amalfi fatta di esperienze, conoscenze, contatti, confronti, viaggi, approfondimenti è una greencard per il futuro. Il grande Maestro è venuto a contatto con della figure equestri molto importanti, soprattutto in Germania. In Italia ,come sempre succede con le personalità innovative, non era molto amato questo tecnico, soprattutto da una parte dell'ambiente militare in sé, che comprendeva persone poco preparate ed ignoranti. Amalfi ha lavorato 2 anni e mezzo in Ungheria, a 50 km da Budapest, come consulente tecnico alla scuola di Orkény. Li era stato invitato da alcuni militari ungheresi per approfondire le conoscenze sulla disciplina del salto ad ostacoli. In tale scuola, ha potuto imparare ancora, apprendere ed approfondire da questi militari ungheresi, che in campo equestre erano molto più preparati e colti dei nostri militari. L' apprendimento è stato effettuato adoperando anche i cavalli lipizzani, per cui vi era molto riferimento agli schemi e metodi della scuola spagnola di Vienna. La tecnica classica vale per sempre, è una matematica, per sempre precisa, durevole, incontestabile ".
Ci colpisce molto la tua dedica a questo Maestro. Cosa rappresenta per te questa figura equestre non solo tecnicamente, ma anche per la tua identità personale, nonché di atleta e campione che ha rappresentato il nostro paese in tutto il mondo,dopo con il Dressage?
"Ho lavorato, ribadisco 8 anni con Francesco Amalfi, dalla fine dei miei 18 anni ai 26. Lui aveva 76 anni. Per me non è stato solo l'istruttore di equitazione, ma un maestro di vita, una guida, un punto di riferimento, un esempio. Era un uomo eccezionale. Aveva delle intuizioni moderne ed innovative e tutto quello che aveva previsto, si è avverato. Uomo molto difficile, come tutte le persone con un genio particolare, però impersonava , incarnava la filosofia del cavallo e della vita in generale "
Ma il dressage Daria, nella tua vita di allieva, quando arriva?
"Dopo di lui io ho continuato l'attività equestre col salto ostacoli, poi per 10-11 anni ho montato in corsa, grande lezione per il concetto di contatto, e poi bel 1976 a 34 anni, ebbi l'occasione di comprare, da Fausto Puccini, un vecchio cavallo di nome Mylord, un purosangue livello Grand Prix. È stato questo soggetto che mi ha permesso di approcciare il dressage di vertice"
Ci saremmo aspettati da te, onestamente, un libro sui Maestri del dressage, non so Theodorescu o Tempelmann. Come mai, tu che sei uno dei dressagisti olimpici italiani, fondatori della disciplina nel nostro paese, scrivi di un tecnico del salto ad ostacoli e soprattutto Caprilliano?
" in primo luogo, ci tengo a precisare, che Amalfi non
era un Caprilliano. Non era questo cavaliere né contro, né a favore di Caprilli.Tutti gli allievi che venivano a Pinerolo, tedeschi, russi, americani, inglesi, francesi, inserivano la nuova intuizione di Caprilli, all'interno del loro sistema di lavoro, inteso come messa in mano ed equilibrio del cavallo, ad esempio, i tedeschi, e di conseguenza poi ci battevano! Quanto alla dedica...io non ho scritto niente. Questo libro lo ha scritto il mio maestro natio di Sorrento. Io ho solo conservato tutto il suo materiale cartaceo, e l ho dato alle stampe. Un pó glielo avevo promesso. È un tributo, un omaggio, ho solo portato a compimento un lavoro che aveva fatto lui. Lui spesso mi dava molte indicazioni a voce. Era contrario all'idea di scrivere un libro, se ne erano già scritti tanti ai suoi tempi. Tra l'altro, chi legge un libro di equitazione è una persona che già conosce la tecnica pratica e desidera fare un ripasso. Invece un giorno mi disse" il libro, lo scriverai tu, quando moriro". In realtà lo aveva scritto lui tutto da solo. Questo è il mio dono da allieva ad un uomo molto particolare ".
La punta dell'iceberg della tua carriera e vita equestre è il dressage Grand Prix. Quanto c è nell'insegnamento di Amalfi, che è confluito, ha permeato e costituisce la base solida di questa disciplina nobile di vertice?
"Posso dire di aver compreso gli insegnamenti di Amalfi, dopo che lui era morto. L'ho capito nel tempo, attraverso la comunicazione, l'esperienza, la sensibilità, i cavalli me l'hanno insegnato, l'amore per questi magici animali, la maturità equestre. Io dico l'arte equestre e non il dressage. Il dressage è uno spicchio, una fetta dell'arte equestre, se vogliamo è anche una brutta parola. Il dressage è una preparazione atletica, è la ginnastica artistica del cavallo, un addestramento di base conforme alle altre discipline. Sarà il tipo di cavallo che si ha tra le mani a fare la differenza: quello che ha attitudine al salto, salterà meglio, quello da corsa, correrà meglio in ippodromo, e quello dotato di 3 belle andature, e memoria si esprimerà in dressage, con l'equilibrio giusto, un corpo che funziona come atleta, con una giusta muscolatura, e così avremo ottenuto un cavallo più longevo e che si infortunerá di meno."
nella foto, gentilmente concessa da Daria Camilla Fantoni, l'amazzone accanto a Sonny Boy.
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