venerdì 6 settembre 2019

PIETRO ROMAN DOPO IL CAMPIONATO EUROPEO

Completo
“BARRADUFF, IL GUERRIERO HIGHLANDER CHE VUOLE MIGLIORARE ANCORA”
Di Giulia Iannone
Photo courtesy Pietro Roman facebook eventing page
"Ho sempre avuto un cavallo eccezionale e il fatto che a 17 anni continui a migliorare è per me motivo di grande orgoglio. "

 Operazione "Ticket to Tokyo" conclusa positivamente in Germania. Tra gli alfieri di quella squadra ,c'era per la quinta volta, Pietro Roman. Il figlio d’arte al telefono ci ha detto molto in relazione alla prestazione di squadra,  a quella individuale, ai  suoi progetti per il proseguo, alle le sue belle sensazioni su Barraduff. Questo e molto altro nella seguente intervista…


Facciamo subito un commento sulla tua prestazione individuale, sottolineando questa magica performance in rettangolo con il grigio Highlander “Barraduff”. 
“Il cavallo era in forma già dalle settimane precedenti l’europeo. Sono partito molto positivo da casa. Sono molto felice della mia prova di dressage a Luhmuhlen, perché  Barraduff,  è sempre stato molto bello ed elegante, un cavallo che ruba l’occhio però le ultime gare – soprattutto i mondiali- non sono andate come speravo e desideravo. Avevo messo un po’ troppa pressione, un po’ troppe richieste da quel punto di vista. Tornando indietro a casa, ripercorrendo i nostri passi, abbiamo ristabilito una fiducia reciproca in rettangolo molto positiva e si è rivelata una buona preparazione. Il cavallo nei 10 minuti prima del rettangolo era incredibile, a dir poco  spettacolare. Avendo alle spalle degli ultimi rettangoli non proprio positivi, per sicurezza ho messo 10 minuti in più di lavoro rispetto al solito. Quei 10 minuti in più, si sono sentiti, poiché il cavallo era molto bello ma un pochino privo di energia. I due errori che sono venuti: il trotto allungato che non sono riuscito a tirar fuori ed il primo cambio, da galoppo destro a sinistro, che solitamente è il mio migliore, credo siano dovuti ad un calo di stamina. Nonostante ciò, mi sono molto divertito col cavallo, mi è piaciuto il momento, ed sono felicissimo di aver ritrovato un cavallo collaborativo e sereno.”
C’era una strategia di gara?
“ Sì, ma non era basata sul rettangolo, ma sulla giornata di cross. Partire in dressage il secondo giorno, è più conveniente perché si sa, i giudici sono un po’ più generosi con i voti. La strategia era fondata sul fatto che un binomio considerato di grande esperienza come me e Barraduff, con una buona sicurezza  in campagna, ha avuto il compito di partire per primo, per visionare e testare il tracciato in modo da  far orientare e poter consigliare gli altri componenti della squadra  su come gestire il tracciato”.
Come era questo cross? Lo hai visionato a piedi nudi, abbiamo visto le foto della ricognizione in cui sembra tu cammini sulle acque! Quali i punti delicati da tenere d’occhio?
“ Era un percorso difficile ma molto chiaro e mi è piaciuto da subito. Le richieste formulate dal disegnatore erano all’altezza di un campionato d’Europa ma allo stesso tempo molto chiare. Un buon binomio con fiducia reciproca, una monta semplice avrebbe portato a casa un buon risultato. Così è stato. Gigi era incredibilmente agile, concentrato, attento, le orecchie sempre avanti, non ha mai avuto la minima esitazione nell’affrontare il cross. Il percorso, come ho detto, era chiaro ma non classico. Partiti con i primi 3 salti, si doveva poi affrontare un buon minuto e mezzo di galoppata priva di ostacoli dopo la quale si arrivava ad una discesa stile scivolo dei pratoni con in fondo un cassettone, un enorme drop in ricezione e la prima acqua che era una richiesta decisamente seria. L’acqua e le sue richieste non mi preoccupavano, anche se ho trovato molto inusuale il suo posizionamento così presto sul tracciato. Tutte e 4 le acque erano di notevole importanza, soprattutto l’ultima con quei due cassettoni in curva e quel fronte stretto acqua- acqua molto verticale, che si è dimostrato un salto decisamente ostico da affrontare a fine percorso. Non facendo un passaggio eccellente sull’ultima acqua e sapendo che avevo un bel po’ di secondi in mano da poter utilizzare al meglio, ho deciso di alternare sul salto successivo, un  angolone in cresta, evitando così uno sforzo inutile, dopo un salto non bellissimo, al cavallo. Saper riflettere ed essere in grado di valutare un cambio di programma, seppure in pochi brevi secondi, è fondamentale per la buona riuscita del percorso. E’ stato un giro gradevole, divertente, bellissimo. Oso dire che  mi sono divertito, per quanto uno si possa divertire, sapendo di avere in gioco il pass Olimpico.”
Photo courtesy Pietro Roman facebook eventing page equipe foto
Barraduff,  è sempre stato molto bello ed elegante, un cavallo che ruba l’occhio ...

Hai ritrovato il tuo Gigi, grande compagno di avventura? A 17 anni, qualcuno aveva ipotizzato una sua fase di tramonto. Cosa puoi dire?
“Assolutamente! Ma dire che l’ho ritrovato è sbagliato. Ho sempre avuto un cavallo eccezionale e il fatto che a 17 anni continui a migliorare è per me motivo di grande orgoglio.  E’  arrivato in formissima, rientrando subito di fiato, saltando benissimo fino alla fine. E’ un guerriero, vive per fare queste gare e facendone meno in questi anni di maturità, ogni volta che vede partire il van con gli altri cavalli in scuderia, sta lì affacciato alla finestra del box e si capisce bene che vorrebbe salire, ma spesso  non è la sua gara. E’ valsa la pena aspettarlo tanto, è stato un soggetto tardivo. Il lavoro lento e rispettoso ha dato i suoi frutti, perché tutt’ora è un cavallo in evoluzione (positiva) e al top della forma”
Però, noi sappiamo, che Gigi, ha il suo tallone di Achille e si tratta della prova di concorso Ippico. Dico bene?
“ Esatto. La terza prova per lui è delicata. Ma questa volta devo confessare e confermare che i due errori a questo campionato europeo nella prova di concorso sono arrivati per colpa mia. Sono partito scarico, sul numero 1 e non sono stato abbastanza reattivo nel rimettermi in avanti il cavallo sul numero 2, la distanza era un filo troppo lontana sul  verticale n°2 in cui volevo tenere un po’ di spazio ma, andava tenuto con un ritmo ed un’energia sicuramente diversi, ritmo ed energia che non avevo. Una incomprensione enorme da parte mia che mi ha dato un bello schiaffo in faccia, e dopo quel grande imperdonabile errore abbiamo saltato benissimo i rimanenti ostacoli. Era un percorso grosso tecnico ed impegnativo”
Se tu avessi fatto netto, saresti stato quinto?
“ Direi di sì, confesso che non sono andato troppo a vedere. Comunque questo è lo sport. Era una situazione d’oro, nella quale si capiva, anche dopo ragionandoci con Jacopo Comelli, che il cavallo voleva fare netto, aveva il potenziale per fare bene. Niente da aggiungere, ho montato male io. Tutto qua. Sapevo già entrando in campo che la squadra aveva ottenuto la qualifica per le olimpiadi, ma nonostante ciò sono comunque entrato un po’ teso e nervoso, in una posizione molto buona, sapendo che facendo netto e sentendo il cavallo in super forma, sarei finito nella top 10 del campionato. Non è andata!”
Forse il fatto più importante è stato aver ritrovato Pietro Roman versione Gigi?
“ Ho ritrovato, dopo i mondiali, un cavallo sereno ed espressivo e concentrato sul grafico del primo giorno, incredibile in cross, e la cosa che stupisce di più, un cavallo che a 17 anni ha ancora voglia, testa e cuore per cambiare ed imparare a saltare diversamente. La cosa sta avvenendo, purtroppo da parte mia ci sono delle piccole incomprensioni. Solo un cavallo straordinario come lui può essere pronto a cambiare metodo di monta in salto ostacoli alla sua età. E’ un cavallo estremamente intelligente”
Photo courtesy Pietro Roman facebook eventing page
"Operazione Ticket toTokyo raggiunta!: 

