Di Giulia Iannone
EMBAJADOR SG, un cavallo partner di grande spessore agonistico e tecnico. Ci ricordi che risultati ha ottenuto in carriera?
"Embajador SG, come hai giustamente sottolineato, è stato un grande partner sportivo, protagonista di una carriera ricca di soddisfazioni e risultati importanti.
In nove partecipazioni al Master Iberico, insieme a Nausicaa, ha conquistato ben sette medaglie. Nel 2017 è stato inoltre riconosciuto dall'ANCCE come miglior PRE dell'anno, un riconoscimento che testimonia il suo valore.
Nel 2021 è stato convocato nella squadra italiana Senior per i Campionati Europei di Hagen e, nello stesso anno, ha conquistato la medaglia d'oro nel Campionato Italiano Assoluto Tecnico e quella d'argento nel Campionato Italiano Assoluto Freestyle, disputati presso Le Lame.
Nel 2022 è arrivata un'altra importante medaglia, il bronzo nel Campionato Italiano Assoluto Tecnico Senior.
Un palmarès che racconta da solo il valore di questo cavallo e la straordinaria carriera sportiva costruita insieme a Nausicaa."
Come è stato montare in gara questo grande schoolmaster? Non è sempre stato facile, vero? Tu lo ammiri?
"Nonostante sia uno schoolmaster di grande esperienza, montarlo in gara non è sempre stato così semplice. Come ogni cavallo, anche lui ha le sue particolarità e le sue complessità.
Per un cavallo che per tanti anni ha affrontato esclusivamente il Grand Prix, anche tornare a competere in categorie di livello inferiore non è stato così immediato e scontato.
Soprattutto all'inizio, in determinati momenti della ripresa, si aspettava di dover eseguire gli esercizi del Grand Prix e tendeva quindi ad anticiparmi. Con il tempo, però, ha iniziato a comprendere che non gli veniva più richiesto quel livello di difficoltà e, in un certo senso, si è anche rilassato. Il Grand Prix, del resto, è una categoria estremamente impegnativa per un cavallo, non soltanto dal punto di vista fisico, ma anche mentale.
Gara dopo gara, il nostro feeling è cresciuto. Ha imparato ad ascoltarmi, ad aspettarmi e a fidarsi sempre di più delle mie richieste.
Nelle gare outdoor eravamo arrivati a raggiungere una sintonia e un'armonia quasi perfette. Negli indoor, invece, è sempre stato un po' meno a suo agio, una caratteristica che lo ha accompagnato durante tutta la sua carriera. Per questo motivo, quando possibile, ho preferito evitare questo tipo di competizioni, privilegiando situazioni nelle quali potessimo vivere esperienze positive insieme. Era questo, più di ogni altra cosa, ciò che mi interessava.
Quanto al fatto di ammirarlo, credo che dire semplicemente di sì sia davvero riduttivo. Embajador è il cavallo che mi ha insegnato più di tutti, quello al quale devo tantissimo e verso il quale proverò sempre un'immensa gratitudine."
Chi è questo PRE per Sara Lipari? Carattere e mondo interiore dal tuo punto di vista?
"Embajador è un cavallo dal carattere molto particolare. Per gran parte della sua vita è stato abituato ad avere un'unica amazzone, Nausicaa, e poi, quasi per caso, sono arrivata io.
È un cavallo molto padronale, con una personalità forte e ben definita, ma allo stesso tempo estremamente generoso e disponibile. È uno di quei cavalli che non ti dice mai di no, che cerca sempre di fare quello che gli chiedi e che mette a disposizione tutta la sua esperienza.
Mi ha permesso di crescere tantissimo, non soltanto dal punto di vista tecnico, ma anche come amazzone.
La sensazione più bella che mi ha sempre trasmesso è quella di poter affrontare qualsiasi situazione insieme. Quando sei in sella a lui, senti di poter andare ovunque, perché sai che, qualunque cosa accada, lui non ti abbandonerà.
Ed è una sensazione davvero difficile da spiegare a parole."
Chi eri tu prima di lui? Cosa ti ha insegnato?
"Prima di Embajador ero probabilmente un po' persa, soprattutto dal punto di vista sportivo. Non avevo ancora trovato il cavallo giusto con cui costruire un percorso e ritrovare quella continuità che cercavo.
In precedenza avevo avuto un altro cavallo, grazie al quale avevo potuto affrontare le mie prime esperienze importanti a livello nazionale. Purtroppo, però, un infortunio lo aveva costretto ad andare in pensione prima del previsto.
Da quel momento non è stato semplice ritrovare la strada giusta, almeno fino a quando non ho avuto l'opportunità di montare Embajador.
Lui mi ha insegnato tantissimo. Mi ha dato la possibilità di fare esperienza, di acquisire sicurezza e soprattutto di ritrovare fiducia nelle mie capacità.
Con lui ho imparato a gestire situazioni che prima mi sembravano difficili, a essere più consapevole in sella e ad affrontare le competizioni con una serenità diversa.
