sabato 16 maggio 2026
HABIBI ANGELUS: UN ESEMPIO REALE DI CAVALLO CLASSICO . LE RIFLESSIONI DI SILVER MASSARENTI
Di Giulia Iannone
"Per me l'equitazione classica non deve essere una prigione estetica, ferma nel passato, ma un concetto mentale vivo e dinamico, capace di evolversi con il tempo senza perdere i suoi principi fondamentali."
Le riflessioni di Silver Massarenti, sul suo cavallo di punta, espressione di un pensiero equestre classico.
Tra il mese di aprile ed i primi di maggio, lo stallone lusitano grigio di Silver Massarenti, Habibi Angelus ( Esp, 2012 da ALBATRO X BECADA) è stato protagonista di diverse prestazioni ed apparizioni equestri, nei contesti più differenti, mettendosi sempre in luce, non solo per eleganza e presenza scenica, ma finendo letteralmente sul podio, in discipline e contesti tecnici disparati.
Una sola cosa in comune: la cultura e preparazione equestre classica, dimostrazione eccelsa di saper essere base comune e concreta, elemento propedeutico per ogni altra attività equestre. Come dice sempre il suo cavaliere!
Ma cominciamo con ordine.
In Aprile, al Nazionale di Borgo La Caccia, a Bedizzole, per la disciplina del Dressage agonistico, in contesto FISE, Habibi e Silver Massarenti, hanno riportato per due giorni consecutivi, due vittorie in categoria Prix St. Georges e Intermediate I, attestandosi al di sopra della percentuale del 68, competendo contro un cospicuo numero di avversari di spessore. In occasione della Fiera di Travagliato, svoltasi tra fine aprile ed i primi di maggio, il Lusitano maestoso, si è presentato in outdoor di fronte ad un pubblico numeroso e chiassoso, tra puledri e fattrici ( ricordiamo che è stallone riproduttore, in attività parallelamente alla carriera agonistica) per presentare e promuovere l'allevamento di Lusitani in Italia del suo cavaliere addestratore e scopritore. E non è impresa facile, per un cavaliere, tenere composto, educato ed agli ordini uno stallone in piena attività riproduttiva, di fronte ad un grande numero di cavalli e cavalle attorno!
Ogni sera, per la durata dell'evento fieristico, il binomio "multitasking" è stato impegnato in uno dei quadri del Gala intitolato "Emozioni", sulla coreografia preparata in occasione dello spettacolo equestre del 2026. Fatto ancora più significativo, nella giornata di venerdì, Silver ha deciso di improvvisare, con il suo fido figlio di Albatro, con soli 20 minuti di preparazione pre gara, la competizione di monta da lavoro tradizionale, tappa di Coppa Italia della FITETREC ANTE. Detto fatto! Percorso interamente eseguito con una mano sola. Per loro la conquista della terza posizione. Si tratta di un binomio che può contare su una grande arma vincente: fiducia, intesa e sintonia emotiva ed interiore, affinati dopo anni di lavoro e tanti momenti di vita e carriera condivisi. È un cavallo geniale: la loro terza gara insieme, in carriera, al MCI di Londra, nel 2018, li ha premiati con un bronzo europeo di questo settore, nel 2019 sono saliti sul gradino alto del podio, e quest'anno, sempre nella kermesse europea, si sono aggiudicati, la medaglia di legno in una categoria superiore.
Un cavallo semplicemente straordinario!
Abbiamo rivolto al Direttore della SIEC, Scuola Italiana di Equitazione Classica, Silver Massarenti, che spazia dall' Alta Scuola, Monta da Lavoro, Spettacoli Equestri, Dressage ed Equitazione Classica, qualche domanda su questo cavallo poliedrico, Habibi Angelus, exemplum, di un concetto mentale, oltre che estetico e formale.
Come riesci a far esprimere questo cavallo Lusitano, con il quale hai un grande feeling ormai, ( ma tu hai montato anche PRE e un Maremmano) in tutte queste attività equestri agonistiche e non, senza indugio e titubanza , tanto da poter improvvisare anche una gara di monta da lavoro, eseguita tutta con una mano sola?