sono estremamente felice che l’obiettivo primario sia stato raggiunto”

Che vuol dire cambiare metodo a 17 anni?
“ Prima di tutto gli ho dato più fiducia. Avevo sempre paura il terzo giorno che il cavallo non avesse quel buco in più per poter saltare bene. Non è mai stato un cavallo estremamente di gesto o con un rispetto incredibile, se no non sarebbe così in campagna. Gli abbiamo solo ricordato come usarsi meglio e svolgersi con tutto il corpo sul salto. Senza fare nulla di sconvolgente abbiamo fatto un lavoro per metterlo a suo agio su qualunque tipo di salto. E’ un lavoro fisico e mentale al contempo”
A chi si deve questo lavoro?
“ La rifinitura attuale di questo pensiero tecnico lo dobbiamo a Jacopo Comelli. Ma in passato ho lavorato anni con Duccio Bartalucci e Giorgio Nuti, tanti grandi tecnici che mi hanno trasmesso e lasciato sensazioni indelebili”.
Chi sono allora tutte le altre figure tecniche che ti hanno aiutato a prepararti per questo campionato europeo?
“ Mia moglie in primis, Francesca Blasi che mi è sempre vicina e mi permette di svolgere il mio lavoro di cavaliere, è la mia roccia in tutto quello che faccio non solo nello sport, ma anche nella vita. E’ una grande donna di cavalli, molto attenta al loro benessere psico-fisico. Devo moltissimo a mio padre Federico, perché mi ha riportato- dopo l’ultima esperienza di Haras du Pin, gara nella quale pensavo di affrontare una garetta di esercizio ed invece è stata fonte di  una incomprensione in cross-  sulla retta via facendomi capire come dovevo recuperare il filo del discorso il giorno del cross. In equitazione è sempre così, ogni tanto si vince, ogni tanto si impara. Sono sicuro che prima o poi qualche grande bel risultato senza dubbio arriverà. In dressage mi offre un grande aiuto un cavaliere olimpico che è Daniel Pinto, che seguiva già mio padre in passato. Non è sempre facile da reperire per via della sua attività internazionale, ma ce l’abbiamo fatta anche stavolta.”
Per la quinta volta alfiere nella squadra azzurra, avete staccato il biglietto per Tokyo 2020. Cosa mi puoi dire?
“ L’obiettivo di questi campionati europei era quello. La strategia era quella. C’è stato un grande appoggio e sostegno dei tecnici federali, selezionatori, veterinario, tutto lo staff federale da Kathrine Lucheschi, Giacomo Della Chiesa , Marco Eleuteri, Francesco Girardi. Poi ci siamo trovati il terzo giorno a poter combattere per una medaglia, cosa che non è andata come speravamo, però sono estremamente felice che l’obiettivo primario è stato raggiunto”
Cosa ne pensi di questa squadra tedesca ancora oro e questo duello Ingrid –Michael che ha visto trionfare la figlia d’arte?
“ Trovo la Germania di nuovo una nazione in gran forma con 4 binomi estremamente competitivi. Devo confessare di essere un enorme fan di Ingrid Klimke, sono molto contento che abbia vinto lei, come donna di cavalli, atleta, figlia ed erede di una immensa tradizione equestre e poi sono innamorato del suo cavallo Bobby. Sono molto lieto per lei”
Adesso quali sono i tuoi programmi per gli altri cavalli?
“ Ho un calendario abbastanza pieno, non c’è riposo in vista per me da qui fino a fine novembre.  C’è del lavoro da fare per me, anche perché mia moglie Francesca attende il nostro secondo figlio, quindi devo portare avanti il lavoro anche dei suoi cavalli. Jake, il cavallo di mio fratello che ho comprato da lui, dovrà qualificarsi su un 4 stelle lungo. In accordo con i tecnici vedremo quale gara scegliere.”

Photo courtesy Pietro Roman eventing page
"questo risultato ottenuto non è assolutamente un risultato individuale ma frutto di una squadra unita che ha lottato, sofferto e combattuto per un obiettivo comune."

Quindi sarà Jake ad andare a Tokyo?
“ Difficile da dire ora, non so neanche se andrò io… L’idea sarebbe quella di avere due cavalli pronti ed adatti per affrontare un impegno olimpico. “
C’è qualcosa da aggiungere?
“ Sembra scontato, invece vorrei formulare i miei più sentiti e vivi complimenti ai miei compagni di squadra, questo risultato ottenuto non è assolutamente un risultato individuale ma frutto di una squadra unita che ha lottato, sofferto e combattuto per un obiettivo comune. Di conseguenza, i miei più grandi complimenti a tutti loro assieme alla mia più totale stima ed un grazie anche a tutto lo staff federale. Sono stati presenti senza stravolgere e cambiare le routine di noi cavalieri senior. Non era un compito facile essere presenti, aiutare sostenere senza disturbare ma ci sono riusciti nel migliore dei modi. Sono stati fantastici”




venerdì 2 agosto 2019

VITTORIA PANIZZON DOPO CAMPHIRE “UN FANTASTICO RISULTATO PER L’ITALIA”.