Credo che il suo insegnamento più grande sia stato proprio questo: farmi capire quanto sia importante costruire un vero rapporto di fiducia con il proprio cavallo e quanto questo possa fare la differenza, dentro e fuori dal rettangolo."
Ti mancherà Embajador nel quotidiano? Cosa farà adesso?
"Dire che mi mancherà è davvero riduttivo. Dopo tre anni così intensi, fatti di gare, allenamenti, emozioni e quotidianità condivisa, sarà sicuramente strano non avere più gli stessi obiettivi agonistici insieme.
La cosa che però mi rende felice è che Embajador rimarrà con noi in scuderia, quindi continuerò ad averlo vicino e a prendermi cura di lui.
Per il momento proseguirà con un'attività molto leggera, circa tre volte alla settimana, semplicemente per mantenersi in forma e in movimento, sempre nel rispetto delle sue esigenze.
E naturalmente, ogni tanto, avrò ancora il piacere di salire in sella a lui e condividere qualche bella passeggiata nei campi.
In fondo, cambia soltanto il nostro percorso sportivo, non certo il legame che ci unisce".
Sappiamo che il tuo nuovo partner è un Lusitano grigio, Picasso. Che progetti hai?
"Picasso è un Lusitano di sette anni, arrivato da me a gennaio di quest'anno.
Quando l'ho acquistato conosceva già buona parte degli esercizi, ma c'era ancora un importante lavoro da fare per consolidare le basi. Ed è proprio su questo che ci stiamo concentrando, con calma e pazienza.
Credo molto nell'importanza di rispettare i tempi di ogni cavallo, senza avere fretta di raggiungere determinati obiettivi. Non voglio assolutamente bruciare le tappe: preferisco dedicargli tutto il tempo necessario affinché possa crescere e acquisire sicurezza nel lavoro.
Quando saremo pronti, arriveranno anche le gare. Molto probabilmente le sue prime uscite saranno con Nausicaa, proprio per permettergli di affrontare le prime esperienze nei rettangoli con tutta la sicurezza e la tranquillità che merita.
Il mio obiettivo principale rimane comunque la partecipazione al Master Iberico, con la prospettiva di prendere parte anche alla relativa Finale Europea. Se gli impegni e la preparazione ce lo consentiranno, mi piacerebbe inoltre partecipare a qualche Campionato FISE.
Ma per il momento la priorità è costruire un buon percorso insieme, senza fretta."
Perché un Lusitano e non un altro PRE?
"In realtà, quando ho iniziato a cercare quello che scherzosamente definivo il mio "post Bambi", non avevo deciso a priori di orientarmi verso un PRE oppure un Lusitano.
Il mio obiettivo era semplicemente trovare il cavallo giusto per me, un soggetto che rispondesse alle mie esigenze, alle mie ambizioni sportive e con il quale potessi immaginare di costruire un nuovo percorso.
Poi, quasi per caso, è arrivato Picasso.
Sicuramente i Lusitani, soprattutto in un'ottica futura di Grand Prix, presentano spesso caratteristiche interessanti, come una buona forza della schiena, energia e reattività.
Naturalmente non significa che queste qualità manchino nei PRE, anzi. Esistono soggetti straordinari anche in questa razza, ma ritengo che siano meno frequenti e che, quando si cercano determinate caratteristiche tecniche e atletiche, non sempre siano facilmente accessibili dal punto di vista economico.
Per me, comunque, la razza non è mai stata il criterio principale. Quello che conta davvero è il singolo cavallo, il suo carattere, le sue qualità e soprattutto la possibilità di creare un buon binomio."
Il ricordo più bello con il mitico "Bambi", per chiudere in bellezza la nostra conversazione e intervista.
"È davvero difficile scegliere un solo ricordo, perché questi tre anni insieme sono stati pieni di momenti bellissimi.
Abbiamo vissuto tantissime esperienze positive e, fortunatamente, le gare che non sono andate secondo i nostri piani sono state davvero poche.
Ogni competizione, ogni trasferta e ogni piccolo traguardo raggiunto insieme ha contribuito a rendere questo percorso speciale.
Se ripenso a tutto quello che abbiamo condiviso, più che una singola gara o un risultato, mi viene in mente la sensazione che provavo ogni volta che entravamo in rettangolo: quella sicurezza, quella fiducia e quella consapevolezza di avere accanto un compagno sul quale poter sempre contare.
Embajador mi ha regalato molto più di quanto avrei mai potuto immaginare. Mi ha permesso di vivere esperienze importanti, di crescere come amazzone e soprattutto di ritrovare il piacere di gareggiare.
Per questo, più che un ricordo in particolare, porterò sempre con me l'intero percorso che abbiamo fatto insieme.
Bambi avrà sempre un posto speciale nel mio cuore, perché ci sono cavalli che ti accompagnano per un periodo della vita e altri che, in qualche modo, la cambiano. Per me lui è stato uno di questi."







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