" Non faccio nulla di straordinario, non ci sono trucchi o poteri magici. Seguo semplicemente la preparazione e la filosofia concettuale della Scuola Classica, da cui può emergere chiaramente la generosità, la capacità di concentrazione e l'equilibrio psico-fisico del cavallo. L'ambiente circostante, molto sollecitante e insidioso per uno stallone riproduttore, spesso rappresenta una variabile importante, superabile certamente con risorse presenti all'interno del binomio, anche se a discapito, qualche volta, della purezza e perfezione stilistica puramente estetica, pur restando legati strettamente al pensiero concettuale dell'insegnamento classico. Mi sono iscritto pochi giorni prima alla gara di Monta da Lavoro, per promuovere questa disciplina che amo particolarmente, ma che non pratico da anni, perché desideravo dimostrare che le basi classiche servono sempre. Ci è stato impossibile prepararci per problemi di tempo, e così io ed il mio cavallo, abbiamo improvvisato una ripresa disegnandola e memorizzandola pochi minuti prima di entrare in pista. Gara eseguita per intero con una mano sola, anche se Habibi non lo aveva mai fatto.
Mi sono impegnato molto con questa improvvisazione, per rendere tangibile un messaggio visibile: un binomio che lavora con metodo tecnico classico, si può adattare rapidamente a qualsiasi disciplina, mentre il processo inverso non è così facile od attuabile.
La difficoltà del lavoro e della competizione con una sola mano, sta nel fatto che il cavallo deve essere perfettamente equilibrato sulle gambe, attento e disponibile agli aiuti, con il desiderio costante di portarsi avanti durante tutto il lavoro. Questo richiede non solo preparazione tecnica, ma soprattutto fiducia, leggerezza e comprensione reciproca, soprattutto se lo fai per la prima volta. Non bisogna inoltre mai dimenticarsi di trovare piacere in questo impegno assieme al cavallo, farlo divertire, farlo lavorare senza sforzo, farlo sorridere interiormente"
Tu parli di Equitazione classica e non squisitamente di dressage classico. Che cosa è per te questo concetto equestre, oggi nell'era della specializzazione equestre precoce dell'allievo e della divisione in settori molto separati tra loro?
" L ' equitazione classica è l'arte dell'armonia: Ispirata agli insegnamenti dei grandi maestri del passato (come De La Guérinière e Baucher), l'equitazione classica pone l'accento sulla simbiosi perfetta tra cavaliere e cavallo, dove i movimenti nascono dalla leggerezza e dalla comprensione reciproca.
Penso che non sia altro che la relazione ( personale, intima) con un cavallo e che ognuno di noi la possa esprimere a suo gusto. Credo fortemente che montare a cavallo sia un'arte e come tale ognuno di noi la interpreta e vive a suo modo.
il bello dell'equitare!
Come in ogni tipo di arte, gli artisti si impegnano per cercare di trasmettere le sensazioni in modo viscerale.
È ovvio che dietro a tutto, ci deve essere la conoscenza e la preparazione tecnica, così che ognuno possa dipingere il " proprio quadro "cercando di essere autentico e di non somigliare o copiare l'arte degli altri.
Questo è uno dei motivi per il quale non si può piacere a tutti. Quindi la specializzazione ti può portare ad essere molto bravo, specializzato con forza in quella disciplina e settore, a detrimento della parte emozionale ed interiore. Purtroppo capita spesso di vedere quelli molto bravi e non sentire le sensazioni di cui si ha "fame".
Con il mio cavallo, mi piace godere di una relazione completa a tutto tondo.
Sicuramente il dressage classico rappresenta il punto di partenza di tutte le discipline equestri, il dressage è l'educazione fondamentale del binomio (quindi non solo del cavallo). Il cavallo viene reso calmo, flessibile, fiducioso ed obbediente creando quella base comune indispensabile per qualsiasi disciplina equestre, si tratta di una vera ginnastica del cavallo finalizzata a sviluppare equilibrio, armonia e leggerezza.
Oltre all'aspetto puramente tecnico, il dressage classico è soprattutto comunicazione, ricerca di un linguaggio comune fatto di sensibilità ascolto reciproco e comprensione, che permette di creare quell'unione autentica tra i due al punto di poter fare un concorso di dressage ,teatro equestre, monta da lavoro e gestire una mandria di bovini... tutto con facilità e spontaneità, come con grande umiltà provo tenacemente a fare io, perché credo nell'idea dell'equitazione classica che calza a pennello sulla mia anima e sul mio mondo interiore "
È possibile che a volte, non stando chiusi in una accademia o nella cornice di una stampa d'epoca, ma su un animale che è vivo ed ha i suoi istinti , si debba fare qualche compromesso con la purezza estetica? Quindi una mano un pó imperfetta , una impugnatura di redini più funzionale, una sella ragionevolmente - e senza eccessi- al passo con l'evoluzione del cavallo, linee di sangue e schiene differenti dal passato?