Photo courtesy Vittoria Panizzon facebook page
" Questo cavallo,Ha sempre dato il suo meglio in gara, si è sempre distinto per il suo essere onesto e collaborativo e genuino. Si muove molto bene e copre bene"

Di Giulia Iannone
Vittoria Panizzon sul castrone baio di 10 anni, Super Cillious, inanella un ottimo quarto posto individuale chiudendo con 31,50 pn ed aiuta la squadra italiana, durante la tappa di Nations Cup in Irlanda, a salire sul gradino basso del podio. Abbiamo raggiunto al telefono la nostra portacolori azzurra che vive in Inghilterra. Queste le sue impressioni ed i suoi progetti in vista del Campionato Europeo.

Come puoi commentare il  terzo posto della squadra italiana , ottenuto in Irlanda, tappa di Nations Cup? Bella sensazione anche  il  tuo quarto posto a livello individuale, vero?
“ Un fantastico risultato per l’Italia!  Super Cillious, il cavallo che montavo, inizia ad avere abbastanza esperienza a questo livello, in piano si muove molto bene, progressivamente  va sempre meglio. Può fare davvero molto di più. E’ ancora abbastanza giovane e deve maturare ulteriormente".
Analizziamo con ordine i momenti salienti della gara, dal dressage a questa tua bella rimonta nella fase di cross, un bel netto durante la prova di concorso ippico. Puoi descrivere anche i tratti salienti del percorso di cross country?
“In dressage credo che il cavallo in futuro potrà fare molti passi in avanti  maturando. C’è bisogno di perfezionarsi  a questo livello, ma il soggetto si muove molto bene. Devo aspettare che si confermi e stabilizzi l’equilibrio, allora so che “Ken” – il nickname del cavallo- potrà essere  più competitivo e performante. Anche gli altri italiani hanno portato a termine buone prove in rettangolo, soprattutto in squadra, quindi siamo partiti già molto bene. Il percorso di cross aveva abbastanza “domande” non era enorme ma comunque competitivo, con qualche salto tecnico su cui fare attenzione, percorso un pochino tortuoso che presupponeva essere abbastanza reattivi e montare con prontezza per avvicinarsi al tempo per non fare troppe penalità. Il mio cavallo è molto veloce in campagna, ed è sempre stato molto onesto. Inizia a fare più esperienza su questi livelli quindi oramai, seppure sia passato in 4 stelle l’anno scorso, inizia ad essere abbastanza affidabile a questo livello. Sapevo che per noi non sarebbe stato tanto difficile il percorso, ma la cosa importante era non fare sciocchezze essendo componenti di una squadra ed essendoci la pressione della gara di una formula Nations Cup. E’ facile commettere qualche sciocchezza nel momento meno opportuno! Invece è andato tutto come previsto, se non altro avrei bisogno di più condizione io, piuttosto che il cavallo, perché sono stata un po’ infortunata  in questo periodo, risento di qualche difficoltà al tratto sacro-iliaco, soprattutto di natura muscolare, niente di drammatico, però a volte sono un po’ indolenzita e sembro “zoppa”! in cross era più preparato il cavallo e rischiavo  di stancarmi io! Super Cillious è un cavallo che si impegna moltissimo: punta bene tutti i salti tra le bandierine, è molto molto onesto, copre bene e sa essere rapido. Anche gli altri italiani sono stati bravi: Giovanni Ugolotti ha portato a termine un giro fantastico, ed anche veloce, Arianna Guidarelli ha fatto un bel giro solo un po’ lento ma credo che forse non sia ancora troppo abituata ad andare veloce su percorsi del genere. Però ha consegnato un bel giro che è stato di aiuto per la squadra ed un passo buono per il futuro. Buoni i giri anche di Alberto Giugni e Fabio Fani Ciotti. E’ stato bellissimo, come mood di squadra, avere qui in Irlanda un bel contingente italiano. Ci siamo sostenuti e motivati a vicenda, e siamo stati molto bene insieme. Nella prova di concorso ippico, il mio cavallo si è impegnato molto, anche in salto ostacoli potrà progredire, però si impegna molto e dà, in ogni occasione, il massimo contributo. Man mano che affrontavamo il percorso sentivo che saltava meglio, fa del suo meglio per non toccare. Questo è un bell’atteggiamento come compagno di gare, poi col tempo si rafforzerà . Giovanni ha fatto un giro bellissimo, poi credo che abbia sentito la pressione sull’ultimo salto, è scappato l’errore, una barriera sfortunata. Comunque è stato un bel giro per la squadra, Arianna ha fatto un netto bellissimo, che ha messo di buon umore già ad inizio gara. Ci sono state prove molto positive per l’Italia in generale. Un terzo posto, chiaramente molto entusiasmante, particolarmente emozionante trovarsi sul podio durante l’annuncio del ritiro dalle gare di Mark Todd. E’ stato molto emozionante per tutti noi, essere lì sul podio. Un momento per il completo e per l’equitazione in generale che nessuno di noi potrà dimenticare mai: fare l’ultimo giro d’onore dietro di lui. “
vittoria Panizzon facebook page
" Siamo stati molto bene insieme come squadra"
Hai parlato già tecnicamente del tuo Super Cillious, ma tu da amazzone molto empatica e sensibile, puoi parlarci del suo carattere, dei suoi pregi, difetti, punti di forza ,del vostro feeling in gara?
“Ha sempre dato il suo meglio in gara, si è sempre distinto per il suo essere onesto e collaborativo e genuino. Si muove molto bene e copre bene. Allevato dalla mia istruttrice o mentore da molti anni, Sarah Bullen adesso è sostenuto da un sindacato che comprende anche altre amiche di Sarah, che sono Lucy Allison, Deborah Bevan, Juliet Donald. E’ una bellissima cosa perché rende possibile portare avanti tutto ed è bellissimo per loro vedere il progresso del cavallo e vedere i bei risultati prodotti dal loro sostegno.  Il cavallo è andato sempre bene anche da giovane. Dunque è sempre stato un cavallo promettente, direi che ha sempre avuto la caratteristica di avere l’equilibrio del corpo lento a maturare. Forse perché ha continuato a crescere piano piano nel quinto sesto e settimo anno, ogni volta che si equilibrava cresceva e quindi doveva continuare ad evolversi per riuscire a sostenere le nuove dimensioni. La parte su cui fatico di più è montarlo bene e mantenere e sviluppargli l’equilibrio. Però l’atteggiamento è eccezionale e salta qualsiasi cosa in cross. L’abbiamo sempre portato avanti noi, quindi, non ha mai avuto brutte esperienze ed è sempre stato preparato nel modo migliore. Quindi ha fatto un progresso graduale e senza problema fin dalle gare dei 4 anni. E’ stato bello l’anno scorso vederlo passare a livello 4 stelle. Nel 2018  si era qualificato  al campionato 8/9 anni a Blenheim, se non sbaglio, ci eravamo classificati al quarto posto.  Sono contenta che adesso possa essere un cavallo valido di squadra. Spero”
photo courtesy Vittoria Panizzon eventing page
ecco Super Cillious, "Allevato dalla mia istruttrice o mentore da molti anni, Sarah Bullen adesso è sostenuto da un sindacato che comprende anche altre amiche di Sarah, che sono Lucy Allison, Deborah Bevan, Juliet Donald. E’ una bellissima cosa perché rende possibile portare avanti tutto ..."

Adesso Vittoria, dopo questa importante prestazione in Irlanda, cosa fa?
“ Spero  di essere di interesse per la squadra degli Europei, quindi cerco di tenere il cavallo nella condizione migliore, per quel traguardo. Adesso Ken farà un paio di settimane tranquille e poi continuerà il lavoro. Come soggetto fa condizione molto facilmente quindi, non ci vuole troppo per metterlo in forma perché galoppa con facilità ed è rapido. Sono tanto contenta che sia stato utile a Camphire, perché per noi italiani è tanto importante ottenere questa qualifica olimpica. Stiamo facendo tutti il più possibile, quindi felicissimi di aver battuto le altre nazioni non qualificate come noi. I  neozelandesi, con i tre campioni mondiali, hanno vinto la tappa, ma  l’Irlanda c’è stata davanti di poco. Sarebbero bastate pochissime penalità in meno dal nostro conto per arrivare secondi. Non è difficile essere più competitivi!”
La grigia famosa, Borrough Pennyz, cosa fa?
“ Purtroppo si è fatta male dopo Houghton. Il terreno era  molto duro, per le condizioni climatiche del momento, ed ho scoperto, dopo, che spesso provoca problemi ai cavalli, per il tipo di terreno. Purtroppo questo posto non è molto favorevole per me, quindi ho deciso di andarci mai più, se possibile! Mi succedono le cose più assurde. Mi dispiace per Pennyz, che stava andando molto bene nella parte precedente di stagione. Vedremo se riuscirà a fare qualcosa in futuro. Teniamo le dita incrociate.”

venerdì 19 luglio 2019

CASSANDRA BELLI TRIONFA AL PONY MASTER SHOW DI AREZZO

RED STAR OPTIMUS E CASSY: IL MIO PRINCIPE AZZURRO TRASFORMATO IN CAVALLO.
Di Giulia Iannone
Photo courtesy Cassandra Belli facebook page
"Red Star Optimus, per gli amici Freddy. Quando aveva 3 anni lo abbiamo acquistato in Belgio dal allevamento di Max Sebrechts"

**L'intervista, realizzata nel maggio scorso,  è stata ceduta al magazine "Poniamo" esperto nella divulgazione dell'equitazione giovanile. Come da accordi, procediamo a pubblicare sul nostro blog l'articolo a distanza di un pò di tempo.(G.I)
E’ Cassandra Belli, portacolori della Scuderia C&G di Ariccia,  la trionfatrice del Pony Master Show di Arezzo, in sella allo stalloncino sauro Red Star Optimus , per gli amici “Freddy”. Cassy  ha 15 anni e frequenta il primo liceo sportivo. Monto a cavallo da 13 anni, in pratica è  nata in sella. Fino al 2017 ha praticato la disciplina del completo,  fino a vincere diversi campionati italiani e una volta la Coppa Italia. Al momento di cambiare pony, la figlia di Jessica Laghi ha deciso di cambiare disciplina dedicandosi interamente al salto ostacoli.  "Preferisco essere una delle  tante  in ciò che amo, piuttosto  che la migliore in ciò che, da tempo, non mi trasmette più alcuna emozione agonistica”

Raccontaci questa gara: una bella escalation in 3 giorni fino alla vittoria in GP. Te l'aspettavi? Cosa hai provato?
“ E’ stata veramente una bella gara, ricca di emozioni. Red Star Optimus, il mio pony, è stato fenomenale, nonostante  la sua giovane età e grazie al  suo grande carisma e forza. Sono arrivata ad Arezzo senza l'aspettativa di vincere in nessuno dei tre  giorni. Non che non fossi impaziente di conquistare la mia prima vittoria nella massima categoria. Sono partita con l'obiettivo di far bene, lavorare per far emergere il meglio da me e dal mio pony. Ritengo che sia sbagliato focalizzarsi principalmente sulla vittoria prima che sul lavoro. Questa gara ha dimostrato  che i risultati vengono da sé. Durante il primo giorno, ho avuto un piccolo blackout e questo ha rovinato il risultato del bellissimo percorso che stavamo eseguendo io e Red Star. La seconda giornata è stata più soddisfacente , per quanto riguarda la classifica: un bel primo posto. Il giorno del GP è stato il più emozionante giorno  dal quale non aspettavo un  risultato del genere. Il percorso non era enorme, ma benché tecnico, Red Star si è comportato come un cavallo esperto e ha saltato benissimo, questo è ciò che mi ha resa più felice. Quando lo speaker  ha pronunciato  il mio nome, annunciando il mio  primo posto, ho pensato che, infondo, tutti gli sforzi non erano  stati vani e la gioia è stata incontenibile”.
 Come erano i percorsi e come hai gestito tecnicamente il tuo pony nelle tre giornate?
“I percorsi erano abbastanza impegnativi e a misura. Il Gran Premio, era giustamente il più tecnico e, per l'inesperienza del mio pony, era molto impegnativo. Abbiamo lavorato molto sul far bene questi percorsi senza esagerare con la velocità, evitando di fare errori inutili.”
photo courtesy Cassandra Belli facebook page
"La mia crescita tecnica è sicuramente una delle principali cose per cui lavoriamo duramente ogni giorno, ma come ogni sport dovrebbe fare, si guarda molto anche il lato più personale che cresce di pari passo con la tecnica.”