" Penso che la purezza estetica sia prima di tutto una legge dettata dal cavallo stesso di cui si dispone e dal suo livello di addestramento. Si può essere perfetti per istanti, ma impossibile esserlo sempre e in qualsiasi momento e fase dal addestramento, per lo meno io non ne sono capace. L'elemento fondamentale è essere in armonia con il proprio cavallo e permettergli di muoversi in libertà, così da potersi esprimere nel modo migliore possibile. L'impugnatura delle redini deve essere funzionale al cavallo, ma anche al cavaliere, per esempio, nel mio caso specifico, devo segnalare che ho grossi problemi alle braccia e alle mani, dovuti a traumi riportati in carriera. Sono limiti fisici con cui devo fare i conti, che mi portano a fare del mio meglio con il corpo di cui dispongo. A volte questo significa adattarsi all'individualita del cavallo, alla sua morfologia, sensibilità e anche all' evoluzione dei cavalli moderni.
L'estetica non dovrebbe mai diventare una prigione rigida che limita il movimento, l'equilibrio o il benessere dell'animale.
Per me il punto fondamentale è valorizzare il cavallo e non il cavaliere.
Il vero obiettivo è mettere il cavallo nelle condizioni di esprimersi con naturalezza, leggerezza e autenticità, lasciando che sia il vero protagonista. Per quanto riguarda la sella, penso che per la fortuna, sia di cavalieri che di cavalli, c'è stata un'evoluzione importante negli anni, determinata dallo studio approfondito, sia sul cavaliere che sul cavallo, e all'impiego di materiali moderni e pellami lavorati e conciati, con metodi vegetali moderni, e non più chimici come si usava un tempo. I cavalieri oggi possono usufruire di una comodità che in passato era impensabile. La cura dei dettagli dà la possibilità, oggi, di perfezionare e agevolare un buon assetto aumentando il confort, che non è paragonabile a quello di un tempo.
Relativamente all'estetica, si può dire che le mode cambiano.
Secondo me è importante non confondere una sella che offre e favorisce un buon assetto, con una che obbliga e blocca il cavaliere, apportando solo più sicurezza, rimanendo aggrappati al cavallo. Questo dettaglio, ho riscontrato, piace molto ai cavalieri neofiti !"
L'equitazione classica /dressage classico che si proietta nella modernità. Prigione "estetica" inerte, ancorata al passato, o concetto mentale dinamico che può stare al passo coi tempi?
"Per me l'equitazione classica non deve essere una prigione estetica ferma nel passato, ma un concetto mentale vivo e dinamico, capace di evolversi con il tempo senza perdere i suoi principi fondamentali.
I grandi maestri del passato non cercavano di creare immagini statiche, ma cavalli in equilibrio, disponibili, leggeri, e in armonia con il cavaliere.
Ed è proprio questo spirito che deve continuare ancora oggi.
La modernità non dovrebbe cancellare la tradizione, ma permetterci di comprenderla meglio e adattarla ai cavalli contemporanei , alle nuove conoscenze biomeccaniche e all' evoluzione dell' equitazione stessa.
Con l'aggiunta delle incredibili scoperte dal punto di vista etologico che ci permettono un'evoluzione tecnica incredibile.
L' etologia, oggi può aiutare molto di più la tecnica.
Quindi appoggiandosi alle conoscenze e agli studi dei nostri predecessori, possiamo senz'altro attuare grandi miglioramenti alla relazione nel binomio rispetto al passato. Siamo fortunati a vivere in quest'epoca di conoscenza.
Per questo credo che l'equitazione classica sia soprattutto una filosofia di rispetto, ascolto e comprensione del cavallo.
Se questi principi rimangono vivi, allora l'equitazione classica può continuare ad evolversi restando attuale ed autentica nonostante i pochissimi esponenti.
Oggi si teorizza molto e si criticano tanto gli ultimi tre , per modo di dire, cavalieri che ancora la praticano. Quindi suppongo che se non cambia qualcosa, ben presto(almeno in Italia) rimarranno solo grandi teorici, leoni da tastiera e nessun cavaliere, razza in estinzione.
Oggi tutto si muove attorno all'agonismo, quindi alla specializzazione dei nuovi allievi, a svolgere il compitino ( questo non ritengo faccia parte dell' equitazione classica ma del dressage moderno).
n.b.tutte le foto sono state abilitate e concesse da Silver Massarenti, che ringraziamo per la collaborazione.
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