 Come ti eri preparata per questo appuntamento. Ti è piaciuta questa formula di gara disputata ad Arezzo?
“Red Star è un pony di grandi qualità, per cui l'altezza dei percorsi non era uno dei nostri primi pensieri. Quello su cui abbiamo lavorato molto, è stato  cercare di rendere le gare semplici e fluide, in modo che anche questa gara fosse didattica per noi e ci potesse  aiutare in futuro come bagaglio di esperienza.”
Cosa significa per te esserti qualificata per Piazza di Siena? Cosa pensi dello storico ovale romano e cosa sogni di fare in quella cornice?
 “Piazza di Siena, secondo me, è una delle gare più belle che si svolgono in Italia, insieme al Global Champions Tour di Roma. Saper di avere l'opportunità di gareggiare nella massima categoria pony, durante lo CSIO5* più ambito d'Italia e di poter saltare negli stessi campi sui  quali hanno saltato le leggende di questo sport, rende tutto magico. Fin da piccola ho sempre sognato di poter saltare a Piazza di Siena, spero che partendo da questo GP pony, si possa, negli anni, realizzare il sogno di partecipare anche al GP Rolex con i più forti cavalieri al mondo.”
 Parlaci nel dettaglio di questo pony stallone speciale che hai la fortuna di avere come partner: che carattere ha, come è da montare, pregi, difetti, che rapporto hai con lui?
“Red Star Optimus, per gli amici Freddy. Quando aveva 3 anni lo abbiamo acquistato in Belgio dal allevamento di Max Sebrechts. Abbiamo fatto insieme la sua primissima gara e adesso che stiamo facendo i nostri primi Gran Premi senza esserci separati, crea una sensazione bellissima. Lui è stallone, anche da produzione, ma questo non influisce sul suo buonissimo carattere. Le uniche volte che lo si sente nitrire è quando vede il secchio con il mangime. E’ unico nel suo genere, è il principe azzurro trasformato in cavallo (cosi' pensiamo nella nostra scuderia), gioca con i bambini ed è amato da chiunque abbia il piacere di incontrarlo. Ha moltissimo carisma e molta empatia, sa trasmettere le sue emozioni e sa tirarti su in una "giornata no".  Dopo 2 anni di lavoro insieme, ora si ha la sensazione di lavorare con un cavallo esperto, prima avevamo entrambi molti difetti e incomprensioni, ma con il tempo abbiamo imparato a capirci e a lavorare sempre meglio. I difetti tecnici  in lui ora sono molto pochi, quasi impercettibili: prima ero io che, nel mio piccolo essendo una giovanissima amazzone,  aiutavo lui e ora, molto spesso, è lui che aiuta me grazie al suo cuore e generosità d’animo. Il mio rapporto con lui e un po' come tra fratelli, spesso non ci sopportiamo a vicenda, ma è proprio grazie a questo "noi" che ora siamo ciò che siamo.”
photo courtesy Cassandra Belli facebook page
" Questo pony, è  unico nel suo genere, è il principe azzurro trasformato in cavallo (cosi' pensiamo nella nostra scuderia), gioca con i bambini ed è amato da chiunque abbia il piacere di incontrarlo. Ha moltissimo carisma e molta empatia, sa trasmettere le sue emozioni e sa tirarti su in una "giornata no"

Parlaci del tuo istruttore: quanto è importante per la vostra crescita tecnica, emotiva, e personale per te come amazzone?
“Negli ultimi tempi mi stanno seguendo due istruttori: Maria Laura Cianfanelli, alla quale devo tutto ciò che ho fatto fino ad oggi, mi segue fin da quando avevo solo 8 anni e mi ha visto e aiutato a crescere; Vincenzo Cinelli, mi segue da quando ho Red Star, e non da meno sono i ringraziamenti che gli devo. La mia crescita tecnica è sicuramente una delle principali cose per cui lavoriamo duramente ogni giorno, ma come ogni sport dovrebbe fare, si guarda molto anche il lato più personale che cresce di pari passo con la tecnica.”
 Tu sei svizzera....il tuo idolo è Steve Guerdat?
“ Si, sono per metà svizzera e per metà italiana. Steve è per adesso (e speriamo ancora per molto) il numero 1 al mondo, e lo stimo moltissimo, anche se il mio cavaliere preferito è Scott Brash insieme a Simon Delestre. Modestamente mi ritengo una grande fan del salto ostacoli ad alti livelli, penso che non ci sia un cavaliere (o amazzone) più bravo, a quei livelli sono tutti fenomenali e scegliere un idolo tra loro è praticamente impossibile!”
Sogni un giorno di gareggiare per la bandiera quadrata  elvetica?
“Non ho mai immaginato di montare per un’ altra nazione, è strano doverci pensare, non credo che lo farò mai.”

 Oltre al pony, hai già in parallelo la possibilità di montare anche un tuo cavallo?
“Insieme al mio pony, poco tempo fa si è unita alla famiglia la mia muova partner: Biograaf. Lei è una cavalla molto brava che ha già partecipato a Gran Premi e spero che riusciremo a raggiungere insieme dei risultati soddisfacenti, e magari realizzare anche qualche sogno.”


sabato 15 giugno 2019

“DEVO GRAN PARTE DEI MIEI RISULTATI, AL METODO EQUESTRE DI MIO PADRE FEDERICO”.

 Pietro Roman è il Campione italiano senior di completo 2019
Photo courtesy Pietro Roman eventing page
"Devo gran parte dei miei risultati sportivi ,al metodo equestre di scuola italiana,  insegnatomi  da mio padre"


Di Giulia Iannone
“Poi ho potuto integrare con i pensieri di altri Grandi tecnici, da Daniel Pinto, Giorgio Nuti, Duccio Bartalucci, Jacopo Comelli”.  Le riflessioni del neo campione italiano di completo Pietro Roman, attualmente in Germania in gara nel CCI4*s.

Ti aspettavi di ripetere l’impresa, e quindi vincere il secondo titolo italiano?
 “Affrontare una gara, pensando di vincerla, vuol dire perdere in partenza. Dalla mia,  avevo un ottimo cavallo  di grande esperienza, di contro, quella dei Pratoni del Vivaro,  era la nostra quarta gara e il primo 4* come binomio.”

Ci racconti, a mente fredda, le tre fasi di questo campionato davvero intenso?
puoi darci la tua valutazione  tecnica preziosa sulla fase del cross: per brillare bisognava avere un cavallo preciso, in forma, in condizione…per affrontare le famose pendenze dei Pratoni del Vivaro? Ti reputi soddisfatto dello stato di forma di Castle?
“Riflettendo a mente fredda sulle tre prove, posso dirvi che nella prima, quella del dressage, ho dovuto gestire un po' la tensione di Jake, ma che malgrado qualche errore (un cambio di troppo e uno in due tempi), sono uscito molto soddisfatto, sapevo che in un campo come quello dei Pratoni non avrei ottenuto il massimo, quindi l'obbiettivo era di eseguire una ripresa corretta senza strafare. Il giorno successivo durante il cross country ho capito quale fosse la vera qualità di Jake, una potenza mai sentita prima e una sicurezza tra le bandierine che solo Barraduff mi sapeva trasmettere. Il terzo ed ultimo giorno siamo partiti leggermente "scarichi" commettendo un banale errore al salto  n° 2 che però, ci ha fatto suonare un campanello interiore, portandoci a  saltare  bene tutto il resto del percorso. Credo che per affrontare al meglio il percorso ideato da  Giuseppe della Chiesa , bisognasse avere un cavallo in ottima condizione fisica. Un tracciato a misura, tecnicamente impegnativo, che ha saputo sfruttare al meglio le pendenze dei Pratoni unito ad un gran caldo (improvviso ma prevedibile), ha reso la giornata di sabato decisamente interessante. Con il senno di poi avrei fatto un paio di galoppo in più.”
Photo Giulia Iannone
"Jake è un cavallo estremamente potente e sicuro dei propri mezzi"


Come ti eri preparato per questo appuntamento agonistico?
“Mi sono preparato al  meglio per gli appuntamenti precedenti e ,passo dopo passo, i Pratoni mi sono venuti incontro: Ravenna per conoscerlo, Vairano per testarlo su una gara più impegnativa, Sopot per confermare le buone sensazioni precedenti”

Che cavallo è Castlewood? Cosa ne pensavi già quando lo montava in gara tuo fratello Luca, al quale sicuramente va un grazie speciale? E cosa significa gareggiare e vincere il titolo italiano col cavallo che ha interpretato Luca alle Olimpiadi? E’ davvero una splendida immagine per lo sport, per la cultura equestre ed i valori della vostra famiglia
“Jake, come ogni buon cavallo, é un cavallo dalla forte personalità: sarebbe capace di saltare il vicarage V di Badminton al trotto, e poi, spaventarsi di una foglia fuori posto. Già vedendolo sotto la sella di Luca, sapevo che Jake era un cavallo estremamente potente e sicuro dei propri mezzi. Vincere un titolo, con un cavallo precedentemente montato da mio fratello Luca, ai massimi livelli, é un emozione grandissima che va poi a confermare e sottolineare il fatto di essere stati formati dalla stessa scuola.”
Photo Giulia Iannone
"Vincere un titolo, con un cavallo precedentemente montato da mio fratello Luca, ai massimi livelli, é un emozione grandissima che va poi a confermare e sottolineare il fatto di essere stati formati dalla stessa scuola.”


Come si ottengono le qualifiche per Tokyo 2020: a livello individuale e a livello di squadra. Cosa deve fare il team italia dopo la tappa di Nations Cup ai pratoni?
“Le qualifiche per Tokyo 2020, a livello individuale, sono rimaste invariate rispetto al 2016 e seguono dunque la ranking Olimpica dell'anno precedente i giochi. A livello di squadra ci sono sempre i classici due posti ai campionati europei, che precedono  le olimpiadi ,e a differenza del 2016 in cui valeva solo la finale di FEI nations cup, viene riservato  un posto per la nazione con il punteggio più altro a fine circuito. É dunque fondamentale essere presenti con una squadra a tutte le tappe di FEI nations Cup,  per accrescere le probabilità di accumulare punti preziosi per la classifica finale.”

Barraduff, il cavallo irlandese croce e delizia per la sua personalità, potrà ancora dare il suo contributo per l’appuntamento a 5 cerchi?
“Attualmente Barraduff, nonostante i suoi 17 anni, rimane il mio cavallo di punta. É in splendida forma ed ogni volta che accendo il van per andare in gara, é il primo a tirare fuori la testa dal box. Per quanto riguarda il prossimo anno, al momento credo sia fondamentale concentrarsi sul conseguimento  della qualifica ,ma se dovesse essere convocato, lui é l'ultimo a tirarsi indietro.”

Parliamo del Dragoncello. Due argenti, ed un oro negli emergenti per i vostri allievi, Francesca Blasi, tua moglie con la quale hai uno splendido feeling, in prima linea nell’insegnamento. Che significato ha trionfare anche con i propri allievi? Quanto è importante anche l’impegno validissimo profuso da Francesca con i giovani talenti della vostra scuola?
“In scuderia siamo una grande squadra. Ci mettiamo tutti molto impegno, ma come hai ben detto tu, Francesca è quella che mette quel 30% in più.  Abbiamo una grande sintonia e ci capiamo al volo, nel lavoro come nella vita. Ne approfitto per rinnovare i complimenti a Lucrezia, Ludovica, Lorenza e Carolina, ai loro cavalli e ai loro genitori per le fantastiche performance ai campionati Italiani. Sicuramente questi risultati sono la conferma che la nostra scuola di pensiero è vincente ed applicabile a tutti i livelli.
L'impegno che mia moglie, insieme a tutto il resto della famiglia, mettono quotidianamente in scuderia è ciò che mi permette di fare quello che faccio come cavaliere, senza di loro nulla sarebbe possibile.”
Photo Credit Massimo Argenziano
"In scuderia siamo una grande squadra. Ci mettiamo tutti molto impegno.Sicuramente questi risultati sono la conferma che la nostra scuola di pensiero è vincente ed applicabile a tutti i livelli."


Tu ci dimostri che il metodo equestre italiano è vincente. Che crea cavalli longevi, sicuri, confidenti, collaborativi. Hai trovato in famiglia sempre tutte le risposte concrete ai dubbi equestri. Ora che sei cavaliere maturo, quanto sei grato a questo metodo ed a tutti gli insegnamenti paterni? Ti piacerebbe avere un cavallo italiano per creare un pendant perfetto tra cavaliere tecnica ed origini del cavallo?
“Devo gran parte dei miei risultati sportivi ,al metodo equestre di scuola italiana,  insegnatomi  da mio padre. Credo che la carta vincente che ha fatto la differenza, sia stata quella di integrare con pensieri di altri grandi tecnici ( Daniel Pinto, Giorgio Nuti, Duccio Bartalucci e Jacopo Comelli) dai quali ho saputo interpretare e rendere mio ciò che mi mancava. Sicuramente sarebbe bello poter montare un cavallo Italiano, portandolo ai massimi livelli. Per ora un piccolo progetto c'è.... staremo a vedere.”

Ora come prosegue la stagione di gare?
“Attualmente sono a Luhmuhlenn, con Barraduff nel cci4*s, che come appuntamento principe, ha gli europei a fine agosto, per Jake e gli altri cavalli devo ancora decidere il da farsi.”












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domenica 26 maggio 2019

DANIEL BLUMAN SU LADRIANO Z, FA SVENTOLARE PER LA PRIMA VOLTA LA STELLA DI DAVIDE A PIAZZA DI SIENA

GP ROMA 2019:
Every horse, every day, you learn something new - the horse will teach you. Horses will teach you everything. And then, when you think you know everything, you know nothing.
Daniel Bluman


Testo e foto di Giulia Iannone
Il 29enne Bluman, Colombiano di nascita, ma di famiglia Israeliana, monta dal 2016 per Israele. 

Giornata di chiusura a Piazza di Siena,  il  tradizionale Gran Premio Roma, ha come protagonista  la pioggia battente ed incessante di tradizione. 
Erano 44 i binomi a partire. 
Ben 13 sono italiani. 
 Manca all’appello, già al primo giro,  la riviera,  troviamo solo il fosso al n.12. 
C’è un maledetto numero 6 dritto di tavoline bianco e rosso custodito da una dea che si è divertita a mettere il bastone tra le ruote a moltissimi binomi.  Sono solo  4  i netti al primo round, benchè ne fossero stati previsti 6 o 7:  per il Belgio, l’elegantissimo e puntuale Olivier Philippaerts, per altro primo a partire, con H&M  Extra; l’irlandese Cian O’Connor, noto per la sua grinta e determinazione, sulla grigia Irenice Horta, cavalla belga in passato montata da Lorenzo De Luca, e che l’irlandese monta da pochissimi mesi, appunto l’israeliano Daniel Bluman, su Ladriano Z castrone baio del 2008 da Baloubet de Rouet, cavallo discendente dallo stallone simbolo della scuderia del suo mentore Nelson Pessoa e quello del nostro Luca Marziani sullo stallone dall’occhio intelligente, Tokyo du Soleil.  Entra poi l’americana Jessica Springsteen con 1 penalità di fuori tempo su Fleur de L’Aube, che si ritirerà al secondo round per una incomprensione giunta subito con la sua cavalla 14enne, forse per eccesso di pressione ed inesperienza.  
Daniel Bluman intervistato dalla stampa internazionale dopo la press conference ufficiale 2019

Tra gli altri 11 binomi che hanno accesso alla seconda manche c’è anche  Giulia Martinengo Marquet su Elzas, castrone baio di 10 anni da Diamant de Semilly, straordinariamente insieme a districarsi sul percorso, che chiuderanno al quinto posto. Al sesto posto concluderà , invece Luca Marziani ,su Tokyo du Soleil ,che nello spingere il piede sull’acceleratore al secondo round, incappa in un errore al penultimo ostacolo, per colpa di quella girata a mano destra che fa fatica a venire al figlio di Montender. Ci provano l’irlandese Karragh Kenny che chiuderà al quarto posto – eppure il suo 37,86 era stato il tempo più veloce ma era entrato con 4 penalità al giro base- e sono costretti ad inseguire l’americana Laura Kraut, lo svedese Fredrik Jonsson con la sua monta vigorosamente vichinga tutti pesanti del bagaglio di un errore al primo giro, mentre Farrington e Von Eckermann nel tentativo di accelerare aggravano il pesante fardello di errori chiudendo a 12 penalità. Quindi il podio vedrà Cian O’Connor al secondo posto nel tempo di 40,64, Olivier Philippaerts terzo con 40,64 ed al primo posto, ovviamente con doppio netto nel tempo di 39,47 il cavaliere che non ti aspetti Daniel Bluman.
il colpo d'occhio dell'ovale di Piazza di Siena durante la ricognizione del tracciato del
Gran Premio Roma 2019


Daniel, nato in Colombia il 15 marzo 1990. Suo nonno è sopravvissuto all’olocausto, dopo aver trascorso 3 anni nel campo di concentramento di Auschwitz e si è trasferito in Colombia dopo la Liberazione.   Il giovane Daniel ,ha cominciato a montare all’età di 3 anni. Come Young Rider,  ha gareggiato in Colombia, Germania, Usa. Ha avuto la possibilità di lavorare con i più importanti istruttori al mondo, tra cui il Campione Brasiliano Nelson Pessoa, nelle sue scuderie in Belgio ove è rimasto alcuni anni. Nel 2007 Bluman si è mosso dalla Colombia a Wellington, Florida, per dedicarsi attivamente alla sua carriera equestre. 
Daniel Bluman ha dedicato la vittoria al suo mentore, Nelson Pessoa, ed al suo idolo equestre, Eric Lamaze, che sta
combattendo la battaglia della vita

Ha all’attivo, per dirla in breve, moltissime partecipazioni a tre Campionati del mondo                ( Lexington, Caen e Tryon), Giochi pan-americani nel 2011, due Giochi Olimpici( Londra e Rio De Janeiro) giusto per citare quelli più rappresentativi e significativi. Cittadino Colombiano ed Israeliano ( la nazione di origine della madre) Daniel Bluman,  ha deciso, dopo i Giochi Olimpici del 2016, di cambiare nazionalità, e continuare a gareggiare sotto i colori bianchi ed azzurri in cui campeggia al centro, la stella a 6 punte di Davide, quel Sigillo di Salomone per il  quale oggi, Daniel ,  ha vinto a Roma il Gran Premio sullo storico ovale dal manto erboso, nella città eterna.  La prima volta del Colombiano-israeliano che seguiva la prestigiosa gara per televisione sognando,un giorno, di conquistare sul campo la lupa capitolina. Domenica è già storia : Daniel Bluman ha scritto a chiare lettere,  nell’albo d’oro di questo prestigioso appuntamento equestre internazionale, il proprio nome assieme a quello dei grandi cavalieri della storia.

martedì 30 aprile 2019

FRANCESCO PIZZORNI E L’ARTE DELLA MASCALCIA:

  PASSIONE,ENTUSIASMO, “TRADIZIONE DI FAMIGLIA.”
Di Giulia Iannone
"Ormai sono 10 anni che pratico la professione di maniscalco. Il mio maestro principale è stato mio padre Gervasio, e si può dire che lo accompagno da sempre!"

Abbiamo intervistato Francesco Pizzorni, giovane maniscalco del Lazio, appena rientrato dalla più grande competizione al mondo di mascalcia, che si svolge, ogni anno ad aprile in Olanda.  L’erede della mano sapiente di papà Gervasio, si è classificato  primo tra gli italiani in gara e settimo in classifica generale.  Al telefono per noi il racconto delle fasi salienti della competizione, della sua passione, dell’entusiasmo e voglia di fare…
(Tutte le foto sono gentilmente concesse da Francesco Pizzorni)

Dove si è svolta questa gara di mascalcia, chiamata Werkman spring games 2019?
“Si è svolta in Olanda a Groningen precisamente a Tolbert dall’11 al 13 aprile. E’ una gara in cui scende in campo tutto il mondo della mascalcia.  Se il  Campionato Europeo si disputa ogni due anni,  possiamo dire che questa di Tolbert  è la gara più importante al mondo. Diciamo che non è un campionato europeo, ma il livello è altissimo.”

Si accede per selezione?
“ Non ci sono selezioni. Si partecipa se si è pronti e ben preparati e disponibili a sostenere un alto costo di iscrizione. E’ più che altro in base alla propria preparazione. Può partecipare chiunque, fermo restando che si tratta di una delle gare più difficili al mondo. “

Come era strutturata la gara?
“ Eravamo 160 partecipanti, provenienti da tutte le nazioni,  suddivisi in tre categorie. Principianti, intermedi e poi open class. Ho partecipato  tra gli  intermedi perché le categorie sono  in base all’età. Dai 30 in poi si partecipa agli open class, che possono essere considerati i veterani della mascalcia, professionisti, quelli   che forgiano da molti anni. Io, ho 29 anni, e forgio solo  da due anni…si può dire che ho bruciato un po’ le tappe! Alla gara erano state predisposte  40 postazioni di lavoro. Quattro erano i round per ogni categoria. Quattro sessioni, più quattro round, per un totale di  16 riprese totali. In base alla diversa tipologia del ferro o categoria , veniva assegnata una ora per la prima fase: bisognava fare un  ferro preparato e un ferro a sorpresa, ideato dai giudici, il giorno prima durante il briefing del giovedì. In quel breafing,  i giudici hanno annunciato che ogni categoria avrebbe avuto due ferri a sorpresa. Altri  due, invece,  avevamo potuti studiarli,  nel senso che erano stati esposti due mesi prima e ci si poteva allenare per rispettare quelle misure e quel ferro dato. Quindi tutti i concorrenti si erano allenati su due ferri preparati, due ferri a sorpresa sono stati fatti il giovedì, poi c’è stato uno speed forge, che sarebbe una gara di velocità per cui in 15 minuti bisognava realizzare un ferro che era già stato dato dai giudici due mesi prima ed una prova chiamata “Eagle eye” ossia guardare un piede dalla distanza di un metro, senza toccarlo, senza misurarlo, solo con la fotografia dell’occhio, e riprodurre un ferro ad occhio, con le misure fotografate da lontano, solo con gli occhi,  per quel piede. Chi lo faceva meglio si aggiudicava la categoria. 20 erano i minuti a disposizione per questa prova.  Riepilogando, giovedì solo briefing, con tutte le spiegazioni del caso, il venerdì si sono svolte le due categorie di una ora ed il  sabato la speed forge e l’eagle eye.”
Tu su quale ti sei classificato meglio?
“Ho vinto la speed forge! Erano tutti punteggi e non contano, sono arrivato primo, terzo, sesto.. Sono arrivato in classifica finale settimo. Però primo fra gli italiani. Nella mia categoria.”
Con che tipo di esperienza ti presentavi in Olanda?
“ Ho vinto nell’ottobre 2018,  la gara alla Fiera di Verona, che si può considerare un campionato italiano, non era denominato campionato italiano, però lo si può considerare tale  perché scendeva in campo tutta l’Italia della mascalcia. “
"Alla gara erano state predisposte  40 postazioni di lavoro. Quattro erano i round per ogni categoria. "

Cosa ti lascia questa esperienza? Come ti ha motivato il confronto con gli altri colleghi?
“ Una esperienza fantastica che vorrei ripetere il più presto possibile. Purtroppo ci sarà solo tra due anni di nuovo questa gara. Nel frattempo cerco di qualificarmi per gli europei, perché per questo appuntamento serve la qualifica. Si disputeranno l’anno prossimo sempre ad aprile. Credo. Ci sarà una gara di qualificazione presso un open day , almeno così hanno fatto l’anno scorso, ma non vi partecipai perché ancora non ero pronto. Adesso sono preparato. A marzo un open day presso una delle nostre fabbriche a Bergamo, di solito fanno così. Sarà una gara tra tutti gli italiani. I primi quattro , più uno di riserva, vanno agli europei.”
Come è nata in te la voglia di prendere parte a delle competizioni di mascalcia?
“lo reputo un investimento sulla mia carriera, sulla mia preparazione, il mio mordente ed entusiasmo anche se è molto faticoso e ci sono molte spese. Questa gara per esempio, se consideriamo in soldi, mi è costata più di 5.000 euro. Non tutti hanno questa mentalità. Investo ad esempio molto sui materiali di lavoro, li considero un investimento per me ed anche la mia crescita e preparazione culturale personale. Ognuno ha il proprio approccio con il lavoro e la propria mentalità professionale. La mia è questa. Questo lavoro per me è animato da grande passione. Mi piace molto confrontarmi, lo faccio e continuerò a farlo. Spero di riuscire ad andare in Francia  tra un mese . Sarebbe molto utile trovare uno sponsor, che ad esempio possa  pagarmi almeno le spese di viaggio. Ci sono molte gare in questo periodo, oltre che in Francia anche in Spagna, Irlanda, e ma c’è la necessità anche di pensare al proprio lavoro. Non  è possibile lasciare i clienti! Il mercato è spietato.”
In che modo sei venuto a conoscenza di queste gare per maniscalchi?
“ Per caso. Circa tre anni fa sono stato ad un convegno. Per gioco hanno iniziato a forgiare ed hanno coinvolto anche me. Così ,è emerso che sono molto portato e, per questo motivo, mi sono iscritto alla prima gara. Senza un minimo di allenamento mi sono classificato terzo. Allo scopo ho iniziato anche a frequentare dei corsi. In occasione di questa gara in Olanda mi sono preparato a forgiare con Vincent Lamaille.

Potrei sapere allora, come ti sei formato e chi è stato il tuo maestro? Da quanti anni fai il maniscalco?
“ Ormai sono 10 anni che pratico la professione di maniscalco. Il mio maestro principale è stato mio padre Gervasio, e si può dire che lo accompagno da sempre! Le basi dunque me le ha date lui, ma c’è anche molto studio, impegno, approfondimento, per andare avanti, perché c’è molta evoluzione, la diagnostica per immagini va avanti, i veterinari si evolvono, le patologie aumentano, gli studi sui ferri cambiano, i ferri stessi cambiano, quindi c’è sempre un adeguarsi dietro l’innovazione. Ho preso parte ad alcuni corsi sul territorio italiano, poi tutti corsi privati, uno ad esempio con Vincent Lamaille, che è uno dei maggiori esponenti al mondo per quanto riguarda la forgiatura, e poi quando vado a queste gare ci sono sempre convegni abbinati. Comunque posso affermare che la formazione principale, si chiama gavetta!”
 "MI appassiona sistemare un cavallo che ha dolore e soffre, al creare da zero un ferro fatto a mano, che oggi molti maniscalchi non sanno più fare, al capire e migliorare ed elaborare nella propria mente strategie e soluzioni per migliorare nel proprio settore. "

Sprizza da ogni tua parola, gioia entusiasmo e passione per questo mestiere. Cosa ti appassiona?
“ Tutto! Dal sistemare un cavallo che ha dolore e soffre, al creare da zero un ferro fatto a mano, che oggi molti maniscalchi non sanno più fare, al capire e migliorare ed elaborare nella propria mente strategie e soluzioni per migliorare nel proprio settore. Capire l’errore e migliorare di volta in volta. “
Tuo padre Gervasio, cosa dice di tutte queste gare, della tua passione, di tutta questa voglia di fare?
“ Mio padre non mi dice nulla! E’ molto orgoglioso. Non si esprime mai con me, però so che è molto soddisfatto. Anche se ha una mentalità che è un po’ diversa dalla mia!  Lui è in piena maturità professionale: vede tutte le cose con calma e pacatezza. Io, anche per un piccolo dettaglio, mi emoziono subito. Mi piace molto l’innovazione e l’avanguardia nell’attrezzatura, nel furgone…mio padre è più pragmatico e , ai miei occhi, appare sempre così rilassato! “
"Mi piace molto l’innovazione e l’avanguardia nell’attrezzatura"
(ecco i ferri creati da Francesco Pizzorni durante la gara in Olanda)

Allora in chiusura, facciamo un appello per trovare uno sponsor?
“ Magari! Facciamo questo appello. Intanto vorrei ringraziare gli sponsor che hanno pensato a vestirci all’ultima competizione disputata in Olanda. Desidero anche ringraziare tutti i colleghi che mi sono stati vicini, e tutti gli amici con cui ho vissuto questa esperienza, che spero di ripetere al più presto”